1,356,589 research outputs found

    Feronia Park. A short tale

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    Questo libro narra di un'esperienza di ricerca-azione organizzata per conto del programma di ricerca LUS-Living Urban Scape da Maria Livia Olivetti, Annalisa Metta e Anna Lambertini, svolta sotto forma di workshop per studenti e abitanti a Roma nel quartiere di Pietralata nei mesi di aprile e maggio 2013. LUS è un progetto di ricerca nazionale che si propone di esplorare proposte e operazioni reali per la rigenerazione degli spazi aperti negli insediamenti di edilizia residenziale pubblica. Finanziato nel 2011 dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) tramite bando FIRB per giovani ricercatori, è condotto da un gruppo interdisciplinare di paesaggisti, urbanisti, architetti e sociologi nelle sedi di Roma Tre e dello IUAV di Venezia. Il libro si articola in due sezioni. Trasformare racconta le due settimane di workshop attraverso riflessioni critiche e narrazioni fotografiche. Fare Luoghi raccoglie le testimonianze su quanto è accaduto, dei progettisti coinvolti nel condurre gli interventi di trasformazione in nuovo spazio pubblico di un tratto di paesaggio urbano prima in gran parte dimenticato

    In tempo reale. Know how-Do how

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    Questo libro narra di un'esperienza di ricerca-azione organizzata per conto del programma di ricerca LUS-Living Urban Scape da Maria Livia Olivetti, Annalisa Metta e Anna Lambertini, svolta sotto forma di workshop per studenti e abitanti a Roma nel quartiere di Pietralata nei mesi di aprile e maggio 2013. LUS è un progetto di ricerca nazionale che si propone di esplorare proposte e operazioni reali per la rigenerazione degli spazi aperti negli insediamenti di edilizia residenziale pubblica. Finanziato nel 2011 dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) tramite bando FIRB per giovani ricercatori, è condotto da un gruppo interdisciplinare di paesaggisti, urbanisti, architetti e sociologi nelle sedi di Roma Tre e dello IUAV di Venezia. Il libro si articola in due sezioni. Trasformare racconta le due settimane di workshop attraverso riflessioni critiche e narrazioni fotografiche. Fare Luoghi raccoglie le testimonianze su quanto è accaduto, dei progettisti coinvolti nel condurre gli interventi di trasformazione in nuovo spazio pubblico di un tratto di paesaggio urbano prima in gran parte dimenticato. Tra i saggi, il contributo a propria firma "In tempo reale. Know how, do how". Sebbene il processo di progettazione e autocostruzione attivato da PICS appartenga a uno scenario ormai sterminato di esperienze di trasformazione di spazi aperti urbani leggere, rapide e a basso costo, già ampiamente descritto e interpretato, può essere utile, soprattutto in Italia, riflettere sul rapporto tra queste modalità d’intervento e le vie consuete del progetto, nel tentativo di proporne la necessità di una definitiva complementare convergenza. In particolare, ricorrendo alla dimensione temporale del progetto come principale filtro interpretativo, si intende sostenere che le pratiche informali possano essere uno dei possibili strumenti del progetto ordinario, e non necessariamente un’alternativa, e che modi diversi di intendere e praticare il progetto possano affiancarsi con pari dignità e responsabilità, risultandone un armamentario più ricco di arnesi, modelli, materiali e competenze per operare lo spazio pubblico. Parallelamente, si vuol rilevare che occasioni come PICS rafforzino l’evidenza che sempre più spesso sia l’architettura del paesaggio la chiave risolutiva di molte impasse del progetto urbano contemporaneo, proponendosi non solo come ambito di lavoro e come disciplina, ma come vero e proprio metodo, giacché “geneticamente” adusa a confrontarsi con fenomeni evolutivi e instabili, con la fragilità e il rischio come agenti creativi

    Progettare paesaggi quotidiani. Una ricerca/azione

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    Questo libro narra della prima esperienza di ricerca-azione organizzata per conto del programma di ricerca LUS-Living Urban Scape da Maria Livia Olivetti, Annalisa Metta e Anna Lambertini, svolta sotto forma di workshop per studenti e abitanti a Roma nel quartiere di Pietralata nei mesi di aprile e maggio 2013. LUS è un progetto di ricerca nazionale che si propone di esplorare proposte e operazioni reali per la rigenerazione degli spazi aperti negli insediamenti di edilizia residenziale pubblica. Finanziato nel 2011 dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) tramite bando FIRB per giovani ricercatori, è condotto da un gruppo interdisciplinare di paesaggisti, urbanisti, architetti e sociologi nelle sedi di Roma Tre e dello IUAV di Venezia. Il libro si articola in due sezioni. Trasformare racconta le due settimane di workshop attraverso riflessioni critiche e narrazioni fotografiche. Fare Luoghi raccoglie le testimonianze su quanto è accaduto, dei progettisti coinvolti nel condurre gli interventi di trasformazione in nuovo spazio pubblico di un tratto di paesaggio urbano prima in gran parte dimenticato

