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    Architetture e paesaggio agrario di Monte di Procida: i Cellai in Tufo.

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    Il paesaggio agrario di Monte di Procida è caratterizzato dalla presenza di costruzioni rurali in tufo chiamate “Cellai”. Il Cellaio è detto anche celliere ed indica un riparo più stanziale per i coloni che dall’isola di Procida quotidianamente si recavano sulle colline e nei campi flegrei. I locali erano adibiti al ricovero per attrezzi e a dispensa. Dal latino deriva il termine di cella che era il luogo del piano terra della casa rurale dove andavano conservati i prodotti agricoli e quelli derivanti dalla trasformazione generalmente delle uve e delle olive. Nei Campi Flegrei le costruzioni rurali delle case in tufo hanno una particolare varietà nelle composizioni architettoniche dei corpi in parte destinati all’alloggio e in parte destinati ai ricoveri degli attrezzi per la conduzione agraria dei terreni e alle dispense dei prodotti alimentari. Le stalle e i ricoveri degli animali con annesse le costruzioni rurali come le concimaie, le sale di mungitura o i depositi dei mangimi completavano ulteriori unità funzionali per la conduzione agricola e zootecnica delle antiche masserie. La composizione architettonica delle case rurali dei Campi Flegrei ancora oggi suscita un grande interesse nella classificazione e nello studio delle tipologie edilizie delle masserie storiche e di destinazione agrituristica. Gli antichi casali di campagna con orti – giardini ancora incontaminati dall’effetto di periferizzazione strisciante dei comuni di appartenenza alle aree metropolitane sono oggi le persistenze di un paesaggio agrario di estrema importanza sia dal punto di vista agronomico e zootecnico produttivo che da quello di conservazione di ambienti agricoli e forestali di pregio e di valore paesaggistici. Il fascino di architetture mediterranee generate direttamente dalla natura dei luoghi e dalle ragioni stringenti della vita contadina affiora costantemente in numerosi aspetti e caratteri del paesaggio flegreo

    Rilievi elettromagnetici a Monte Testaccio

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    Vengono mostrati i risultati di uno studio elettromagnetico condotto sulla sommità di Monte TestaccioPublished593-6001VV. Altr

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    Vengono mostrati i risultati di uno studio elettromagnetico condotto sulla sommità di Monte TestaccioPublished593-6001VV. Altr

    Estonoesunsolar a Saragozza. Il progetto dello spazio pubblico temporaneo come strategia di riuso e riciclo per una rigenerazione urbana sostenibile

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    Il testo presenta in una prima parte i contorni dell’esperienza condotta dagli stessi architetti coordinatori del programma Estonoesunsolar e progettisti degli interventi (GrávalosDiMonte Arquitectos), a cui seguono alcune riflessioni cri- tiche e aspetti di generalizzazione teorica a partire dall’esperienza presentata. Nell’ambito di una stesura organica e condivisa del presente contributo, i primi quattro paragrafi sono scritti da P. Di Monte e I. Grávalos Lacambra, i restanti sono da attribuire ad A. Di Giovanni

    Crossed source-detector geometry for a novel spray diagnostic: Monte Carlo simulation and analytical results

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    Sprays and other industrially relevant turbid media can be quantitatively characterized by light scattering. However, current optical diagnostic techniques generate errors in the intermediate scattering regime where the average number of light scattering is too great for the single scattering to be assumed, but too few for the diffusion approximation to be applied. Within this transitional single-to-multiple scattering regime, we consider a novel crossed source-detector geometry that allows the intensity of single scattering to be measured separately from the higher scattering orders. We verify Monte Carlo calculations that include the imperfections of the experiment against analytical results. We show quantitatively the influence of the detector numerical aperture and the angle between the source and the detector on the relative intensity of the scattering orders in the intermediate single-to-multiple scattering regime. Monte Carlo and analytical calculations of double light-scattering intensity are made with small particles that exhibit isotropic scattering. The agreement between Monte Carlo and analytical techniques validates use of the Monte Carlo approach in the intermediate scattering regime. Monte Carlo calculations are then performed for typical parameters of sprays and aerosols with anisotropic (Mie) scattering in the intermediate single-to-multiple scattering regime

    Geodesic Monte Carlo on Embedded Manifolds

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    Markov chain Monte Carlo methods explicitly defined on the manifold of probability distributions have recently been established. These methods are constructed from diffusions across the manifold and the solution of the equations describing geodesic flows in the Hamilton–Jacobi representation. This paper takes the differential geometric basis of Markov chain Monte Carlo further by considering methods to simulate from probability distributions that themselves are defined on a manifold, with common examples being classes of distributions describing directional statistics. Proposal mechanisms are developed based on the geodesic flows over the manifolds of support for the distributions, and illustrative examples are provided for the hypersphere and Stiefel manifold of orthonormal matrices

