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Introduzione
L’eterogeneità circa i modi di intendere e sviluppare l’Outdoor Education (OE) è testimoniata dalla varietà stessa dei contributi presentati nel testo e deriva anche dalla diversità e molteplicità di approcci che si possono adottare nel considerare il rapporto dell’uomo con l’ambiente. L'intento però del testo è stato quello di mantenere la ricchezza e varietà all'interno della cornice epistemologica e metodologica che ne dia senso e significato intenzionalmente educativi. Si ritiene che serva disporre di un inquadramento delle esperienze outdoor all’interno di un paradigma ecologico-educativo che permetta una “conversione ecologica” (Ciuffreda e Langer, 2012) rispetto a quanto messo in atto nella fase dell’Antropocene che stiamo oggi attraversando, per agire in senso trasformativo
Introduzione
La poesia e la “pedagogia” di Gianni Rodari possono essere lette come espressioni di riconoscimento, sostegno e valorizzazione dell’infanzia e dei suoi diritti per la costruzione di un mondo sostenibile e solidale.
I diversi interventi che costituiscono il volume evidenziano, da angolature diverse, come Rodari possa insegnare ancora molto sul versante pedagogico-educativo relativamente alle possibilità di rendere i bambini attori protagonisti del loro progetto di vita. Sul versante delle politiche educativo-sociali, Rodari aiuta a riconoscere i bambini quali cittadini portatori di diritti e responsabili del mondo, del pianeta Terra; sollecita allo stesso tempo gli adulti, e le diverse agenzie educative, alla costituzione di un patto intergenerazionale in cui ciascuno sappia prendersi cura di sé e dell’altro nel rispetto reciproco, per un’educazione all’umanesimo ecologico-sociale.
Il richiamo di Rodari è estremamente vivo e attuale, diventa anzi quasi un monito affinché la pedagogia non si assopisca rispetto all’educazione di un’infanzia “postmoderna” non autenticamente riconosciuta, e quindi poco rispettata nel suo essere, nel suo esistere e nel suo divenire
Il diritto di abitare "Cielo e Terra". L'educazione allo sviluppo sostenibile nella geografia fisica e fantastica di Gianni Rodari.
Il contributo considera il contesto, che oggi potremmo definire ecologico, in cui Rodari ambienta le proprie proposte di valorizzazione dell’umano, e quindi di sviluppo dell’infanzia. Si tratta di un ambiente che lo scrittore studia e anche critica, costituito da tanti sistemi complessi, naturali, antropizzati, tecnologici e fantastici, che interagiscono e si modificano a vicenda, in cui i bambini devono rinvenire le condizioni per mettere in atto uno “sviluppo sostenibile” e avere un ruolo attivo per costruire e lasciare, con l’accompagnamento adulto, un mondo migliore di come lo hanno trovato. Un paesaggio costituito da tanti insiemi, di cui si trovano continuamente tracce nei suoi racconti e nelle sue filastrocche
Ecopedagogia, eco-cittadinanza, Outdoor Education nella rete della vita
Il contributo cerca di identificare l'elemento connettore delle esperienze di Outdoor Education (OE) – spesso notevolmente differenti tra loro – nella prospettiva dell’approccio sistemico alla vita che considera la condizione umana in termini di sviluppo delle relazioni che la connotano. Tale approccio cerca di comprendere la realtà umana partendo dal superamento della visione riduzionistica, di stampo cartesiano, per accoglierne una olistica e ecologica del mondo. Essa implica la connessione nello sviluppo umano tra relazioni con il mondo esterno, relazioni del mondo sociale e mondo biologico e interiore dei valori e dei significati. Ciò permette di trovare una interazione tra OE, pedagogia dell'ambiente e della sostenibilità e educazione alla cittadinanza. Si può in tal modo parlare di eco-pedagogia: i luoghi, gli spazi, i paesaggi divengono molto di più di un’esperienza geografica, molto di più di un espediente didattico, di più una visione romantica, selvaggia o igienico salutista nel loro rimando alla natura incontaminata. Essi sono la sostanza e il nutrimento del vivere umano ai quali si rapportano l’educazione e la pedagogia in una modulazione vicendevole
Paesaggio pedagogico. Itinerari outdoor per un'eco-cittadinanza.
