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Ragionevole durata del processo tra Corte dei diritti umani, Cassazione e Corte costituzionale
La pubblicazione analizza criticamente la giurisprudenza nazionale e della Corte dei diritti umani in materia di ragionevole durata del process
La valorizzazione della risorsa idrica per la produzione di energia idroelettrica nell'interesse del cliente finale
La pubblicazione, prendendo spunto dalla riforma del 2012 sulle concessioni idroelettriche, esamina il tema della promozione della risorsa idrica per la produzione dell'energia nell'interesse del cliente finale. Infatti, se inizialmente l'unico
parametro per l'affidamento di una concessione idroelettrica presupponeva che la derivazione idrica fosse compatibile con l'interesse pubblico, e se in una fase successiva sono stati definiti alcuni criteri coerenti con un utilizzo della risorsa idrica compatibile con la salvaguardia dell'ambiente, oggi si assiste ad una ulteriore fase, nel senso della valorizzazione della risorsa idrica in vista della riduzione del costo di produzione dell'energia elettrica e del suo prezzo a vantaggio del cliente finale
Commento all'articolo 2 recante "Principio di legalità dell'azione amministrativa" del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità
Commento all'articolo 2 recante "Principio di legalità dell'azione amministrativa" del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilita
Nota a Cass., sez. I, 21 ottobre 2005, n. 20454, in tema di responsabilità civile dell'amministrazione
L'articolo affronta il tema della responsabilità civile della pubblica amministrazione, e ciò con particolare riferimento all'orientamento secondo cui, in caso di esclusione da una gara pubblica, che sia illegittima per violazione di Direttiva UE, non sussiste la colpa dell'amministrazione pubblica; si analizza dunque l'indirizzo secondo cui non sussiste la responsabilità per danno ingiusto del Comune che abbia fatto applicazione della normativa italiana vigente alla data del bando di gara, anzichè rilevarne il contrasto con il diritto europeo
Principio "chi inquina paga", obblighi di bonifica e di messa in sicurezza
La pubblicazione analizza criticamente l’indirizzo giurisprudenziale secondo cui l’obbligo di adotta re le misure idonee a fronteggiare una situazione di inquinamento è posta unicamente a carico
del soggetto responsabile di tale situazione: tuttavia, la sentenza si segnala in quanto afferma la
sussistenza del suindicato obbligo anche rispetto alle misure di messa in sicurezza d’emergenza
di cui all’art. 240, comma 1, lett. m), del codice dell’ambiente; per altro verso, e in termini più
generali, va evidenziato il rilievo che, nell’iter argomentativo seguito dal T.A.R., ha rivestito il rife rimento sia al diritto comunitario che alla “disciplina esaustiva” in materia posta dal codice del l’ambiente rispetto a quella del codice civile
Nota redazionale a Consiglio di Stato, sez. IV, 14 giugno 2001, n. 3169, in tema di responsabilità civile della Pubblica Amministrazione
Nota redazionale in tema di responsabilità civile della Pubblica Amministrazion
La colpa dell'amministrazione per violazione di direttive comunitarie
Il commento svolge l’analisi del principio di preminenza del diritto comunitario al fine di verificare i presupposti della responsabilita` civile dell’amministrazione
per inosservanza di direttiva comunitaria. In particolare, l’approfondimento riguarda l’accertamento della
colpa dell’amministrazione ed i casi di sua esclusione
per «errore scusabile»: sotto questo profilo si pone il
dubbio della necessita` di verificare autonomamente l’elemento psicologico della colpa in caso di violazione di
direttiva CE anche in ragione del fenomeno della progressiva oggettivazione della responsabilita` civile nel
diritto comunitario. Infine, si pone in evidenza - in senso critico rispetto ad un certo orienatmento della Corte di Cassazione - come la convinzione del Comune di agire correttamente,
cioe` di applicare la disciplina italiana all’epoca dei fatti vigente, sia un profilo differente dall’aver agito con
colpa: infatti, il dubbio nell’amministrazione di un possibile - ed anzi probabile - contrasto tra la normativa
italiana applicata e la direttiva comunitaria sarebbe
stato un ragionevole dubbio che avrebbe consentito di
evitare il danno provocato dall’illegittima esclusione
dalla gara: nell’assenza di un simile dubbio quindi si
potrebbe «vedere» la colpa dell’amministrazion
La eliminazione del danno ingiusto tra tutela di annullamento e tutela risarcitoria
La pubblicazione analizza la giurisprudenza amministrativa laddove riconduce la eliminazione del danno ingiusto o alla tutela di annullamento o alla tutela risarcitoria. In particolare viene analizzata la giurisprudenza che disattende l’orientamento secondo cui
non e` possibile disporre il risarcimento del danno per
la prima volta in sede di giudizio di ottemperanza; e si analizzano i caratteri della menzionata giurisprudenza
che riguardava una fattispecie peculiare, nella quale il danno, ed il relativo risarcimento, si
connettevano non alla illegittimita` del provvedimento
(oggetto di impugnazione e di annullamento giudiziale), bensı` all’inadempimento del giudicato di annullament
Nota a Cass., sez. I, 4 dicembre 2006, n. 25668, e Cass., sez. I, 12 dicembre 2007, n. 2766
L'articolo affronta il tema della ragionevole durata del giudizio amministrativo, alla luce della giurisprudenza civile ed amministrativa; ciò soprattutto con riferimento alla circostanza che la ragionevole durata del processo è garantita in particolar modo rispetto ad alcune tipologie di controversie, di rilevante impatto economico
Obblighi di bonifica e di rimozione dei rifiuti del proprietario 'consapevole'
La pubblicazione analizza la giurisprudenza secondo cui, in materia di rifiuti, non è configurabile una responsabilità oggettiva, o per fatto altrui, a carico del proprietario o di coloro che a qualunque titolo abbiano la disponibilità dell'area interessata dall'abbandono dei rifiuti. Viene analizzato anche l'orientamento che riconosce una violazione colposa o dolosa del divieto di abbandonare i rifiuti nella 'consapevolezza' dell'esistenza di rifiuti su di un'area acquisita in un momento successivo al verificarsi dell'evento inquinant
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