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Jaque a Don Juan. La construcción del texto dramático en el escenario de la didáctica de la traducción
Jaque a Don Juan. La construcción del texto dramático en el
escenario de la didáctica de la traducción, María Isabel Fernández García si concentra sulla costruzione del testo drammatico e sul modo in cuiquesto lavoro può aiutare lo studente di traduzione ad acquisire e perfezionare meccanismi essenziali per la sua professione. Il quadro teorico-pratico delineato all’interno dell’articolo dà vita a una metodologia che è nata e si è sviluppata in seno al laboratorio teatrale in lingua spagnola e che ha come obiettivo prioritario l’acquisizione della competenza discorsiva, intratestuale ed enciclopedica. Le riflessioni presentate ruotano attorno a un progetto teatrale specifico, legato alla scrittura e alla rappresentazione dello spettacolo Entremés a la Don Juan,
messo in scena nel maggio del 1998. L’articolo riproduce, con le dovute modifiche, il testo pubblicato nel 1999 all’interno del volume Lo spagnolo d’oggi: forme della comunicazione. Atti del XVIII Convegno
Intervenció de Isabel Martí
Intervenció de Isabel Martí, editora, en l'acte d'homenatge a Josep Maria Terricabras, celebrat el 9 d'octubre del 2024, a l’Aula Magna Modest Prats de l'edifici de Sant Domènec, al campus de Barri Vell de la Universitat de Girona7822.mp4
7822.mp3
#YoSoyUdeMedellín: María Isabel Suárez
Las cápsulas de video #YoSoyUdeMedellín son videos de 30 segundos que tienen como protagonistas en esta primera temporada a estudiantes y egresados de la Institución que cuentan por qué hacer parte de la Universidad de Medellín los hace diferentes y como la institución ha aportado más que conocimiento a sus vidas. En síntesis, expresan por qué se sienten orgullosos de ser parte de la Universidad de Medellín. Mi nombre es: María Isabel Suárez, soy estudiante del programa de Mercadeo y hago doble titulación en Administración de Agronegocios. Para mí la Universidad de Medellín representa: conocimiento, experiencias y compromiso, con ella he logrado un alto nivel de discernimiento, un sinfín de conocimientos, capacidad investigativa y he conocido personas importantes para mi desarrollo profesional. Estudiar en la Universidad de Medellín me hace diferente, por eso #YoSoyUdeMedellín
Leer y traducir una recóndita armonía: textos para la escena
Leer y traducir una recóndita armonía: textos para la escena, María
Isabel Fernández García e María Jesús González Rodríguez presentano
una riflessione sulla lettura, intesa come attività fondamentale per
comprendere e interpretare al meglio il testo da tradurre e l’intenzione
comunicativa dell’autore. In particolare, si soffermano sulla
interpretazione della punteggiatura nei testi narrativi e sul modo in cui
questa consente di immaginare tali testi come discorsi orali spontanei.
Altro aspetto fondamentale analizzato in profondità è l’interazione degli
elementi verbali e non verbali in situazioni enunciative orali
prototipiche. Questo articolo riproduce, con le opportune modifiche, il testo pubblicato nel 2002 all’interno del volume Le questioni del
tradurre: comunicazione, comprensione, adeguatezza traduttiva e ruolo del genere testuale, a cura di Maria Grazia Scelfo (Roma: Edizioni Associate
Editrice Internazionale, pp. 190-215)
La formación de intérpretes y los laberintos propedéuticos
In La formación de intérpretes y los laberintos propedéuticos, ci si
interroga sulla complessità della formazione dell’interprete nella sua
dimensione psicobiologica e neurocerebrale. Partendo da queste
considerazioni, María Isabel Fernández García stabilisce un parallelismo tra la formazione dell’interprete e quella dell’attore, avvalendosi degli insegnamenti dei maestri del teatro del Ventesimo secolo. L’articolo è completato dalle testimonianze di due studentesse che hanno partecipatoattivamente ai laboratori di teatro in lingua spagnola, Sonia Stefanini e Yvonne Grimaldi. Queste ultime descrivono le fasi creative che hanno portato alla realizzazione di due spettacoli, Jaque e ¡Oh, vida!, il primo
nato a partire dalla teoria dell’enunciazione, il secondo dal concetto dianalogia. Una prima versione di questo articolo è stata pubblicata nel 2000 all’interno del volume Interpretar traducir textos de la(s) cultura(s) hispánica(s), a cura di Alessandra Melloni, Rafael Lozano, Pilar Capanaga (Bologna: CLUEB, pp. 445-483)
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Daughter of fortune: Isabel Allende's popularity from a readership perspective
The primary aim of this thesis is to explore and critically interrogate Isabel Allende’s popularity cross-culturally in Britain and Spain. It analyses readers’ responses to Allende’s works as well as the discourses surrounding her public representation, an approach that is ‘readerly’ but must also take account of production and text. This approach is intended to further the understanding of Allende’s work which so far has always been analysed from a textual perspective. However, the relationship between Allende’s popularity, her texts, public representation and readers has not been yet analysed in detail.This thesis is innovative in other ways too. Methodologically, it approaches readers through the under studied cultural form of the reading group. It also incorporates a comparative dimension by looking at the reception of Allende in two different cultural contexts: the British and Spanish respectively. Finding out about Allende’s popularity has involved asking readers about their reading experiences as well as analysing the production of discourses around her public representation. Paul Ricoeur’s (1984, 1988) perspective on authorial intentions and readers’ responses to texts helps in understanding the intricacies surrounding what is involved in reading any text. It draws attention to Allende’s and her publishers’ authorial strategies, her ‘strategies of persuasion’ and the specificity of the lives and contexts of British and Spanish reading publics. Equally, this ‘readerly’ approach draws on feminist audience research and primarily on the work of Ien Ang and Janice Radway. Their work with viewers and readers respectively is particularly useful in establishing and developing methodological parameters for the study of reading groups. As a whole, this thesis contributes to the understanding of Allende’s cross-cultural popularity by situating readers at the centre
Las funciones ejecutivas
El capitulo describe y caracteriza las principales funciones ejecutivas; memoria de trabajo, inhibicion y flexibilidad cognitiva. Es el capitulo introductorio del libro . El principal objetivo es plantear los problemas y dificultades que involucra la conceptualización de las Funciones ejecutivas, brindando ejemplos y adelantando las discusiones y análisis abordados en el resto de los capítulos.Fil: Introzzi, Isabel Maria. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas. Centro Científico Tecnológico Conicet - Mar del Plata. Instituto de Psicología Básica, Aplicada y Tecnología. Universidad Nacional de Mar del Plata. Facultad de Psicología. Instituto de Psicología Básica, Aplicada y Tecnología.; Argentin
Miraggi nel deserto: mostra virtuale di arti visive. [www.centrodistuditeatrali.it/babele2011/miraggi]
Nel deserto dell’oggi, la donna artista immagina oasi di speranza. Con mano ferma non dubita quando denuncia con i pennelli, la camera fotografica, la creta; quando, vagheggiando tra l’essere e l’esistere futuro, dà forma al pensiero.
