1,726,723 research outputs found
Una piazza per Miano
idee progettuali per un'area marginale della prima periferia napoletana; trasformazione dell'ex-area container di miano in un centro di servizi e strutture pubbliche; presentazione di proprio progetto
Heritage, temporality and materiality. Perspectives Exchange between Italy and Philippines
Armature tematiche e progetti
Il volume raccoglie i principali risultati dell’attività di ricerca progettuale svolta da Pasquale Miano dal 2003
al 2012, soprattutto nell’ambito di concorsi internazionali e nazionali di progettazione. Dei lavori progettuali, alcuni dei quali seguiti fino alla realizzazione, si descrive l’armatura tematica, il riferimento a temi condivisi rispetto ai quali sono state sperimentate le specifiche soluzioni, ampliando le prospettive della propria ricerca sul progetto urbano e architettonico.
Territori, città disperse, città della storia, aree archeologiche, architetture dominanti, declinati in maniera specifica, sono il campo di una tematizzazione rispetto alla quale i progetti stabiliscono una linea di azione
prevalente, dalla quale si originano gli interventi specifici: riconfigurazioni, immissioni, sovrapposizioni, transizioni
Post-emergency and project: procedural dynamics and architectural themes
The International Agreement, signed in 2015, between the UP Diliman University of the Philippines, College of Architecture, and the University of Naples Federico II, Department of Architecture, has implicated an extensive scientific collaboration in the field of design on the issues of post-disaster reconstruction after natural disasters.
Common mechanisms of post-disaster emergency have been object of profound reconsideration starting from the assumption that, during the reconstruction phase, it is necessary to avoid two opposite attitudes: the first related to design solutions that seek formal nature balances; the second aiming to reproduce what existed before the disaster, without taking into account changes which may have occurred.
Taking in consideration the very different situations found in the Philippines, an aspect that emerges with great precision in the post-emergency phase concerns the very long transition between the disaster and the reconstruction. This brings to experiment the design as a process which can bring together different techniques and tools, also multidisciplinary, capable of responding to the hard dynamic pressures, related to the economic, social and political conditions, that have determined a substantial increase of the devastating effects of the disaster, causing high vulnerability of the territory and buildings.
Therefore, in this context, it is not appropriate to work on architectures and urban projects that are completed and defined in every part: it is instead necessary to take into account those that De Carlo called “open systems”. A design investigation about these issues and methodologies has been carried out throughout the text, particularly referring to the case of the churches on the island of Bohol, destroyed or significantly damaged by the earthquake in October 2013
L’architettura come cura: i nodi di salubrità nella costruzione dello spazio pubblico contemporaneo
Vomero, Storkterrein e altri luoghi. Il progetto didattico come ricerca
Il volume raccoglie i risultati dell’attività didattica svolta da Pasquale Miano dal 2007 al 2010 nel corso di laurea quinquennale della Facoltà di Architettura di Napoli. L’integrazione degli aspetti compositivi con altre discipline, il carattere sperimentale e di ricerca assunto dal lavoro svolto, la definizione di un preciso percorso di formazione del progetto sono posti alla base di una interpretazione dei laboratori di progettazione, ma anche delle attività di tirocinio e tesi di laurea, che assume una precisa configurazione, rinnovata nelle diverse esperienze. Il quartiere Vomero a Napoli e l’area industriale dello Storkterrein ad Amsterdam sono di volta in volta indagati attraverso sondaggi progettuali sui temi specifici, che aprono nuove prospettive di lettura di aree, nelle quali, per condizioni diversissime, la tensione verso il rinnovamento urbano sembra perduta. Anche altri luoghi, attraverso le tesi di laurea, sono presi in considerazione in questo volume che si configura come un insieme di differenti declinazioni e sviluppi di un tema unitario
Città tra terra e acqua. Esplorazioni e progetto nel Dottorato di Ricerca
Nel libro sono descritte ricerche di Dottorato su due temi importanti per la comprensione del “territorio che cambia” in Campania: il waterfront, la città sull’acqua, e l’archeologia, il grande palinsesto urbano e paesaggistico che s’intreccia con le forme insediative del presente. Sono forme di una contemporaneità densa di questioni che possono essere risolte solo mettendo in tensione interpretazione, sensibilità per la storia e la stratificazione, e un progetto di territorio incardinato sui materiali e sulle immagini che del nostro territorio rappresentano l’identità: appunto, terra e acqua.
