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    Lettura di "Aminta" secondo la stampa Draconi

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    Il saggio propone una lettura della princeps della favola pastorale tassiana (Draconi, 1581) che si edita nello stesso volume a cura di Matteo Navone. La lettura prende in considerazione innanzitutto il testo della Dragoni e ragiona intorno alle parti mancanti rispetto al testo oggi noto; in secondo luogo ricostruisce il quadro teorico di riferimento, tra la Lettera sovra il comporre satire di Giraldi Cinzio, l'Ars poetica di Orazio e le dinamiche tra comico e tragico; in base a queste ultime si propone infine una lettura dei personaggi della favola e dei temi portanti dell'amore "humano" e dell'Onore

    “La bella gioventù sta in moto”: Metastasio, la famiglia Torres e i giovani metastasiani attraverso gli album Auersperg e Karl von Zinzendorf

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    Nel corso del 2018 il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” di Trieste è entrato in possesso di due straordinari album di disegni settecenteschi noti un tempo come Auerspergischen Miniaturenbuecher e conosciuti ora come Album amicorum Zinzendorf in quanto dovuti alla penna di Karl Alexander von Schell, fedele amico e accompagnatore di Zinzendorf nel corso dei suoi viaggi e del suo governatorato a Trieste. Si tratta di due album manoscritti, per complessivi 81 ritratti femminili e maschili disegnati a lapis e acquerellati, eseguiti a partire dal 1763 come fa supporre il fatto che i primi disegni raffigurano ufficiali del reggimento Puebla di stanza a Gorizia che frequentavano il salotto della famiglia dell’Intendente commerciale di Trieste Heinrich von Auersperg. Il saggio presenta un inventario analitico dei soggetti ritratto evidenziandone i collegamenti con l'ambiente di Metastasio e con la figura di Giacomo Casanov

    Nuove prospettive su Metastasio e la ‘diplomazia delle lettere’

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    Il contributo mette in evidenza la funzione cruciale rivestita da Metastasio durante il lungo soggiorno viennese, quando il poeta cesareo assunse progressivamente un ruolo ufficioso di referente diplomatico per gli stranieri di passaggio o di stanza nella capitale dell'impero asburgico, promuovendo anche, con la sua autorevolezza e il prestigio che aveva saputo conquistare presso i letterati e le teste coronate in Europa, la circolazione di testi letterari. libretti per musica e informazioni preziose di carattere politico-culturale.The contribution highlights the crucial function played by Metastasio during his long stay in Vienna, when the Caesarean poet progressively assumed an unofficial role as diplomatic referent for foreigners passing through or stationed in the capital of the Habsburg empire, while also promoting, with his authority and the prestige he had been able to win among literati and crowned heads in Europe, the circulation of literary texts, librettos for music and valuable information of a politico-cultural nature

    «Mantenne liberi i Romani col soggiogarli»: il discorso sull’eloquenza di Cicerone nelle Instabilità del 1641

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    Il saggio riflette sulla rifunzionalizzazione politica delle "Instabilità dell'ingegno" di Anton Giulio Brignole Sale tra l'edizione del 1635 e l'edizione del 1641 nel contesto sociale e letterario dell'Accademia degli Addormentati di Genova

    Dall’epica al romanzo, una tappa seicentesca tra Tasso e Manzoni: La Rosalinda di Bernardo Morando

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    Il saggio individua alcuni precisi nuclei narrativi e interessi tematici di origine tassiana i quali, rintracciati con precisi riscontri testuali nella Rosalinda e nei Promessi sposi, suggeriscono un percorso possibile di quel processo che ha visto lentamente la tradizione epico-cavalleresca e del poema eroico trasformarsi nelle forme moderne del romanzo. Processo che appunto nel Seicento affonda le sue origini e in cui si può riconoscere, ancor prima che nel riformato romanzo manzoniano, il funzionamento del modello epico tassiano. Il saggio non intende infatti affrontare la questione di individuare la precisa identità dell’Anonimo manzoniano, ma solo suggerire la possibilità di aggiungere una tessera al mosaico della ricostruzione di una genealogia letteraria del romanzo italiano. In particolare, l’analisi mostra come la trasformazione di quell’interesse già tassiano a indagare gli scenari interiori, porti Manzoni, in sintonia con quanto avviene nella cultura seicentesca, a proporre un personaggio nuovo, modello avvicinabile di etica e di fede

    Torquato Tasso, "Poemi minori", edizione critica a cura di Paola Cosentino, Valeria Guarna, Matteo Navone, Stefano Verdino

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    In questo volume si raccolgono quattro opere diverse di Torquato Tasso ("Il Monte Oliveto", "Il Rogo amoroso", "La Genealogia della Serenissima Casa Gonzaga", "Stanze per le Lagrime di Maria Vergine Santissima et di Giesù Christo Nostro Signore") e l’abbozzo del poemetto "La vita di S. Benedetto", sotto il titolo editoriale di "Poemi minori", titolo discendente dall’analogo scelto da Angelo Solerti per la sua edizione complessiva di opere del Tasso, ma del tutto divergente nel significato: per Solerti il concetto di “minore” aveva in sé un giudizio di valore rispetto ai “capolavori” di "Liberata" e "Aminta" (comprendendo sotto quel titolo poemi di mole certo non piccola come "Il Rinaldo" e "Il mondo creato"). Nel nostro caso, la connotazione di “minore” si riferisce esclusivamente alle dimensioni dei testi, che è altresì l’unico elemento unificante, oltre una certa contiguità cronologica, essendo tutti testi degli ultimi anni di vita del poeta e compresi in poco più di un quinquennio (1588-1594). Anche la definizione di “poemi” è del tutto estrinseca, non va oltre la constatazione di testi in versi (quattro in ottave, uno in sciolti e parti liriche), di ambito alquanto diverso tra rimeria sacra ("Monte Oliveto", "Le Lagrime della Beata Vergine", "Le Lagrime di Cristo", "La vita di S. Benedetto") e rimeria in senso lato encomiastica, di tratto funerario e lacrimoso ("Rogo amoroso", «picciol poema pastorale», secondo la definizione autoriale nella lettera di dedica a Fabio Orsini) e celebrativo ("La Genealogia della serenissima casa Gonzaga"). I testi si susseguono nell’ordine cronologico di composizione: "Il Monte Oliveto" (1588), a cura di Matteo Navone; "Il Rogo amoroso" (1588-1590), a cura di Paola Cosentino; "La Genealogia della serenissima casa Gonzaga" (1591), a cura di Stefano Verdino; "Le Lagrime della Beata Vergine – Le Lagrime di Cristo" (1593) e "La vita di S. Benedetto" (1594) a cura di Valeria Guarna
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