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La formazione religiosa e culturale dei Fratelli delle Scuole Cristiane in Italia tra Sette e Ottocento. L’opera di Fratel Regolo
Contributo per una storia sociale della componente italiana dei Fratelli delle Scuole Cristiane nella prima metà dell’Ottocento. La corrispondenza di Fratel Regolo
Pellegrinaggi politici a Barbiana
La permanenza nel dibattito culturale e politico italiano della figura di don Lorenzo Milani è un fatto acquisito e reso evidente dalla numerosa serie di articoli, pubblicazioni e convegni che di lui hanno variamente parlato nei 45 anni che ci separano dalla sua morte. Al di là di una superficiale analisi quantitativa del dato relativo alla sua persistenza, è opportuno porre alcuni interrogativi circa l’incidenza storica di questa “memoria” mediante una comprensione critica dei suoi significati e delle sue rappresentazioni. Assumendo come criterio di periodizzazione lo spartiacque tracciato dai fatti del 1992, con l’operazione “Mani pulite” e la progressiva dissoluzione dei maggiori partiti politici italiani, e adottando come oggetto di studio la figura di don Milani, questo saggio intende contribuire ad un’indagine su alcune porzioni dell’Italia postdemocristiana e ad una verifica dell’aderenza di alcune categorie storiografiche adoperate per l’analisi di quel tracciante della storia politica italiana,
quali “rottura/continuità”, “seconda repubblica”, “berlusconismo”. Un primo momento di indagine, dunque, riguarda il 25° anniversario della morte di don Milani, il 1992, in cui il dibattito tra estimatori, cronisti e detrattori si cristallizza intorno alla domanda sul suo presunto filo-marxismo, seguendone gli strascichi fino al biennio 1994-1996 quando il panorama delle forze politiche conosce mutamenti epocali, sia per la novità di volti e cartelli elettorali sia per il fattore-televisione nella formazione del consenso. Un secondo filone riguarda il richiamo costante a don Milani nei laboratori della politica e nel “pantheon” delle nuove forze partitiche, dalla Lega Nord ai Democratici di Sinistra, da Rifondazione Comunista fino al Partito Democratico: tra appropriazioni e revisioni, il riferimento al Priore di Barbiana rivela la persistenza di categorie che accostano la sua memoria ad una tradizione di sinistra, da un lato denunciandone la strumentalizzazione e dall’altro mettendone favorevolmente in luce la connessione storica. Un ulteriore ambito di indagine è costituito dai vari progetti di riforma scolastica che si sono susseguiti negli anni di nostro interesse: il dibattito che ne è scaturito testimonia come diverse visioni di società e tattiche politiche hanno più volte incrociato la figura dell’autore di «Lettera a una professoressa», sia cercando approdi che avvalorassero una presunta continuità di pensiero, sia sconfessandone la portata storico-pedagogica. Punti nodali dunque saranno l’analisi dei fronti di opinione intorno alla riforma Berlinguer del 1997 e al tema della parità scolastica connesso con la questione dei finanziamenti alla scuola cattolica
Il viaggio dei Magi
Il libro presenta quattro interventi che contribuiscono ad approfondire le tematiche legate ai Magi offrendo nuova luce a quanto già consolidato dalla ricerca storica. Nel capitolo introduttivo "I Magi. La storia il mito" Franco Cardini fa il punto della situazione sulla riflessione intorno al tema dei Magi. Stefano Piacenti in "Stella fulgore nimio rutilat. La fortuna scenica dei re Magi" traccia le linee di sviluppo di una breve storia dello spettacolo intorno all'Epifania. Marina Cepeda Fuentes autrice nel saggio "I re Magi nelle tradizioni popolari latine" focalizza l'attenzione sulle tradizioni popolari del mondo latino. Infine Luigi Fioriti in "I Magi nella liturgia" fa un'analisi comparata delle tradizioni liturgiche e paraliturgiche
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