1,721,025 research outputs found

    Massimo Mila

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    L'articolo consiste nel profilo biografico di Massimo Mila (1910-1988), musicologo italiano, eminente personalità intellettuale del Novecento italiano: storico e critico della musica, esponente della cosiddetta critica "militante", fondatore della casa editrice Einaudi - insieme a Leone Ginzburg, Cesare Pavese e Giulio Einaudi - organizzatore culturale, collaboratore di riviste, antifascista, docente in Conservatorio e all'Università, fine scrittore

    Massimo MILA. Lettere editoriali

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    Trascrizione di Giovanna Andrea Tira.Fa così piacere scoprire che, malgrado i tempi siano cambiati e con essi anche l’assetto proprietario della prestigiosa casa editrice torinese, sotto il simbolo dello struzzo compaia una nuova pubblicazione dedicata all’allievo del Liceo classico Massimo d’Azeglio di Torino. Lettere editoriali è il titolo di un volume stampato in sole 1000 copie. Attraverso 75 missive il libro [...] ripercorre l’attività editoriale di Massimo Mila certamente autore e traduttore ma non solo. «Per l’Einaudi – scrive Tommaso Munari che ne ha curato l’edizione e realizzato la prefazione – Massimo Mila fu molto di più. Il catalogo storico non offre infatti alcuna testimonianza né del suo ruolo di redattore, svolto nella sede torinese dell’Einaudi dal 1943 al 1946 (escludendo il periodo di commissariamento della casa editrice), né di quello di consulente, ricoperto dal 1950 fino alla morte. A questa funzione assolvono ora le Lettere editoriali qui raccolte, scritte tra il 1941 e il 1987 agli amici e ai colleghi della casa editrice»

    Massimo Mila, The Prismatic Intellectual: An Archivial Case Study

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    This article presents a case study focusing on the archives of the Massimo Mila Collection housed at the Paul Sacher Foundation in Basle. Mila (1910-1988) was one of the great intellectuals of the 20th century and an influential figure in Italian musical and cultural life. He was a music critic and historian, a multi-faceted and culturally engaged character. After a short profile of Mila and a description of his Collection, the article focuses on its most important part, namely the large amount of letters from over 600 correspondents, including musicians, painters, art and music critics, philosophers, historians, political activists, important members of the government, and numerous intellectuals from Italy and abroad. It is mostly unpublished material, with a few exceptions. My research selects all the letters that dates from 1928 to 1956, that is to say from Mila’s debut as a music critic when he was just eighteen, until around age forty-five, when he was already a well-known and established figure in the world of Italian culture. The rise of Fascism, the birth of the Republic and the first phase of reconstruction made this a period of immense upheaval for Italy and many other European nations. The study aims to underline the immense potential of research carried out on the Massimo Mila Collection, as well as contribute to shedding further light on the wealth of interests and intellectual relationships of a figure who could quite simply be defined as “Mila the prismatic intellectual”

    Livio Aragona (a cura di): Luigi Dallapiccola - Massimo Mila. Tempus aedificandi. Carteggio 1933-1975. Milano, Accademia nazionale di santa Cecilia- Fondazione ricordi, 2005

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    Livio Aragona (a cura di): Luigi Dallapiccola - Massimo Mila. Tempus aedificandi. Carteggio 1933-1975. Milano, Accademia nazionale di santa Cecilia- Fondazione ricordi, 2005, pp. 42

    La "pianta uomo". Letture verdiane di Massimo Mila

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    Lo scritto è un saggio critico che indaga la specificità del contributo di Massimo Mila, critico musicale e musicologo italiano (1910-1988), alla critica perdiana. L'indagine si svolge sia lungo l'intero arco della vita dello studioso sia oltre, e copre un periodo che va dai primi del Novecento sino ai giorni nostri. La ricerca ricostruisce le matrici del pensiero verdiano di Mila, che risalgono alla sua formazione intellettuale e politica, e in particolare alla radice storicistica desanctisiana, più che crociana, del suo pensiero; dall’altro essa misura l’evolversi di tale pensiero nel confronto con la musicologia verdiana internazionale. Il saggio discute le 'letture' verdiane di Mila, sintesi di studio biografico ed esegesi delle opere del compositore, nel contesto della storia della critica verdiana sino ad oggi. Cospicua è la bibliografia finale che, insieme ai riferimenti bibliografici discussi nel saggio stesso, copre la letteratura critica verdiana dai tempi coevi al compositore sino al 2013, data di pubblicazione di questo saggio

