305,432 research outputs found
Correction to: Pediatric elbow arthroscopy: clinical outcomes and complications after long-term follow-up (Journal of Orthopaedics and Traumatology, (2021), 22, 1, (55), 10.1186/s10195-021-00619-2)
Following publication of the original article [1], the authors identified an error in the author names. The given name and family name were erroneously transposed. The incorrect author names: Micheloni Gian Mario, Tarallo Luigi, Negri Alberto, Giorgini Andrea, Merolla Giovanni and Porcellini Giuseppe. The correct author names: Gian Mario Micheloni, Luigi Tarallo, Alberto Negri, Andrea Giorgini, Giovanni Merolla, Giuseppe Porcellini. The author group has been updated above and the original article [1] has been corrected
Infraspinatus strength assessment and ultrasound evaluation of posterior capsulotenodesis after arthroscopic Hill-Sachs remplissage in traumatic anterior glenohumeral instability: a retrospective controlled study protocol
Giovanni Merolla Co-investigator: Giuseppe Porcellini Investigation performed at the Biomechanics Laboratory "Marco Simoncelli", D. Cervesi Hospital, Cattolica - Italy PLAN OF CLINICAL INVESTIGATION (PCI): Version 1.0 of June 12, 2012 Approved by AV/IRST Ethical Committee (Comitato Etico Area Vasta Romagna) and authorized by AUSL RN ("Determina AUSL Rimini numero 326 del 29/03/2013: Remplissage U.O Chirurgia della Spalla - Valutazione clinica ed ultrasonografica dell'infraspinato dopo capsulo-tenodesi artroscopica (remplissage) nell'instabilità anteriore traumatica di spalla con lesione di Bankart e difetto omerale di Hill-Sachs")
Sostenibilità e processi globali nella storia contemporanea
Alle radici di un paradigma di sostenibilità sociale nell’Italia della guerra fredda culturale, tra
atlantismo ed europeismo (1949-1965). Dalla metà degli anni Cinquanta, il vertiginoso decollo industriale rende centrale la questione del
controllo delle risorse energetiche in un’Italia in via di modernizzazione che sta recidendo
rapidamente troppi legami con il passato; entra, infatti, con forza nel dibattito politico italiano
spingendo il partito socialista a porre la nazionalizzazione dell’energia elettrica come prerogativa per
l’avvio di un primo governo di centrosinistra. Nell’ Italia travolta dalla “grande trasformazione”, con
un Nord nel pieno dello sviluppo industriale, che si appresta a vivere il suo “miracolo economico”, e
un Sud ancora fortemente arretrato e agricolo il miraggio di uno sviluppo sostenibile si intreccia con il
processo di costruzione di un nuovo paradigma che pur risentendo dello scontro frontale tra
comunismo e anticomunismo proietta la società italiana – anche attraverso i media testimoni e agenti
del profondo mutamento in corso – verso la costruzione di una identità europea in chiave
democratica
Functional assesment of symptomatic snapping scapula after scapulothoracic arthroscopy: a prospective study protocol
Giovanni Merolla Co-investigator: Giuseppe Porcellini Investigation performed at Biomechanics Laboratory "Marco Simoncelli", D. Cervesi Hospital, Cattolica - Italy PLAN OF CLINICAL INVESTIGATION (PCI): Version 1.0 of December 10, 2012 Approved by AV/IRST Ethical Committee (Comitato Etico Area Vasta Romagna) Reg. Sperimentazioni 914 Prot. N°: 1785/2013/I.5/46
Protesi inversa di spalla con componente glenoidea lateralizzata con innesto osseo o metallo per preservare il bone-stock glenoideo: analisi dei parametri radiografici e dei risultati clinici
Introduzione: La protesi inversa rappresenta una opzione valida per il trattamento dell’artrosi di spalla con severa deformità ossea glenoidea, ma richiede un alesaggio correttivo esteso per il ripristino della versione ed inclinazione glenoidea nativa, con relativi rischi di medializzazione della glenoide e fallimento della fissazione. L’utilizzo di un innesto osseo, prelevato dalla testa omerale e fissato sul “baseplate” all’ interfaccia della glenoide nativa, è stato proposto per minimizzare l’alesaggio glenoideo e ripristinare il bone stock glenoideo (“Bony-Increased Offset, BIO- RSA”). Il “baseplate” aumentato metallico ("Metallic-Increased Offset – MIO-RSA”), rappresenta un’alternativa alla BIO-RSA per ripristinare la interlinea articolare. Ad oggi, persistono ancora delle controversie sulla scelta del “bone graft” o dell’ “augment” metallico nella protesi inversa di spalla lateralizzata.
