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Arte ed emozione dal sociale. Il teatro per l’educazione e l’inclusione
L'articolo riproduce l'intervento di Cristina Valenti
al convegno-seminario "Teatri solidali. Arte e promozione dal sociale" che si è svolto il 17 aprile 2012 a Bologna, promosso dalla Provincia di Bologna, Servizio Cultura e Pari Opportunità e Servizio Politiche Sociali e per la Salute con l'Istituzione Minguzzi.
La relazione di Cristina Valenti, insieme a quelle di altri due studiosi di teatro esperti del settore (Massimo Marino e Mimma Gallina) ha introdotto due gruppi di lavoro, in cui si sono confrontati operatori attivi in diversi ambiti, dalla salute al lavoro, dalla scuola al territorio.
In particolare, il contributo di Cristina Valenti tratta i seguenti temi: La dimensione relazionale del teatro; Teatro delle persone e nuovi linguaggi della scena; Il terzo atto del teatro antropologico; L'arte del nuovo attore; Educazione e inclusione.
La giornata di lavoro, introdotta dall'assessore alla Cultura della Regione Emilia Romagna, Massimo Mazzetti, è stata l'occasione per presentare le politiche socio-culturali della Provincia di Bologna e in particolare il progetto "Arte e promozione dal sociale, il teatro per l'educazione e l'inclusione". La Provincia promuove un programma di orientamento dell'attività artistica applicata al sociale, sostenendo un tessuto ricco e articolato di organizzazioni e iniziative
Mappe ristrette. Due anni di Teatro Carcere in Emilia Romagna. 2011-2012
Il volume "Mappe ristrette", a cura di Cristina Valenti, inaugura la collana “Quaderni di Teatro Carcere”, diretta da Cristina Valenti e Paolo Billi e promossa dal Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna (di cui Cristina Valenti è consulente scientifico), una rete di progetto che unisce le strutture teatrali che operano all'interno degli Istituti penali della Regione.
I materiali raccolti disegnano la geografia di un paesaggio assai diversificato che si snoda da Parma a Forlì, passando per Reggio Emilia, Modena, Castelfranco Emilia, Bologna, Ferrara, dove le esperienze teatrali in carcere riflettono competenze, metodologie e approcci artistici che spaziano dal teatro d’attore a quello di figura, dalla musica alla videoarte, dal teatro partecipativo alla performance.
Il volume dà conto dei progetti "Stanze di Teatro in Carcere", sviluppati nel biennio 2011-2012 all’interno e all’esterno degli istituti di pena, e finalizzati a mettere in relazione la popolazione reclusa e la società civile.
All’Introduzione di Cristina Valenti ("Mappe ristrette, al centro del teatro contemporaneo") seguono i capitoli "Dialoghi teatrali" (contributi di personalità diversamente coinvolte nell’attività teatrale in carcere: registi, magistrati, pedagogisti, studiosi di teatro, antropologi, assessori) e "Lectio" (affidate a rappresentanti di prestigio delle diverse aree coinvolte: Armando Punzo per il teatro, Giuliano Scabia per la pedagogia teatrale nel sociale, Gherardo Colombo per la magistratura). A seguire, gli Atti del seminario di studi "La valutazione degli interventi formativi: il caso Teatro/Carcere", con presentazione di Cristina Valenti e interventi di Paolo Billi, Carla Brezzo, Desi Bruno, Marco De Marinis, Elisabetta Laganà, Giulia Innocenti Malini, Maria Longo, Francesco Maisto, Alessandro Margara, Massimo Marino, Vito Martiello, Armando Punzo, Piergiorgio Reggio, Armando Reho, Antonio Taormina, Cristina Valenti.
Completano la pubblicazione due testi teatrali prodotti dagli attori-detenuti di Bologna e Castelfranco Emilia, nell’ambito dei laboratori teatrali; e un percorso per immagini che restituisce la ricchezza e la varietà dei processi creativi. In conclusione una mappa dei soggetti aderenti al Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna (Con...tatto, Giolli, Gruppo Elettrogeno, Le Mani Parlanti, Teatro dei Venti, Teatro del Pratello, Teatro Nucleo), con indicazione delle rispettive tipologie di attività .
