26 research outputs found

    Non solo il canarino in miniera. Cavalli, topi, piccioni e umani nei contesti (post)minerari

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    Nel contributo esploriamo mondi di umani insieme ad altri animali, nel vasto e articolato testo culturale (post)minerario del Belgio e del Limburgo Olandese e nei suoi archivi (post)memoriali: un testo fatto di testi memoriali multilingui, fotografie, canzoni, di opere finzionali (anche per l’infanzia) e arti figurative. Non proponiamo un bestiario, ma una minima etnografia multispecie di realtà complesse e contraddittorie, ricche di significati: un racconto – o meglio un intreccio di racconti verbali e non

    Nederlanders in Italië. Een metabeeld tussen mythe en realiteit.

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    I dibattiti europei sulle misure economiche emergenziali del 2020 in seguito alla pandemia hanno attirato l’attenzione sull’atteggiamento dei Paesi Bassi, definito come “frugale”. Tali eventi hanno costituito lo spunto per approfondire da un punto di vista imagologico lo sguardo dell’Italia verso i Paesi Bassi e l’evoluzione di tale immagine. Il progetto di ricerca, a intento esplorativo, è stato condotto per mezzo di un interviste che hanno coinvolto esperti dei rapporti tra Italia e Paesi Bassi. Nel presente contributo, si affronta la meta-immagine dei cittadini olandesi che vivono in Italia, con particolare focus sulla relativa valorizzazione e la possibilità di individuare un imageme dei Paesi Bassi nell'immaginario italiano

    Narration-traduction et mémoire dans L’Italienne de Carmelina Carracillo

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    Con il termine Rital-littérature (Morelli, 1996) si indica la produzione letteraria francofona di autori e autrici di origine italiana in spazio belga. Tra le voci italofone in Belgio spiccano quelle della prima generazione di italiani che, in seguito agli accordi tra il governo belga e italiano del 1946 noti come accordi “uomo-carbone”, hanno cercato un futuro migliore lontano dalla madrepatria lavorando nelle miniere dei bacini carboniferi della Valloni (Mattiato E., La Légion du sous-sol, 1958, Editions des Artistes) o seguendo i propri padri già minatori. Tra i secondi, il nome più noto è quello di Girolamo Santocono (Rue des Italiens, 1986 e Dinddra, 1998, entrambi Editions du Cerisier). Le donne italiane sono state fin da subito coinvolte nella migrazione verso il Belgio dalla partenza e dalla distanza di figli e mariti. In seguito, sono state a loro volta le protagoniste del viaggio e dell’esperienza lavorativa connessa alla miniera. Ciononostante, la loro partecipazione è paradigmaticamente meno documentata, sia dalle fonti storiche (Sextant, 2004) che da quelle letterarie. Fa eccezione il romanzo L’Italienne (1996, EPO) di Carmelina Carracillo, nata a Charleroi da genitori molisani, sociologa, drammaturga e poetessa. In quello che, ad oggi, è il suo unico romanzo, Carracillo mette in testo un intreccio che non si limita a raccontare le vicende di una comunità di origini italiane in Belgio. Complice un matrimonio tra une Italienne e un giovane belga, il romanzo (ispirato all’esperienza dell’autrice, ma non autobiografico) presenta a chi legge il vissuto di una grande famiglia che diviene sempre più italo-belga. La voce narrante, esterna e a focalizzazione zero, lungi dall’omogeneizzare il susseguirsi delle vicende con una resa francofona univoca, deterritorializza una lingua italiana fortemente caratterizzata dalla variazione diatopica (Grutschus, in Albrecht et al. 2016) con la presenza di diversi dialetti italiani. In presenza di tali elementi, sono numerosi i casi in cui la voce narrante svolge consecutivamente un’attività autotraduttiva e le strategie adottate sono molteplici a livello intratestuale (perifrasi, riformulazioni e parentetiche) ed extratestuale (note a piè di pagina). L’intervento mira ad analizzare le funzioni dell’eterolinguismo ne L’Italienne e il profilo della voce narrante-traducente secondo i criteri proposti da Szczur (2020 e 2021) per la prosa post-migratoria del Belgio francofono

