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The Governance of Disinformation. Everyday Practices of Platform Sovereignty
Drawing from the theoretical contributions of Shoshana Zuboff (2019) and Benjamin
Bratton (2016), this article discusses the emergence of platform sovereignty in the context
of deplatforming and deplatformization practices. Content moderation measures can be
implemented by dominant subjects under exceptional circumstances, such as the Ukraine
War, or in the aftermath of a coup d’etat, such as the Capitol Hill assault in 2021, and
they underline the sovereign role of platforms vis à vis that of national states in the context
of information and disinformation governance. This article analyzes deplatforming and
deplatformization practices to highlight the leading principles of platform sovereignty: the
radical indifference to social media communications and the defense of the data stack,
which enable dominant platforms to maintain their superiority in the social media
ecosystem
Video co-creation: i nuovi intermediari digitali per la produzione creativa nello scenario della convergenza
Digital media radically transform the patterns of production and consumption of cultural content: video and film in particular, are at the core of a reconfiguration process related to usage, creative production, distribution and new opportinities of aesthetic expression. The effects of "creative digital disruption" are though not mono-directional but delineate a complex field of cultural production. In the dynamics of production and consumption, the environment of co-creation in fact emerge as new digital intermediaries which can integrate the tensions of creative outsiders with the need to identify sustainable forms of recognition and enhancement of creativity . Through an empirical study on the main areas dedicated to the co-creation, the essay intends to identify a model of organizing production and creative thought to the role of technology platforms in the scenario of convergence
The role of mobility networks in the practice of spaces. Museum as a space of flows
Communication networks are reshaping concepts of time and space: a new social theory, grounded on the model of network, replaces the notion of space of places with the one of space of fluxes (Castells 1996). According to Castells our contemporary megalopolis are growing by the influence of communication flows while a new architecture of flows is gradually reshaping forms and functions of public spaces and institutional places: city airports, stations and recent museums, like Meyer’s Museum of Modern Art in Barcelona and O’Gehry’s Guggenheim in Bilbao, represent some examples of this new direction. (Mitchell 1995, 1999; Castells 1996, 2004). Architectures of flows are gaining an increasing symbolic value due to their role as tourist attractions and related to the new forms of social practice and communication they can fulfill. In this paper I will investigate the idea of museum as space of flows and I will focus on three issues related to tourism practice: virtualization of space, delocalization, colonization of the institutional setting of museum by private communication
Quality assessment process in Wikipedia's Vetrina: the role of the community's policies and rules
The increasing growth of Wikipedia poses many questions about its organizational model and its development as a free-open knowledge repository. Yochai Benkler describes Wikipedia as a CBPP (commons-based peer production) system: a platform which enables users to easily generate knowledge contents and to manage them collaboratively and on free-voluntary basis. Quality is one of the main concerns related to such a system. How would a CBPP environment guarantee at the same time the openness of its organization and a good level of accreditation? The paper offers an overview of the quality assessment processes in it.wiki's Vetrina section. It also suggests an explanation to quality assessment which questions Benkler's hypothesis. Thanks to a qualitative analysis carried out through in-depth interviews to Wikipedia users and through a period of ethnographic observation, the paper outlines Vetrina's organization and the factors related to the evaluation of quality contents
La conoscenza on line: logiche e strumenti
La diffusione del World Wide Web è caratterizzata da una moltiplicazione
esponenziale delle informazioni e dei saperi accessibili, elaborabili
e che entrano a far parte delle interazioni quotidiane di milioni di
persone. La doppia natura di archivio di informazioni e medium di
elaborazione culturale rende dunque il World Wide Web un nuovo
ambiente per la conoscenza, un’interfaccia globale, una sorta di nuova
biblioteca di Alessandria dove si sviluppano processi sociali e nuove
dinamiche di gestione e organizzazione delle informazioni e dei saperi.
Centrale è in questo scenario la dinamica di antagonismo e conflitto
fra le bias o tendenze della tecnologia e le nuove forme di organizzazione
per la costruzione sociale e partecipativa delle conoscenze. Da un
lato infatti sembrano emergere monopoli tecnologici in grado di
plasmare le forme e i processi di elaborazione cognitiva on line. Si tratta,
come nel caso di Google, di monopoli tecnologici e culturali allo stesso tempo. Dall'altro lato emergono nuove forme collaborative e partecipative di costruzione del sapere come ad esempio il fenomeno Wikipedia
Presentazione all'edizione italiana del volume "Le industrie culturali" di David Hesmondhalgh
Un approccio ibrido all’analisi dello storytelling per il contrasto dell’estremismo in rete
Le tracce digitali sono sia oggetto di ricerca sociale, che prodotto del modello piattaforma digitale che di esse si alimenta. Permettono di ricostruire la re-intermediazione delle relazioni sociali operata dai media digitali, poiché rappresentano materiali ricchi di informazioni ed evidenze empiriche. Chi fa ricerca deve confrontarsi con questo stato di cose con approccio critico, caso per caso, mantenendo sempre i principi etici di svolgimento della ricerca sociale come guida principale.
In una società ormai sempre più digitale, nella quale le tecnologie hanno assorbito gran parte delle nostre relazioni, la ricerca sociale è chiamata al compito di ripensare se stessa all'interno di una cornice teorica e metodologica che deve tenere conto di una molteplicità di fattori, di attori sociali umani e non-umani e delle loro interazioni, di algoritmi e piattaforme. In questo contesto, le 'tracce digitali' che individui e gruppi sociali lasciano nei media digitali come segno delle loro attività rappresentano, per ricercatori e ricercatrici, un'importante modalità di accesso allo studio di pratiche, opinioni e interazioni, prima inaccessibili.
Il libro presenta una collezione di studi e ricerche di matrice sociologica che raccoglie la sfida posta dalla società digitale, utilizzando tali tracce come porta di accesso allo studio dei fenomeni sociali. Attraverso una raccolta di saggi che variano dallo studio dell'opinione pubblica digitale, alla diffusione dell'estremismo in Rete, alle narrazioni e ai modelli narrativi degli utenti dei social media, fino alle cripto-valute e all'OSINT, il volume mostra come le tracce digitali possano essere utilizzate, proficuamente ed eticamente, per comprendere meglio, sia pur nella sua forma "fragile", parziale e provvisoria, la realtà sociale che emerge dalle modalità attraverso cui le tecnologie digitali si innestano nel quotidiano
#heartofdarkness - campagna social per la prevenzione della radicalizzazione violenta di matrice jihadista
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