Il testo prende in esame le esperienze di Outdoor Education riprendendo e riaggiornando i temi, complessi e mai esauriti nella riflessione pedagogica, del rapporto tra l’uomo e l’ambiente e dell’ambiente come fattore educativo. Il paradigma unificatore dei diversi percorsi e delle differenti narrazioni di Outdoor Education riportati nel testo è costituito dall’assunzione della visione ecologica, sistemica e relazionale con cui oggi è necessario guardare alla presenza dell’uomo sulla Terra, la Casa comune da conoscere e rispettare. Educare fuori significa vedere come l’uomo possa beneficiare dell’ambiente educatore, come ecologicamente vi sia un apprendimento reciproco fra sistemi viventi e come i luoghi debbano prendere le forme di un paesaggio pedagogico, conosciuto, interpretato e predisposto perché possa essere realmente fruito creativamente dai soggetti in crescita, bambini, ragazzi, ma anche da adulti e anziani.
Si pongono in tal modo le basi di un’educazione diffusa, che diviene anche educazione alla eco-cittadinanza in quanto si supera la visione separatista natura-cultura, si vede l’interdipendenza e il legame tra conoscenza e azione, natura e società, ambiente e uomo e si promuovono competenze di cittadinanza attiva
Il cielo è di tutti la terra è di tutti. Gianni Rodari, l'educazione e i diritti dell'infanzia
La poesia e la “pedagogia” di Gianni Rodari possono essere lette come espressioni di riconoscimento, sostegno e valorizzazione dell’infanzia e dei suoi diritti per la costruzione di un mondo sostenibile e solidale.
I diversi interventi che costituiscono il volume evidenziano, da angolature diverse, come Rodari possa insegnare ancora molto sul versante pedagogico-educativo relativamente alle possibilità di rendere i bambini attori protagonisti del loro progetto di vita. Sul versante delle politiche educativo-sociali, Rodari aiuta a riconoscere i bambini quali cittadini portatori di diritti e responsabili del mondo, del pianeta Terra; sollecita allo stesso tempo gli adulti, e le diverse agenzie educative, alla costituzione di un patto intergenerazionale in cui ciascuno sappia prendersi cura di sé e dell’altro nel rispetto reciproco, per un’educazione all’umanesimo ecologico-sociale.
Il richiamo di Rodari è estremamente vivo e attuale, diventa anzi quasi un monito affinché la pedagogia non si assopisca rispetto all’educazione di un’infanzia “postmoderna” non autenticamente riconosciuta, e quindi poco rispettata nel suo essere, nel suo esistere e nel suo divenire
Outdoor education e doveri di sorveglianza degli insegnanti
Le attività di outdoor education vanno incoraggiate anche, e soprattutto, nei contesti scolastici perché costituiscono un arricchimento relazionale e sociale per i bambini, che potrebbero non beneficiare di queste opportunità esperienziali nel loro ambiente familiare.
Nel contempo è emersa la comprensibile esigenza degli insegnanti di conoscere come si declinano i loro doveri di protezione e sorveglianza nei confronti dei giovani discenti nei casi in cui le attività educative si svolgano all’aperto, e quindi fuori dalle mura della scuola.
Questo breve contributo è finalizzato ad approfondire i profili di responsabilità civile dei docenti e le regole risarcitorie nel caso di danni cagionati a terzi o subiti dagli allievi in occasione delle attività scolastiche
Dal Vaticano II al Sessantotto e ritorno: traiettorie di un rinnovamento religioso in prospettiva pedagogica
Il testo prende in esame le linee portanti del Concilio Vaticano II, con particolare attenzione agli aspetti che potrebbero avere un impatto significativo sulle modalità di pensare e realizzare i processi di educazione dei giovani. Un secondo livello di riflessione riguarda le modalità con cui il milieu sessantottino ha incrociato un processo di rinnovamento (già in atto) all’interno della Chiesa, grazie al Vaticano II. Si aprono quindi scenari importanti – in prospettiva pedagogica – sulle modalità con cui il magistero della Chiesa, nel periodo post-sessantottino, si è posto il problema di come interagire in modo proattivo (ed educativamente fecondo) con le critiche elaborate in quel periodo e cogliere in esse spunti di ulteriore rinnovamento
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