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Investimenti e sostenibilità nei fondi pensione: profili teorici ed operativi di scelta
Il lavoro approfondisce i profili teorici ed operativi che caratterizzano la gestione e l’impiego delle risorse da parte dei fondi pensione, nell’ottica di investimento e di sostenibilità per la salvaguardia delle prestazioni previdenzial
Intellectual capital’s contribution to innovative female agri-start-ups: a multiple case study
Purpose – Women-led enterprises can count on intellectual capital (IC) to implement a knowledge exchange process, improve managerial skills and provide themselves with more certain and reasonable financial resources. Recently, the literature has recognized a new paradigm of innovation, known as open innovation (OI) that emphasizes the strategic importance of relationships for knowledge development. The paper, first, aims to investigate if IC can support female agri-start-ups’ innovation process. Second, the aim is to analyse the ways in which IC supports female agri-start-ups.
Design/methodology/approach – The work uses a qualitative methodology and a multiple case study supports the paper. Data were acquired using direct semi-structured interviews. To read and interpret them, the authors resorted to the C.A.O.S. model that permits examining the direct relationships in terms of relational capital (RC) and also, observing the effect produced by the relational circuit in terms of human capital (HC) and structural capital (SC) in small and medium enterprises.
Findings – Findings reveal that RC plays a fundamental role in innovative start-up’s development. The S-C and S-O links support business management and help fill the gender financial gap. This leads to improving entrepreneurial skills (HC) and promoting internal innovative solutions (SC). The S-A links can help the entrepreneur acquire more awareness of the market and compete better.
Originality/value – The research contributes to IC and gender studies, with a specific focus on RC and the innovation process. Although the literature has already investigated the role of RC in female entrepreneurship, only few previous research have conducted a qualitative analysis about the relationships established in the peculiar context of innovative agri-start-ups
Idiosincrasie di una cooperazione transfrontaliera
Il saggio mette a fuoco alcuni tratti idiosincratici delle relazioni transfrontaliere, per come sono emersi in alcune esperienze di ricerca sulla cross-border region Euregione Tirolo-Alto Adige-Trentino. Il tema del confinamento è presentato come interpretazione delle marginalità relative che sono state osservate nella regione e, in relazione, alle dinamiche sociali complesse presenti e alle politiche territoriali che le orientano
Superamento dei confini ed esperienze condivise: la Valle Caudina
Le demarcazioni amministrative e il proliferare di enti intermedi sono spesso un ostacolo al governo del territorio in zone esposte a rischio: aree contigue, divise da confini politico-amministrativi che, di fatto, riducono la potenzialità delle iniziative intraprese dai singoli attori istituzionali. Per indagare tale questione, si prenderà in considerazione il caso della Valle Caudina, delimitata dai parchi naturali del Partenio e del Taburno, che presenta un’articolazione territoriale estremamente frazionata. La Conca del Sannio, difatti, pur facendo parte del distretto idrografico dell’Appennino Meridionale (afferendo all’ Autorità di bacino Liri-Garigliano-Volturno e all’ A.T.O. 1-Alto Calore Irpino), conta ben 14 Comuni appartenenti a due diverse Province, quella di Avellino e quella di Benevento (di cui uno quale enclave nella Provincia di Avellino); a due Comunità montane e a due distinti GAL; tali partizioni territoriali, non soltanto sembrano diminuire il risultato mitigativo delle azioni di difesa del suolo promosse dai diversi enti, ma inoltre contribuiscono a intricare la fase emergenziale e post-calamitosa. Per questo motivo, tale area, da sempre soggetta a dissesto idrogeologico, soprattutto colate rapide di fango e crolli – risultati in eventi catastrofici che ne hanno segnato la storia – deve oggi far fronte alla necessità di uniformare i piani preventivi promuovendo una ri-articolazione territoriale che punti al superamento dei confini amministrativi. Tra le esperienze intraprese, l’Unione dei Comuni Città Caudina, che conta al momento dieci Comuni della Valle, sta promuovendo soluzioni volte alla mitigazione del rischio pur non senza difficoltà e criticità
Industria 4.0 e dinamiche spaziali: riflessioni sui cambiamenti in atto e sulle nuove frontiere produttive e urbane
Industry 4.0 and spatial dynamics: reflections on current changes and new
production and urban frontiers. The aim is to contribute to a critical reflection on the main spatial trajectories connected to the Industry 4.0 phenomenon. First, the paper tries to identify some keys for the geographical interpretation of the phenomenon and of the current changes. Secondly, through the case study of Pisa, it focuses on emerging areas of innovation and on the dynamics of confinement or diffusion in the urban context
OLTRE IL “CONFINE”. LA SFIDA AMBIENTALE E IL SUPERAMENTO DEL “LIMES” ATTRAVERSO INNOVAZIONE E TECNOLOGIA
Nella scia delle profonde trasformazioni nelle relazioni internazionali indotte dalla prorompente globalizzazione della contemporaneità, appena sul finire dello scorso secolo sembrava che il nuovo ordine mondiale potesse finalmente archiviare il concetto stesso di “limes”, attribuendovi sempre più evidente valenza virtuale. Tuttavia, un evidente distinguo emergeva da una più attenta lettura di matrice geografica che poneva un netto distinguo tra la dimensione “concettuale”, suscettibile di accezione virtuale, e la dimensione “fisica”, limes regolatore di naturav giuridico-amministrativa, tutt’altro che superabile (D’Aponte T., 2004).
