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    Tra devozione e magia: una laminetta plumbea iscritta da Altino

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    L'easame autoptico e lo studio di una laminetta in piombo rinvenuta ad Altino consente di approfondire alcuni aspetti della commistione fra religiosità popolare e pratiche magiche in età roman

    Prima lezione di semiotica

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    Questo libro illustra i presupposti al tempo stesso teorici e storici della scienza dei linguaggi e della significazione, le sue molteplici ascendenze disciplinari, il suo progressivo compattamento verso un’ipotesi forte di teoria e d’analisi critica delle differenti culture umane e sociali. Le tre tappe in cui è articolato – dalla parola al segno, poi al codice, e infine al testo – permettono di ricostruire il significato che la semiotica ha assunto fra le scienze umane del Novecento, il valore che conserva nella ricerca socio-umanistica, le direzioni di sviluppo che ha intrapreso e, soprattutto, il suo fiuto per gli aspetti linguistici e semantici, narrativi, discorsivi e testuali insiti in ogni fenomeno antropologico. Padroneggiare la semiotica, vorrà dire non arrendersi alle evidenze, saper invertire il punto di vista, decostruire e ricostruire i meccanismi su cui si basa gran parte di ciò che viviamo e pensiamo, desideriamo o subiamo – e dunque tutto ciò a cui, appunto, diamo senso e valore. Inoltre, l’intreccio costante fra la dimensione storica e quella teorica, ispezionando i luoghi d’origine di concetti, categorie e modelli, si svolge sullo sfondo di alcune più generali trasformazioni storiche e culturali del nostro tempo, messe in luce nell’ultimo paragrafo d’ogni capitolo, Il libro si chiude così con uno sguardo verso un presente che sta già cambiando, quello di una società in rete che, con i propri strumenti d’analisi e d’interpretazione, la semiotica ha voglia e necessità di comprendere a fondo

    Zoosemiotica 2.0. Forme e politiche dell'animalità

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    Questo volume ha tre direzioni di discorso. Innanzitutto, un dialogo fra la semiotica e le altre discipline interessate agli studi animali: la filosofia, la filosofia del linguaggio e della mente, le scienze umane e sociali, le scienze cognitive e le neuroscienze. Non a caso molti degli interventi contenuti in questo volume non sono di semiologi ma di filosofi, sociologi, antropologi, linguisti, filologi, letterati etc. In secondo luogo, una discussione interna alla semiotica, nel passaggio dalla zoosemiotica 1.0 (tradizionalmente più interessata ai linguaggi e alle forme di comunicazione delle diverse specie animali) alla zoosemiotica 2.0, di conserva con altri settori a prima vista opposti come la biosemiotica, da una parte, e la semiotica della cultura, dall’altra. Infine, last but not least, il dissodamento di un campo empirico di ricerca, ossia un lavoro di esplorazione critica della cultura sociale, a caccia di fenomeni interessanti, o per meglio dire pertinenti alla nostra interrogazione teorica ed epistemologica di fondo. Sul quale vale la pena di insistere

    Social media e comunicazione fatica: verso una tipologia delle pratiche in rete

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    Social media and fatic communication: toward a typology of practices in the web. It is often said that the communicative functioning of social networks is based on the “fatic function” of language and, in general, of semiosis. The purpose of this paper is to clarify the conceptual meaning of this notion, returning to the fundamental authors who have coined it; and therefore to show its relationships with the referential function, on the one hand, and the expressive one, on the other. Hence, another aim of the paper is sketch a typology of facebook users, halfway between desire to share and self-construction project

    Sémiotique et critique de la culture

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    Par rapport aux autres sciences humaines et à la philosophie, la sémiotique semble avoir quelque chose en plus, une capacité méta-critique. En effet, en tant qu’étude, à tous niveaux, du discours social en général, elle est également en mesure d’analyser de façon critique, grâce à ses modèles d’analyse, le discours scientifique lui-même, ainsi que le discours philosophique, en explicitant ainsi leurs conditions de possibilité et, donc, les limites historiques que rencontrent leurs fréquentes prétentions à l’universalité. Et cela, en soumettant également son propre discours à cette exigence critique. La critique sémiotique de la culture est donc toujours une mise en crise, un exercice de suspicion, un redimensionnement constant, mais euphorique, de tout discours qui veut se présenter comme scientifique, y compris le sien au moment même où elle effectue cette opération. La sémiotique se donne comme une instance discursive qui analyse et interprète le monde et qui n’est jamais neutre, ni ne pourrait l’être, comme d’ailleurs aucune autre science – que ce soit une science de la nature ou de la culture. Ceci est, très brièvement, la position théorique qui sous-tend ce livre, où nous proposons une science de la signification qui – dans la tradition des études qui ont leur origine chez Saussure et Hjelmslev, Propp et Lévi-Strauss, Barthes et Eco, Benveniste et Greimas – est une intervention continue, rigoureuse, suspicieuse, militante au sein de la forme de réalité qui est la sienne, à savoir, les formes du discours contemporain et sur le monde contemporain. Depuis trop longtemps, la recherche sémiotique s’est retranchée dans un académisme qui, déguisé par un métalangage sophistiqué, s’est à la longue révélé aussi mélancolique que stérile, notamment en suscitant un certain nombre de perplexités et de désapprobations compréhensibles. Si elle veut restaurer cette valeur critique envers la société qu’elle avait à ses origines au milieu du XXème siècle, cette attitude militante qui caractérisait les écrits de ses premiers protagonistes, elle doit d’abord mettre elle-même en question les postures scientistes qui l’affligent inévitablement, l’ésotérisme qu’elle cultive non sans quelque masochisme

