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    L’Economia aziendale, la Finanza aziendale e l’Economia degli intermediari finanziari: Introduzione

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    La redazione del volume è stata curata da Donata Vianelli, Direttrice di Dipartimento e da Gianluigi Gallenti, Presidente del Comitato del Centenario del DEAMS. Il Comitato del Centenario del Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche “Bruno de Finetti” (DEAMS) ha supportato i lavori di predisposizione del presente volume. Componenti del Comitato: Gianluigi Gallenti (Presidente); Donata Vianelli (Direttrice del DEAMS); Anna Rita Bacinello, Giuseppe Borruso, Guido Bortoluzzi, Patrizia de Luca, Alberto Dreassi, Francesca Krasna, Rosario Maggistro, Eleonora Masiero, Loredana Panariti, Francesco Pauli, Elena Podrecca, Gabriella Schoier (docenti); Giovanni Panjek, già Preside della Facoltà di Economia; Claudio Sambri, scomparso nell’agosto 2023; Luciano Acquavita e Moreno Furlan (personale tecnico-amministrativo); Elisabetta Pozzetto (dottoranda); Margherita Giunta e Domenico Denis Angarano (rappresentanza studentesca). Si ringraziano i colleghi e il personale tecnico-amministrativo del DEAMS che hanno contribuito alla stesura del volume. Un ringraziamento particolare va ad Attilio Wedlin, professore emerito, per il contributo di ricordi fornito. Si ringraziano, inoltre, gli altri docenti in quiescenza che hanno contribuito con idee, scritti, documenti e fotografie, in particolare Livio Cossar, Maurizio Fanni, Vladimir Nanut, Giovanni Panjek, Mario Pines, Romano Isler, Marco Zecchin, Maurizio Zenezini. Un ringraziamento, per il fondamentale supporto fornito per la realizzazione del volume, va al Magnifico Rettore, prof. Roberto Di Lenarda, e alla Direttrice Generale, dott.ssa Luciana Rozzini, nonché al personale di Ateneo che ha fornito dati, informazioni e materiale utile al lavoro di ricerca storico. Si ringraziano infine i colleghi di Multimedia Units, per la disponibilità e professionalità dimostrata nella realizzazione del materiale fotografico, e i colleghi di EUT – Edizioni Università di Trieste, per l’ottima realizzazione di questo volume

    La tutela del whistleblowing alla luce della direttiva 2019/1937/UE. Tra prevenzione dei fenomeni corruttivi e tutela del denunciante

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    A dispetto delle ripetute sollecitazioni internazionali e contrariamente a quanto avvenuto nei sistemi di common law, gli Stati europei hanno sempre manifestato una certa ritrosia a prevedere forme di tutela del whistleblower, in virtù di varie ragioni, anche di natura culturale. Nell’ordinamento italiano, per vero, la figura del “soffiatore di fischietto” è approdata già da qualche tempo: dopo l’esordio nel settore pubblico finalizzato a fronteggiare il dilagante fenomeno corruttivo (L. 190 del 2012), essa è stata estesa al settore privato solo recentemente (L. 179 del 2017). Del resto, anche in seno alle istituzioni ‘eurounitarie’ sul tema non sono mancati contrasti, i quali si sono tradotti nell’adozione di una direttiva (Dir. 2019/1937/UE) che, al di là dell’obiettivo dichiarato di uniformare le legislazioni nazionali, pecca per eccessiva genericità, sì da lasciare in capo agli Stati membri ampi margini di manovra. Dopo aver ripercorso l’evoluzione normativa dello strumento sul fronte domestico, il presente contributo mira, in primo luogo, ad indagare i principali profili penalistici della disciplina del whistleblowing, con particolare riferimento ai rapporti tra quest’ultima e quella della responsabilità da reato degli enti, alla luce della direttiva del 2019; in secondo luogo, a confrontare la disciplina medesima con altre strategie preventive di contrasto alla criminalità, con l’obiettivo di vagliare la praticabilità di tali strumenti “differenziati” di politica criminale anche rispetto al fenomeno corruttivo
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