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Oltre il razionalismo: il Padiglione dell’America Latina alla Mostra d'Oltremare di Napoli. 1940-2020
L’Arena Flegrea della Mostra d’Oltremare di Napoli (1938-2001)
Fatta. Disfatta. Rifatta. Singolare destino quello
dell’Arena Flegrea della Mostra d’Oltremare di Napoli,
voluta da Mussolini come il più grande teatro di masse
per masse, e uno dei pochissimi edifici di respiro internazionale
realizzati in Italia meridionale nella prima
metà del ‘900. Capolavoro giovanile di Giulio De
Luca, uno dei maestri del Moderno a Napoli, terminata
nel 1940, essa sarà ristrutturata nel 1952 e, dopo
il suo declino, demolita e poi ricostruita nel 2001 sempre
dallo stesso architetto. La vicenda di quella che costituisce
quindi la prima e l’ultima opera di De Luca si
intreccia con quella della Mostra d’Oltremare e, più in
generale, della città in una ciclicità di costruzioni e distruzioni, ristrutturazioni e rovine e poi di nuovo demolizioni e ancora ricostruzioni. In essa si riverberano
prima i fasti dell’Italia littoria e poi le distruzioni della
guerra, gli entusiasmi della ricostruzione e il declino
della Napoli laurina, le attese per la svolta della Giunta
Valenzi e la Napoli del terremoto e poi di Tangentopoli,
fino all’effimera stagione dell’inconsistente “rinascimento
napoletano” di fine secolo quando, dopo
l’insensata demolizione, una nuova arena riaffiora da
un cantiere abbandonato per offrirsi, di nuovo, alla
città e al suo desiderio di riscatto
Vittorio Amicarelli Architetto. 1907-1971. Progetti e ricerche nella Napoli del Novecento
Vittorio Amicarelli (1907-1971) è stato autore di alcune delle più significative esperienze di architettura moderna a Napoli, dagli interventi alla Mostra d'Oltremare alla ricerca svolta nell'ambito dell'edilizia sociale, fino alla sua intensa attività di progettista per esclusive residenze destinate alle élites cittadine. Architetto colto e raffinato, Amicarelli ha legato il suo nome a uno dei più celebri complessi realizzati nel dopoguerra, la "Canzone del Mare" di Capri, nella quale in collaborazione con Pietro Porcinai, egli offre nella suggestiva cornice di Marina Piccola, la sua intelligente e personale interpretazione della dialettica tra le ragioni dell'architettura moderna e la forza dei caratteri ambientali
Berlage and the “democratisation of beauty”. The Gemeentemuseum of Den Haag (1919-1935) and the birth of the modern museum
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