    La saisie esthétique, transformation non narrative de la subjectivité

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    Post-Greimassian semiotics has worked toward a return to phenomenology, with the aim of studying the sensorial dimension and the body. Most of this research, however, has all but forgotten Greimas’s last book, De imperfection (1987), in which he proposes an original version of Merleau-Ponty’s philosophy with the notion of the aesthetic grasp. I propose to reconsider this almost abandoned notion, both from a theoretical point of view (a new version of the catharsis of philosophical aesthetics) and from the vantage of textual descriptions (the short story “The Naked Bosom” by Italo Calvino and the movie Ratatouille)

    Il lavoro e l'arte della ricerca: Antonino Buttitta

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    Si tratta della ricostruzione del profilo intellettuale e scientifico di Antonino Buttitta, tra i capiscuola delle discipline demoetnoantropologiche in Italia, al quale si deve una originale declinazione dell'approccio strutturalista nell'analisi dei fatti culturali nell'ambito della semiotica della cultura

    Iintroduzione

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    Pubblicato nel quinto fascicolo di Versus. Quaderni di studi semiotici, il lungo, articolato, complesso saggio di Paolo Fabbri che qui riproponiamo appariva in un momento topico per l’investigazione sui segni, i linguaggi, il senso, la significazione . Era il 1973, periodo euforico per le scienze umane, contrassegnato da grandi folgorazioni metodologiche e correlative esplorazioni di campo, dall’esibizione di consistenti nuove idee e dall’ambiziosa edificazione di un certo numero di modelli previsionali per la spiegazione della realtà sociale, antropologica e culturale. L’idealismo storicista sembrava scomparso, e molto marxismo sedicente rigoroso con lui, soppiantati dal trionfo non parallelo della sociologia, da una parte, e della linguistica, dall’altra, in nome di quello strutturalismo che, nonostante le resistenze accademiche (o forse proprio per questo), spopolava nelle gazzette mediatiche e nei salotti delle capitali del consumo intellettuale

    Forme della serialità. Oggi e ieri

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    Oggi in televisione è tutta un’invasione di prodotti seriali: tv generaliste, canali tematici e piattaforme non lineari non fanno che propinarci episodi su episodi pronti a essere assaporati giorno dopo giorno o fruiti di un fiato. Seguendo una modalità di racconto che non è certo nuova: basti ricordare, tra gli antecedenti, testi folklorici, feuilleton e fotoromanzi – solo per citarne alcuni. Tutti prodotti accomunati da un comune destino: quello di comparire sul mercato come forme di cultura popolare e di serie B, per poi acquisire una loro identità e dignità – letteraria, teatrale, mediatica in generale. Indagare la serialità in senso ampio significa allora considerare la serie in quanto successione, complesso di testi in qualche modo collega3ti tra loro che procede, a spezzoni, per accumulo progressivo. Perché la serialità è in fin dei conti un modo di dar forma ai contenuti, a prescindere non solo dall’argomento trattato ma anche dalla sostanza espressiva utilizzata (carta stampata, cinema, audiovisivo etc.). Per questo nel volume si parla di serie tv e chansons de geste, di fotoromanzi e fumetti, di racconti letterari e opere di pupi, forme della serialità che dal passato arrivano alla nostra contemporaneità.Today on television there is a whole invasion of serial products: generalist TV, thematic channels and non-linear platforms do nothing but feed us episodes after episodes ready to be savored day after day or enjoyed in one breath. Following a way of telling that it is certainly not new: it is enough to recall, among the antecedents, folkloric texts, feuilleton and photo novels - just to name a few. All products sharing a common destiny: that of appearing on the market as forms of popular culture and Serie B, to then acquire a their identity and dignity - literary, theatrical, media in general. Investigating seriality in a broad sense therefore means considering the series as a succession, a complex of texts connected in some way that proceeds, in fragments, by progressive accumulation. Because seriality is ultimately a way of giving shape to content, regardless not only of the subject matter but also of the expressive substance used (print media, cinema, audiovisual etc.). This is why the volume talks about TV series and chansons de geste, photo novels and comics, literary tales and puppet works, forms of seriality that from the past reach our contemporaneity
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