    Programació didàctica d’Instal·lacions solars fotovoltaiques, de 2n del cicle formatiu de Grau Mitjà d’Instal·lacions Elèctriques i Automàtiques

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    Treball Final de Màster Universitari en Professor/a d'Educació Secundària Obligatòria i Batxillerat, Formació Professional i Ensenyaments d'Idiomes. Codi SAP129. Curs: 2018/2019.Aquest treball tracta una programació curricular, emmarcada en la Modalitat 3 Planificació i/o Programació curricular de les tipologies establertes en la normativa general de Treballs de Final de Màster Universitari del Professorat d’Educació Secundària Obligatòria i Batxillerat, Formació Professional i Ensenyament d’Idiomes. Presente la programació d’aula del primer trimestre per a l’assignatura, d’Instal·lacions Solars Fotovoltaiques, de 2n del cicle formatiu de Grau Mitjà d’Instal·lacions Elèctriques i Automàtiques. Els principals objectius d’aquest treball són: aplicar els coneixements i experiència adquirits durant el màster i les pràctiques d’aquest, establir patrons de treball per a posteriors treballs d’indole similar, introduir mètodes didàctics i estratègies generalment avalats per la literatura especialitzada. Preparant aquesta programació didàctica s’han realitzat recerques bibliogràfiques centrades en temes com: l’exposició magistral, aprenentatge col·laboratiu, ensenyança-aprenentatge de ciències i tecnologia, l’avaluació, entre altres. Aquestes recerques s’han centrat en estos temes tant per interès de l’autor com per utilitat per a la professió. En el desenvolupament de la programació didàctica s’ha tractat d’utilitzar metodologies contrastades per la literatura, encara que existeix multitud de bibliografia especialitzada en educació (incloent en educació de les ciències i tecnologia) on manifesten diferents metodologies contrastades, diferents postures i diferents opinions. Fet que demostra que no existeix una estratègia didàctica ideal, ni tan sols una estratègia ideal per a cada cas tipus, i que l’èxit d’una metodologia depèn de molts factors com poden ser: l’entorn físic, l’entorn social, les característiques de l’alumnat, la ratio, els continguts, la pròpia formació del docent, el tipus de centre, i en cicles també pot ser rellevant la influencia de la formació anterior dels alumnes i la edat d’estos, i altres factors no esmentats. Com a resultat en aquesta programació s’han aplicat diverses metodologies per a que la classe es convertisca en un ambient dinàmic i plàstic on en cada moment es poden reconduir i ajustar les activitats per a intentar obtindre el millor dels alumnes en cada moment

    La ceramica di Monte Bibele

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    The present volume provides a technological, morphological, functional and chrono-typological analysis of the the ceramic vessels uncovered at the Etrusco-Celtic site of Monte Bibele. Here the authors had the rare opportunity to compare artifacts from a necropolis (Monte Tamburino) with its related settlement (Pianella di Monte Savino), hereby enabling observations regarding in particular the selection and use of the ceramic vessels in both contexts. The research confirmed that the pottery at Monte Bibele is entirely Etrusco-Italic. No forms linked to the Transalpine Celtic tradition are present, neither in the settlement, nor in the burial goods from the necropolis with La Tène weaponry. Archaeometric analyses revealed that most of the vessels were locally produced. The chrono-typological study of the pottery from Monte Tamburino allowed for refined dating of various ceramic types, providing new insights for the study of ceramics in Central and Northern Italy during the 4th and 3rd centuries BCE.PublishedIl volume offre un’analisi approfondita degli aspetti tecnologici, morfologico-funzionali e crono-tipologici del vasellame ceramico rinvenuto nel sito di Monte Bibele. La rara opportunità di confrontare i manufatti provenienti dalla necropoli di Monte Tamburino con quelli del relativo insediamento di Pianella di Monte Savino ha permesso di formulare osservazioni significative sulla selezione e sull'uso del vasellame ceramico in entrambi i contesti. La ricerca ha confermato che la facies ceramica di Monte Bibele è pienamente etrusco-italica. Mancano totalmente fogge riferibili alla tradizione celtica transalpina, anche nei corredi di Monte Tamburino con armamento latèniano. Le analisi archeometriche hanno inoltre evidenziato che la maggior parte dei vasi è prodotta localmente. Infine, lo studio crono-tipologico del vasellame di Monte Tamburino ha consentito di affinare le datazioni di diversi tipi ceramici, fornendo nuovi riferimenti e spunti di ricerca per lo studio della ceramica dell’Italia centro-settentrionale tra il IV e il III secolo a.C
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