Ideazione: Maria Isabel Fernandez Garcia
Curatrice della mostra virtuale:María Elena Morató, cle
Artiste in mostra:
Begoña Uriarte,
Julia Castro,
Samira Badran,
Elisabet Mabres,
Manuela Tello,
María-José Vela,
Ma Elena Morató.
Web master: Luciano Baldan
Traduzione dei testi originali al italiano: Maria Giovanna Biscu Organizzazione: Yvonne Grimaldi
María Elena Morató, curatrice dell'allestimento virtuale e artista tra le più rappresentative dell’area contemporanea catalana, propone un cammino senza soste attraverso le opere e gli sguardi di 7 artiste che vivono e lavorano a Barcelona.
La mostra virtuale fa parte di un progetto speciale intitolato Trame teatrali con prospettive femminili: Ritratti di donne in cerca di una vita vera, promosso dal Centro di Studi Teatrali “Aula di studi scenici e comunicazione interculturale” del Dipartimento SITLeC dell'Università di Bologna - sede di Forlì.
Patrocinio: Assessorato alle Pari Opportunità e Conciliazione del Comune di Forlì
considerazioni finali
Bilancio e valutazione dell’esperienza teatrale
Sulla base della nostra esperienza pluriennale, ci sentiamo inoltre in
dovere di proporre al lettore un bilancio dell’attività svolta e una
valutazione delle ripercussioni che questa ha avuto sulla formazione dei
mediatori linguistici e culturali. Una formazione che, come si evince
dagli articoli raccolti in questo volume, mira a incentivare la riflessione
sull’interdipendenza tra aspetti verbali, non verbali, pragmatici ed
affettivi negli scambi interculturali, oltre che a potenziare lo sviluppo e
l’acquisizione di competenze linguistiche e culturali.
La metodologia adottata nei laboratori teatrali si ispira agli attuali
approcci olistici ed etnografici applicati all’apprendimento delle lingue
straniere. Questi ultimi sono riconducibili al modello del “parlante
interculturale” (Council of Europe 2001, Kramsch 2001), che si va a
sostituire all’ormai superata concezione del “parlante nativo”. Partendo
da questo presupposto, i nostri progetti formativi interdisciplinari si
avvalgono di proposte teoriche come quelle di Fernando Poyatos e
Nicola Inhoffen, secondo le quali è impossibile comprendere il
linguaggio umano senza prendere in considerazione il carattere triadico
della comunicazione, vale a dire, il suo «continuum verbaleMaría
Isabel Fernández García, Marie-Line Zucchiatti, Maria Giovanna Biscu
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paralinguistico-cinetico» (Poyatos 1994b). In quest’ottica, la competenza
comunicativa interculturale (Rodrigo Alsina 1999) assume un ruolo
centrale. Sebbene si discuta ancora sulle modalità di insegnamento e
acquisizione di una competenza così complessa nello spazio limitato di
un’aula, la nostra esperienza sul campo ci ha portato ad affermare che
l’azione efficace del teatro applicata alla formazione dei mediatori
costituisce una proposta concreta per far vivere agli studenti esperienze
interculturali autentiche, anche in ambito universitario (Fernández
García / Biscu 2005-2006, 2008).
Il quadro teorico di riferimento è in linea con i “descrittori di Dublino”
e con le direttrici del progetto europeo “Tuning”. Il lavoro svolto
nell’aula-palcoscenico, infatti, tiene in considerazione la complessità e la
molteplicità dei contesti lavorativi in cui dovranno operare i futuri
mediatori linguistici e culturali, prestando particolare attenzione alle
seguenti competenze generali/trasversali: capacità di applicare la teoria
alla pratica, capacità di analisi e sintesi, capacità di risolvere problemi, di
lavorare in gruppo e di apprendere autonomamente
Maria Isabel del Val Valdivieso, Isabel la Católica (1451-1504)
Dans la Biblioteca de Mujeres – une collection de brèves biographies de femmes éminentes, éditée grâce à l’aide de l’Institut de la Femme et dirigée par Cristina Segura Graiño –, a été publiée en 2004 une étude consacrée à Isabelle la Catholique, l’auteure, Maria Isabel del Val Valdivieso, comptant parmi les plus grandes spécialistes de ce personnage. Isabelle la Catholique, considérée depuis des siècles comme le symbole des origines de l’Espagne moderne, du catholicisme le plus intransigeant..
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