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Conclusione. Ragionando sul futuro del CIPSAIMEGA
Ignazio Grattagliano: È stato un lungo percorso, quello che ha condotto alla creazione del CIPSAIMEGA, circa tre anni orsono. Tante telefonate tra noi, il gruppo di colleghi promotori, i funzionari del nostro Ateneo, lunghi e proficui scambi di opinioni, molte mail, numerosi incontri preparatori.
Molto lavoro, ma anche grande soddisfazione che nasce proprio dal contatto con tanti colleghi diversi ed appartenenti ad aree disciplinari e dipartimenti differenti che man mano hanno dato la loro convinta adesione al CIPSAIMEGA.
Tante le iniziative di studio, seminariali, di confronto e discussione promossi in questi anni, che hanno sempre rispecchiato l’anima fortemente interdisciplinare del nostro Centro Interdipartimentale, finalizzato a promuovere una Psicologia Applicata a vari contesti, come da statuto e documento istitutivo
La pubblicazione di questo volume, “Menti in Azione. Prospettive di Psicologia Applicata”, segna una tappa importante, consente di fare in punto della situazione e diviene anche occasione concreta per individuare e prefigurare prospettive future che rappresentano per tutti noi una serie di sfide innovative e difficili.
Giuseppe Mininni: Avendo, con te, avuto “cura” di questo volume, il mio primo desiderio è farci carico delle sue aspettative: poter circolare tra molte “menti in azione”, poter interagire con altri testi attraverso le loro interpretazioni e i loro commenti, ma soprattutto non rimanere solo, bensì avere molti altri testi prodotti nel CIPSAIMEGA con cui dialogare nel tempo. Nel prossimo testo, che farà compagnia a questo curato da noi, auspicherei anzitutto un salto di dialogicità: da interna a esterna. Qui quasi tutti i capitoli sono scritti da più “menti in azione”, essendo proposti come l’esito di una collaborazione “interna” a gruppi di ricerca già consolidatisi, ognuno nel proprio settore scientifico-disciplinare. Tuttavia, l’orizzonte istitutivo del CIPSAIMEGA postula la formazione di interessi di ricerca intersettoriali, perché ci sono livelli di problematicità psicologica che richiedono un approccio integrato tra diversi assetti teorico-metodologici. Sono fiducioso che il prossimo volume rivelerà non soltanto una compattezza-within, ma anche una fluidità-between i vari settori scientifico-disciplinari presenti nel CIPSAIMEGA. Naturalmente l’attesa di questo salto di qualità dialogica scaturisce dal principio generale che genera la conoscenza situata: la necessità dell’aderenza al contesto.
Ignazio Grattagliano: Tenendo conto di questo principio, quello che sta avvenendo intorno a noi (solo per citare alcune cose, pandemia, guerra, prossime elezioni politiche, prossimi cambiamenti dentro e fuori il contesto universitario), e che può condizionare pesantemente la nostra vita universitaria e la mission del nostro ruolo (didattica, ricerca, terza missione), legittima pienamente l’esistenza di un Centro Interdipartimentale come il CIPSAIMEGA, se chi vi aderisce saprà essere fedele a quanto previsto dal Manifesto Programmatico ovvero promuovere studi, ricerche, momenti e spazi di riflessione, progetti, finalizzati ad evitare la restrizione dei campi di ricerca scientifica e culturale in funzione di una immediatezza remunerativa di risultati (che privilegiano la ripetitività e la quantità, che imitano, sostituendola, la ricchezza di prospettive), a scapito della sorpresa e della qualità, in sintesi della capacità trasformativa della conoscenza. Io vorrei che non solo con enunciazioni di principio, ma con comportamenti, fatti, progetti e scelte concrete chi opera nel CIPSAIMEGA sappia cercare e perseguire “non solo ciò che è più utile, ma ciò che è giusto”, per citare un efficace passo del tuo intervento nella giornata celebrativa del “Ventennale di attivazione” (19 novembre 1999 – 2019) del Corso di Laurea in Psicologia presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.
