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    Dalla naturalizzazione delle scienze umane alla naturalità dell’ovvio. Le ragioni sociali per le quali la mente non è il cervello.

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    Nell’articolo si sostiene che l’attuale diffusione dell’approccio neuroscienti- fico nell’ambito delle scienze sociali e culturali rappresenti la versione contemporanea di una tendenza alla naturalizzazione della mente e dei processi di conoscenza che si è riproposta in modo ricorrente anche in passato. Viene sostenuta la tesi che naturaliz- zare la realtà sociale sia una necessità della mente umana la quale, specie nel contesto ordinario della vita quotidiana, ha bisogno di poter ritenere «naturalmente evidenti» i contesti e le regole nelle quali opera. Per gli esseri umani, quindi, la naturalità viene as- sicurata non dal solo dato biologico, bensì dalla condivisione degli assunti impliciti che sono a fondamento del mondo sociale.The authors argue that the diffusion of the neuroscientific approach within the social and cultural sciences represents the contemporary version of a recurrent ten- dency to naturalize the mind and the processes of knowledge. Conversely, the article argue that the tendency to naturalize the social world is a basic function of human mind, which, mainly when dealing with ordinary daily life, needs to consider the con- texts and the rules in which it works as naturally self-evident. For human beings, such natural evidence is ensured not by the biological facts, but by the shared assumptions which stand at the very foundation of the social world
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