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Mezzo naturale di contrasto per risonanza magnetica colangiopancreatografica
Un mezzo naturale di contrasto per risonanza magnetica colangiopancreatografica, comprendente una dose, atta ad essere somministrata ad ogni singolo paziente prima dell’esecuzione della risonanza magnetica colangiopancreatografica, contenente 150 ml di succo di frutta, detto succo di frutta contenendo una concentrazione di Manganese (Mn2+) compresa tra 2 mg/dl e 2.50 mg/dl
Pseudolesions in cirrhotic liver
This chapter analyses the different benign liver lesions and pseudolesions occurring in cirrhotic livers, such as regenerative nodules (RNs), siderotic nodules (SNs), nodular regenerative hyperplasia (NRH), large regenerative nodules (LRNs), perfusion defects and trasient hepatic attenuetion difference (THAD)/transient hepatic attenuation difference (THID), hemangiomas in a cirrothic liver, pseudomass in chronic portal vein thrombosis (PVT), confluent fibrosis and focal fatty changes, such as focal steatosis and fat sparing, focusing on imaging features helpful in achieving a correct diagnosis
Long-lasting remission in a metastatic hepatocellular carcinoma patient after combined regorafenib therapy and surgery
The therapeutic scenario of systemic treatments for hepatocellular carcinoma (HCC) is rapidly changing. There is much interest in the possibility of combining new therapies with surgery, but clinical data is lacking. We aimed to provide an example of such integration
LE PROPRIETÀ NASCOSTE NELL’IMMAGINE RM PER RILEVARE AUTOMATICAMENTE LA ZONA DI TRANSIZIONE TRA CARCINOMA RETTALE LOCALMENTE AVANZATO E TESSUTO SANO, E PREDIRE LA RISPOSTA ALLA TERAPIA NEO-ADIUVANTE
Scopo: Valutare, mediante analisi radiomica, le potenzialità della Zona di Transizione (ZT) tra carcinoma rettale localmente avanzato (LARC) e tessuto sano nella predizione dei pazienti responder (R) a terapia neo-adiuvante.
Materiali e metodi: 91 pazienti con LARC sono stati arruolati e sottoposti a Risonanza Magnetica per la stadiazione primaria. Di questi, 46 sono stati inclusi nello studio radiomico. Per definire automaticamente i contorni della ZT, nelle sequenze RM T2-pesate è stata effettuata un’analisi automatica del contrasto locale lungo i bordi del tumore, segmentati manualmente. È stata eseguita un’analisi radiomica della ZT ed è stata selezionata la feature più significativa al Wilcoxon rank-sum test per valutarne la capacità di distinguere pazienti R da non responder (NR). La bontà della separazione tra R e NR è stata valutata mediante mediane e interquartile range e curva ROC con metriche ad essa riferite, quali AUC, specificità (SP), sensibilità (SN) e Informedness (I).
Risultati: Di 46 pazienti, 18 sono risultati R con Tumour Regression Grade (TRG), assegnato post-chirurgia, di 0 e 1. La feature più discriminante (p-value<10-4) è una misura di eterogeneità nella ZT e assume valori mediani di -0.56 (R) e -0.05 (NR) con IQR=0.39 (R) e IQR=0.76 (NR). L’analisi della ZT riporta AUC=0.82 (95%CI 0.63-0.93), SP=79%, SN=89%, corrispondenti a I=0.68.
Conclusioni: L’informazione radiomica derivata dalla ZT mostra un elevato potenziale nella possibilità di predire pazienti R. Il gruppo dei pazienti R mostra alla RM pre-terapia una maggiore omogeneità tissutale nella ZT, associata ad una minore varianza intra-gruppo. L’elevato valore di sensibilità rappresenta un altro potenziale per la predizione precoce dei miglior candidati a terapia neo-adiuvante
L'Intelligenza Artificiale nella diagnosi precoce nell'invasione microvascolare nell'epatocarcinoma in stadio iniziale
Scopo: Sviluppare un sistema software di aiuto al radiologo per la diagnosi precoce della presenza di invasione microvascolare (MVI+) nell’epatocarcinoma (HCC) con diametro≤3 cm.
