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The politics of fashion: perceptions of power in female clothing and ornamentation as reflected in the sixteenth-century Chinese novel Jin Ping Mei
This thesis examines issues of female power and influence in sixteenth-century China focusing on how women and their roles were perceived in the changing social environment of the mid-late Ming dynasty. Using aspects of a New Historicist approach, information from contemporary literary and historical sources are analysed alongside each other. With its emphasis on the lives of women and preoccupation with the description of material objects, the late Ming novel Jin Ping Mei forms an important element in the thesis. China in the sixteenth century saw expanding urbanisation, the emergence of a new wealthy merchant class, increasing visibility of women and a questioning of traditional morality. Fashion consciousness, as one of the most conspicuous aspects of the new material culture, is a possible indicator of these trends. Traditional Western theories contend that fashion began in the particular context of Renaissance Europe. However, this study argues that a similar fashion awareness existed in China too, and was manifested in a competitive striving for social status, in this case specifically among women. In contrast to previous studies which downplayed the impact women had on defining traditional Chinese culture, this thesis demonstrates how women and their sartorial choices began to redefine the boundaries of material culture, influencing literati discourse which, in turn, re- influenced female behaviour
Review of Mayer, R.; Knothe, F.; Shuo, H. (2022) Reflected beauty: Chinese reverse glass paintings from the Mei Lin Collection
In this well-documented, bilingual, and richly illustrated catalogue, published for the long-anticipated exhibition Reflected Beauty: Chinese Reverse Glass Paintings from the Mei Lin Collection at the University Museum and Art Gallery of the University of Hong Kong (September 2021-January 2022), the authors give us a profound insight into the phenomenon of reverse painting on glass and mirror paintings, with a particular focus on those from the Mei Lin Collection assembled by the Sinologist, author, and translator Rupprecht Mayer and his wife Haitang Mayer-Liem. Composed of over one hundred works acquired in East Asia between 1968 and 2012, this is one of the world's most important collections of Chinese reverse glass paintings from the late nineteenth and twentieth centuries.Modern and Contemporary Studie
EXISTENCE AND UNIQUENESS FOR A STATIONARY HYBRID QUANTUM HYDRODYNAMICAL MODEL WITH GENERAL PRESSURE FUNCTIONAL*
In this paper we generalize the results obtained in [F. Di Michele, M. Mei, B. Rubino, and R. Sampalmieri, Int. J. Numer. Anal. Model., 13:898–925, 2016], where a hybrid model for semiconductor devices has been presented. In particular we consider a more general pressure function, which allows us to account also for the isotropic case. General Dirichlet boundary conditions are also included. In this case we need a different and more restrictive subsonic condition which directly involves the first derivative of the quantum function Q(x). The existence of solutions is obtained by regularizing the problem and performing a suitable vanishing viscosity limit. Also the zero-charge-space limit is discussed and our results are tested on a simple toy model
Il teatro e il suo dopo. Un libro di artisti in onore di Marco De Marinis
Tra gli esponenti della storiografia teatrale italiana o - come l’ha definita egli stesso - della "nuova teatrologia", Marco De Marinis (Teramo, 1949) declina un profilo tra i più sfaccettati del panorama nazionale dedicato alle arti della scena. Storico e teorico del teatro, allievo prima di Benedetto Marzullo e poi di Umberto Eco, ha espresso la propria rigorosa originalità critico-metodologica sia attraverso una indefessa attività didattica, in Italia e all’Estero, sia tramite una importante produzione scientifica. Due prospettive complementari che affiancano e compenetrano la promozione e il sostegno della ricerca nei nuovi linguaggi teatrali, incoraggiati da De Marinis attraverso una fervida militanza culturale e grazie alla decennale responsabilità scientifica del Centro La Soffitta (Dipartimento delle Arti - Università di Bologna).
Questo volume vuole essere un primo tributo allo studioso in occasione dei suoi 65 anni (e ben 40 di carriera), rovesciando la formula del tradizionale Festschrift, che diventa ora un libro d’artista, o meglio di artisti. Sono più di 30 - tra attori, attrici e registi, gruppi, compagnie e formazioni - gli autori dei contributi qui raccolti, totalmente inediti e scritti ad hoc, accompagnati da un album di immagini, fotografie, bozzetti e disegni anch’essi pubblicati per la prima volta. Gli artisti, variamente legati a De Marinis, si sono avvicendati come saggisti intorno alle loro ultime produzioni, oppure hanno lanciato messaggi, poetici e fulminanti, nella rinnovata forma del manifesto teatrale. I curatori del volume, Fabio Acca e Silvia Mei, allievi di diversa generazione di De Marinis, hanno così frammentato in filigrana un discorso che intreccia le predilezioni tematiche del Maestro, nel solco di una riflessione, oggi inderogabile, sul senso, recto e verso, della Storia
Orizzontale vs Verticale. Lo spazio pubblico in sezione | Horizontal vs Vertical. The public space in section
