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Sviluppo umano, competenze, cittadinanza da Massimo Baldacci
Il contributo ripercorre i costrutti di sviluppo umano, competenza e cittadinanza nel pensiero di Massimo Baldacci a partire da un'idea di scuola democratica, secondo Costituzione
Massimo Baldacci. La scuola al bivio. Mercato o democrazia? Milano: Franco Angeli, 2019
Per comprendere l’urgenza della sfida che Massimo Baldacci ci pone nel testo La scuola al bivio. Mercato o democrazia?, edito da Franco Angeli, è necessario prendere consapevolezza della stra-ordinarietà e drammaticità del periodo storico attuale. L’anno appena trascorso passerà alla storia come annus horribilis, espressione che in passato si erano meritati, per citarne alcuni, il 2008, a causa della gravissima crisi finanziaria che penalizzò i mercati di tutto il mondo e, prima ancora, il 1918, anno in cui si diffuse l’epidemia spagnola che provocò circa cinquanta milioni di mor-ti. Il 2020, da parte sua, si è rivelato ancora più eccezionale, ponendo l’umanità di fronte a una catastrofe sanitaria che ha determinato una crisi economica, ma anche politica, sociale e culturale senza precedenti, sia per gli effetti che per la portata
Che 'genere' di politica? Emozioni politiche per nuove prassi e posture esistenziali
L’intrinseca connotazione di genere del repertorio linguistico utilizzato dagli educatori (genitori, caregivers, professionisti della cura, insegnanti e altri adulti) che popolano il mondo infantile rivela alcune precise modalità nell’interpretare i ruoli e le relazioni tra i sessi. Mostrando come siano gli adulti stessi a riprodurre nei bambini le proprie rappresentazioni e aspettative (esplicite o implicite), attraverso stili relazionali e pratiche di cura differenti, a seconda che siano rivolte ai bambini, oppure alle bambine. Si spiega così la sostanziale adesione degli adulti, anche quando sono educatori/trici, professionisti della cura, a rappresentazioni di genere stereotipate ed essenzialiste che tendono a naturalizzare le differenze fra maschi e femmine: ricalcando i modelli educativi tradizionali, anziché decostruirli, innovarli e superarli (Gallerani, 2013). In tal senso, disfare il genere (Butler, 2004) e de-costruire in famiglia, nei luoghi dell’educazione e nella società un lessico e un immaginario ambiguo e stereotipato (intriso di modelli di genere e rappresentazioni che reiterano l’asimmetria fra i sessi) rappresenta una straordinaria sfida pedagogica. E delinea, nondimeno, uno spazio democratico di crescita reciproca tra le generazioni nella prospettiva di un 'abitare etico' caratterizzato dalla 'prossemicità' (Gallerani, 2015).
-La bella Recensione di Franco Cambi al volume (di seguito allegata), cita e sottolinea -con un esplicito riferimento- l'originalità del concetto di ''abitare etico' elaborato da M.Gallerani (in altre monografie e in questo specifico contributo in collettanea).
-L'ipotesi dell'intero volume, come sottolinea Massimo Baldacci, è che indagando i confini e i rapporti tra la pedagogia e gli altri saperi sia possibile lavorare indirettamente sulla natura e l'identità della pedagogia stessa.
A questo scopo, la struttura del volume vede un'articolazione in tre parti, ciascuna delle quali è intitolata al rapporto-confine con una data area di saperi e/o pratiche.
La prima parte è dedica tata al rapporto tra pedagogia e filosofia. Si tratta del confine lungo il quale si è storicamente giocata la costituzione stessa della pedagogia come sapere autonomo. Infatti, la pedagogia è nata come regione filosofica, e ha conquistato faticosamente l'indipendenza da questa madre-patria nel corso della propria storia.
La seconda parte è intitolata al rapporto tra pedagogia e scienze umane.
Un confine, questo, che ha acquisito pregnanza nella seconda metà del Novecento, quando il modello puramente filosofico della pedagogia è entrato in crisi, e si è posta con forza l'esigenza di uno studio scientifico dell'educazione.
La terza parte, infine, è dedicata al rapporto tra pedagogia e politica. Su questo confine si gioca non tanto la questione dell'indipendenza teorica della pedagogia, quanto quella della sua autonomia pratica. Infatti, spesso, la politica non si limita ad assicurare le condizioni necessarie all'educazione, ma pretende di indicarne le direzioni e i traguardi
Más allá de la subalternidad. Praxis y educación en Antonio Gramsci
Reseña de la traducción al castellano (2023) del libro Más allá de la subalternidad. Praxis y educación en Antonio Gramsci de Massimo Baldacci
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
La buona scuola nasce dal pensiero critico
Che cosa deve essere una buona scuola? In questa conversazione con il pedagogista Massimo Baldacci si affronta la questione di come formare abiti mentali di natura critica che facciano tutt’uno con l’atteggiamento scientifico e con l'adozione di uno spirito democratico
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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