1,721,056 research outputs found
Le mummie di Roccapelago. La morte che racconta la vita, dieci anni di studi su di una piccola comunità appenninica del XVI-XVIII secolo
I resti umani costituiscono una fonte preziosa, e talora unica, di informazioni da cui ricostruire i caratteristici fisici e le vicende della vita di individui vissuti nel passato. Quando poi il campione di individui analizzato è sufficientemente numeroso e rappresentativo di una popolazione, è possibile trarre informazioni di carattere più generale circa la struttura antropologica e demografica della popolazione stessa, nonché sulle sue condizioni di vita, di salute e di sussistenza. Ciò diviene tanto più interessante quando, disponendo di una stratificazione diacronica degli individui, è possibile analizzare queste caratteristiche nelle loro variazioni nel tempo. Questa rarissima circostanza connota il rinvenimento della “comunità dei morti” di Roccapelago proveniente dalla cripta della chiesa locale. Per questo si può parlare di rinvenimento eccezionale, reso ancor più importante dall’integrità e dalla parziale mummificazione dei resti, dalla numerosità degli inumati e dalla loro stratificazione che si estende dalla fine del XVI a tutto il XVIII secolo, e che rappresenta la popolazione di questa piccola comunità montana per un arco di oltre due secoli. In questo ambizioso contesto interdisciplinare si pone, a dieci anni dalla scoperta, il lavoro di ricerca contenuto in questo volume: lo studio comparato di più fonti informative, di natura antropologica e documentaria, ha proprio lo scopo di ricostruire, quanto più e più accuratamente possibile della vita della gente di questo territorio dell’Alto Frignano, fruendo di volta in volta di approfondimenti specifici, attraverso indagini di laboratorio, fra le quali l’analisi del DNA antico (aDNA), lo studio paleobotanico, il dosaggio degli isotopi stabili, gli esami istologici dei tessuti, suggeriti da indizi emersi dallo studio dei resti umani o tra le pieghe dei tessuti mummificati o dalle pagine dei registri parrocchiali
Medicina Historica. Studies in History, Paleopathology, Bioethics and Anthropology of Healt
Medicina Historica. Studies in History, Paleopathology, Bioethics and Anthropology of Health started in 1910 as Rivista di Storia delle Scienze Mediche e Naturali, and it changed its title in Rivista di Storia della Medicina in 1957. The Journal continues focusing on the History of Medicine field, in all its aspects. Medicina Historica publishes original and significant articles on History of Medicine, Bioethics, Paleopathology
Nozze a Roccapelago, tra endogamia, esogamia ed isonimia
Già dalle prime fasi dell’indagine archeologica a Roccapelago, ci si è resi conto della preziosa opportunità data dallo studio comparato dei resti antropologici che stavano lentamente riemergendo, con i dati che si potevano desumere dai registri parrocchiali di riferimento, ancora presenti nell’archivio della parrocchia di Roccapelago. La possibilità di sovrapporre l’analisi documentaria allo studio antropologico di un’intera collettività è una opportunità relativamente rara, con un potenziale informativo straordinario. Questa possibilità sul caso in esame, si è concretizzata durante il 2012, quando è stato possibile visionare i registri conservati
presso l’Archivio Parrocchiale di Roccapelago. A questa prima valutazione, è seguito il processo di digitalizzazione, necessario per limitare al massimo i possibili danni dovuti a prolungate e pericolose manipolazioni degli antichi registri. Sono stati così acquisiti due Libri dei Morti, tre Libri dei Nati e due Libri dei Matrimoni per un totale di 2.590 pagine e oltre settemila registrazioni, redatte da almeno trenta mani che si differenziano per stile utilizzato, capacità analitica e ricchezza di dettagli forniti. L’arco cronologico coperto dalle registrazioni, con alcune differenze tra le varie categorie di registri, va dalla fine del XVI agli albori del XX secolo
Le Mummie di Roccapelago. Un progetto pilota di ricerca interdisciplinare tra archeologia, antropologia, storia e scienze applicate
