4 research outputs found
Effects of controlled nucleation on freeze-drying lactose and mannitol aqueous solutions
The lyophilization of lactose and mannitol aqueous solutions was investigated with an emphasis on analyzing the effects of controlled nucleation, temperature of nucleation, and pore size distribution on the freeze-drying process. The experimental procedure involved the depressurization technique of controlled nucleation, in-vial temperature measurements as well as measurements of the chamber pressure, which allowed the analysis of the product batch, loaded in the laboratory lyophilizator. The average pore enlargement was 93 and 58% with the incorporation of the controlled nucleation step in the lyophilization of 6 wt% lactose and 6 wt% mannitol solutions, respectively. Consequently, the primary drying times were lowered from 450 to 500 min in both cases. The pore sizes were determined to be as important as the solid material itself in the scope of the sublimation rates. Namely, the average equivalent diameter of the pores was larger in the dried mannitol cake compared to the lactose cake. However, despite the higher porosity of the dried mannitol cake, the end of the sublimation in the primary drying step was observed approximately 500 min earlier during the lyophilization of the lactose solution with the same initial concentration as the mannitol solution in a comparable freeze-drying protocol. In addition, an increase in mannitol concentration from 3 to 12 wt% was found to substantially extend the time required for the sublimation phase of the lyophilization
Effect of surface hydrophobicity of therapeutic protein loaded in polyelectrolyte nanoparticles on transepithelial permeability
Oral delivery of protein drugs is greatly limited by low hydrophobicity, an important determinant for intestinal epithelial permeation and bioavailability. Herein, surface properties of recombinant erythropoietin were investigated using the fluorescent dye bis-ANS to monitor relative hydrophobicity for correlation with permeabilities with Caco-2 cells. At various pHs, bis-ANS fluorescence intensity indicated different surface hydrophobicities of erythropoietin molecules. Erythropoietin incorporated in chitosan or chitosan-trimethylchitosan (CS-TMC) nanoparticles prepared by polyelectrolyte complexation and ionotropic gelation with tripolyphosphate also showed different surface hydrophobicities. Chitosan nanoparticles with erythropoietin provided the most hydrophobic surface, followed by free erythropoietin (in water) and that loaded into CS-TMC nanoparticles. Chitosan nanoparticles were more effective than CS-TMC nanoparticles for permeation of erythropoietin across Caco-2 cell monolayers; the lowest permeability was shown by erythropoietin itself. Thus, hydrophilic protein molecules complexed with polyelectrolytes can provide more hydrophobic surfaces that enhance transepithelial permeability. This bis-ANS method also provides valuable information for the design of polyelectrolyte nanoparticules for oral delivery of protein drugs
Immunonanoparticles − an effective tool to impair harmful proteolysis in invasive breast tumor cells
Fabbisogni energetici per edifici caratterizzanti il terziario in Italia: aspetti termici ed illuminotecnici
Il presente lavoro verte sull'individuazione di benchmark di fabbisogno energetico per edifici di riferimento con destinazione d'uso non-residenziale. In particolare, si intende fornire profili tipo di domanda energetica per l'illuminazione artificiale, al fine di valutarne l'effetto sui profili di fabbisogno di energia per la climatizzazione estiva ed invernale, nonché di individuare le variabili che maggiormente incidono sulla loro determinazione. Per giungere a questi risultati, ci si avvale dell'uso di programmi informatici di simulazione dinamica riconosciuti ed impiegati a livello scientifico, in ambito europeo ed extraeuropeo (Energy Plus). La ricerca viene condotta sotto vari aspetti: architettonico, energetico e ambientale. Il primo obiettivo, partendo dalle indicazioni bibliografiche, legislative e normative, è quello di caratterizzare in modo univoco gli edifici di riferimento per le varie destinazioni d'uso oggetto di analisi: edifici per l'istruzione, ed edifici terziari. Gli edifici di riferimento intendono costituire archetipi rappresentativi del patrimonio edilizio italiano. Il secondo obiettivo è di tipo energetico: si intende definire profili tipo di domanda energetica per l'illuminazione artificiale degli ambienti. Si intendono inoltre valutare contestualmente i fabbisogni energetici netti per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti. L'obiettivo finale è riuscire a determinare le migliori soluzioni progettuali per la minimizzazione del fabbisogno di energia connesso all'illuminazione, in relazione alle destinazioni d'uso dei differenti edifici, nonché le variabili che più incidono per indirizzare al meglio le attenzioni progettuali in caso di nuova realizzazione. Il presente lavoro, dopo un primo inquadramento generale in cui si delinea quello che è lo stato dell'arte della valutazione dei fabbisogni energetici e della ricerca scientifica in materia di illuminazione artificiale di ambienti non residenziali, passa poi ad indagare il significato di archetipo e a definire degli archetipi edilizi per il patrimonio immobiliare costruito a destinazione d'uso scolastica e terziaria. Successivamente vengono descritti i modelli di calcolo impiegati e sono dettagliati i dati di input impiegati per la loro definizione. Sono infine esplicati i risultati ottenuti, con individuazione dei valori di benchmark energetico per gli archetipi edilizi scolastici e terziari, e con l'analisi di quelle che sono le grandezze maggiormente influenti sul fabbisogno energetico per illuminazion