Giuseppe Mininni: Ti ringrazio molto per aver voluto rievocare quell’iniziativa di “festa della memoria” di una decisione storica cui avevo dato il mio più convinto supporto, in un passato sempre più lontano dell’istituzione universitaria. Il futuro prevedibile ora per la Psicologia Applicata impegnerà auspicabilmente molte “menti in azione” a cercare soluzioni possibili per la problematicità della vita quotidiana percepita dalle persone e dalle comunità di pratiche nel loro tempo. Una testimonianza recente è data dalla svolta impressa alla ricerca scientifica dall’emergenza globale della pandemia da Covid-19. Ora, accanto ad ambiti di studio della vita quotidiana ad alta rilevanza psicologica, come ad esempio lo sviluppo atipico, l’invecchiamento o l’integrazione dei migranti, già si annunciano come molto impegnativi alcuni grandi interrogativi di ricerca relativi alle ripercussioni esistenziali dell’emergenza climatica, all’acuirsi della conflittualità sociale e culturale, alla dipendenza da tecnologie informazionali e relazionali sempre più potenti e invasive, con conseguente perdita del senso di intimità personale per effetto della gestione eteronoma dei Big Data.
Ignazio Grattagliano: La Psicologia Applicata ai vari campi della Formazione, Lavoro, Sanità, Giustizia, Politica, Economia, Ambiente, Media, Arti, Religione, come da statuto del CIPSAIMEGA e da documento programmatico, può e deve divenire una straordinaria opportunità per osservare, descrivere, valutare quanto avviene intorno a noi, confermando il ruolo e la finalità sociale e politico-culturale del nostro Centro Interdipartimentale.
Ma è necessario un “cambio di passo”. Il “passaggio” da una fase iniziale, “artigianale”, fondata sulle iniziative personali di singoli aderenti ed iscritti, ad una fase più progettuale, imprenditoriale, che sappia intercettare risorse per redistribuirle in termini di finanziamenti, per ricerche, borse di studio, assegni, che permettano un salto di qualità del Centro.
In altre parole serve una modalità che riesca a far esprimere pienamente il potenziale di ricerca e di studio presente nel Centro.
Giuseppe Mininni: Animato dal fervore che auspichi, il CIPSAIMEGA potrà fronteggiare le nuove sfide poste dal dilagare del mal-essere individuale e sociale e dall’incombere di nuove patologie del corpo e della mente (e del “corpo-mente”) e saprà valorizzare il potenziale di interazione tra le neuroscienze e le humanities, tradizionalmente coltivate nei territori dell’etica, del diritto e dell’estetica. Una speciale attenzione richiederà il compito di monitorare costantemente le dinamiche delle relazioni interpersonali e sociali all’interno di istituzioni complesse e determinanti la costruzione identitaria, come la scuola, il luogo di lavoro, l’ospedale, il tribunale o il carcere. In particolare ci si può attendere da chi opera nel CIPSAIMEGA una profonda sensibilità per progetti di ricerca sui percorsi di promozione delle virtù sociali (come la sincerità, la fiducia, la speranza, la gratitudine, la dedizione, il perdono), perché da esse dipende l’affievolirsi o l’intensificarsi del potenziale umanizzante che assegna dignità alla vita. Così il nostro Centro Interdipartimentale continuerà a dare il suo contributo alla “scienza [che] è in certo modo la nostra vera madre, la civiltà” (Anton Cechov, Lettera a un dotto vicino, 1880)
La sfida del Piano paesaggistico per una nuova idea di sviluppo sociale sostenibile,The challenge of introducing a new idea of social sustainable development in Mininni M. ( a cura di), La sfida della pianificazione paesaggistica pugliese verso una idea nuova di sviluppo sostenibile e sociale.