    Massimo Mila, la musica e la Resistenza

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    Il saggio costituisce un'introduzione alla ripubblicazione del saggio di Massimo Mila "La Resistenza nella musica moderna", del 1965, sullo stesso numero 119 di Musica/Realtà. Il saggio contestualizza il pensiero di Mila nell’àmbito della retorica della Resistenza che per ragioni ideologiche si affermò in Italia negli anni tra i Sessanta e i Settanta. L’argomentazione si svolge sullo sfondo di tre temi rilevanti del dibattito musicale italiano dell’epoca: l’impegno degli intellettuali, il rapporto tra musica e società, la recezione del pensiero di Adorno. Il saggio dimostra l'interdipendenza di questi tre temi in prospettiva storica. Rispetto al periodo considerato, esso entra nel merito delle relazioni tra "musica leggera" e "musica colta"; delinea i fenomeni musicali nuovi nel campo della musica popolare (la nascita dei cantautori e l'avvio della ricerca sul campo dedicata al canto sociale e di protesta, contadino e operaio) e l'attenzione ad essi rivolta da alcuni compositori "colti" come Giacomo Manzoni, Luigi Nono, Luciano Berio; Bruno Moderna; si sofferma sulla categoria di 'antifascismo' e di Resistenza rilanciate quali radici dei valori progressisti e dell'impegno civile; evidenzia quali furono i principali cambiamenti nel mondo della musica all'interno del movimento innovativo che percorreva l'Italia sul piano sociale, politico e culturale; ripercorre i motivi principali del dibattito su Adorno, l'espressionismo e l'impegno. Su questo panorama complesso, il saggio fa risaltare poi quale fu la posizione di Mila e il senso dell'articolo che Musica/Realtà ripubblica

    Le matrici intellettuali di Massimo Mila

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    Il saggio riporta gli esiti di uno studio sui rapporti intellettuali di Massimo Mila che incisero sulla sua formazione culturale e politica. Lo studio è stato condotto sulla base di una selezione di carteggi della Collezione Mila conservata nella Paul Sacher Stiftung di Basilea. La selezione contempla corrispondenze del periodo tra il 1928, anno d'esordio di Mila nell'attività di critico musicale e musicologo, e il 1956, anno individuato quale riferimento termine delle sue prime più importanti pubblicazioni storico-musicali e critico-estetico musicali. Il saggio descrive partitamente l'intera Collezione Mila ed espone poi le principali caratteristiche dei numerosi carteggi, oltre 600, con personalità intellettuali di vari ambiti culturali. Si sofferma inoltre sui criteri d'indagine nello studio degli stessi, dimostrando l'utilizzo di una metodologia che coniuga la ricerca d’archivio e la ricerca storico-musicologica. La riflessione sui contenuti si concentra poi sulle corrispondenze selezionate, e si organizza attorno a quattro paragrafi: gli anni giovanili; la collaborazione dell'autore a riviste e periodici negli anni Trenta e Quaranta; il suo rapporto col Partito d'Azione; le influenze sulla sua elaborazione di categorie critico-estetiche. Molti sono i passi inediti pubblicati nel saggio e citati da corrispondenze a loro volta del tutto inedite, di autori sia d’ambito musicale sia storico politico (p. es.: di Norberto Bobbio, Fedele d’Amico, Cesare Pavese, Ernesto Rossi, fra altri, e anche dello stesso Mila). Il saggio è corredato da una Tavola sinottica delle collaborazioni periodiche dell’autore, primo passo di un indice completo degli scritti di Mila
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