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    La questione generazionale nel sistema pensionistico italiano: le modifiche normative e il contesto macro-economico

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    L’articolo affronta la tematica degli effetti del sistema pensionistico in un’ottica generazionale e si concentra sull’analisi delle condizioni istituzionali, demografiche ed economiche nelle quali quattro generazioni rappresentative hanno accumulato i diritti per la loro pensione. Le generazioni esaminate, nate rispettivamente nel 1945, nel 1955, nel 1965 e nel 1975, fronteggiano al tempo stesso un assetto istituzionale in radicale cambiamento e condizioni sul mercato del lavoro molto differenti. Dal punto di vista istituzionale il passaggio dal sistema retributivo (che riguarda le pensioni delle due generazioni più anziane e in parte della terza) a quello contributivo (che riguarda soprattutto la generazione più giovane) prefigura una differente distribuzione dei rischidemografici, economici e politici. La proiezione futura delle sorti pensionistiche delle quattro generazioni mostra che solo in presenza di un significativo aumento dell’età effettiva di pensionamento l’adeguatezza del sistema pensionistico pubblico per le generazioni più giovani potrà aspirare al mantenimento dei livelli raggiunti da coloro che sono andati in pensione negli anni più recenti. Due temi risultano cruciali in termini di politica economica e di disegno del sistema pensionistico futuro: la capacità del sistema pensionistico di contribuire al contrasto alla povertà tra gli anziani e la tematica della produttività dei lavoratori in età avanzata. Il successo della riforma contributiva nel lungo periodo dipenderà in maniera cruciale da questi due aspetti

    Does a flexible retirement age increase pension ex- penditure? Some evidence and suggestions for the italian social security system

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    In defining the role of flexibility in retirement, both empirical evidence and theoretical considerations play a role. Data on past retirement choices in Italy show that a uniform age of retirement is far from representing what has happened in this country in re- cent decades. We find that both the average and, more recently, the standard deviation of the retirement age have changed significantly. In many cases, such changes have gone in the right direction as far as the sustainability of pension expenditure is concerned. In the second part of the paper, we study the budgetary impact of retirement age flexibility using a multi-period overlapping generation model, which we calibrate to summarise some of the characteristics of the Italian social security system. Results from a series of stochastic simulations show that retirement flexibility does not compromise the financial soundness of a PAYGO system when NDC rules are used to compute benefits

    Is the Italian NDC pension system really sustainable? Parameters’ design and consistency

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    Using a multiperiod OLG model we study the theoretical financial, adequacy and distributive characteristics of various NDC systems. The main aim of the paper is to compare the Italian current setting of policy parameters with choices made in other countries that adopted a similar philosophy for the accrual of pension benefits. All countries studied present solutions that are inferior both from a financial point of view and from a distributive one, with respect to a “well designed” system. Among them the Italian NDC system is the one that produces the highest financial imbalance in the long run. Moreover it also relinquished to use the indexation rate of pension benefits, one of the policy parameters that can be used to adjust the pension expenditure dynamics and to correct intergenerational inequities. Looking at situation that are out of the steady state solution of the model it appears that an NDC system, as all PAYGO arrangements, produces complex path of expenditure, where even simple and temporary demographic and economic shocks request decades in order to be absorbed. All these results call for a quick intervention in order to make the system more transparent and more suited to face the real evolution of macro variables, without compromising its financial short and medium term position

    Chi pagherà le pensioni dei giovani di oggi?

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    Il lavoro analizza la questione generazionale e le problematiche di adeguatezza del sistema pensionistico italian

    The transition to NDC in Italy: Assessing distributive and financial effects

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    Moving from a Defined Benefit (DB) to a Notional Defined Contribution (NDC) pension formula creates significant re-distributive effects. We estimate the amount and the intensity of these effects in the case of the Italian transition to NDC, which began in 1995. Based on administrative data of the main Italian pension scheme (FPLD), we study the evolution of yearly inequality within old-age pension benefits. Furthermore, we study the adequacy and the actuarial fairness of the pension system, by estimating the replacement rates and the Net Present Value Ratio distribution for workers who retired in the period 1996-2019. Our results show that the very generous interpretation of acquired rights determined by the 1995 reform has contributed to maintaining a high level of adequacy and a significant level of intergenerational imbalance. The financial costs of this imbalance are estimated and its extent is significant

    La finanza pubblica italiana. Rapporto 2019

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    Il 2018 è stato un anno di importanti modifiche normative per il settore previdenziale italiano. Accanto a Quota 100, l’apertura per il triennio 2019-2021 di un nuovo canale di uscita anticipata rispetto al pensionamento per vecchiaia, l’esecutivo e la maggioranza parlamentare che lo sostiene hanno approvato altri provvedimenti che complessivamente incidono in maniera relativamente ampia sugli assetti di breve termine del sistema pensionistico italiano. Nonostante questo attivismo, peraltro mirato in molti casi a segmenti particolari della popolazione attiva ed in prossimità del pensionamento e nonostante i proclami relativi alla volontà di realizzare l’«azzeramento della riforma Fornero», la struttura corrente e le dinamiche di medio-lungo termine del sistema pensionistico italiano rimangono quelle conosciute: una complessiva capacità di contrasto alla povertà, che altri comparti della spesa sociale non mostrano di essere in grado di realizzare e che rendono la categoria degli anziani tra quelle maggiormente protette da questo fenomeno; la fornitura, almeno nel breve termine, di prestazioni di vecchiaia e anzianità che risultano sostanzialmente adeguate rispetto agli standard raggiunti in prossimità del pensionamento, e infine, al tempo stesso, un profondo e non ancora risolto problema di squilibrio intergenerazionale a sfavore delle generazioni più giovani, per le quali l’adeguatezza resta un obiettivo raggiungibile solo con carriere contributive continue unite ad un sensibile aumento dell’età di pensionamento rispetto agli standard correnti. Il contributo di molta parte degli interventi normativi di questo anno contribuisce semmai ad acuire questo sbilancio a favoredelle generazioni oggi in pensione e/o in prossimità di andarci, confermando come gli orizzonti dei decisori di politica economica siano molto spesso assai più ristretti di quelli sui quali i sistemi pensionistici dipanano tutti i loro effetti. Infine rimane sempre aperto il fatto che il disegno di lungo termine del sistema contributivo manca ancora, a distanza di ormai due decenni dalla sua introduzione in Italia, di alcuni importanti meccanismi di riequilibrio micro e macro economici, che pongono qualche fondato dubbio sulla sua capacità di reagire in maniera efficace agli shock macroeconomici

    La redistribuzione nel sistema pensionistico pubblico

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    Il lavoro analizza gli aspetti relativi alla distribuzione intragenerazionale delle pensioni in Italia nel periodo 1005-201
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