The dossier is concerning on the strategy of the landscape planning and sustainability vision of the Apulia development. The landscape plan acts as a driving force for matters regarding sustainability which are included in the regional guidelines. On the one hand it helps to support activities which are already underway such as: urban regeneration and guidelines for new general and operational urban plans starting with the combined agro-environmental and multifunctional regeneration of suburbs and nearby areas of countryside (see article by Mariavaleria Mininni); the promotion of a different type of tourism which renews hospitality models in an integrated and diffuse manner and takes tourists' attention away from coastal areas for the benefit of the beauty of rural and sub-coastal landscapes; the centrality of town and regional planning which is subject to reform and has to take patrimonial vision of cultural and landscape assets in to consideration: these components must be revitalised when it comes to the structural vision of planning and adopted as models in the transformations regarding the programmatic part of the plan
“Se mi vedi ti rivedi”. Interazioni mediate e soggettività glocali.
Il lavoro svolto si inserisce nella cornice teorica della psicologia culturale-discorsiva (Mininni 2013), secondo la quale i mass media sono artefatti culturali che intervengono in molti dei processi che consentono alle persone la costruzione del sé e della loro realtà di riferimento. Tale attività di formazione identitaria consiste nella gestione di significati ricavabili dalle interazioni sociali in cui sono coinvolte grazie alla cultura condivisa. L’indagine sui modi in cui i media inseriscono la vita quotidiana delle persone in una ricca trama di relazioni significative ha un orientamento intrinsecamente “critico”, perché le potenzialità di sense-making possono sfuggire al controllo consapevole delle persone, destinandole a forme di relazioni sociali alienate
Abitare il territorio e costruire paesaggi
The context of cultural reference is that of the urban countryside, considered as a possible source of open spaces and a public asset for the city and its citizens. The reference is also to the debate that the École Nationale Superieure du Paysage of Versailles has long been conducting, and which has proven to be a particularly fertile terrain for interpreting and planning periurban agricultural landscapes in some southern Italian contexts, and indeed in Mediterranean contexts in general.
The author edited the Italian edition of Campagnes urbaines by Pierre Donadieu, conceiving it as a complex editorial project to introduce to the Italian readers those well structured reflections of the French Versailles school, from a long standing commitment on these issues, but also to build project implications of the vicinity countryside in the disciplinary debate in defining the project of the contemporary city.
The curatorship consisted, in addition to text translation, in writing a long preface, developing a glossary of terms between agriculture and urban planning, and creating boards of french agrarian parks and the presence of a new essay by Donadieu as an upgrade text for Italian readers. Finally, new photographs were selected, inserting images of urban campaigns to help the reader in the Italian translation of the text and to implement it into the Italian culture.
In recent years, architects, urban planners, landscape architects and environmentalists are questioning the nature and destiny of peri-urban agricultural areas. Unstable places, rapidly changing, where the environmental systems that are slowly organized and trained in relation to the economy and agricultural culture are falling apart; these not builded intervals are invested not only by processes of real estate development that tend to turn them into new suburbs, but also by new activities, new social practices and unexpected questions that challenge the classical categories of urban analysis (among others, urban-rural landscape-the city, the center- outskirts).
