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Atti del 1° Simposio AISAL : La sperimentazione animale in Italia e in Europa : verso un futuro comune
Persino la luna: 11 ottobre 1962: come papa Giovanni XXIII aprì il Concilio
Giovanni XXIII - il papa del concilio caramellato nella formula del "papa buono" - era stato eletto per essere un papa "di transizione" dopo il lungo pontificato di Pio XXII. E invece decise di convocare la Chiesa a concilio, prima e unica assemblea globale di pari sul pianeta: un'assise che lasciò preparare alla curia romana, trattenendo per sé pochissime decisioni e pochissimi nodi, fino all'apertura l'11 ottobre 1962, quando già sapeva della sua malattia. E quando decise di "aprire" il concilio: non solo in senso formale ma sostanziale. Alberto Melloni, una delle voci più autorevoli della ricerca storica sul cristianesimo, racconta quel momento, quel giorno nel quale il papa fa due discorsi, tanto diversi quanto epocali: la mattina in San Pietro, all'episcopato di tutto il mondo e agli osservatori delle altre Chiese, definendo le ragioni del concilio che aveva voluto; e la sera, nonostante non fosse preventivato, a una piazza affollata per una fiaccolata di saluto che ha segnato la storia del papato. Si svelano così subito i due lati della struttura spirituale di Giovanni XXIII: la sua capacità di cogliere e riformare il patrimonio della grande tradizione, ma anche di essere maestro dei fedeli comuni. All'allocuzione di inizio del Vaticano ii, pronunciata in latino, studiata al millimetro, scritta e riscritta, risponde il discorso informale della sera, improvvisato in italiano, nella sua cadenza bergamasca, in cui riprende e quasi traduce le dimensioni di paternità e fraternità che il concilio chiede alla Chiesa. Negli annali televisivi resta la frase celeberrima, in cui la carica più alta di una delle istituzioni più longeve mostra un cristianesimo dal volto umano: «Date una carezza ai vostri bambini e dite: "Questa è la carezza del papa"». Ancora non lo sapevamo, ma era l'inizio di una rivoluzione
Welcoming Addresses
Abstract del volume: "Il volume considera l’impatto scientifico e sociale delle infrastrutture di ricerca per l’«Innovazione Sociale e Culturale»: CESSDA per gli archivi delle scienze sociali, CLARIN per la linguistica, DARIAH per le arti e l’informatica umanistica; EHRI per l’Olocausto, E-RIHS per la scienza del patrimonio culturale, ESS ERIC sul benessere della popolazione, OPERAS per le pubblicazioni open science, RESILIENCE per le scienze religiose e SHARE ERIC per la società che invecchia.
L'alterità. Concezioni ed esperienze nel cristianesimo contemporaneo
Sebbene l'alterità, il confronto con la diversità, sia un dato costitutivo delle grandi tradizioni religiose, all'interno di esse si sono costruite e codificate concezioni ed esperienze di repressione e negazione della diversità. Questo volume mette a fuoco tre ambiti correlati alle vicende del cattolicesimo contemporaneo, nei quali i cristiani hanno sperimentato - ma anche modificato - la propria concezione dell'altro e del diverso: quello della fede religiosa, quello dell'appartenenza etnica, quello della comunione ecclesiale. I temi affrontati spaziano dalle immagini dell'ebreo nel cristianesimo occidentale, dai rapporti con l'islam e dalla coabitazione in Terra santa - nei contributi di S. Ferrari, D. Rosen, B. Lewis, R. Morozzo della Rocca e M. Lahham - al ruolo della chiesa in Sudafrica e nei processi di decolonizzazione, trattati da G. La Bella e D.E. Hurley, alla scoperta del "povero" nel cristianesimo latino-americano, nei saggi di L.C. Marques e A. González Dorado. Nell'ambito della concezione dell'alterità dentro le chiese, G. Alberigo esamina il rapporto fra comunione e verità, M. Guasco si sofferma sul sapere dei chierici e G. Fogarty e L. Perrin ripercorrono due linee di forte polarizzazione, quella della guerra e quella dell'aggiornamento conciliare. Attraverso queste analisi, lo statuto dell'alterità diventa misura nuova nei rapporti fra chiese e società: così accade che, come rileva A. Melloni nella sua introduzione, "l'altro diventa interlocutore prezioso, compagno di strada ben al di là di ogni previsione", anche di quella più benevola, formulata assumendo l'ottica cristiana come strumento interpretativo della realtà
Regress with Progress: Look for Shrinkage after B/F-EVAR with the Eye of Artificial Intelligence
L’impatto sociale della digitalizzazione al Museo Archeologico Nazionale di Napoli
The article presents a case study aiming at reconstructing the social impact of the digitalization
policy promoted by the National Archaeological Museum of Naples. The
main impacts detected include an higher cultural participation’s rate, thanks to an integrated
strategy that enhanced the museum’s reputation; an improved social inclusion,
thanks to the social networks’ strength of weak ties; finally, the digital policy
stimulated reflection and created a sense of belonging thanks to a videogame arousing
emotions. The results call for the development of an evaluation agenda for museums
and other institutions willing to enhance the social impact of digitalization policies,
and suggest the need to strengthen the empirical research for impact-oriented policy
design in this field
Giuseppe Dossetti: la fede e la storia. Studi nel decennale della morte
A dieci anni dalla morte di Giuseppe Dossetti (15 dicembre 1996) la Fondazione per le scienze religiose ha promosso una serie di colloqui e incontri per studiare meglio la figura e le fonti relative a questo protagonista della cultura e del cristianesimo del Novecento. Il colloquio conclusivo di un lungo itinerario iniziato a Pechino e proseguito attraverso varie città in Italia e nel mondo, ha avuto luogo a Bologna e ha segnato una occasione per uno status quæstionis indispensabile: una prima serie di studi viene qui pubblicata e raccoglie ricerche sui nodi della vita di Dossetti, su momenti decisivi del suo percorso, sui grandi sfondi nei quali la sua vita di giurista, di resistente, di politico, di teologo, di fondatore si è inserita. Giuseppe Alberigo (che in questo convegno ha profuso un grande impegno e che ha dato una straordinaria lezione su Dossetti al Vaticano II divenuta uno dei suoi ultimi apporti alla ricerca storica), aveva voluto che il convegno portasse come titolo «La fede e la storia» per indicare la polarità propria della vita di Dossetti. Titolo che si è rivelato adatto anche per questa prima raccolta di atti, in cui sono pubblicati gli scritti di G. Alberigo, U. Allegretti, M. Faggioli, L. Guerzoni, U. Mazzone, A. Melloni, G. Mori, V. Pacillo, A. Parola, P. Pombeni, P. Prodi, G. Ruggieri, P. Trionfini, con una prefazione di Romano Prodi
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