Obiettivi: Abbiamo testato due ipotesi: i) la MIO-RSA garantisce risultati clinici e un tasso di “scapular notching” simile alla BIO-RSA, ii)la integrazione del graft osseo nella BIO-RSA è compromessa nel tempo, aumentando il rischio fallimento della fissazione.
Materiali e Metodi: Abbiamo arruolato in modo retrospettivo 72 pazienti (74 spalle) sottoposti a BIO-RSA (44) o MIO-RSA (30). La deformità glenoidea primaria (A1, A2, B1, B2, B3, C, D) e secondaria a rottura di cuffia (E1, E2, E3, E4), è stata classificata secondo specifici criteri, utilizzando la tomografia computerizzata. La mobilità attiva e il “Western Ontario Osteoarthritis of the Shoulder (WOOS) Index” sono stati usati per la misura dell’ ”outcome” clinico.
Tutte le alterazioni radiografiche postoperatorie dell’impianto sono state valutate all’ultimo follow-up.
Presenza e dimensione delle linee di radiolucenza glenoidea sono state utilizzate per valutare la integrazione del “bone graft” (gruppo BIO-RSA) e il “baseplate seating” (gruppo MIO-RSA) (assenza di radiolucenza: “perfect seating”; linee di radiolucenza 2 mm: mobilizzazione).
Abbiamo valutato lo spessore del “bone graft” (mm), la posizione della glenosfera sulla glenoide (alta, centrata, bassa, molto bassa), la versione (metodo di Friedman) e la inclinazione (“ angle”) glenoidea preoperatoria e postoperatoria.
Risultati: Al follow-up medio di 36.5 mesi gli “scores” preoperatori e postoperatori sono aumentati in modo significativo in entrambi i gruppi (p < 0.001). Morfologia ossea glenoidea preoperatoria, radiolucenza glenoidea postoperatoria, ossificazioni scapolari ed omerali eterotopiche, “spot welds” omerali sono risultati simili nei due gruppi. Lo scapular notching non ha mostrato differenze. Le linee di condensazione omerali sono state più comuni nella MIO-RSA (p = 0.01), l’assottigliamento corticale e riassorbimento tuberositario è stato maggiore nel gruppo BIO-RSA (p= 0.027 e p = 0.004). La retroversione glenoidea postoperatoria è risultata simile, ma i “delta score” preoperatori e postoperatori sono stati più alti nella BIO-RSA (p < 0.001). Linee di radiolucenza < 2 mm intorno al “bone graft” in 16 pazienti (36.4%) e ridotto spessore in 15 pazienti (34.1%) sono state registrate nella BIO-RSA. La integrazione del bone graft è stata del 64%. “Incomplete baseplate seating” è stato trovato in 3 spalle del gruppo MIO-RSA.
Conclusioni: I risultati clinici simili, ottenuti con i modelli BIO-RSA e MIO-RSA, confermano la prima ipotesi dello studio. Il “baseplate seating” completo riscontrato in > 90% dei pazienti con MIO-RSA esprime la eccellente stabilità e capacità di fissazione del metallo. Il tasso di riassorbimento del “bone graft” conferma la seconda ipotesi dello studio sui potenziali rischi di fallimento del “baseplate” a lungo termine.Background : Reverse shoulder arthroplasty (RSA) is a valid option to address shoulder osteoarthritis with severe glenoid deformity, but requires an extensive reaming to restore the native version with high risk of baseplate failure. The use of autologous bone graft harvested from the humeral head and fixed on the baseplate at the interface of the native glenoid, was proposed to minimize glenoid reaming and restore glenoid bone stock (Bony-Increased Offset, BIO- RSA).