Il volume comprende scritti di Patrizio Bianchi, Paolo Billi, Carla Brezzo, Desi Bruno, Gherardo Colombo, Marco Dallari, Marco De Marinis, Piergiorgio Giacchè, Elisabetta Laganà, Giulia Innocenti Malini, Maria Longo, Francesco Maisto, Alessandro Margara, Massimo Marino, Vito Martiello, Armando Punzo, Piergiorgio Reggio, Armando Reho, Giuliano Scabia, Antonio Taormina, Stefano Tè, Cristina Valenti
QUADERNI DI TEATRO CARCERE
La rivista annuale “Quaderni di Teatro Carcere” è promossa dal Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna, con il contributo del Dipartimento delle Arti - Alma Mater Studiorum Università di Bologna e della Regione Emilia-Romagna. Nata come serie periodica nel 2013, è rivista dal 2014 (Autorizzazione del Tribunale di Bologna n. 8353, del 15 luglio 2014).
Direttore responsabile: Cristina Valenti, professore associato presso l’Università di Bologna e consulente scientifico del Coordinamento Teatro Carcere
Direzione: Paolo Billi e Cristina Valenti
Comitato scientifico: Desi Bruno (Responsabile dell'Osservatorio Carcere della Camera penale di Bologna, già Garante dei diritti dei detenuti, Regione Emilia-Romagna); Horacio Czertok (regista, Teatro Nucleo, Ferrara); Marco De Marinis (Professore ordinario, Università di Bologna); Ronald Jenkins (docente, Wesleyan University e Yale Divinity School); Maria Longo (già Magistrato, Procura Generale di Bologna); Massimo Marino (critico e studioso di teatro); Dario Melossi (Professore ordinario, Università di Bologna); Armando Punzo (regista, Compagnia della Fortezza, Volterra; direttore Centro Nazionale Teatro e Carcere); Frédéric Schoenaers (Professore ordinario, Université de Liège); Giuseppina Speltini (Professore ordinario, Università di Bologna); Antonio Taormina (Analista della cultura, già Coordinatore dell'Osservatorio dello Spettacolo, Regione Emilia-Romagna)
La rivista, edita da Titivillus Mostre Editoria, ha adottato il sistema di double blind peer review ed è inserita nel database IATJ – Archivio internazionale delle riviste teatrali.
Presenta abstracts in inglese ed è aperta a contributi internazionali in lingua. Ogni annale comprende una parte monografica, dedicata di anno in anno ai progetti culturali e teatrali portati avanti dal Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna; una rubrica dal titolo "Argomenti" che ospita contributi attinenti al dibattito e alle esperienze di Teatro e Carcere a livello nazionale; "Casi di studio", ovvero focus su singole esperienze italiane e internazionali; un dossier fotografico affidato a fotografi professionisti, specialisti nell'ambito del teatro sociale e carcerario; "Testi", copioni teatrali inediti realizzati dagli attori detenuti nell'ambito delle attività laboratoriali.Quaderni di Teatro Carcere, a pubblication of The Theatre in Prison Network of the Region Emilia Romagna, was founded as a series in 2013 and as a journal in 2014 by Cristina Valenti (editor in chief) and Paolo Billi (co-director). It can count on an international scientific committee. Its first purpose is to illustrate that the Prison Theatre, having fully reached its adulthood, fills a meaningful place in the contemporary theatrical culture, and plays a fundamental role in the cultural and social welfare. Each issue documents the activities carried out by The Emilia Romagna Prison Theatre Network and gathers statistic enquiries, interviews, critical opinions, theatre scripts written during the workshops in prison and dossiers of pictures. The journal also describes the most innovative theatrical experiences made in Italian prisons by theatrical companies and operators, opening to the contribution of theatre experts and representatives of judiciary institutions
DEI DIRITTI E DELLA PENA. Teatro del Pratello: un investimento per la Comunità?