    La città selvatica. Paesaggi urbani contemporanei

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    Ecosistemi selvatici e porzioni di natura brada sono sempre più frequenti nelle città europee contemporanee. Avanzano gli incolti, spesso abitati da animali e insetti 'minacciosi'. Si diffondono piante 'invasive', che turbano il nostro sovranismo etnobotanico. Fitti brani di giungla prendono possesso dei parchi, così come dei tetti e delle facciate degli edifici più alla moda. Le città tendono a inselvatichirsi per le ragioni più diverse. Talvolta accade per effetto della latitanza di cura e progetto. Talvolta è invece per intenzione e lo spazio urbano diventa il campo di un rapporto tendenzialmente più mutualistico tra le società post-industriali e ciò che ci si ostina a chiamare 'natura'. In questo scenario, il progetto ricorre al selvatico per rigenerare aree in abbandono, progettare infrastrutture sostenibili, rivitalizzare spazi pubblici di pregio, migliorare l'impronta ecologica di nuovi insediamenti, suggerire nuove pratiche e rituali sociali, contrastare il cambiamento climatico, soddisfare il 'desiderio di natura' degli abitanti, sostenere campagne di marketing nel mercato urbano globale. Questo libro raccoglie indizi per interpretare il rapporto tra selvatico e città contemporanea in una prospettiva critica. Da un lato, esplora il valore proattivo dei paesaggi selvatici per migliorare la qualità urbana; dall'altro, si interroga sui rischi del selvatico come strumento di pratiche e politiche di verdolatria consensuale a buon mercato. L'intento è offrirne una lettura operante a più voci e con diversi orientamenti, che trova nei termini della relazione inquieta tra città e natura il proprio fondamento. Contributi di Eleonora Ambrosio, Paolo Camilletti, Gianni Celestini, Daniela Colafranceschi, Isotta Cortesi, Fabio Di Carlo, Andrea Filpa, Teresa Galì-Izard, Mathieu Gontier, Annalisa Metta, Luca Molinari, Lucia Nucci, Maria Livia Olivetti, Franco Panzini, Gabriele Paolinelli, Laura Zampieri

    Crossings. Traversées.

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    Attraversare un luogo per trasformarlo in paesaggio significa coglierne valori e potenzialità che non riguardano solo il suo aspetto ma ciò che vi avviene e che cambia a seconda della posizione da cui consideriamo la relazione che provvisoriamente ci lega ad esso e a seconda degli strumenti che adoperiamo per indagare questo legame. Attraversare un luogo per trasformarlo in paesaggio implica uno spostamento dell’attenzione dal valore iconico al valore delle consuetudini, degli usi, dei comportamenti che è possibile intuire e percepire