    Cultural heritage and storytelling: didactic applications in Trieste with ESRI Story Maps

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    New mapping technologies available in the cloud computing era are the current challenge for a narrative geography of cultural heritage. The concept of digital storytelling has become reality due to existing webGIS applications. Using available web templates (such as ESRI Story Maps), users can mix narrative text, multimedia content (photos, video, etc.) and interactive web maps without strong GIS or web development skills. Therefore, they are also powerful tools in teaching and learning geography. This paper presents the main results of a didactic experience at the Department of Humanities, University of Trieste (Italy). As a part of this activity, students were given a theoretical framework of the role played by geographical narration to promote cultural heritage. They also had practical experience on GIS and webGIS (namely on ESRI Story Map). Using these skills, students autonomously created different examples of territorial storytelling. For this paper, two storymaps were chosen: the first focuses on the geographical features, legendary and urban impacts of the Bora wind (storymap available at: https://arcg.is/14bDSz); the second is about the troubled history of a fascinating vehicle, the “Tram of Opicina” (storymap available at: https://arcg.is/0DHbje), a tramway line built at the beginning of the last century that connects the town of Trieste and the village of Opicina

    Minatori di memorie/4. Esperienze femminili nella migrazione italiana in Belgio

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    Il volume raccoglie la documentazione del quarto cantiere di ricerca "Minatori di memorie", dedicato alla memoria culturale e alle culture della memoria delle miniere e della migrazione italiana in Vallonia e nel Limburgo Belga e Olandese. Il focus specifico è sulle esperienze femminili di quella vicenda, memoriali e postmemoriali. Al cuore del volume si trova un ampio saggio (in francese e in traduzione) della scrittrice e sociologa Carmelina Carracillo, autrice nel 1999 del romanzo "L'Italienne". Seguono un passaggio del romanzo, in originale e in traduzione, e un saggio sulla traduzione di quest'opera eterolingue. A completare l'opera è l'intervista alla regista e artista visuale Saddie Choua, autrice del documentario "De strijdlustige weduwen" (Le vedove combattive), realizzato nel 2006, nel cinquantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle

    L'ABBE' BAUDEAU: WHAT'S NEW ABOUT THE DISTRIBUTION THEORY OF PHYSIOCRACY?

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    The aim of the present work is to examine some points where he goes further than the Physiocratic orthodoxy towards the Classical political economy: namely, the notion of profit as an economic cathegory is an original contribution of Baudeau, that can not be found in Quesnay, where the economic concept of profit does not exist yet. The paper is divided into two parts, the first one being intended as the very basis on which the view of profit of our Author can be discussed. The analysis is based mainly upon the Première introduction à la philosophie économique and Principes de la science morale et politique sur le luxe et les loix sumptuaires

    Re-reading Marx's Reading of Proudhon. Only superficial socialism?

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    This paper is the first step of a work intended to explore the role played by Proudhon in the formation of Marx’s thought from the Manuscripts of 1844 to the Grundrisse. In the first part I try to single out some key points of Proudhon’s social and economic theory. In the second part I go through Marx’s criticism. Finally some reflections about the influence on Marx of the debate with the French author are put forward

    From the People to the Industrialists: Saint-Simon and the Eclipse of Sovereignty

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    If French political culture during the Empire and the Restoration was marked by a general weakening of the people’s revolutionary centrality, it is to the critical reflections of Claude Henri de Saint-Simon in particular that we need to turn for substantial doctrinal clues as to the climate of those years. His “philosophical contemplation of the past” where society dominates as the “positive” historical subject helps, in fact, to fill in a theoretical framework in which the conceptual universe linked to the people appears to grow dim or even to run dry. More especially, an important contribution to understanding the layers of meaning assumed by the concept of the people in those years may be supplied by interpolating the levels of analysis used by the author. Saint Simon thus deconstructs the concepts of the people and of the sovereignty emerged by the revolutionary discourse in favor of a sociological category such as Industrial
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