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Recensione di M. G. Martini, Le Vestali. Un sacerdozio funzionale al cosmo romano, Bruxelles 2004
CGL II. 164.9 e un nome latino della prostituta
Il lavoro analizza il termine cul(l)iola, presentato da una glossa del CGL come designazione della prostituta, riconnettendolo al termine culleus e al suo diminutivo culliolum (“mallo della noce”). Come avviene nel caso dei nomi di altri involucri di tipo vegetale, il termine potrebbe essere stato usato anche per indicare il ventre femminile, offrendo così una designazione metonimica per la prostituta, parallela ad altre definizioni latine, come scortum o pellicula. L'esistenza di questo modello di rappresentazione lessicale appare confermata dalla presenza di designazioni analoghe in molte delle lingue dell'area indoeuropea
Scortum. La pelle, il sacco e la "prostituta"
Che cosa significa esattamente la parola scortum e come si è passati dal significato originale di “pelle” a quello di "prostituta/o”? Un gruppo di parole imparentate con questo termine mostra che la famiglia lessicale a cui esso apparteneva era riservata alla denominazione di un tipo particolare di tessuto cutaneo, il rivestimento di organi del ventre umano animale dalla forma di sacca e ai contenitori che con essi si fabbricavano. Il termine scortum potrebbe dunque aver indicato in origine il ventre come organo-sacco, per poi passare a designare per estensione metonimica l'individuo che si prostituisce, identificandolo con quella parte del corpo egli mette a disposizione degli latri come un oggetto di uso
[Recensione a] Maurizio Massimo Bianco: Plauto, Menecmi (testo latino a fronte), saggio introduttivo, nuova traduzione e note a c. di M.M. B. (Classici greci e latini), Santarcangelo di Romagna, Rusconi libri, 2020
Fetus munitus. Plinio, Virgilio e il significato augurale delle nuces a Roma
Why were nuts thrown at the Roman wedding ceremony? Among the several explanations of this ritual gesture offered by Roman antiquarian scholars, the one proposed by Pliny the Elder was that it represented some kind of fertility omen, connected with the particular morphology of these fruits, which could evoke the success of pregnancy. Through a close study of the place assigned to the nuces in the Roman cultural encyclopedia - from botanical and agricultural lore to lexical classification, from religious ritual to popular sayings - this paper tries to test the validity of this ancient interpretation
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