    Connessioni

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    PICS –Public Identity and Common Space - è una piattaforma di ricerca e azione nata su iniziativa dei ricercatori di Roma e dedicata alla verifica diretta e sperimentale di alcune delle ipotesi proposte da LUS (Living Urban Scape, progetto di ricerca nazionale che si propone di esplorare nuove forme di progetto, di azione e di vita negli spazi aperti pubblici, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, tramite un bando FIRB) per rinnovare di funzione e di senso i paesaggi dell’abitare pubblico romano. PICS si muove su un doppio registro: l’azione, che quasi istantaneamente si confronta con la trasformazione fisica e semantica dei luoghi indagati; la riflessione sulle implicazioni metodologiche che la ricerca operante comporta sul pensiero e sulla prassi del progetto del paesaggio urbano. A questo secondo registro si riferisce la giornata di studi PICS – Città pubblica/Paesaggi Comuni –, di cui questo volume raccoglie gli atti, volta al racconto di situazioni, progetti e procedure utili a orientare progettisti, tecnici, funzionari e abitanti ai fini di migliorare la vivibilità delle periferie residenziali attraverso azioni sugli spazi aperti. La rigenerazione degli spazi aperti può rappresentare il primo passo di una strategia di recupero che integri le componenti fisiche, spaziali, ambientali con quelle sociali e comportamentali, in quanto risorse preziose per la coesione sociale, per costruire comunità più solide e più consapevoli del valore civico del vivere insieme. In particolare gli spazi aperti dei quartieri ERP, spesso situati ai margini peri-urbani o rur-urbani, sono sede di passaggi osmotici tra paesaggi differenti, tra diverse qualità urbane, tra città e campagna o tra città e ambiti naturali. Sono riserve preziose per la biodiversità e potenziali laboratori di sperimentazione di nuove identità e figuratività. La risposta alla call è stata sorprendente: più di ottanta i contributi arrivati da ogni parte d’Italia ed anche d’Europa, sintomo quindi della rilevanza, dell’attualità ma anche del grande fermento attorno alla questione posta dai ricercatori PICS. Uno degli elementi più interessanti che è emerso sin dalla prima lettura delle proposte è certamente l’eterogeneità di sguardi, punti di vista e soluzioni indicate. Eterogeneità tale da rendere finanche complicata un’unica sintesi delle risposte al problema posto. Il quadro che emerge restituisce una lettura molto attenta ai processi di sviluppo urbano: agli elementi costruiti, alla procedure formali e informali e alle caratteristiche dei rapporti umani attraverso cui si determina o meno il successo nelle operazioni di rinnovo di parti di città. Il libro contiene anche i saggi a propria firma: "Connessioni" e "Intensità", parte di un breviario tematico che conclude il volume. Nel primo, ci si riferisce all’intelaiatura di rapporti tra elementi fisici e immateriali rinvenibili o da attivare all’interno dei quartieri ERP e tra i quartieri e i paesaggi urbani circostanti; parlare di connessioni significa parlare di accessibilità, di rimozione delle condizioni di isolamento e di esclusione sociale, di marginalità spaziale e umana. Nel secondo, si ricorre al lemma intensità per alludere alla concentrazione di esperienze spaziali, sociali e ambientali che possono trovarvi luogo e alla misura della qualità e del senso dell’abitare, verificandola in termini progettuali dal punto di vista de: l’organizzazione e la composizione spaziale; la riconoscibilità e la diversità dell'offerta di esperienze e di usi; la valorizzazione interagente delle risorse ambientali

    Modelling Landscape

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    Sebbene possa apparire paradossale, accade che la domanda essenziale alla base di un progetto non sia posta se non di rado: solo con un’indagine investigativa molto accurata si comprende quanto sia difficile individuare la domanda giusta. Un modo per arrivare con successo al cuore delle questioni è, ad esempio, costruire delle rappresentazioni tridimensionali con cui interrogare il luogo e se stessi. Costruire modelli è infatti un modo per porsi delle buone domande e, spesso, per trovare risposte che riguardano gli aspetti fondativi del progetto. Il modello può essere lo strumento per affinare, virtuosamente, il potere ingenuo del paesaggista, giacché si colloca nel mezzo, tra l’idea nella mente del progettista e l’esperienza del mondo reale. Esso conduce il progettista dall'astrazione immateriale del disegno bidimensionale alla percezione tridimensionale e dal mondo grafico al mondo delle configurazioni spaziali. La qualità del modello risiede non solo nella sua capacità di tradurre l’elaborazione celebrale in gesto costruttivo, ma anche nell'avvicinare a una lettura dello spazio più intuitiva e immediata

    Della sostenibile bellezza del paesaggio

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    “Sostenibilità” è l’etichetta applicata dalla civiltà globale del XXI secolo a tutti i campi della produzione culturale e materiale per dire salubrità dell’ambiente, giustizia sociale, prosperità economica. Sono questioni centrali per il progetto del paesaggio, la cui esplosione mediatica degli ultimi anni è derivata anche dalla crescente attenzione del pubblico per la cultura ambientalista. La riflessione sul rapporto tra progetto di paesaggio e sostenibilità nei decenni recenti si è svolta con particolare vivacità negli Stati Uniti, sulla scorta di una tradizione ormai di mezzo secolo, giacché la cultura ambientalista vi è nata negli anni Sessanta, in crescendo sino all’attualità. Il saggio intende attestare la vitalità in ambito americano di temi altrove spesso interdetti: bellezza, forma, linguaggio, rilevando che sostenibilità non è sinonimo di ecologia, poiché coinvolge le componenti sociali e culturali del progetto: se gli aspetti ecologici dello spazio aperto sono governabili attraverso un ormai solido armamentario di tecniche, i paesaggisti sono chiamati a lavorare soprattutto sui temi espressivi, aggiornando il proprio vocabolario rispetto alle coppie cultura-natura, formale-informale, artificiale-naturale recepite dalla tradizione. L’estetica elaborata dal progetto di paesaggio contemporaneonon dovrebbe più ispirarsi al concetto di armonia ma a quello di resilienza, cioè di resistenza elastica, di adattabilità rispetto ai disturbi, di dinamicità e processualità

