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    The Social Regeneration of Mafia Assets in the Land of Gomorrah: The Role of Social Cooperatives

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    This chapter focuses on the Italian experience of the fight against organised crime, which complements conventional tools of repression and relies on social cohesion actions that support the social reuse of confiscated assets from organised crime. It discusses the opportunity granted by the Italian legal system, through Law 109/1996 and the Legislative Decree 159/2011, to third sector organisations, particularly to social cooperatives, to become privileged concessionaires in the assignment of confiscated properties. The chapter presents the Italian experience in the fight against the mafia illustrating the results that the confiscation of illicitly acquired assets has produced in Italy. It proposes policies to combat the mafia that are complementary to repressive ones such as those that can be built by the role of the social economy that can function as an antidote to the criminal economy. The chapter investigates the role played by social cooperatives that are regenerating social capital

    Modelli di accoglienza e integrazione nelle Terre di don Diana. Le politiche sussidiarie del terzo settore e il piano interculturale territoriale.

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    Nei territori a nord ovest dell’agro aversano e di Castel Volturno, resi complessi da enormi problemi di esclusione sociale, degrado ambientale e urbano ed elevata presenza di organizzazioni criminali, si sono sperimentate forme di collaborazione tra organizzazioni del Terzo Settore, Istituzioni religiose e pubbliche che hanno introdotto modelli relazionali innovativi, volti a individuare risposte concrete a problemi di integrazione, favorendo la convivenza civile e il dialogo sociale. Le organizzazioni sociali, impegnate nel lavoro quotidiano di presa in carico dei soggetti più svantaggiati, hanno individuato proposte politiche e amministrative per rispondere alle istanze di bisogni delle persone immigrate. La loro azione è andata ben oltre la protesta, la denuncia e l’advocacy, caratterizzandosi per la realizzazione di proposte concrete, in un’ottica di sussidiarietà orizzontale, che ha reso possibile la sperimentazione in tempi pioneristici, in questi territori, di modelli innovativi di accoglienza e integrazione delle persone. Ne è nato, nel tempo, un percorso compiuto di programmazione partecipata e integrata tra le comunità straniere, le organizzazioni del Terzo Settore, i Comuni, gli Istituti scolastici, i servizi sanitari e sociosanitari del distretto sanitario e gli altri enti pubblici operanti sul territorio di Castel Volturno e dell’agro aversano, confluito in un «Patto interculturale territoriale», volto a facilitare il più possibile l’accesso e la fruibilità dei servizi e degli interventi pubblici e del privato sociale presenti sul territorio, orientandoli in chiave interculturale

    Dalle terre di Gomorra alle Terre di don Peppe Diana. Un nuovo modello di sviluppo locale basato sulla centralità delle persone.

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    La cronaca nera dell’ultimo trentennio ha spinto una parte dei mass media ad associare la provincia di Caserta a Gomorra. Una vasta area che si è caratterizzata nel tempo per la presenza di un perverso fenomeno di cambiamento dei processi produttivi, delle relazioni tra persone e istituzioni, che l’ha trasformata in terra dei mali e dei vizi, dove prevale il malaffare, la corruzione, la camorra, la prepotenza dei forti sui più deboli e dove sembra essersi affermato un modello illegale di sviluppo economico che opprime l’economia legale distruggendo alle sue radici il capitale sociale. Facendo tesoro degli insegnamenti di don Peppe Diana, della sua azione di sostegno verso le persone più fragili, della sua capacità di aggregatore di persone e organizzazioni, data dal suo ruolo di capo scout, sono nate diverse organizzazioni di volontariato, che si sono impegnate nel recupero dell’identità dei territori di azione. Questi enti, con azioni di manutenzione e rigenerazione del capitale sociale, stanno gradualmente liberando gli spazi di civiltà e convivialità usurpati dalla criminalità organizzata. Grazie a queste azioni messe in atto da cittadini attivi, si sta costruendo un nuovo modello di sviluppo locale centrato sull’emancipazione della persona e in grado di valorizzare le risorse del territorio. Un esempio tangibile di azioni sinergiche che dimostra la possibilità di contrapporsi alle forme di economia criminale sviluppate dalla camorra, che per tanti anni ha attanagliato queste terre, sottraendo spazi di libertà alle comunità che vi abitano

    Economia sociale, antidoto dell’economia criminale

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    Nel lavoro si approfondisce la rilevanza dell'economia sociale quale strumento per innescare e sostenere uno sviluppo sano e inclusivo contribuendo anche alla lotta alla criminalità organizzat

    Capitale sociale, economia sociale e contrasto alla criminalità organizzata attraverso la rigenerazione del capitale sociale

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    Il saggio esamina il ruolo del capitale sociale suggerendo alcune proposte di policy per la lotta alla criminalità organizzat

    Organizzazioni di terzo settore per il sostegno allo sviluppo del Mezzogiorno

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    Il saggio si concentra sul ruolo delle organizzazioni di terzo settore per promuovere lo sviluppo del Mezzogiorno. Vengono illustrate le potenzialità delle organizzazioni non profit nel sistema di riuso sociale e istituzionale dei beni confiscati e il contributo che si può dare alla crescita del Mezzogiorn
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