New forms of urban agriculture suggest to reformulate the relationship between cities (figure) and rural (background), assigning it the value of natural infrastructure, and therefore a public good, and resource. All this is a correspondence in a widespread demand for new natural, which is reflected in the changes taking place in terms of behavior and consumption in the sphere of living and leisure
La sfida della pianificazione paesaggistica pugliese verso una idea nuova di sviluppo sostenibile e sociale,
Il servizio riguarda le strategie di sviluppo della regione Pugliaattivate dalla pianificazione paesaggistica. La visione paesaggistica del piano incalza i temi della sostenibilità che impegnano il paradigma degli orientamenti regionali, alcuni avallando le attività già in corso, come la rigenerazione urbana edell’housing sociale a partire dalla riqualificazione congiunta delle periferie e della campagna di prossimità in chiave agroambientale e multifunzionale (vedi articolo di Mariavaleria Mininni); la promozione di un turismo delle differenze che rinnova i canoni dell’accoglienza in modalità integrate e diffuse distraendo dalla costa a vantaggio dell’amenità dei paesaggi rurali e subcostieri; la centralità della pianificazione comunale e provinciale, investite da un progetto di riforma degli strumenti di pianificazione, messa alla prova dal recepimento delle visioni patrimoniali dei beni culturali e paesaggistici come componenti da rivitalizzare della visione strutturale e come dispositivi-guida nelle trasformazioni della parte programmatica del piano
Città, natura e sostenibilità
La domanda di sostenibilità che viene posta oggi alle città non è
nuova. Vale la pena anticipare che il mio esordio da ricercatrice di ecologia
ha un costo in questa trattazione.
È da molto tempo che le città sono chiamate a dare un contributo
teorico e operativo alla questione ambientale perché le città sono territori
estesi oltre l’urbanizzato, i più abitati del mondo, perché la visione
urbana è pervasiva. Le città sono luoghi riflessivi che attivano il pensiero
critico e politico e per questo la domanda è pertinente: oggi la sostenibilità
è la lente più spessa attraverso la quale l’urbanistica è chiamata
a rispondere ai cambiamenti globali, il concetto più esteso dei cambiamenti
climatici che dei primi sono un’importante conseguenz
Ecologia, ecologie, ecologismi,.Ecology, ecologies, ecologism, in Mininni M. (a cura di), Ecologia, ecologie, ecologismi,.
The common thread running through the articles contained in this service is ecology. it comes with its dual aspect of the discipline and culture from spreading. from a historical perspective. The field study of ecology is slowly and gradually moved from the analysis of natural habitats unique to empirical science with a prevailing descriptive multidisciplinary science to learn and know, interested in investigating complex systems related to human transformations and changes the landscape scale. The history of ecology is the story of the changing ways in which nature is perceived, interpreted and managed by man over time. There are two stories, the history of relations between man and nature, the history of representation of this relationship
Introduzione al volume Menti in Azione. Prospettive di Psicologia Applicata
Ignazio Grattagliano, Giuseppe Mininni
Introduzione
Fin dalle sue origini più remote nel tardo ‘800, la psicologia scientifica ha esibito una forte tendenza a orientare le sue pratiche di indagine non soltanto verso una comprensione più approfondita della natura umana, ma anche verso l’impegno a consolidarne la dignità, mirando a sostenere le aspirazioni delle persone alla loro autorealizzazione in condizioni di benessere soggettivo e, possibilmente, collettivo.
In questa direzione sono orientati tutti i capitoli di questo libro che sono proposti da ricercatrici e ricercatori afferenti al Centro Interdipartimentale di Psicologia Applicata in Ambito Medico, Economico, Giuridico e Ambientale (CIPSAIMEGA). Si tratta di un’articolazione delle strutture di ricerca dell’Università degli studi di Bari “Aldo Moro” costituitasi nel 2019 per delibera congiunta del Dipartimento di Scienze della formazione, Psicologia, Comunicazione, del Dipartimento di Scienze politiche e del Dipartimento di Economia e finanza, ma nel tempo vi hanno aderito studiose e studiosi operanti anche in altri Dipartimenti.
Il CIPSAIMEGA valorizza la ricerca di senso come orizzonte costitutivo dell’esperienza psichica e sottolinea la capacità autorganizzativa dei prodotti della mente, cioè di qualsiasi “artefatto” in cui si svolga la vita delle persone. Di conseguenza promuove ricerche e studi volti a mettere in rilievo il potenziale di creatività emergente dalle relazioni tra le persone all’interno delle istituzioni che organizzano il senso della condizione umana nel nostro tempo: Formazione, Lavoro, Sanità, Giustizia, Religione, Media, Arti.
