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Mente e Natura (II)
Fascicolo monografico de Nuova Civiltà delle Macchine, n. 2/2006, Scritti di: S. Dellantonio, R. Finelli, D. Koppelberg, L. Pastore, M. Stoeckler, V. Meattini, R. Job, L. Lotto, A. Tasso, A.G. Biuso, S. Nannini, D. Lohma
Premessa
Il principio dell’immanenza di Simone de Beauvoir e il tema del corpo della donna come “superficie d’iscrizione degli avvenimenti” sono punti di riferimento e principi metodologici della ricerca di Maura Simone. Ricerca che conduce l’Autrice tra biologia del femminile, condizione sociale e pregiudizi ideologici a orientare il discorso sulla stregoneria, l’eresia e la marginalità sociale (soprattutto del femminile, ma non solo) in senso foucaultiano. L’Autrice mette così, con successo, al centro della sua ricerca la corporeità biologica e storico-sociale del marginale in cui si sanzionano la verità e l’errore, il bene e il male, il normale e il patologico
Design guidelines for web interfaces of home automation systems accessible via screen reader
Home Automation Systems (HAS) - also referred to as smart homes - exploit multiple components such as sensors, RFID readers, wireless devices, and remote control systems to enable easy interaction with smart appliances and devices, and to automate performing sequences of tasks to make human-device interaction simpler and life more comfortable. For people with vision impairment, especially those who are unable to see at all, smart homes can be a powerful tool for enhancing personal autonomy, provided that the system offers suitable device integration and accessible interfaces with a simple interaction via keyboard, assistive technology and other modalities such as voice and gestures. This paper investigates the accessibility of web interfaces when interacting with HAS components via screen reader assistive technology, in order to propose potential suggestions to developers. Web interfaces are particularly considered in this study in order to support screen reader users who are not yet skilled in using touch-screen devices. Specifically, based on collected accessibility and usability issues, as well as users' expectations and preferences, a Web-based prototype has been designed and optimized especially for interaction via screen reader. After describing an evaluation conducted with a small group of skilled screen reader users, several guidelines are suggested for designers of HAS interfaces
In margine al "Ding an sich". Schopenhauer "discepolo" di Kant
Concentrando l’attenzione su pagine dei Berliner Manuskripte, scritte intorno al 1830, e cioè in piene trionfo hegeliano, Schopenhauer, ritornando sulla questione del Ding an sich, riconferma che questa non è soltanto la grande questione di Kant, ma è la grande questione della filosofia se vogliamo difendere anche il significato morale della nostra esistenza e l’innegabile (unleugbar) significato morale dell’agire umano. Ma, quel che interessa è l’intera riformulazione della problema perché, da un lato si fa un ultimo tentativo di salvare la Cosa in sé argomentando con Kant, d’altro lato si registra un rinnovato smacco nel cercare di andare oltre la rappresentazione a partire dalla rappresentazione, dando efficacia fuori dalla rappresentazione alla categoria di causalità. L’errore di esposizione in Kant, non sanziona, però, secondo Schopenhauer, l’esclusione della posizione della Cosa in sé. Si passa, dunque, all’esposizione schopenhaueriana dell’argomento tramite la logica della sottrazione: sottraendo le forme universali-soggettive di spazio-tempo-causalità e la forma dell’essere oggetto (che sono a priori) ciò che resta di individuale in ogni rappresentazione proviene da altro ed è la cosa in sé (ciò che conferisce all’apparenza il suo carattere ogni volta individuale). L’insieme di ciò che appare è un composto di a priori sempre determinabile e di un a posteriori che di volta in volta ne costituisce il contenuto, che, dunque, per la sua novità annuncia la cosa in sé. È un’argomentazione che si affianca all’altra che noi abbiamo anche tramite il nostro corpo e la nostra volontà una diretta attestazione della cosa in sé. E vi si affianca per l’impegno che Schopenhauer mette in un’estrema difesa della prova kantiana della cosa in sé che è però destinata a fallire e a lasciare il campo sia allo scetticismo di Enesidemo, sia alla versione fichtiana dell’Intellektuale Anschauung (cui contrappone la Intellektualität der Anschauung), sia alla ragione hegeliana. L’esegesi di questi passi non aiuta soltanto a ricordare che se la volontà è la più immediata manifestazione della cosa in sé non è però tutta e soltanto la cosa in sé, o che si può avere una buona teoria ma difenderla male (che è quanto precisamente viene imputato a Kant), ma mostra come Schopenhauer avesse ben presenti due questioni. La prima: che se vigono soltanto le leggi della ‘rappresentazione’ allora la dimensione morale è un’illusione. La seconda: che una volta stabilito il contenuto a posteriori della rappresentazione (e dunque provata, per sottrazione, la parte che in quella rappresentazione è cosa in sé) non si è ancora stabilito se quel contenuto mi giunga oggettivamente o invece nella maniera più soggettiva, poiché è chiaro che il primo passaggio è la percezione sensoriale (Sinnesempfindung). Schopenhauer non si appella ad una posizione superiore della coscienza trascendentale che giustificherebbe il realismo della coscienza comune (salvaguardandosi così dall’idealismo gnoseologico) o ad una fede nel mondo esterno. Confessa, al contrario, l’asperità del problema: il contenuto oggettivo della realtà mi giunge per via soggettiva. Non c’è reale risposta né a come l’oggettivo (a posteriori) e il soggettivo (a priori) s’incontrino, né a come quell’oggettività venga salvaguardata; e, tuttavia, sia la conoscenza della realtà sia la concezione morale le esigerebbero
L’altro e l’io: l’essere umano nel pensiero di Tzvetan Todorov
Il contributo presenta il pensiero di Tzvetan Todorov, tentando di tracciare una visione d'insieme che, pur tenendo conto delle evoluzioni interne, non rinunci alla ricerca degli elementi di continuità. Sebbene si tratti di un pensiero apprentemente frammentato in molteplici unità tematiche, il contributo propone di interpretare l'interesse per la dimensione relazionale e intersoggettiva come una linea di continuità tra le giovanili riflessioni sulla "materialità del testo" ai successivi "racconti esemplari
Arte, relazione e partecipazione: “tra” etica ed estetica
Il contibuto propone una riflessione sulla concezione dell’arte come luogo di relazione, riconoscimento ed espressione dell’umano, la quale si colloca sullo sfondo del nesso tra etica ed estetica. A partire da tale concezione è possibile comprendere l’importanza che assumono le differenti espressioni artistiche e letterarie nel quadro di una riflessione sull’essere umano. La nozione di arte cui viene fatto riferimento è, in tal modo, ampia e aperta, intesa come un segno delle capacità di agire e creare proprie all’essere umano che si sostanzia in varie forme – dalla letteratura alle arti visive, passando per il cinema, la musica e il teatro
Lavoro e cultura a «misura dell’uomo»: l’umanesimo di Adriano Olivetti
Il contibuto presenta alcuni tratti principali di Adriano Olivetti, figura che ha segnato la storia economica e produttiva italiana del Novecento, evidenziandone l'interesse filosofico. In particolare, viene sottolineato il rinnovamento delle concezioni di impresa e di lavoro, condotto a partire dalla promozione di un progetto culturale di ampio respiro, dalle inscindibili implicazioni etiche e politiche
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