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Le copie ad acquerello delle pitture funerarie etrusche nel Museo delle Antichità Etrusche e Italiche della Sapienza Università di Roma
Le copie delle pitture funerarie etrusche conservate nel Museo delle Antichità Etrusche e Italiche della Sapienza Università di Roma furono acquistate negli anni Cinquanta del secolo scorso da Massimo Pallottino presso Francesca Fioroni Barlanti, nuora del primo proprietario, Vincenzo Fioroni. Sono presenti nel patrimonio del museo universitario fin dal momento della sua fondazione nel 1955. La redazione delle 61 tavole – relative a 24 tombe di Tarquinia e alle tombe della Scimmia di Chiusi e Golini I di Orvieto – finora praticamente inedite, si colloca, per quanto riguarda la serie tarquiniese, negli anni 1911-1912, in seguito alla svolta decisiva rappresentata dall’utilizzo di riproduzioni fotografiche a supporto del lavoro dei copisti. Documenti d’archivio riportano il nome del pittore, l’altrimenti ignoto Elio D’Alessandris, e il suo rapporto, non precisato, con l’Accademia romana di Belle Arti. L’importanza della serie conservata presso il Museo della Sapienza risiede nel rappresentare il ciclo completo delle tombe dipinte conosciute a Tarquinia agli inizi del ‘900. Nulla sappiamo, invece, dell’autore delle copie delle tombe di Chiusi e Orvieto.The watercolors copies of Etruscan tomb painting in the Museum of Etruscan and Italic Antiquities at the Sapienza University of Rome. The copies of the Etruscan tomb paintings preserved at the Museo delle Antichità Etrusche e Italiche, Sapienza University of Rome, were purchased in the 1950s by Massimo Pallottino from Francesca Fioroni Barlanti, daughter of the first owner, Vincenzo Fioroni. They have formed part of the collection of the university museum since its foundation in 1955. The 61 panels, which relate to the 24 tombs of Tarquinia, the Tomba della Scimmia of Chiusi and the Tomba Golini I of Orvieto, have remained unpublished to date. With regard to the Tarquinia series, it is believed that they were drafted between 1911 and 1912, based on the application of the newly developed technique of using photographic reproductions to support the work of copyists. The otherwise unknown Elio D’Alessandris is recorded as the painter of these works in the archive documents, as is his relationship with the Roman Academy of Fine Arts, although the nature of this relationship is not specified. The author of the copies of the tombs at Chiusi and Orvietto has, on the other hand, still not been identified. The importance of the Sapienza Museum series stems from the fact that it records the complete inventory of painted tombs known in Tarquinia at the beginning of the twentieth century
La ceramica a rilievo di produzione falisca
Nella produzione falisca di ceramica a rilievo spiccano alcuni esemplari in ceramica policroma e argentata, caratterizzati da una esuberante decorazione figurata che attinge al repertorio mitologico recependo in larga misura modelli ed iconografie di matrice apula. Si tratta di vasi d’apparato, probabilmente episodi isolati nell’ambito della più vasta produzione locale, creati su commissione e da atelier diversi, come sembra suggerire la presenza nei vari contesti di forme non standardizzate, e l’adozione di tecniche decorative diversificate. L’esame analitico dei soggetti adottati in rapporto ai contesti di provenienza (Falerii Veteres e Falerii Novi) evidenzia come questa produzione, nei decenni centrali del III secolo a. C., interpreti attraverso il mito problematiche di natura politico-sociale e religiosa, divenendo espressione dei ceti più elevati della società falisca nel momento di profonda trasformazione e crisi d’identità rappresentato dalla conquista romana.De Lucia Brolli Maria Anna, Michetti Laura Maria. La ceramica a rilievo di produzione falisca. In: Mélanges de l'École française de Rome. Antiquité, tome 117, n°1. 2005. Antiquité. pp. 137-171
Recensione a N. Lubtchansky, Le cavalier tyrrhénien. Représentations équestres dans l'Italie archaique, Rome 2005
Riti e miti di fondazione nell'Italia antica. Riflessioni su alcuni contesti di area etrusca, in G. Bartoloni - L.M. Michetti (a cura di), Mura di legno, mura di terra, mura di pietra: fortificazioni nel Mediterraneo antico, Atti del Convegno Internazionale (Roma 2012)
In Etruria, the tendency to the ritualization of every significant circumstance in the individual and community life is fully expressed by the choise of places to allocate to the different functions - defensive, political, sacred. Starting from the well-known example of Rome it is possible to reflect on some Etruscan contexts that lend themselves to an integrated analysis of literary sources and archaeological data, offering the opportunity to compare specific rituals of foundation of the city or its fortifications, and to investigate the significance of particular deposits related to the construction of the walls and urban gates
Indice lessicale
Indice analitico contenuto nel volume: Italia ante Romanum Imperium. Scritti di antichità etrusche, italiche e romane (1999-2013
Recensione a Jean MacIntosh Turfa, "Catalogue of the Etruscan Gallery of the University Museum of Archaeology and Antropology", Philadelphia, University of Pennsylvania Museum of Archaeology and Anthropology 2005
Figurine femminili in ceramica argentata dall'agro falisco: considerazioni su alcuni elementi peculiari dei corredi femminili di età recente
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