La dinamica culturale della mente opera da quadro di riferimento per identificare sia una comunità di pratiche sia un posizionamento personale rispetto a un sistema di conoscenze, di aspettative e di valori. L’esperienza sociale è animata dal respiro culturale che accomuna e insieme differenzia le persone, perché è capace di trarre slancio dalle risorse sia del pensiero convergente che del pensiero divergente. Di conseguenza, il CIPSAIMEGA riconosce sia i bisogni di coerenza identitaria che le aspirazioni all’apertura verso l’alterità produttrice di innovazioni che si intrecciano nell’esperienza quotidiana delle relazioni tra le persone e i loro contesti di vita.
L’azione della mente è inquadrata dalla ricerca di senso quale si realizza nell’inaggirabile interazione tra i (quasi) determinismi dell’organizzazione cerebrale e i dinamismi dei contesti storico-culturali, L’esperienza di sé che ogni persona elabora nella sua storia si configura come una serie di “forme di vita” possibili nei molteplici “ambienti” che segnano l’adesione del suo “cervello-mente” a una determinata organizzazione storico-sociale. La “mente in azione” sa riconoscere i vincoli e le opportunità di varie “istituzioni” che corrispondono a precise comunità di pratiche: dalla famiglia alla scuola, dai media alle tecniche sanitarie, dalle organizzazioni economiche alle procedure giuridiche, dalle credenze religiose ai canoni estetici.
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L’”ambito MEDICO” è qui aperto dal resoconto di Maria Fara De Caro... sulla dimensione psicologica rilevabile nella diagnosi di molte patologie organiche. L’interesse dell’Unità Operativa Sanitaria di Psicologia e Neuropsicologia clinica, attiva presso l’Università di Bari, si inserisce nel solco di una solidissima tradizione di psicologia medica, proiettandosi negli scenari disegnati dalle teorie e dalle metodiche oggi prevalenti delle neuroscienze, come risulta in chiara evidenza, seppure con diversa enfasi, dagli altri tre apporti a tale ambito della Psicologia applicata.
Infatti, Benedetta Matarelli, Mariangela Lippolis ed Elvira Brattico offrono un’ampia documentazione di ordine neurologico sul nesso tra la sfera dei significati musicali e l’esperienza del benessere personale e sociale.
Nel terzo capitolo Roberta Passiatore e Giulio Pergola mostrano la crescente convergenza di moltissime evidenze neurobiologiche verso la concezione che le differenze cognitive tra le persone siano riconducibili all’interazione tra la regolazione genetica delle dinamiche cerebrali e l’influenza di specifici determinanti ambientali.
Alessandra Raio e Linda A. Antonucci mettono in evidenza che le traiettorie evolutive tracciate dalla neuropatofisiologia del rischio psicotico possono essere monitorate con le tecnologie avanzate promosse dall’Intelligenza Artificiale...
La mente è in azione anche nell’’”ambito ECONOMICO”, come mostra il capitolo a cura di Maria Luisa Giancaspro, Emma Troccoli, Cataldo Giuliano Gemmano ed Amelia Manuti su una strategia di gestione delle risorse umane ispirata alla necessità di valorizzare la differenza di genere. Il potenziale di senso innescato dalla variabilità dei modi di essere “maschile” e “femminile” trova ampi spazi di esplicitazione nell’organizzazione sociale del lavoro. In questo contesto le persone possono sperimentare sia il peso di antichi pregiudizi discriminatori, tesi a perpetuare ingiustificabili asimmetrie di potere, sia lo slancio di innovazione derivante dal riconoscimento delle diverse sensibilità riconducibili alle identità di genere.