La giornata di studi DEI DIRITTI E DELLA PENA, che ha avuto luogo il 30 novembre 2009 (ore 10.00 - 17.30) presso l'Alliance Francaise di Bologna (via de Marchi, 4), è stata condotta da Cristina Valenti, curatrice e promotrice dell'iniziativa, insieme al Comitato Scientifico del Centro Teatrale InterculturaleAdolescenti (CTIA) di cui fa parte e che è formato da: prof. Alessandro Bosi (Università di Parma), Dott.ssa Desi Bruno (Garante dei diritti delle persone private della libertà, Comune di Bologna), Dott. Giuseppe Centomani (Dirigente Centro Giustizia Minorile, Regione Emilia-Romagna), Dott. Lucio D'Amelio (Presidente Teatro Testoni Teatro Stabile per l'infanzia e la Gioventù, Bologna), Prof.ssa Flavia Franzoni (Università diBologna), Dott.ssa Elena Maria Guarini (Presidente Asp Irides), Dott.ssa Maria Longo (Sostituto Procuratore Generale di Bologna), Dott. Francesco Maisto (Presidente del Tribunale di Sorveglianza), Dott. Massimo Marino (studioso e critico teatrale), Dott. Cosimo Ricciutello (Direttore U.O. Neurospsichiatria Infanzia Adolescenza AUSL Imola), Prof.ssa Cristina Valenti (Università di Bologna).
Il CTIA nel promuovere e curare la giornata di studi, riflessione e discussione ha invitato amministratori pubblici, insegnanti, operatori del sociale, studenti al fine di approfondire il valore delle attività
teatrali e culturali in atto da più di dieci anni nell’IPM di Bologna e in Comunità minorili, in Istituti Superiori, nei Centri della formazione professionale.
La giornata si è articolata, come una pièce teatrale, in un prologo, tre atti e due intermezzi, affrontando tre tematiche: la natura educativa-formativa-artistica del progetto teatrale, la capacità del progetto teatrale di costruire una rete tra progettualità diverse, le diverse possibilità del progetto di operare prevenzione.
Ciascun atto della giornata di studi si è sviluppato partendo da
alcune testimonianze/narrazioni, proseguendo attraverso le riflessioni di alcuni componenti del Comitato Scientifico e il confronto con amministratori pubblici
Eduardo e altre apparizioni
Il progetto "Eduardo e altre apparizioni nel teatro di Alfonso Santagata", progettato e curato da Cristina Valenti per il Centro di promozione teatrale La Soffitta (del Dipartimento di Musica e Spettacolo dell'Università di Bologna) ha avuto luogo fra il 26 marzo e il 20 aprile 2004, comprendendo due spettacoli, la presentazione di un libro, due tavole rotonde.
I due spettacoli si inserivano in una delle principali direttrici del lavoro di Alfonso Santagata: l'incontro con la drammaturgia a base testuale. "Quali fantasmi" si compone di tre atti unici di Eduardo De Filippo: "Amicizia", "Gennareniello", "Il cilindro". Il lavoro inaugura un progetto triennale col quale Alfonso Santagata torna alla tradizione alta del teatro di prosa, individuando nel grande drammaturgo napoletano l'ispiratore di un incontro col pubblico il più possibile vasto e differenziato. L'altro spettacolo, "Possibilities", parte da un testo di Howard Barker, drammaturgo inglese contemporaneo, per buona parte sconosciuto in Italia, nonostante rappresenti un capitolo fondamentale della drammaturgia inglese del dopoguerra. "Possibilities" si compone di cinque frammenti estratti dai brevi atti unici di Howard Barker. Lo spettacolo riunisce in un improbabile teatrino notturno i personaggi del terrorista e della puttana, del torturatore e dell'ufficiale, di Giuditta e dello zar, in una sorta di commedia nera dove non è possibile distinguere le visioni dagli incubi, le apparizioni dagli spettri, i rumori di guerra dal frastuono che ci circonda.