Un piccolo borgomontano arroccato su uno sperone di roccia nell’Alto Appenninomodenese e la scoperta, tanto fortuita quanto eccezionale, nella chiesa parrocchiale, di una cripta sepolcrale contenente i corpi, in partemummificati, degli antichi abitanti della località. Questo lo scenario entro il quale si è sviluppato il
progetto: Storia e vita di una piccola comunità dell’Alto Appennino modenese tra il XVI e il XVIII secolo. Archeologia e antropologia: una ricerca interdisciplinare, promosso dall’allora Soprintendenza peri i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna e dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna (Campus di Ravenna), con la collaborazione di numerose altre istituzioni scientifiche italiane e straniere. L’eccezionale ritrovamento ha rappresentato un’occasione unica per
la realizzazione di un progetto che, per l’approcciomultidisciplinare adottato, i protocolli d’intervento elaborati e l’integrazione dei risultati perseguita, può costituire un vero e proprio progetto pilota, unmodello di riferimento da applicare nel caso di ritrovamenti archeologici simili a quello di Roccapelago. Nel presente volume vengono pubblicate le relazioni scientifiche degli ultimi due convegni sulle “Mummie di Roccapelago”: il primo, LeMummie di Roccapelago: archeologia, antropologia e scienze applicate a confronto (Modena, 15 febbraio 2014) e il secondo, LeMummie di Roccapelago 3.0: la rinascita degli antichi abitanti
attraverso cinque anni di studi (Ravenna, 24marzo 2017). I contributi scientifici che esso raccoglie spaziano dall’approfondimento degli aspetti storici della comunità di Roccapelago al vasto campo delle ricerche archeo-antropologiche, archeo-genetiche, paleopatologiche, paleonutrizionali e biodemografiche, dallo studio e ricostruzione dell’abbigliamento, agli aspetti conservativi e alla valorizzazione del sito. Questamolteplicità e varietà delle ricerche condotte dimostrano
l’enorme potenzialità scientificamulti e interdisciplinare che questo sito ha offerto e continua ad offrire insieme all’eccezionale interesse divulgativo che esso è stato in grado di suscitare nel pubblico
Twin Births and Emergency Baptisms in Northern Italy during the Sixteenth and Eighteenth Centuries: the Case of a High Apennines Community
During the restoration of the church of the Conversion of St. Paul, located in Roccapelago a small village of the Emilian Apennines, it was found a lost chamber containing the remains of over 300 individuals who lived between the sixteenth and seventeenth century AD. The classic anthropological study was supported by the analysis of parish records, which showed a significant percentage of twin births. An interesting indicator to highlight complications during delivery, were the recordings of “emergency baptisms”. The frequency of this particular type of rite on births with only one born in Roccapelago, is 3,02%. It’s instead of the 13,73% the administration of emergency baptisms on twin births. The frequent perinatal deaths, show that it was risky the moment of birth, any complications that could arise during the phase of expulsion, could be lethal. Emergency baptism phenomenon is a clear example: none of the twins who received this particular sacrament is survived
Paleogenetica e paleodemografia degli antichi abitanti di Roccapelago
Il progetto di studio delle mummie di Roccapelago, nato in seguito al ritrovamento, nella cripta della locale chiesa della Conversione di San Paolo Apostolo, dei resti di oltre 400 individui, molti dei quali parzialmente mummificati, ha previsto, fin dall’inizio, un approccio multidisciplinare volto all'integrazione dei risultati scaturiti dalle indagini archeoantropologiche, paleodemografiche e paleopatologiche con quelli prodotti dalle analisi genetiche dei reperti. A questo scopo è stato programmato, tra l’altro, anche uno studio diacronico del DNA finalizzato a indagare la struttura e le dinamiche della popolazione di Roccapelago nell’arco di circa quattro secoli, cioè dalla fase più antica di uso sepolcrale della cripta fino alla comunità attualmente vivente. La selezione dei campioni oggetto dello studio ha perciò riguardato sia i reperti antichi, risalenti a un periodo compreso tra il XVI e il XVIII secolo, sia membri attuali della comunità locale