L’”ambito economico” è l’orizzonte di riferimento privilegiato (e, quindi, non esclusivo) dell’analisi proposta da Alessia Monaco, Raffaella Maria Ribatti e Tiziana Lanciano sul nuovissimo tema dell’influenza esercitata dai software dell’Apprendimento Automatico sulla “mente in azione” par excellence: i processi decisionali. Invero le procedure implementabili nell’Emotional Artificial Intelligence stanno radicalmente mutando lo scenario del “libero arbitrio”, esibendo un equilibrio instabile tra costi e benefici.
Il capitolo proposto da Pasquale Musso, Gabrielle Coppola, Fabiola Silletti, Cristina Semeraro, Alessandro Costantini e Rosalinda Cassibba occupa un ruolo centrale in questo testo non solo sotto il profilo della composizione dei contributi, ma perché offre un’altra interpretazione alla “E” dell’acronimo che etichetta il CIPSAIMEGA. Infatti, il tema indagato è di ordine “Evolutivo-Educativo” e individua un costrutto funzionale a tutti i “punti di svolta” che le persone devono fronteggiare nel loro ciclo di vita. Infatti, la resilienza è una risorsa...
Anche l’”ambito GIURIDICO” rappresenta una pista tradizionale per l’indagine sulla mente in azione. Fabiana Battista, Ivan Mangiulli e Antonietta Curci chiariscono alcune implicazioni derivanti dall’intreccio tra la falsa testimonianza e l’amnesia (reale e simulata) nel contesto forense. Di particolare interesse è la strategia dei “falsi dinieghi” per l’effetto di radicale alterazione che comporta nell’organizzazione della memoria autobiografica delle persone.
Ignazio Grattagliano, Valeria Affatati, Miriana Biancofiore, Lucia Prudente, Maria Grazia Violante e Guido Ancona perlustrano l’ampia gamma di connessioni tra la psicologia e la criminologia clinica, a partire dalla fase investigativa, dove è saliente l’attività peritale nella valutazione dell’imputabilità dei reati, fino agli interventi di supporto alla personalità del detenuto nel contesto penitenziario. Molto opportuna è l’enfasi posta sul fatto che, con le competenze acquisite nella loro formazione e nella loro pratica professionale, gli psicologi possano avvalorare le attese riposte in importanti ruoli istituzionali cui l’ordinamento dello Stato affida l’amministrazione della Giustizia, quali il Giudice Onorario del Tribunale per i Minorenni, il Consigliere Onorario della Corte di Appello e l’Esperto del Tribunale di Sorveglianza.
L’interazione “PERSONA-AMBIENTE” è l’inaggirabile cornice di base di qualsiasi indagine psicologica. A partire dalla seminale “teoria del campo” proposta quasi un secolo fa da Kurt Lewin, tutte le correnti di ricerca in psicologia condividono la consapevolezza che l’attività psichica è rilevabile nella trama di connessioni tra le persone e i loro contesti di vita. Nel loro capitolo, Andrea Bosco, Alessandro Caffò, Antonella Lopez e Giuseppina Spano mettono in evidenza la densità delle relazioni tra la capacità di orientamento e di mobilità nello spazio e le attese di benessere soggettivo delle persone. Di particolare interesse è il loro aver focalizzato l’attenzione sul costrutto di “esposoma”, cioè quella specie di bolla di esposizione ai fattori ambientali che avvolge ogni essere umano dal momento del concepimento fino alla morte. Tale costrutto consente di rilevare l’effetto protettivo prodotto dagli “spazi verdi e blu” non soltanto sul potenziale cognitivo, ma soprattutto sulla salute mentale delle persone.
Invero, soprattutto nella modernità, l’ambiente cui gli esseri umani sono esposti nell’intero ciclo della loro vita è marcato dalle tecnologie della comunicazione, che organizzano in profondità la loro esperienza del mondo attraverso procedure sempre più complesse e ambivalenti di attribuzione di senso. In questa direzione si colloca l’apporto di Francesca D’Errico e Rosa Scardigno che mettono in evidenza alcune modalità di influenza mediatica in due sfere estremamente rilevanti in cui opera la mente culturale dell’Homo Sapiens; la politica e la religione.