Negli anni più recenti, poi, la stessa dimensione concettuale ha preso rapidamente nuova vivacità, sospinta da ideologie neo-sovraniste, spesso alimentate da posizioni di palese contrapposizione alla pressione esercitata da flussi migratori che, dal sud del mondo, si riversavano, con crescente vigore, verso le aree geografiche in cui le condizioni di vita delle popolazioni insediatevi apparivano particolarmente favorevoli alla diffusione del benessere sociale.
In una simile ottica non vi è dubbio alcuno, come testimonia ampia letteratura geografica (Paasi, A, 1999; Michel 2013; Roche J.J.,2016; Vallet et Al., 2016), che la costruzione di ulteriori “barriere”, innovativi diaframmi all’interno di numerosi Stati, proceda con ritmo accelerato, sicchè dalla caduta del “muro” di Berlino, un quarto di secolo fa, allorquando erano 16 le recinzioni in tutto il mondo, ormai se ne annoverano addirittura 63, che interessano 67 stati in 5 Continenti.
Nello stesso tempo, mentre la tendenza ad isolarsi, coinvolti da un’irrazionale paura nei confronti del “diverso” e dello “sconosciuto” che alimenta il moltiplicarsi di “limes”, sia concettuali, sia fisici, la consapevolezza crescente della rischiosità insita nella diffusione “globale” dell’inquinamento, con le conseguenti alterazioni del clima e della stessa sicurezza dei luoghi e dei beni, pone un problema chew ancora una volta ripropone un innovativo modello di declinazione del concetto stesso di confine.
La polluzione atmosferica, movimentata nell’atmosfera dalla circolazione generale dell’aria, finisce per rendere ancora una volta desueto ogni concetto e qualsivoglia formulazione fisica di “confine” tra entità politico-amministrative all’interno dell’intero mondo contemporaneo, polarizzando l’attenzione degli Stati su politiche e tecniche di salvaguardia di non semplice implementazione.
Riflettendo su una procedura “virtuosa” concepita nell’ambito dell’UE per la limitazione della polluzione atmosferica, in termini di riduzione della CO2 e dell’immissione in atmosfera delle “polveri sottili” di varia origine e concentrazione, questo contributo si ripropone di esaminare il processo di contenimento in atto, riferito all’Italia, su di un piano geografico definito dal nesso che intercorre tra innovazioni tecnologiche e analisi dei fenomeni distributivi nell’articolazione del rapporto che si determina tra la scala generale dell’entità nazionale e le articolazioni territoriali di differente concentrazione sia del popolamento, sia delle attività produttive.
Più in dettaglio, il contributo tende a evidenziare le dicotomie che si determinano tra aree intensamente umanizzate e aree di minore concentrazione per individuare tecniche virtuose e modalità innovative di contrasto alla contaminazione atmosferica consentite da tecnologie appropriate in grado di conciliare, sul piano concettuale, il superamento del valore del
“limes” attraverso l’universalità sottesa alla sfida ambientale che la società “globale” è chiamata a porre in essere
Social media e turismo, dinamiche transcalari
Il contributo mira a descrivere quali dinamiche i social media attivino nella promozione di una destinazione turistica. Abbiamo analizzato gli insight della fan page di Facebook di Menfi, una destinazione turistica emergente situata a sud della cosiddetta Valle del Belice, in Sicilia. L'analisi delle interazioni mostra come sulla stessa piattaforma, a seconda del contenuto in discussione, si attivino conversazioni che coinvolgono comunità diverse che abbracciano dalla dimensione locale a quella internazionale. La promozione del territorio per il tramite dei social media rappresenta allora davvero una manifestazione delle prospettive di glocalizzazione e un importante strumento competitivo, specie per le destinazioni marginali o emergenti.The contribution aims to describe what dynamics social media activate in promoting a tourist destination. We analyzed the insights of the Menfi Facebook fan page, an emerging tourist destination located south of the so-called Valle del Belice, in Sicily. The analysis of the interactions shows how conversations are activated on the same platform, depending on the content under discussion, involving different communities that embrace the local to the international dimension. The promotion of the territory through social media then truly represents a manifestation of the prospects of glocalization and an important competitive tool,
especially for marginal or emerging destinations
Il progetto Gardentopia: una ‘ricetta’ per superare il confine degli spazi residuali e marginali da Matera Capitale Europea della Cultura 2019?
Matera nel suo percorso di rinascita ha generato sedimenti del milieu che sono
stati capitalizzati con la sua ascesa a CEDC 2019. Il grande evento presta attenzione agli spazi urbani e,
in particolare, ai luoghi della città derelitti per i quali propone progetti di riappropriazione collettiva. Il
presente contributo si sofferma sul progetto GARDENTOPIA e, attraverso un’indagine diretta, verifica
come tali spazi possono divenire un bene comune per la collettività.The GARDENTOPIA project: a ‘recipe’ to exceed the border of residual and
marginal spaces from Matera european capital of culture 2019? - Matera, in its path of rebirth, it
regenerated sediments of milieu which were capitalized with its rise to ECoC 2019. The big event pays
great attention to urban spaces and, in particular, to ‘derelict city places’ for which it proposes project
of collective reappropriation. The present contribution focuses on the GARDENTOPIA project and,
through a direct investigation, verifies how such spaces can become a commons for the community
Attori e politiche per un territorio 4.0: il caso del Veneto
Il ruolo del territorio è strategico per il successo di Industria 4.0, soprattutto nei sistemi regionali caratterizzati dalla presenza di aziende di piccole e medie dimensioni che, se lasciate sole, potrebbero perdere le sfide che la quarta rivoluzione industriale pone alle imprese. Partendo da queste premesse, il contributo, prendendo come riferimento il Veneto dove Industria 4.0 è già una realtà in diverse imprese, intende analizzare le politiche regionali per l’innovazione, con particolare attenzione alle reti innovative regionali
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