Mortalità infantile a Roccapelago: tra analisi antropologiche e archivi storici
I resti osteologici infantili costituiscono una ricca fonte di informazioni importanti circa il livello di sviluppo e lo status socio-economico delle società cui appartengono. Gli infanti, infatti, forniscono dei dati più immediati, rispetto agli adulti, sullo status socio-economico della comunità cui appartengono. Questo è possibile grazie al fenomeno del rimodellamento osseo, che avviene ad una velocità superiore rispetto a quanto accade nelle ossa di individui maturi, rendendo lo scheletro infantile un registro molto più immediato di insulti quali malnutrizione, infezioni o altre patologie. Queste informazioni possono aiutarci a conoscere e a comprendere in modo più approfondito le società e le culture del passato, in quanto gli infanti hanno partecipato attivamente, accanto agli adulti, alla formazione del record archeologico. Il crescente numero di ritrovamenti infantili e la maggiore attenzione loro attribuita, anche in fase di scavo, hanno permesso di avviare degli studi più approfonditi, pur entro i limiti impliciti della paleodemografia, su una grossa componente di popolazione troppo spesso assente o sotto rappresentata. Altri orizzonti di indagine sono stati aperti anche in campo paleopatologico, con importanti studi sulle patologie specifiche dell’età infantile, come lo scorbuto e il rachitismo. Le problematiche legate allo studio degli infanti, però, sono numerose e ciò è dovuto, in larga parte, al fatto che lo scheletro infantile è meno mineralizzato rispetto allo scheletro maturo, rendendolo meno resistente ai fenomeni tafonomici e di degrado. Inoltre, le piccole dimensioni delle singole ossa possono portare al mancato recupero di particolari distretti ossei quali, ad esempio, i centri secondari di ossificazione e le gemme dentarie. L’approfondita conoscenza dell’anatomia scheletrica e delle diverse modificazioni che avvengono durante la crescita è fondamentale per un corretto recupero e studio dei resti umani infantili
Gli scavi nella Chiesa di Santa Maria di Val di Sasso (Secc. XIII-XVII)
The Val di Sasso Hermitage is located near Fabriano (m 650 slm). Since 2009, the whole complex has been affected by an extensive renovation by the property (Regione Marche), which also involved extensive archaeological investigations. The church of Santa Maria di Val di Sasso is the only setting of the convent complex which has returned an intact stratigraphic context, dating back from 13th to 17th century. The excavation revealed the presence of three phases relating to the life of the complex as it was a Benedictine monastery, at the last sixteenth-century extension and has returned numerous coins of silver and copper and some devotional objects from the mass grave, including rosary grains and devotional medals. The recovered skeletal remains were studied by the Department of Anthropological Physics and Ancient DNA at the University of Bologna, home of Ravenna
Il contributo delle indagini biologiche e chimico-fisiche alla ricerca storico-archeologica. Alcuni casi di studio dal territorio modenese
In recent decades, scientific methodologies have revolutionized the approach
to the study of archaeological evidence, helping to extract additional and sometimes
unique information from them, for the purpose of reconstructing the past. An
important impulse to these investigations was given by the application of the most
advanced biological, bio-molecular and chemical-physical techniques to bioarchaeological
finds and, in particular to human remains. After a brief review of the
scientific methodologies widely used in this field, three case studies from the Modena
area are presented: the study about the remains of Pico della Mirandola, the project
about the Roccapelago mummies and the case of violent deaths of the necropolis of via
Ciro Menotti (Modena)
Roccapelago: una comunità appenninica tra Ducato estense e Repubblica di Lucca
Il saggio ricostruisce le vicende storiche della comunità di Roccapelago dal XIV al XVI secolo, illuminando il contesto storico-politico e cultuale nel quale vivevano le popolazioni di cui sono stati conservati i resti (le mummie analizzate dai colleghi antropologi)
- …