Prendendo in esame la valenza dell’azione simbolica svolta da Facebook, uno dei più potenti e diffusi tra i recenti “social media”, Altomare Enza Zagaria e Valentina Luccarelli vi rintracciano una risorsa utile a fronteggiare la difficile condizione delle persone che, soffrendo di “malattie rare”, sono esposti a gravi rischi di isolamento e di smarrimento del senso di sé. Pur nello status di legame debole, la relazione di “amicizia” sperimentabile nelle comunità virtuali induce ad aprirsi alla speranza.
Il volume si conclude con l’analisi storico-politica svolta da Giulia Gallotta sul complesso iter costitutivo dell’Unione Europea quale testimonianza unica dell’aspirazione a orientare l’azione della mente collettiva verso l’integrazione dei bisogni nel rispetto delle diversità.
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THE DISCURSIVE CONSTRUCTION OF TRADITIONAL BELONGING AND SOCIAL CHANGE IN TV LOCAL BROADCASTING
In the contemporary global societies, mass media are set on the intersection of several social changes that require persons to acknowledge their "cultural identities" as positioned across boundaries: persons can discover that meanings they live by come from the innumerable "Others", through which their "glocal self" is shaped (Brinkmann 2011). The cultural individuation process in the flow of socioeconomic-cultural changes weaves together the bonds of local tradition and the opportunities of the global openness and reflects the links between sense potentialities and communicative practices (Lucariello et al. 2004). In particular, local television channels can activate contracts of communication (Mininni, Ghiglione, 1995) based on a special identification clause among enunciating sense subjectivities, swinging between old traditions and new perspectives. The main object of our study is to investigate the peculiarities of Apulia local broadcasting as a favorite way to construct, transmit and renew several kinds of local culture. By the means of discursive strategies, local broadcasting organizes and puts into play its "credibility" (Gili, 2005) to identify, beliefs and values underlying the various forms of communitarian life (Mininni, 2007). We selected some TV local programs dealing with information, entertainment and advertising. We explored the registered TV texts through Diatextual Analysis (Mininni, 2005). The comparison among these results emphasize pathways based on "crossbreeding" as well as on "Polarization" of reality and identity construction strategies acted by TV programs. These contemporary tendencies take several functions: to intensify the national broadcasting formats, to encourage the dissemination of local cultures, to enhance the audience's loyalty
Una cultura per il paesaggio The culture for the landscape, in Mininni M. (a cura di) Il paesaggio per l’urbanistica
This dossier opens up an observatory in the magazine Urbanistica aimed to find the Italian production of plans, projects and policies on the landscape. The intention is that to reconnect a track, apparently stopped today, by exposing the works and thoughts of some schools in recent years have continued to revise a position on the Italian reflexive project planning for the landscape.
Where does the project of a landscape hide, then? Urban and rural politics and logics are the first to be responsible of new landscapes production, powered by financial laws and community incentives; as well as the spaces corresponding to coastal and mountainous protection places, the landscape infrastructure politics and their consequences on the visible aspects of the landscape
In an almost totally built landscape, every new intervention wears away a residual space, stops a horizon, shortens the space between the cities and confusedly fills the only landscape built over the last fifty years, the one of peri-urbanity .
But the politics of control in the land use and concentration of settlements are not enough without a more careful study about over-determinations concerning the production of such a space, the experiences but even the desires they satisfy. If we tackle a new idea of landscape and the ideas of nature it presumes it could be useful.
The landscape culture we refer to is that of French school, in particular of the Ecole Nationale Supérieure du Paysage in Versailles, that defined a specific filed of knowledge, born in a multiplicity of knowledge, arts and crafts, intended to define a field of specific competence based on the ancient art of “gardening”, more ancient than agriculture . Competences not directly linked with Architecture and Town Planning, like in Italy, though they are part of both, but they can count on several disciplines that, somehow, concern landscape
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