Il volume contiene il confronto tra progetti e studi su luoghi e paesaggi in trasformazione che hanno un denominatore comune: sono parti critiche e irrisolte della città contemporanea, e al contempo straordinarie risorse per il suo sviluppo. Il tentativo è quello di dare risposta a una domanda di ricerca che – nelle discipline del progetto e della città – si interroga sempre più in profondità sulla costruzione di saperi e pratiche multidisciplinari, per consentire ai diversi percorsi di indagine di mantenere le proprie specificità, utilizzando il confronto come riflessione sul metodo, sugli statuti, sulle provenienze.
I temi discussi lavorano su tre tracce fondamentali: come cambia la città e mutano i suoi valori; come si trasforma il senso del “progetto” tra volontà di forma e intenzionalità politica; e infine come cambiano le pratiche ordinarie di prefigurazione e di gestione del mutamento urbano
"Responsible-Houses" Un progetto sperimentale per Miano
Il saggio illustra una proposta progettuale per la riqualificazione dell'ex campo Container di Miano, uno dei casli della cintura periferica di Napoli. Il saggio è anche una riflessione critica su alcuni interventi che hanno caratterizzato il Piano Straodinario per l'Elizia Residenziale di Napoli, specialmente per ciò che riguarda l'organizzazione urvbana dei quartieri
Ricerche e sperimentazioni: i risultati di due workshop del dottorato di ricerca in Progettazione Urbana e Urbanistica dell'Università Federico II di Napoli
In questo contributo sono presentati i risultati di due workshop tematico - progettuali svolti nell’ambito del Dottorato di Ricerca in Progettazione Urbana e di Urbanistica dell’Università Federico II di Napoli (cicli XXV-XXVI-XXVII), impostati con un duplice obiettivo: da un lato costruire in maniera innovativa una tematica conoscitivo – progettuale, un supporto utile nell’ambito delle ricerche dei dottorandi in architettura e urbanistica, dall’altro sviluppare approfondimenti sui temi specifici affrontati in relazione ai contesti territoriali e urbani presi in considerazione, ma anche in riferimento ai quadri tematici generali in continua evoluzione.
Trasformazione e progetto delle città - waterfront e L’architettura per i paesaggi archeologici costituiscono i due temi, nell’ambito dei quali sono state sviluppate le elaborazioni su aspetti relativi al porto di Napoli e alle aree archeologiche dei Campi Flegrei.
Il primo workshop è incentrato sull’intero arco costiero napoletano con particolare riferimento al porto di Napoli, una realtà importante e significativa, con un’organizzazione funzionale interna molto articolata, ma anche una potenzialità inespressa: dal Molo S. Vincenzo fino ai confini comunali orientali, il porto si è configurato da lungo tempo come una barriera, che ha impedito alla città di stabilire relazioni dirette con il mare. In realtà a Napoli, come in altre realtà italiane, ma diversamente da Genova, è ancora da fare quel lavoro di reintegrazione del porto, che ha caratterizzato molteplici città europee.
All’interno del workshop sono stati affrontati i temi della dialettica tra formale e informale, della multiscalarità e della interscalarità e dell’interferenza come antipolo critico dell’idea di resistenza all’omologazione.
Il workshop sui Campi Flegrei ha avuto origine da un seminario teorico sul rapporto tra archeologia e progetto urbano e da alcuni primi risultati di ricerca sui paesaggi archeologici dei Campi Flegrei, prodotti nell’ambito della ricerca del Prin 2009 intitolata Paesaggi dell’archeologia. Regioni e città metropolitane. Si è partiti dalla specificità del tema dell’archeologia “dispersa” in un territorio parzialmente “rovinato” da interventi invasivi e di scarsa qualità, soprattutto concentrando l’attenzione sui casi di Cuma e Puteoli.
Nella messa in evidenza della trama dei luoghi archeologici, a partire dalle tracce oggi evidenti, ma anche dai fili interrotti, che connettevano in epoca antica le parti del territorio dei Campi Flegrei, si è individuata una precisa modalità attraverso la quale rileggere in chiave strategico – progettuale il paesaggio nelle sue diverse e multiformi componenti: nelle sue potenziali connessioni interne, lavorando in una “stratigrafia”, e nello stesso tempo esterne, ragionando sulle modalità di costruzione di una rete, anche in riferimento alle altre specificità del territorio (dalle emergenze naturalistiche alle infrastrutture), in grado di tenere insieme le situazioni specifiche, i luoghi della città antica, che in molti casi faticosamente emergono nel sistema urbano attuale.
Durante il workshop, sono stati affrontati i temi della ricomposizione dei frammenti, della dialettica identità/molteplicità, della sovrapposizione urbana e della riparazione
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