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    Frane e terremoti: rassegna delle frane sismoindotte dell’Appennino Modenese-Reggiano.

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    Gli effetti superficiali indotti dai terremoti hanno causato centinaia di migliaia di morti e miliardi di euro di danni negli ultimi secoli. Tra gli effetti superficiali più comuni dei terremoti, in aree montuose, vi sono le “frane sismoindotte”. L'articolo descrive le frane dell’Appennino modenese-reggiano che, secondo varie fonti bibliografiche, possono essere con sicurezza correlate a terremoti; si tratta cioè di movimenti di massa che si sono verificati in stretta relazione spazio - temporale con eventi sismici. In totale sono state individuate 13 frane sismoindotte, di cui sei ubicate nell’Appennino modenese e sette nell’Appennino reggiano (in tutta l'area ben 7 sono dovute al terremoto della Garfagnana del 7 settembre 1920. Un ruolo assai importante è stato svolto dalla quantità di precipitazioni che hanno preceduto i fenomeni franosi

    Recensioni a G. IMBENI, G. CAVANI, M. CALZOLARI

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    Recensioni a opere di pertinenza della provincia modenese: la raccolta di saggi di G. Imbeni, una nuova edizione di G. Cavani, un saggio storico-archeologico di M. Calzolar

    Viaggiatori nell'Appennino Modenese tra Ottocento e primo Novecento

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    Un'antologia, introdotta e commentatata, dei viaggiatori tardo ottocenteschi nell'Appennino modenese, che comprende alcuni testi precedentemente inediti

    Fauna modenese che cambia: le comunità ittiche di pianura

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    Campionamenti in 20 stazioni distribuite nella pianura modenese hanno consentito di aggiornare le conoscenze sullo stato dell'ittiofauna di questa parte del territorio provinciale. Il confronto con gli studi dell'ultimo ventennio e con quelli storici evidenzia un'ulteriore accelerazione delle note dinamiche di degrado delle comunità ittiche locali dovuto soprattutto all'invasiva presenza di specie alloctone che rappresentano una quota sempre più consistente (fino al 100%) della ricchezza specifica e risultano generalmente predominanti in termini di biomassa

    Sistemi Informativi Territoriali e reticolo di drenaggio nell’Appennino modenese e reggiano.

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    Viene presentato uno studio del reticolo idrografico dell'Appennino modenese in funzione della stima del tasso di erosione e del trasporto solido dei corsi d'acqua che attraversano taòle territorio

    Il trend della droga nel mercato clandestino modenese: considerazioni tossicologico-forensi

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    sono stati analizzati i sequestri del mercato clandestino modenese e viene esposto il trend della tipologia delle sostanze d'abus

    Economia e società modenese dall'Unità all'avvento del fascismo (1861-1922)

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    Questo saggio ripercorre la storia dell'economia modenese dall'unità nazionale all'avvento del fascism

    Pesci estinti nel Modenese: uno studio per il recupero del panzarolo (Knipowitschia punctatissima) e dello spinarello (Gasterosteus aculeatus).

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    lo studio fa parte delle indagini sviluppate a supporto del progetto comunitario Life "Econet- corridors for life". E' indagato lo status regionale di due specie ittiche d'interesse comunitario' il panzarolo (knipowitschia punctatissima) e lo spinarello (Gasterosteus aculeatus) e verificate le possibilità di ripristinare alcune popolazione delle stesse nel modenese. sono stati effettuati sopralluoghi in 29 siti sul territorio regionale in 16 dei quali è stata rilevata la comunità ittica e in 13 quella dei macroinvertebrati bentonici. Ambedue le specie ittiche si confermano come critically endangered a livello regionale e sostanzialmente estinte nel modenese dove si potrebbe tentare la reintroduzione in due sistemi idrici della zona della conoide del torrente Tiepido

    Orthotropic Femur Model

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    <p>Orthotropic Finite Element Femur Model</p> <p> </p> <p>Open-source. Please reference the following publication if you use this model<br>Authors: Diogo M. Geraldes, Luca Modenese and Andrew T. M. Phillips</p> <p>Year: 2015</p> <p>Title: Consideration of multiple load cases is critical in modelling orthotropic bone adaptation in the femur<br>Journal: Biomechanics and Modelling in Mechanobiology<br>DOI: 10.1007/s10237-015-0740-7</p> <p>If you have any questions, please do not hesitate in contacting the corresponding author:</p> <p>geraldes[at]imperial[dot]ac[dot]uk</p> <p> </p

    Skin cancer in outdoor workers exposed to solar radiation: a largely underreported occupational disease in Italy

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    Background Solar UV radiation (sUVR) is one of the main carcinogen exposures in occupational settings, and UV-induced skin cancers are the most frequent tumours in fair-skinned individuals worldwide. Objectives According to this premise, we should expect a high number of occupational skin cancers reported to the national workers' compensation authorities each year, also considering that the incidence of skin cancers has been constantly increased in recent years Methods We examined the data on reported non-melanoma skin cancers (NMSC) and actinic keratoses (AK) to the Italian National Workers Compensation Authority (INAIL) from 2012 to 2017, and we compared the number of reported skin cancers for outdoor workers with the expected numbers, obtained from currently available NMSC incidence rates for the Italian population applied to the occupational sUVR-exposed workers estimated with the CAREX methodology in Italy in 2005. Results The cases of NMSC reported each year to INAIL in Italy are 34 per year on average, while for AK the mean number of reported cases is of only 15/year. We estimated a number of expected NMSC cases in Italy for solar UV-exposed workers ranging between 432 and 983, representing a proportion between reported vs. expected skin cancers of only 3.5-6.2%. Conclusions Our study clearly shows that occupational skin cancers in Italy are largely underreported, and, accordingly, urgent initiatives should be taken to raise appropriate awareness to the problem of occupational sUVR-induced skin cancers, so that adequate preventive measures can be implemented rapidly
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