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Bibliografia degli scritti di Maurizio Virdis
"Ki mi lu castigit donnu Deu balaus annus et bonus", "che me lo protegga il signore Dio per molti e buoni anni" è la formula benaugurante che nel medioevo sardo veniva rivolta ai giudici di Cagliari. È con questo augurio che viene licenziata questa miscellanea di studi sardi in onore di Maurizio Virdis. Raffinate analisi condotte nei suoi contributi sulla letteratura medievale, da Chrétien de Troyes a Renaut de Beaujeu, da Charles d'Orléans a Juan de Mena. Sostanziali gli apporti alla riflessione teorica sulle strutture linguistiche del sardo, con indagini che spaziano dalla fonetica alla sintassi, senza mai dimenticare che la salvaguardia della vitalità di una lingua è una sfida che si gioca attraverso la ricerca sul campo, come dimostrano le tante inchieste di sociolinguistica promosse presso le giovani generazioni di studenti. Poi gli studi condotti sul sardo medioevale, culminati con l'edizione del Condaghe di Santa Maria di Bonarcado e proseguiti con l'edizione critica delle Rimas diversas spirituales di Gerolamo Araolla. Ma anche la letteratura sarda contemporanea è stata al centro dei suoi interessi: i suoi contributi sul panorama letterario della Sardegna hanno permesso di ridare giusto valore, nel dibattito critico, ai grandi classici della produzione isolana
Problemi di diatopia e di diacronia della lingua sarda. Un’ipotesi di sociolinguistica storica
È un luogo comune che il sardo sia una lingua conservativa e che alcune varietà della lingua sarda siano più conservative rispetto ad altre. Tuttavia, anche volendo procedere oltre termini, spesso fluidi se non ambigui, quali ‘conservativo’ e ‘innovativo’, il sardo, pur mantenendo certamente diversi tratti di conservatività, mostra pure dati di innovatività e di originalità. Ma è soprattutto il rapporto diacronico fra le diverse varietà sarde che ormai andrebbe visto sotto una luce diversa. Si è detto, anche fino a tempi recenti, che più conservative sarebbero le varietà centro-settentrionali, le quali rappresenterebbero il sardo ‘genuino’, mentre le varietà meridionali (il diasistema campidanese) sarebbero meno conservative e largamente toccate da influssi di superstrato (dall’italiano soprattutto). Non tutto ciò che è o appare conservativo è però ipso facto fenomeno ‘più antico’, ma può essersi affermato e diffuso in data seriore; d’altra parte l’innovazione, o almeno ciò che appare tale, può avere alla radice o sottostantemente fatti anteriori: può essere, cioè, un risultato recente di fenomeni più antichi.
Quanto intendo proporre in questo articolo nasce dalla convinzione che l’evoluzione diacronica delle lingue, come anche la sociolinguistica ormai da tempo ci insegna, è il frutto di un processo dinamico e non lineare. A mio avviso, al di sopra di questa bipartizione areale sarda starebbe storicamente, per buona parte del medioevo, una sorta di super-standard valido per tutta l’Isola, pur diversamente declinato nelle diverse aree, con maggiore o minore tolleranza, in esse, della variazione intrinseca ad ogni lingua; al di sotto e al di là di questo (super)standard vi erano poi, naturalmente, le parlate correnti. Tale diverso grado di tolleranza ha largamente determinato la variazione diatopica odierna nel diasistema linguistico sardo.It is commonplace that Sardinian is a conservative language and that some varieties of the Sardinian language are more conservative than others. However, too wanting to proceed beyond terms, often fluid if not ambiguous, such as 'conservative' and 'innovative', Sardinian, while certainly maintaining various traits of conservativeness, it also shows data of innovativeness and originality. But it is above all the diachronic relationship between the different Sardinian varieties that should now be seen below a different light. It has been said, even until recently, that they are more conservative would be the central-northern varieties, which would represent the Sardinian 'Genuine', while the southern varieties (the Campidanese diasystem) would be less conservative and largely affected by superstrate influences (from Italian mostly). However, not everything that is or appears conservative is ipso facto phenomenon 'Older', but may have established itself and spread on a later date; on the other hand innovation, or at least what appears to be such, can have its root or underlying previous facts: it can be, that is, a recent result of multiple phenomena ancient. What I intend to propose in this article stems from the belief that evolution diachronic of languages, as well as sociolinguistics for some time now teaches, it is the result of a dynamic and non-linear process of this Sardinian areal bipartition would be historically, for a good part of Middle Ages, a sort of super-standard valid for the whole island, albeit differently declined in the different areas, with greater or lesser tolerance, in them, of the intrinsic variation in each language; below and beyond this (super) standard then, of course, there were current speeches. Such a different degree of tolerance has today's diatopic variation in the linguistic diasystem is largely determined Sardinian