A completare il progetto, tre iniziative culturali. La presentazione del libro di Cristina Valenti, "Katzenmacher. Il teatro di Alfonso Santagata" (coordinatore Gerardo Guccini; relatori Massimo Marino, Alfonso Santagata, Franco Vazzoler e l'autrice). La tavola rotonda "Eduardo pari e dispari. Visioni tra pagina e scena" (coordinatrice Cristina Valenti, relatori i principali studiosi del teatro e della drammaturgia di Eduardo De Filippo: Anna Barsotti, Stefano De Matteis, Ferruccio Marotti, Claudio Meldolesi, Paola Quarenghi, Franco Vazzoler). A conclusione del progetto, una "Conversazione su Eduardo" fra Alfonso Santagata e Toni Servillo (il regista e sttore che di recente si è aggiudicato tre Premi Ubu per il suo spettacolo eduardiano "Sabato, domenica e lunedì"). A coordinare, il critico e studioso teatrale Gianni Manzella
ALTRE VISIONI-MOVIMENTI
La collana "Movimenti" raccoglie "monografie sul teatro contemporaneo per immagini, storie e documenti" avvalendosi del lavoro di storici del teatro e di giovani studiosi. Ogni volume si compone di contributi saggistici originali e di apparati iconografici e documentari. I direttori della collana programmano il piano delle uscite, scegliendo i titoli e affidandoli ai rispettivi autori sulla base di attente e circostanziate valutazioni. L'iter di scrittura è costantemente monitorato, corretto, arricchito di stimoli e confronti. Volumi usciti: Linda Pasina, "Takku Ligey: un cortile nella savana. Il teatro di Mandiaye N'Diaye" (2011); Massimo Lechi, "L'eresia del dolore. Il teatro di Antonio Tarantino" (2012); Stefano Casi, "Per un tetro pop. La lingua di Babilonia Teatri” (2013). Prossima uscita: Cristina Valenti, "Teatro Due Mondi" (titolo provvisorio). La monografia del 2011 dedicata a Mandiaye N'Diaye è l’unico contributo saggistico sull’attore e regista senegalese recentemente scomparso, formatosi presso il Teatro delle Albe di Ravenna, e quindi fondatore della Casa del Teatro di Diol Kadd in Senegal. Il volume ha avuto numerose presentazioni presso teatri e istituzioni culturali, oltre che sui media (RAI 3). La monografia del 2012 dedicata ad Antonio Tarantino ricostruisce per la prima volta una delle più sorprendenti esperienze letterarie e artistiche del teatro italiano contemporaneo. Salutato con attenzione nell'ambito degli studi teatrali e anche del teatro attivo, il libro è stato presentato all'interno di "Contemporanei Scenari. Rassegna di promozione della drammaturgia contemporanea", San Miniato, 9 settembre 2012, interventi di Stefano Casi, Antonio Tarantino, Cristina Valenti, Franco Vazzoler e dell'autore. La monografia del 2013 dedicata a Babilonia Teatri, una delle più originali e premiate formazioni artistiche attuali, è stata presentata fra l’altro nell’ambito del Napoli Teatro Festival il 6 giugno 2013, interventi di Enrico Castellani, Stefano Casi, Cristina Valenti
LENZ RIFRAZIONI. Buchner_Tour Leonce und Lena
Progetto teatrale, didattico e scientifico, ideato e curato da Cristina Valenti e realizzato all'interno della programmazione del Centro di Promozione Teatrale La Soffitta del Dipartimento di Musica e Spettacolo dell'Università di Bologna. Progetto Speciale Regione Emilia-Romagna 2007 in collaborazione con l’AUSL di Parma - Dipartimento di Salute Mentale.
Il progetto, che si è sviluppato fra il 28 e il 29 febbraio 2008, si è incentrato sullo spettacolo "Leonce und Lena" al quale ha fatto seguito la proiezione del video "Apoplexia cerebri".