Materiali e metodi: Sono arruolati 117 pazienti con HCC, acquisiti tramite Tomografia Computerizzata con mezzo di contrasto eseguita prima della chirurgia. 78 sono inclusi, con 89 noduli distinti ≤3 cm, di cui 32 MVI+. È stato sviluppato un metodo per rilevare automaticamente la Zona di Transizione (ZT) tra tumore e tessuto sano, analizzando il contrasto locale intorno al margine tumorale, sia in fase arteriosa che venosa. Dalla ZT e dal nucleo tumorale sono state generate 762 feature radiomiche, impiegate per addestrare un classificatore (basato su Support Vector Machine) a rilevare MVI+. Il dataset è stato aumentato mediante Kernel Density Estimation. Il classificatore è stato addestrato mediante 3-fold Cross Validation e validato esternamente. Le performance predittive sono state valutate mediante curva ROC e metriche ad essa riferite. La separabilità è stata testata con Wilcoxon rank-sum test (p-value<10-3).
Risultati: Dal dataset originale sono stati ottenuti 169 campioni, di cui 62 MVI+. Il classificatore è stato quindi addestrato su 117 campioni (di cui 43 MVI+) e validato su 52 (di cui 19 MVI+). Utilizzando una combinazione di sole 4 feature, riferite a misure di eterogeneità della ZT in entrambe le fasi contrastografiche, il classificatore predice MVI+, nel set di validazione, con AUC=0.89, specificità=85%, sensitività=84% e negative predictive value=90% (p-value∼10-6).
Conclusioni: I risultati predittivi per la diagnosi di MVI+ in HCC in stadio iniziale (noduli ≤3cm) si sono rivelati i migliori dello stato dell’arte, grazie anche al ruolo determinante dell’eterogeneità della ZT
Adjuvant beverage - Valutazione della distensione intestinale, preliminare alla Entero-RM, mediante un prodotto naturale
Bevanda naturale per Entero-RM per pazienti con patologie dell’intestino tenue mesenterial
YTTRIUM-90 MICROSPHERE RADIOEMBOLIZATION FOR UNRESECTABLE CHOLANGIOCARCINOMA
The term radioembolization defines those procedures in which intra-arterially injected radioactive microspheres are used for internal radiation purposes. The aim of this procedure is to selectively target radiation to liver tumors and to limit the dose to the normal liver parenchyma. The yttrium-90 microspheres delivered through the hepatic artery are implanted into liver tumors in a ratio ranging from 3:1 to 20:1 as compared to a normal liver parenchyma. The principles of radioembolization are fundamentally different from the conventional embolization of liver cancer through transarterial embolization or chemoembolization. A work-up, involving computed tomography scanning, contrast-enhanced magnetic resonance imaging and hepatic angiography, is essential for assessing the appropriateness of the patient for yttrium-90 treatment. A simulation of the procedure, carried out with technetium-99m-labeled macroaggregated albumin particles which approximate the size of the microspheres, is used to identify the shunting of microparticles to the lungs or the gastrointestinal tract, thus helping in patient selection.
Excellent periprocedural care, discharge planning and follow-up are essential in assessing treatment response and ensuring that the short-term side effects of radioembolization are adequately managed.
In the management of hepatocellular carcinoma and metastatic tumors, the ever increasing literature regarding radioembolization shows that this is an effective treatment, improving survival with a low incidence of side effects. In bile duct tumors, radioembolization can only be used as a palliative treatment for intrahepatic cholangiocarcinoma; some recent studies have reported good safety and efficacy rates and low complication rates, with median survival ranging from 9 to 22 month
TRAPIANTO EPATICO: VALUTAZIONE PRE- E POST-INTERVENTO
II trapianto di fegato rappresenta il trattamento di scelta per i pazienti affetti da insufficienza epatica acuta o cronica. È generalmente eseguito utilizzando organi prelevati da cadavere o parte dell'organo da un donatore vivente compatibile, generalmente il lobo destro nel caso di trapianto in adulto. L'imaging gioca un ruolo essenziale nella valutazione preoperatoria del ricevente e, nel caso di trapianto da donatore vivente, anche del potenziale donatore
Complete Remission of Advanced Hepatocellular Carcinoma Treated with Sorafenib and Concomitant Appearance of IgG4- related Diseases. A Case Report
Sorafenib is currently the gold standard therapy for palliative treatment of advanced hepatocellular carcinoma (HCC) in patients with compensated liver disease. There are few cases reported in literature describing patients with HCC achieving a complete remission (CR) due to Sorafenib therapy. We report the case of a 62-year old patient who obtained CR despite single, long drug discontinuation and kept it without any maintenance therapy. Furthermore, this is the first case describing the onset of a likely IgG4-related retroperitoneal fibrosis and cholangitis during Sorafenib administration. Further studies are required to define the predictors of a good response to Sorafenib and to codify a therapeutic maintenance regimen for patients who achieve C
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