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New Public Management e neoliberismo. Un intreccio storico
Riferendosi inizialmente a Hood e Dixon,
l’autore propone una sommaria ricostruzione
comparata del contesto all’origine del NPM. La
sua esposizione formula delle ipotesi su come
intersecare l’ottica neoliberale, la sua diffusione
nei gruppi di decisori politici e il NPM quale
complesso di politiche di riforma istituzionale.
Altra ipotesi di lavoro è l’incrocio fra NPM e
fase “postideologica” della politica democratica,
che si proporrebbe come veicolo di competenze,
soprattutto tecnico-manageriali, esplicitamente e
ultimativamente misurabili.By referencing Hood and Dixon, the author
provides a brief comparative reconstruction of
the context underlying NPM. The text formulates
some assumptions on how to find points of
convergence with the neoliberal doctrine, as well
as on its spread among decision-making groups
and on the NPM as a set of institutional reform
policies. Another working assumption is the
combination of NPM and the “post-ideological”
phase of democracy, which would be proposed as
a means for competences, mainly of a technical
and managerial nature, which can be explicitly
and definitely measured
Neoliberismi e azione pubblica. Il caso italiano
L'attuale crisi economica e finanziaria globale ha stimolato un intenso dibattito scientifico, oltre che politico, sulle cause della crisi stessa e sulle possibili risposte. In questo quadro si è aperto un confronto sulle politiche orientate al mercato e alla competitività, con particolare riferimento alle caratteristiche e al destino del paradigma di azione pubblica di tipo neoliberista, che si è imposto nel mondo a paritre dalla metà degli anni settanta del secolo scorso e che dura fino ad oggi. Ma quali tipi di politiche neoliberiste si sono affermate in Italia in questo stesso arco temporale? Con quali differenze e similitudini? E cosa spiega la perdurante egemonia degli interessi e delle idee del neoliberismo in Italia? Al fine di rispondere a queste domande, il libro ricostruisce sistematicamente, con un'impostazione critica e di tipo comparativo, le forme assunte dal neoliberismo in Italia in differenti ambiti e scale di azione pubblica: bilanco e finanza pubblica, mercato del lavoro, welfare state, istruzione, programmi per le smart city, uso dello spazio urbano, sicurezza nelle città
Interpretare l'azione pubblica. Teoria, metodi e strumenti
Che cos’è l’azione pubblica? Qual è il contributo che l’analisi sociologica può fornire alla sua comprensione? Attraverso quali teorie e strumenti è possibile studiarne forme e contenuti? Sono queste le domande poste alla base del libro che, senza pretese di sistematicità manualistica, rappresenta una riflessione introduttiva alla sociologia dell’azione pubblica. Il lavoro muove da una semplice tesi: se l’azione pubblica è costituita dall’insieme delle relazioni tra diversi attori (politici, economici e sociali) che danno vita tanto a pratiche di azione, quanto a rappresentazioni cognitive delle poste in gioco, dei problemi e delle soluzioni percorribili, allora le sue forme saranno fluide e mutevoli e i suoi contenuti differenziati e frammentati. Tali aspetti di fluidità e frammentarietà si possono ben analizzare ricorrendo ad approcci analitici di tipo interpretativo, che ricostruiscono il nesso tra le azioni e i loro significati. Interpretare l’azione pubblica significa, in sintesi, riconoscere al linguaggio, alle idee e ai valori la capacità di strutturarne le caratteristiche costitutive, senza disconoscere però la rilevanza degli interessi materiali nella regolazione dei rapporti sociali
Le pratiche partecipative nel contesto delle politiche neoliberiste
Within the context of western democracies, the spread of participatory practices in the 1990s seems to have been characterised by two interesting paradoxes: i) while researchers try to identify how participation may play a complementary role in the decision making process of representative democracy, the latter regime appears to have been overtaken by forms of post-democracy; ii) participatory practices are spreading but their impact on public policies is weak. The central questions are: what are the reasons for the spread of participation? If participation doesn’t modify public policies, what is its main function? Moving from an ideal-type of neo-liberalist policy the article sustains the hypothesis that, as a result of its technicalisation and institutionalization, participation is a useful resource for stabilizing «temperate neo- liberalist» policies
Dalla valutazione delle politiche alle politiche per la valutazione. Un'ipotesi di lavoro
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