Metallic-augmented glenoid components (Metallic-Increased Offset – MIO-RSA) have been proposed as viable alternative to BIO-RSA, preserving more native bone stock and restoring the joint line, with a final goal of increasing the baseplate support.
Thus, controversies still exist about the choice of bone grafting or metal augments in RSA.
Objectives: In this study we tested two hypotheses: i) metal augmented baseplate give similar clinical outcomes and rate of scapular notching compared with BIO-RSA patients, ii) bone graft viability and healing in BIO-RSA patients are impaired over time, thus making concern about baseplate fixation and stability in the long-term.
Materials and Methods: This was a retrospective study involving seventy-two consecutive patients (74 shoulders) who underwent RSA with glenoid lateralization using bone (BIO-RSA group, 44) or metal augmented baseplate (MIO-RSA group, 30).
Glenoid deformities was classified according to established criteria by computed tomography in primary osteoarthritis (A1, A2, B1, B2, B3, C, D) and cuff tear arthropathy (E1, E2, E3, E4).
Active range of motion, and the Western Ontario Osteoarthritis of the Shoulder (WOOS) Index were assessed before arthroplasty and at the last follow-up visits.
Radiologic changes around the humeral and glenoid components were recorded at latest follow-up and compared with immediate postoperative X-rays. Glenoid radiolucent lines and their size were used to evaluate bone graft healing (BIO-RSA group) and baseplate seating (MIO-RSA group) (no radiolucent lines: perfect seating; radiolucent lines 2 mm: loosening). Postoperative thickness of bone graft (mm) was also measured. Glenosphere position was recorded as: high, flush, low and very low. Glenoid version (Friedman method) and inclination ( angle) were recorded and compared with preoperative values.
Results: At a mean follow-up of 36.5 months the preoperative and postoperative shoulder mobility and WOOS Index were significantly different in both groups (all p < .0001). The two groups showed a similar rate of preoperative glenoid deformities. The rate of postoperative glenoid radiolucency, scapular notching, scapular spurs, glenosphere position, heterotopic ossifications and humerus spot weld were similar. We found higher rate of humerus condensation lines in MIO-RSA group (p= 0.01) and higher rate of cortical tinning and tuberosity resorption in the BIO-RSA group (p= 0.027 and p = 0.004, respectively).
Postoperative glenoid retroversion and inclination were similar in the two groups but the preoperative and postoperative delta score were higher in the BIO-RSA group (p < 0.001). BIO-RSA group showed radiolucent lines < 2mm around bone graft in 16 patients (36.4%) and decreased thickness in 15 (34.1%). The bone graft healing was 64%. Incomplete baseplate seating found in 3 shoulders of MIO-RSA group.
Conclusion: The clinical outcomes and rate of notching found in BIO-RSA and MIO-RSA patients confirm the first hypothesis of this study. The complete baseplate seating found in most of MIO-RSA patients explains the excellent stability and fixation of the metal. Our findings about bone graft healing confirm the second hypothesis about the risk of baseplate failure in the long-term
Rock'n'roll, Italian way: propaganda americana e modernizzazione nell'Italia che cambia al ritmo del rock, 1954-1964 (nuova versione integrata)
Il lavoro di ricerca di questa nuova versione integrata del volume Rock'n'Roll, Italian way si è concentrato sul caso specifico della città di Napoli – dal 1954 quartier generale dell'AFSOUTH «Allied Forces Southern Europe» - come emblematico e singolare nel contesto geopolitico della guerra fredda culturale; e incrocia le dimensioni storico-politica, storico-sociale e storico-militare nell'area strategica del Mediterraneo. La possibilità di accedere ad una ricca documentazione, in particolare le riviste militari: «HSA News», «NSA News» e «Panorama. U.S. Naval Support Activity» ha reso possibile ottenere risultati della ricerca che hanno in primo luogo messo in luce la complessità ed evidenziato l'efficacia almeno in una fase iniziale del «People to people program», vale a dire il processo di integrazione dei militari con le popolazioni indigene che negli anni della
guerra fredda aveva il fine di sponsorizzare il programma di amicizia degli americani nei paesi d'oltreoceano.