Alla richiesta di citare l’edificio recente che più avrebbe influenzato l’architettura americana, il critico architettonico del New Yorker, Paul Goldberger (2011),rispose senza esitazione: «Può sembrare strano, ma penso che la High Line potrà condizionare il prossimo decennio più di qualsiasi edificio convenzionale». Dietro questa risposta c’è molto della condizione contemporanea dell’architettura in cui si esprime un’innovativa visione dello spazio pubblico. Questo progetto - insieme ad ulteriori esempi dimostrativi che costituranno la massa critica del corpo tematico del futuro saggio - sancisce il definitivo ed epocale distacco da un’interpretazione dello spazio pubblico come livello zero della città. Le prospettive moderne di Le Corbusier raccontavano una condizione urbana, prefigurata ed utopica, in cui da un suolo omogeneo svettavano edifici e si libravano infrastrutture. Ogni cosa al suo posto coerentemente con le logiche dello zoning: lo spazio collettivo, naturalmente orizzontale, che scorre e costituisce il piano di appoggio , gli edifici che hanno l’ardire di sfidare la quota, novelle torri di Babele. Successivamente nelle sue indagini sulla nascita degli skyscraper Koolhaas individuerà nello sviluppo della sezione verticale dei grattacieli newyorkesi - ove forse si nascondono con più forza potenzialità latenti di spazio pubblico- la sperimentazione di un rinnovato punto di vista sulla città, in cui i livelli dello spazio collettivo urbano erano strutturalmente già multipli. Il concetto di forma individuato attraverso un limite che definiva una discontinuità tra “interno” ed “esterno” dello spazio pubblico della città storica, oggi si ibrida sempre più in una soluzione senza continuità tra “sotto” e “sopra”. Le qualità di compattezza e continuità dello spazio pubblico tradizionale si fondono oggi in uno spazio pubblico di natura connettiva in cui l’adozione del concetto di «raumplan» loosiano, declinato in chiave urbana, si propone come metodo di intervento strategico. Oggi il rinnovato carattere dello spazio pubblico, descrivibile appunto come «raumplan» proprio in virtù dell’integrazione tra livelli differenti e in molti casi apparentemente inconciliabili, si sviluppa – ed è una coincidenza che non può essere definita fortuita – in un’epoca che ha permesso all’uomo, e quindi alla società tutta, di affrancarsi dalla forza di gravità. Prima che a piedi le città si visitano con i software o sui siti di riprese satellitari. Immagini che permettono proprio di cogliere quella complessità che l’occhio curioso del progettista è poi capace di trasformare in successioni di interferenze. Una trasformazione urbana che è prodotta – ed è proprio in questo aspetto l’elemento più innovativo per quanto riguarda la progettazione architettonica – da un’operazione di ridisegno della sezione. La risignificazione dello sviluppo verticale dello spazio pubblico innesca infatti nuovi cicli di uso e di condivisione. La sequenza dei livelli – orizzontali – duplicati e stratificati in alzato definisce anche una possibile strategia di rigenerazione urbana della città. La sezione diventa strumento di rigenerazione delle infrastrutture (High Line di New York, Promenade Plantee di Parigi ) o di realizzazione di nuovi habitat sociali (il “fungo” del Metropol Parasol di Siviglia od il podium di Piazza Gae Aulenti a Milano) in cui è possibile, attraverso operazioni di addizione e sottrazione, definire una complessità non solo spaziale, ma anche semantica del valore d’uso dello spazio pubblico, che da una condizione di uniformità orizzontale si trasforma sempre più oggi in uno spazio articolato e complesso. Se allo spazio pubblico della città storica coincide prevalentemente uno spazio uniforme e morfologicamente riconoscibile in forme geometriche classiche, oggi lo spazio pubblico della città di inizio millennio coincide con lo spazio di connessione non solo sul piano orizzontale, ma anche e soprattutto verticaleThe section as an investigative tool to analyze, through deep-seated models and paradigms, the nature of the public space, historically oscillating between horizontal linearity and vertical development. Today the adoption of the concept of Loos' "raumplan", declined in an urban key, is proposed - through addition and subtraction operations - as a method of strategic intervention in defining a complexity not only spatial, but also semantic of the value of contemporary use of public space. From the redesign of the section it is possible to trigger new cycles of use and sharing for a connective public space, which can determine the regeneration of infrastructures or the realization of new social habitats by virtue of integration and hybridization between different levels
Sertifikat Speaker TSU_International Seminar_080525+ST Dekan No. 776/F.03.08/2025 tanggal 2 Mei 2025
Sertifikat Speaker TSU_International Seminar_080525+ST Dekan No. 776/F.03.08/2025 tanggal 2 Mei 202
Karakteristik Spread F di Atas Sumedang
Karakteristik spread F di atas Sumedang diteliti menggunakan data hasil pengamatan dengan ionosonda IPS-71 dari bulan Maret sampai dengan Agustus 1998. Hasil menunjukkan pada periode tersebut spread F terbanyak terjadi pada bulan Mei - Juni antara pukul 23.30 - 02.00, dengan persentase sebesar 60 %. Adanya pergerakan lapisan F ionosfer ke arah vertikal diamati dengan adanya variasi ,harga h'F pada malam hari. Diperoleh pula periode sekitar 5 jam untuk spread F yang terjadinya mulai sebelum tengah malam, sedangkan spread F yang terjadinya mulai sesudah tengah malam, periodenya adalah sekitar 2 jam Fenomena ini menunjukkan adanya perbedaan penyebab terjadinya spread F pada kedua kejadian di atas. Perbandingan frekuensi maksimum lapisan F (fxF2) pada saat terjadi dan tidak terjadi spread F memberikan hasil adanya penurunan sebesar 10 % - 20 % antara pukul 18:00-22:00 sedangkan setelah pukul 00.00 harga fxF2 penurunannya di bawah 6 %. Besarnya TEC (Total Electron Content) di Bandung pada saat terjadi spread F ruenunjukkan adanya penurunan sebesar 16,72 % pada awal malam hari dan semakin malam penurunarmya semakin berkurang. Penurunan harga TEC disebabkan oleh berkurangnya kerapatan elektron pada lapisan F karena pada saat terjadi spread F terjadi penyebaran lapisan F ke arah vertikal. Hal ini didukung dengan berkurangnya harga FxF2 pada saat terjadi spread F.Hlm.8-1
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