Dopo sette anni di esperienza laboratoriale con ospiti di comunità terapeutico-riabilitative, Lenz Rifrazioni ha presentato uno degli esiti più compiuti del suo lavoro, l’opera teatrale "Leonce und Lena", che è giunta a Bologna a conclusione di un breve tour in Emilia Romagna. Lo spettacolo vedeva in scena alcuni ex degenti psichici, insieme a due attrici di Lenz Rifrazioni, ed ha rappresentato una tappa fondamentale del progetto di sensibilizzazione teatrale che la compagnia porta avanti dal 2000 all’interno di comunità terapeutico-riabilitative, in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale dell’Ausl di Parma.
La struttura del laboratorio portato avanti da Lenz Rifrazioni si articola in un complesso lavoro di lettura, drammatizzazione, elaborazione scenica condotto dalla regista Maria Federica Maestri, e in un lavoro di traduzione, drammaturgia e imagoturgia curato da Francesco Pititto. Nella pratica didattico-formativa di Lenz Rifrazioni il processo di acquisizione linguistica, gestuale e verbale si pone in stretta relazione con l’elaborazione scenica del testo di riferimento. Oltre alle opere di Büchner, "Faust" di Goethe, "La vita è sogno" di Calderón de la Barca sono le drammaturgie esplorate nel corso degli anni, i cui esiti performativi sono stati presentati al pubblico nell’ambito delle ultime sette edizioni del Festival Internazionale Natura Dèi Teatri.
L’incontro con Lenz Rifrazioni, a conclusione del progetto (29 febbraio), ha offerto un’utile occasione di confronto con l’esperienza della compagnia “Arte e Salute”, diretta da Nanni Garella e residente presso l’Arena del Sole di Bologna, anch’essa impegnata in un percorso artistico e formativo nell’ambito della psichiatria, con il sostegno del Dipartimento di Salute Mentale della Azienda USL Bologna Nord. L'incontro, coordinato dalla curatrice del progetto, Cristina Valenti, ha visto la partecipazione di Maria Federica Maestri, Francesco Pititto, Nanni Garella, Massimo Marino, Claudio Meldolesi
Motus: viaggi maledetti da Pasolini a Fassbinder
Il progetto "Motus: viaggi maledetti da Pasolini a Fassbinder" si è svolto nell'ambito delle attività promosse dal Centro di promozione teatrale La Soffitta, del Dipartimento di Musica e Spettacolo dell'Università di Bologna, fra il 17 gennaio e il 23 marzo 2006. Curatrice Cristina Valenti.
Un progetto dedicato a Motus dopo molti anni di assenza da Bologna, interrotti da una sola apparizione in forma di studio (ai Teatri di Vita), mentre una crescente attenzione internazionale li premiava in Italia e all’estero con ospitalità e coproduzioni del massimo prestigio. Già compagnia bandiera della “terza ondata”, ovvero della generazione che negli anni Novanta ha investito la scena teatrale con una nuova mareggiata creativa, Motus prosegue la sua ricerca nel presente contaminando arti visive, cinema, letteratura con spettacoli estremi, “cinici e barocchi” al tempo stesso (come sono stati definiti), trash e raffinati, scossi dalla violenza fino alle derive del sadomaso e spalancati sull’utopia di una visione ostinatamente politica.
Fra Pasolini e Fassbinder si svolgono i loro attuali viaggi teatrali. Dopo aver esplorato, con il progetto Rooms, la “banalità del male” nel quotidiano”, il “nuovo totalitarismo consumistico” compreso e raccontato attraverso DeLillo e Genet, Motus incontra in Pasolini lo “scandaloso” profeta dell’“inconsistenza della vita borghese”, e in Fassbinder l’indagine sull’adesione al fascismo da parte di giovani infervorati dalla violenza e dall’intolleranza, tipici esponenti “dell’ignoranza e della frustrazione delle classi medio basse”.