Dalla ricerca è emerso chiaramente il ruolo esplicitamente attribuito dal Dipartimento di Stato americano alla musica jazz come vera e propria arma strategica - una sorta di "sonic weapon" - della propaganda americana nel contesto militare e civile non solo della città partenopea, ma anche e soprattutto del suo hinterland.
Dal golfo di Napoli il rock and roll risale lentamente la penisola sulla scia dei nuovi consumi che attraggono i milioni di giovani che lasciavano il Sud agricolo e socialmente arretrato per raggiungere il Nord, patria dello sviluppo industriale e della modernizzazione, in cerca di migliori condizioni di vita e di lavoro ma anche perché irresistibilmente attratti dalle immagini sfavillanti e dalle nuove sonorità che vecchi e nuovi media iniziavano a trasmettere. Per i giovani meridionali emigranti, quasi stranieri nella patria settentrionale, la passione per vecchi e nuovi ritmi musicali rappresenta un punto di incontro di una generazione assai variegata per lingua, cultura, tradizione, estrazione sociale, ma unita dalla comune esperienza di essere cresciuta nei duri anni della ricostruzione economica del paese e di non aver vissuto, come i propri padri e fratelli maggiori, i traumi del secondo conflitto mondiale e della guerra civile di cui solo i ventenni potevano tutt’al più avere vaghissimi ricordi. Si tratta di ragazze e di ragazzi che in molti casi hanno trascorso parte della propria infanzia nelle fila delle organizzazioni sportive e ricreative dei partiti o delle parrocchie; ma, ancora per la maggior parte al di fuori da qualsiasi militanza partitica, e non hanno assorbito – per il momento – la cultura dello scontro ideologico che negli anni Quaranta e per tutti gli anni Cinquanta ha avvelenato l’atmosfera politica italiana. Si affaccino all’età adulta in un’Italia via via più democratica che assicura loro un’inedita libertà di pensiero e non stupisce, dunque, che si dimostrino i più pronti a recepire i miti del nuovo benessere, sintetizzato nell’ “american way of life”, entrata come simbolo nell’immaginario collettivo proprio negli anni Cinquanta.
L'insieme di questi elementi ha confermato il caso di studio della propaganda sonora americana negli anni della guerra fredda culturale come emblematico nel mettere in luce aspetti salienti e sinora poco indagati del complesso rapporto tra fonti sonore e storia contemporanea in chiave militare.Based on military sources – particularly on «Panorama. U.S. Naval Support Activity», the Military Magazine for the American Forces in charge in Naples - this updated edition of Rock'n'roll, Italian way concerns the use of Rock and Roll music as a sort of a sonic weapon for the United States government during the Cold War. A weapon used by the US Department of State that, in a controversial way, spread also the seeds of the B-side of America, the dark side of the American way of life.
In Italy Rock'n'Roll music landed in 1954, with the arrival of American marines to the Naples Afsouth (Allied Forces Southern Europe) Base, installed the same year in Bagnoli Bay. Through the myriad of bars and nightclubs that gathered along the port area and in the city area of Campi Flegrei, the rhythms of music characterized by their Afro- American roots fascinated the middle class young people as well the Neapolitan "scugnizzi". From here the contagion spread throughout the national territory thanks to the record companies and indirectly to the movies that imported the American model.
Through the diffusion among the young people of the new juke boxes, of the gleaming new cover of the 45 records rpm and of the coloured portable record-players, Rock and Roll became the soundtrack of the Italian Republic ́s "great transformation" under the effects of the Italian Economic Boom. In fact the "Italian miracle", exploding in the mid-1950s, was transforming in a very short time the young and rural Italian Republic into one of the most industrialized countries in the world.
