277 research outputs found
«L’individuazione implacabile»: forme di ibridazione nella poesia italiana del secondo Novecento tra lirica e scienza, introduzione di Stefano Giovannuzzi, a cura di Francesco Brancati, Riccardo Socci, Matteo Tasca, in Letteratura e Scienze, Atti del XXIII Congresso dell’ADI, Pisa, 12-14 settembre 2019
La funzione Saba
La tesi si propone di analizzare la poetica sabiana e la ricezione della sua opera tra primo e secondo dopoguerra, mettendone in evidenza gli elementi di maggiore modernità, e verificando i modi in cui è stata ripresa dai poeti del secondo Novecento, in particolare Penna e Sereni
La nostalgia della persuasione come categoria ermeneutica. Kubrick e DeLillo
The essay starts by addressing to modernism and then reaches the threshold of the new millennium, to stress the importance of what Michelstaedter called La persuasione e la rettorica (persuasion and rhetoric) in the literary space. The excursus focuses mainly on the relationship between Author and Characters and crosses works such as Sei personaggi in cerca d’autore by Pirandello or Kafka's The Castle in the Modernism, Paul Auster's New York Trilogy or Tarantino's Pulp Fiction in the Postmodernism, and finally focuses on Kubrick's Eyes Wide Shut and DeLillo's Underworld to emphasize its paradigmatic value in relation to the notion of nostalgia for persuasion
Da Kundera a Carrère: la mediazione autoriale nelle scritture tra romanzo e saggio
The phenomenon of authorial mediation has become especially prolific in recent literature, where it represents a distinctive characteristic of the merging of forms of the novel and essay. To investigate the evolution of authorial mediation over the last forty years, this paper focuses on two works by Milan Kundera, "The Book of Laughter and Forgetting" (1979) and "The Unbearable Lightness of Being" (1984), and two by Emmanuel Carrère, "Limonov" (2011) and "The Kingdom" (2014). Through analysis of excerpts from these books, this article illustrates the ways in which each author exemplifies one of two different modes of interaction between novel and essay: a fictional form (the novel-essay) and a non-fictional one (the narrative essay)
Tradurre col freno a mano tirato: il ritmo psichico di Walt Whitman
Carducci, sin dai primissimi articoli con cui Enrico Nencioni fece conoscere la poesia di Whitman in Italia, rimase talmente colpito dalla novità della poesia di Whitman che non solo lo definì “Il Courbet della poesia”, per la sua capacità di restituire in versi la realtà della vita, ma cercò anche di tradurre in italiano il poemetto “Fogliame” (Our Old Feuillage). Così Carducci in una lettera a Nencioni: “Sai che il ‘Fogliame’ americano io l’ho letto e tradotto a lettera tre volte con il mio maestro di inglese? (...) E mi venne subito voglia di tradurlo in esametri. Tutti quei nomi a catalogo! Quelle enumerazioni, successioni, quella serie di paesaggi, di sentimenti, di figure straordinarie e vere! Io ne rimasi e ne sono rapito!” (26 agosto 1881).
È emblematico che un testo come quello di Whitman, così programmaticamente in alternativa alle forme chiuse della metrica e della stilistica della vecchia Europa, se tradotto in italiano venga “ingabbiato”, frenato nella sua irruente innovatività, e ricondotto a una forma riconoscibile e canonica come l’esametro.
Nel paper, ripercorrendo soprattutto la vicenda della ricezione di Whitman in Italia, si mostra come la traduzione, che sembrerebbe dover essere soprattutto paladina di apertura e di accoglienza dell’altro, anche e soprattutto nelle sue diversità, assuma spesso la funzione di difensore della tradizione, ergendosi a conservatrice della lingua e delle istituzioni poetiche della cultura di arrivo.
Che il traduttore si trovi spesso su un crinale, fra innovazione e conservazione, e che le sue scelte possano influenzare i mutamenti delle convenzioni letterarie a volte in modo ancor più incisivo di opere originali è un dato non irrilevante e meriterebbe di essere preso in considerazione molto più di quanto non si tenda a fare nelle, a volte chiuse e asfittiche, ricostruzioni delle “storie della letteratura nazionale”
Le costanti e le varianti: letteratura e lunga durata. Atti del Convegno annuale dell’Associazione di Teoria e Storia Comparata della Letteratura (Siena, 5-7 dicembre 2019)
Scrivere la storia della letteratura significa usare concetti e racconti che accorpano la pluralità delle opere e individuano costanti e varianti, epoche e tendenze. Ciò accade soprattutto in età moderna, quando la cultura comincia a pensare in modo storico, il numero delle opere cresce, il campo letterario si allarga, i canoni mutano incessantemente e hanno un perpetuo bisogno di ridefinizione.
Le costanti e le varianti intende riflettere sulle continuità, sulle rotture e sulle categorie che scandiscono la storia della letteratura. Che cosa accade nel passaggio dal sistema letterario premoderno a quello moderno? E come immaginare le categorie con cui si è cercato di creare delle partizioni nella letteratura degli ultimi secoli
- …