Sociolinguistica storica nella Sardegna medievale. Aspetti, problemi, affioramenti: fra dialettologia e filologia
E' sempre un azzardo fare sociolinguistica storica: bisogna triangolare fra dialettologia, filologia, storia della lingua e storia. Si intende qui avanzare l'ipotesi che sarebbe non esatto e troppo semplicistico affermare che alcune realtà dialettali sarde (quelle centro settentrionali) siano più conservative di altre (quelle meridionali); in realtà conservazione e innovazione vanno viste in modo dinamico, per cui un tratto che appare cronologicamente conservativo può essere la categorizzazione di un tratto diastraticamente e diafasicamente alto, ma anche di introduzione più recente, mentre un tratto che appare innovativo può essere la trasformazione in loco di un tratto più arcaico. Per molti aspetti i dialetti cemtrosetterntrionali dela Sardegna, sono la prosecuzione di una seconda romanizzazione più tarda e più "colta", ma più recente rispetto a una più antica romanizzazione della Sardega meridionale.It is always a gamble to make historical sociolinguistic: we must triangulate between dialectology, philology, history of language and history. Here I intend to proceed with the hypothesis that it would not be exact and too simplistic considering north-central sardinian dialects to be more conservative than southern ones; in fact, conservation and innovation must be viewed in a dynamic way, so that a chronologically conservative feature can be the categorization of a diastratically and diaphasically high feature, though introducted more recently, while an innovative feature may be the transformation 'in loco' of an older feature. In many respects the north-central sardinian dialects are – I think - the continuation of the second, more "cultured" later Romanization, more recent than the older Romanization as southern Sardinia one
Pour ce que mors est Crestïens...: la nascita dell’ aventure novele nel Tornoiemenz Antecrit di Huon de Méry
Il contributo proposto (Patrizia Serra, “Pour ce que mors est Crestïens...”: la nascita dell’aventure novele nel Tornoiemenz Antecrit di Huon de Méry, in Chrétien de Troyes et la tradition du roman arthurien en vers, éd. par Annie Combes, Patrizia Serra, Richard Trachsler & Maurizio Virdis, Paris, Garnier, 2013) è incentrato sull’analisi dei rapporti intertestuali che il Tornoiemenz Antecrit di Huon de Méry intrattiene non soltanto con le proprie fonti esplicitamente dichiarate – Chrétien de Troyes e Raoul de Houdenc – ma soprattutto con i Sermones in Cantica Canticorum di San Bernardo di Chiaravalle, che si leggono in filigrana. L’apparente ripresa della topica del romanzo arturiano, attraverso un percorso allegorico costruito sulla risignificazione di immagini tradizionali, costituisce un espediente per condurre il lettore sul terreno di una scrittura che veicola verità spirituali e propone l’itinerarium ad Deum del peccatore mediante la parabola “autobiografica” dell’autore-protagonista
Homo mensura. Corpo umano e modelli spaziali in sardo medioevale
Il volume si colloca all’intersezione di diversi ambiti di ricerca, unitariamente convergenti sul sardo medioevale quale oggetto di studio e, sul piano del metodo, sulla centralità del fenomeno testuale nell’indagine linguistic
Salvadore Vidale e l'Urania sulcitana. Sant'Antioco: un santo eroe sardo, barocco, teatrale
La figura e la produzione di Salvadore Vidale necessitano un’attenzione non anacronistica che collochi l’autore nell’epoca sua, e che sappia cogliere le specificità sue personali, la sua parabola biografica, il suo specifico e particolare essere stato al mondo. Un lavoro né facile né di breve durata, ma paziente e impegnativo. Questo contributo vuole essere soltanto un primo approccio e una provvisoria riflessione sull’opera per la quale Salvadore Vidale è meglio conosciuto, vale a dire l’Urania sulcitana. De sa Vida, Martyriu, & Morte de su Benaventuradu S. Antiocu, Patronu de sa Isola de Sardigna, pubblicata a Sassari nel 1638 per i tipi di Iuan Francisco Bribo.3 Un approccio ai suoi modi poetici e alla poetica sua stessa, tanto ben inseriti nell’aura barocca, per stile e per prospettiva di scrittura.The figure and production of Salvadore Vidale require a non-anachronistic attention that places the author in his time, and that knows how to grasp his personal specificities, his biographical parable, his specific and particular being in the world. A job that is neither easy nor short, but patient and demanding. This contribution is intended to be only a first approach and a provisional reflection on the work for which Salvadore Vidale is best known, namely Urania sulcitana. De sa Vida, Martyriu, & Morte de su Benaventuradu S. Antiocu, Patronu de sa Isola de Sardigna, published in Sassari in 1638 for the types of Iuan Francisco Bribo. inserted in the baroque aura, for style and perspective of writing
Note sui dialetti dell'area arborense e la lingua del Condaghe di Santa Maria di Bonarcado
Sos Gosos del manoscritto della Biblioteca Comunale di Sinnai.Introduzione filologico linguistica
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