This volume concerns two aspects: 1. The use of jazz music as a propaganda instrument for the United States government during the Cold War. 2. The need of the Italian political class to control the effects of a sudden modernization expressed by the explosion of Rock'n'Roll music, which wasconsidered a real threat. The threat, for the main political parties - Christian Democrats (Dc), Socialist Party (Psi), Communist Party (Pci) - was the laicization or secularization of the youth
"The Sixth Fleet Band". Suoni e ritmi del modello americano tra Europa e Mediterraneo
In Italia il rock’n’roll approda nel 1954, con l’arrivo dei marinai americani alla base Nato di Napoli appena installata nella baia di Bagnoli dove in poco tempo sorgono a ogni angolo bar e locali notturni. Qui i ritmi viscerali e frenetici di una musica dalla matrice afroamericana affascinano borghesi e scugnizzi partenopei. Nella città partenopea il binomio musica americana-presenza militare non era una novità; risaliva al 15 ottobre 1943 quando i V-disc, i padelloni in vinile contenenti i temi di swing e di jazz suonati dalle orchestre statunitensi e trasmessi dalle stazioni di Radio Napoli, si erano imposti sul ritmo monocorde di marce e inni fascisti per annunciare l’imminente vittoria ed evocare l’avvento della libertà e della democrazia. La presenza dei militari americani non si era esaurita con la fine della seconda guerra mondiale, né tanto meno si era arrestata la corrente dei nuovi suoni provenienti da oltreoceano. Anzi, subito dopo la liberazione Napoli era stata ufficialmente riconosciuta la ovvia sede per il quartier generale dell’ Allied Forces Southern Europe, organismo creato il 19 giugno 1951 come il principale comando subordinato, responsabile per la difesa del fianco destro della NATO mentre faceva fronte alla Cortina di ferro. Con lo scoppio della guerra fredda, vera e propria guerra psicologica tra le due superpotenze la cui vittoria passava anche per la “conquista degli spiriti” delle popolazioni europee, la musica diventava una vera arma strategica della propaganda americana. Ne era consapevole il Dipartimento di Stato americano che si impegnava a sostenere l’industria discografica a scopo militare, individuando nella musica jazz l’arma sonora del governo degli Stati Uniti d’America. There’s music in the air at the Bagnoli Post era insomma il messaggio che la Sixth fleet band, la Cincsouth’s band o la Naples U.S. Navy band diffondevano attraverso le centinaia di esibizioni in tutto il litorale campano in occasione di anniversari degli organismi della Nato, cerimonie ufficiali, parate per il 4 di Luglio ecc. D’altronde, la musica era uno degli strumenti privilegiati per promuovere il People to people program: il processo di integrazione dei militari con le popolazioni indigene per sponsorizzare il programma di amicizia degli americani nei paesi d’oltreoceano
L’audiometria automatica Bekesy nella pratica medico-legale: alcune tecniche per la valutazione di simulazione di simulazione e dissimulazione
Gli AA. Segnalano l’interesse medico-legale assunto dall’audiometria automatica secondo Bekesy nella valutazione delle ipoacusie, per la possibilità di individuare artefatti dovuti a simulazione o dissimulazione .
Riferiscono sulla base della loro esperienza una metodologia di indagine audiometrica da impiegare per un dettagliato inquadramento della condizione uditiva studiata e quindi per una sua attendibile valutazione medico-legale
La memoria della Resistenza nel palinsesto radiofonico della Rai (1958-1965)
A fine anni Cinquanta, la presenza nel palinsesto radiofonico della RAI democristiana di una narrazione via via più costante e organica volta a risvegliare la memoria degli italiani sulla seconda guerra mondiale e sulla Resistenza si lega alla necessità che investe la classe politica al governo di formulare una immagine unitaria della nazione, in una fase particolare della vita del paese, investito da processi di crescita tumultuosa e di altrettanto rapida trasformazione economica, sociale e culturale che rischiano di avere effetti disgreganti sulla popolazione . Non sorprende che questa operazione di pedagogia-politica per costruire una memoria storica ‘ufficiale’, coincida per di più con un momento di svolta negli equilibri politici. Il centrosinistra sta per nascere; ma sono ancora forti le resistenze a questo cambiamento, vissuto come traumatico in larghi settori della destra governativa e non, rimasta ferma alla contrapposizione frontale comunismo-anticomunismo
Giulia Guazzaloca, Una e divisibile. La Rai e i partiti negli anni del monopolio pubblico
La Rai e i partiti negli anni del monopolio pubblic
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