Il progetto Motus ha compreso lo spettacolo "L’Ospite" (17, 18 gennaio), punto di arrivo di un articolato percorso ispirato al Pasolini di Teorema e Petrolio, e il laboratorio "Piccoli Episodi di Fascismo Quotidiano" (20-23 marzo), tappa del lavoro in progress che la compagnia sta conducendo sul testo "Pre-paradise sorry now", scritto da Fassbinder nel 1969. Al termine del laboratorio è stata presentata la videoinstallazione realizzata con gli studenti del Dams partecipanti al workshop (23 marzo). Ha completato il progetto l’incontro dal titolo "Quando l'amore è più freddo della morte" (20 marzo), un percorso attraverso materiali video del lavoro di Motus dal 1995 al 2005 illustrati da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, col coordinamento di Cristina Valenti, curatrice del progetto
Ustica e le Arti. Percorsi tra impegno, creatività e memoria. Convegno
Il convegno "Ustica e le Arti" (Faenza - Teatro Masini, 27 maggio 2006) è stato promosso da un Comitato scientifico formato da: Cristina Valenti (presidente), Daria Bonfietti, Ruggero Sintoni, Gregorio Scalise, Tomaso Mario Bolis. Col sostegno dell'Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica e di Accademia Perduta/Romagna Teatri Teatro Stabile di Innovazione. Con il patrocinio del Dipartimento di Musica e Spettacolo - Alma Mater Studiorum Università di Bologna. In collaborazione con Associazione Scenario.
Una lunga storia lega la memoria della strage di Ustica e la creazione artistica. Nei campi più vari, dalla musica alla letteratura, dalle arti visive, al teatro e al cinema, dalla satira al fumetto, si è creata arte vera a partire da una tragedia e dal conseguente bisogno di verità. Alla Strage di Ustica si sono ispirati il film "Il muro di gomma" di Marco Risi con la sceneggiatura di Andrea Purgatori e la colonna sonora originale di Francesco De Gregori, lo spettacolo teatrale e quello televisivo (Rai2) "I-TIGI Canto per Ustica" di Marco Paolini scritto con Daniele Del Giudice, l’opera di teatro musicale contemporaneo "Unreported inbound Palermo" (coproduzione Teatro Comunale di Bologna - Pocket Opera Norinberga) di Alessandro Melchiorre su testi di Daniele Del Giudice, il capitolo contenuto nel romanzo "Staccando l’ombra da terra" dello stesso Del Giudice, "La cantata del secolo breve" di Giovanna Marini, le poesie di Gregorio Scalise, una scena di "Antigone delle città" di Marco Baliani, un racconto di Pino Cacucci nella prima edizione della raccolta "Forfora" e, recentemente, gli spettacoli realizzati per il Premio Ustica per il Teatro. Sulle frequenze di Radio Rai2, Sergio Ferrentino e Massimo Cirri hanno condotto per Caterpillar l’operazione “Una risma per sapere”. Anche le arti visive hanno dato il loro contributo, con i bozzetti dei manifesti per il XVII e il XXV anniversario della Strage dello scultore Germano Sartelli, che ha anche realizzato una grande opera visiva (22 metri x 5) sullo stesso tema. Inoltre alcuni fra i più importanti fumettisti italiani hanno prestato la loro penna per molte vignette satiriche, raccolte nel volume "Com’è profondo il mare" (ed. Cuore), a cura di Andrea Purgatori, Daria Bonfietti e Michele Serra. Senza dimenticare la comunicazione grafica complessiva creata da Officina Immagine. Attualmente il musicista Pippo Pollina sta componendo per Accademia Perduta un’opera di teatro musicale dedicata al rientro a Bologna del relitto del DC9 Itavia, nel nuovo Museo della Memoria.
Su questo intreccio tra cronaca, arte e cultura si basa l’idea del convegno “Ustica e le arti”, al quale sono stati invitati a partecipare artisti, scrittori, personalità dell’informazione e dello spettacolo alle cui testimonianze si sono affiancate le riflessioni di studiosi delle varie discipline artistiche e della comunicazione, allo scopo di approfondire i complessi rapporti che legano impegno civile, arte, società, informazione.
Relatori, fra gli altri, Andrea Aloi, Daria Bonfietti, Massimo Cirri, Daniele Del Giudice, Sergio Ferrentino, Roberto Grandi, Niva Lorenzini, Alessandro Melchiorre, Luigi Pestalozza, Andrea Purgatori, Gregorio Scalise, Cristina Valenti
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