    Intensità

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    PICS –Public Identity and Common Space - è una piattaforma di ricerca e azione nata su iniziativa dei ricercatori di Roma e dedicata alla verifica diretta e sperimentale di alcune delle ipotesi proposte da LUS (Living Urban Scape, progetto di ricerca nazionale che si propone di esplorare nuove forme di progetto, di azione e di vita negli spazi aperti pubblici, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, tramite un bando FIRB) per rinnovare di funzione e di senso i paesaggi dell’abitare pubblico romano. PICS si muove su un doppio registro: l’azione, che quasi istantaneamente si confronta con la trasformazione fisica e semantica dei luoghi indagati; la riflessione sulle implicazioni metodologiche che la ricerca operante comporta sul pensiero e sulla prassi del progetto del paesaggio urbano. A questo secondo registro si riferisce la giornata di studi PICS – Città pubblica/Paesaggi Comuni –, di cui questo volume raccoglie gli atti, volta al racconto di situazioni, progetti e procedure utili a orientare progettisti, tecnici, funzionari e abitanti ai fini di migliorare la vivibilità delle periferie residenziali attraverso azioni sugli spazi aperti. La rigenerazione degli spazi aperti può rappresentare il primo passo di una strategia di recupero che integri le componenti fisiche, spaziali, ambientali con quelle sociali e comportamentali, in quanto risorse preziose per la coesione sociale, per costruire comunità più solide e più consapevoli del valore civico del vivere insieme. In particolare gli spazi aperti dei quartieri ERP, spesso situati ai margini peri-urbani o rur-urbani, sono sede di passaggi osmotici tra paesaggi differenti, tra diverse qualità urbane, tra città e campagna o tra città e ambiti naturali. Sono riserve preziose per la biodiversità e potenziali laboratori di sperimentazione di nuove identità e figuratività. La risposta alla call è stata sorprendente: più di ottanta i contributi arrivati da ogni parte d’Italia ed anche d’Europa, sintomo quindi della rilevanza, dell’attualità ma anche del grande fermento attorno alla questione posta dai ricercatori PICS. Uno degli elementi più interessanti che è emerso sin dalla prima lettura delle proposte è certamente l’eterogeneità di sguardi, punti di vista e soluzioni indicate. Eterogeneità tale da rendere finanche complicata un’unica sintesi delle risposte al problema posto. Il quadro che emerge restituisce una lettura molto attenta ai processi di sviluppo urbano: agli elementi costruiti, alla procedure formali e informali e alle caratteristiche dei rapporti umani attraverso cui si determina o meno il successo nelle operazioni di rinnovo di parti di città. Il libro contiene anche i saggi a propria firma: "Connessioni" e "Intensità", parte di un breviario tematico che conclude il volume. Nel primo, ci si riferisce all’intelaiatura di rapporti tra elementi fisici e immateriali rinvenibili o da attivare all’interno dei quartieri ERP e tra i quartieri e i paesaggi urbani circostanti; parlare di connessioni significa parlare di accessibilità, di rimozione delle condizioni di isolamento e di esclusione sociale, di marginalità spaziale e umana. Nel secondo, si ricorre al lemma intensità per alludere alla concentrazione di esperienze spaziali, sociali e ambientali che possono trovarvi luogo e alla misura della qualità e del senso dell’abitare, verificandola in termini progettuali dal punto di vista de: l’organizzazione e la composizione spaziale; la riconoscibilità e la diversità dell'offerta di esperienze e di usi; la valorizzazione interagente delle risorse ambientali

    Nature and city: which images?

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    La ricerca di un rapporto “autentico“ con la natura informa in modo decisivo il progetto contemporaneo dell’ambiente costruito, in particolare dell’ambiente urbano. La cosiddetta “city of green design” è considerata la principale sfida per l’architettura del paesaggio contemporanea. La storia delle relazioni tra uomo, natura e cultura coincide da sempre con la storia stessa dell’umanità. Di fatto il rapporto tra l’uomo e la natura non è molto cambiato negli ultimi duecento anni: persiste un fondamentale dualismo – spesso conflittuale – tra un approccio scientifico-razionale e uno romantico-sentimentale, difficili da scardinare anche perché rispecchiano due componenti essenziali della coscienza umana e due modi diversi di stare al mondo. Rincorrere immagini ideali di Natura ci impedisce di riconoscere la ricchezza delle sue multiformi e sorprendenti manifestazioni nei paesaggi ordinari della vita urbana. Ci ostacola nel verificare che la Natura non è evidentemente solo verde, così come non è solo vivente; non è solo crescita ma anche deperimento; non è solo armonia ma anche conflitto
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