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Forze armate, industria, fascismo. Badoglio e Cavallero alla guida del paese
Entrambi piemontesi e appartenenti al gruppo che aveva formato il nerbo dell’ufficialità dell’esercito, Badoglio (nato nel 1871) e Cavallero (nato nel 1880) erano però diversi per età e percorso professionale, e incrociarono in un primo momento le loro carriere nella Grande guerra. Durante il fascismo Cavallero divenne anello di collegamento tra industria bellica, esercito e ambienti politici, mentre Badoglio, nominato capo di Stato Maggiore Generale, garante dell’esercito e della corona. Cavallero gli succedette dopo le sconfitte della «guerra parallela», per finire «suicida» dopo l’armistizio proclamato dal «nemico» Badoglio
1914-1918 La guerra moderna. Con documenti inediti
Nel 1914-1918 le maggiori potenze industriali si affrontarono con armi nuove e molto efficienti come artiglierie, mitragliatrici, aeroplani e sommergibili, schierando masse di soldati equipaggiati come mai era fino ad allora accaduto.
Prima guerra "totale" e "modello" per la Seconda guerra mondiale, trasformò ogni aspetto della vita collettiva, coinvolgendo i civili e tutte le risorse nazionali, tanto da poterla considerare "la" guerra moderna per il salto mentale, tecnologico, industriale, organizzativo, di efficienza o di illusione futuristica che colse un mondo abituato ad altre velocità. La guerra ridefinì la carta politica dell'Europa, mise in crisi sistemi politici e universi mentali, segnando la fine del mondo ottocentesco rappresentato da un esercito di contadini brutalmente immessi in un mondo nuovo nel quale ideali e valori tradizionali risultavano irreversibilmente intaccati.
Gli Autori affiancano a una parte saggistica una ricca raccolta di documenti commentati per lo più inediti. Una specifica trattazione è riservata alla dinamica militare del conflitto (comprese le forze armate nemiche) e al sistema di controllo dell'economia, che prefigurò un diverso ruolo dello Stato anche nella gestione del conflitto sociale che avrebbe poi trovato una soluzione autoritaria con il fascismo
"Contavano soltanto i risultati". La mobilitazione dell'industria italiana per il Terzo Reich, 1943-1945
The extensive and articulated report by General Hans Leyers, Plenipotentiary for Armament and War Production for Italy of the Third Reich Minister for Armaments and War Production, represents a document of great value, which confirms some hypotheses and offers new elements on the characters of the German occupation from an economic point of view and on the complexity of the relations between the various structures and actors, from the Italian industrialists to the organs of the RSI, to the German military and to the offices in charge of economic exploitation. Between 1943 and 1945 the Plenipotentiary pursued in a pragmatic way, and aiming at developing the collaboration of Italian industrialists, a continuous adaptation to a rapidly worsening military situation, while the Italian economic world acted thinking about the scenery that would be outlined in the postwar period
A letter from Cadorna on the eve of Caporetto
A research in the National Archives of London made it possible to examine the letter, dated the day of the Austro-German Caporetto offensive, from Luigi Cadorna, Chief of Staff, to his British counterpart William Robert Robertson. Starting from Cadorna's considerations, the authors investigate the complex dynamics of relations between “non-friendly” allies of the Entente, against the background of the particularly difficult relationship, common to all European states at war, between military personnel and politicians in the conduct of the conflict, which finally saw a prominence of the latter ones
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