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Della Marra e De Gattis. Poteri e conflitti a Barletta nel secolo XIII
Il casato dei Della Marra di Barletta è considerato tra quelli protagonisti della storia del Mezzogiorno d’Italia in età medievale e moderna. Originari di Ravello, famiglia di cambiavalute e banchieri, il ramo barlettano si strutturò alla fine del secolo XII dalla discendenza di Giovanni di Giozzo. Emancipatisi grazie al rapporto di fidelitas di alcuni loro esponenti con Federico II e i sovrani angioini, ‘tecnocrati’ – come li definì Norbert Kamp – i Della Marra di Barletta completarono il loro percorso di anoblissement alla fine del secolo XIII. Baroni del Regno, imparentati con alcune tra le più potenti famiglie feudali del Mezzogiorno, lasciarono tracce del loro passaggio non solo a Barletta, ma anche nel resto della Puglia e a Napoli. Negli Atti del convegno svoltosi a Palazzo Della Marra a Barletta, qui raccolti, studiosi e ricercatori passano al setaccio sin dalle origini la vicenda del casato barlettano attraverso l’indagine sulla sua presenza in città e non solo, rispondendo ad una provocazione: può la storia di una famiglia essere considerata rappresentativa di quella di una intera città
I 'luoghi' dei Della Marra a Barletta: Palazzo Bonelli
Il contributo analizza le vicende costruttive di un grande complesso edilizio medievale, vero e proprio palinsesto in cui si riflettono non solo le vicende dell’importante e numeroso gruppo famigliare dei Della Marra, che ne fu committente, quanto di una parte della storia stessa della città. Noto alla critica internazionale dalla fine dell’Ottocento, per il lungo porticato a pianterreno e per l’articolazione del prospetto esterno è stato giudicato un raro esempio dell’influenza che l’architettura cistercense avrebbe esercitato nell’ambito dell’edilizia privata. L’analisi delle testimonianze medievali emerse nel corso dell’ultimo restauro, mai completato, oltre a riportare alla luce molte delle strutture originarie, eliminando antiche e recenti superfetazioni e privando i muri degli intonaci che li ricoprivano, ha evidenziato le molteplici e complesse fasi costruttive dell’edificio. All’esigua bibliografia critica si contrappone il considerevole numero di documenti d’archivio, prevalentemente inediti, che hanno supportato la ricerca consentendo di ricavare notizie fondamentali per la ricostruzione delle vicende conservative del complesso. All’analisi delle strutture architettoniche, dei materiali edilizi e delle tradizioni costruttive, nonchè della decorazione scultorea (prevalentemente medievale), si è affiancata una ricerca sulle insegne araldiche che ancora si trovano in situ, mai identificate, che hanno consentito di riconoscere anche alcune singole committenze. Tra tutte quella importante di Giozzolino Della Marra, già familiare del re sotto Manfredi, e maestro razionale della curia di Carlo I, il quale attraverso la costruzione del proprio palazzo e l’ostentazione delle insegne araldiche opera una sorta di ‘infeudamento’ dell’area urbana che costituiva il centro economico-finanziario della città .
L’attuale complesso, che occupa una vasta area grossomodo di forma trapezoidale, è risultato essere frutto dell’aggregazione di più corpi di fabbrica di tipo edilizio a schiera, attraversati da due antiche strade porticate, databili tra la fine del XIII secolo ed i primi decenni del XIV.
Un’ultima parte della ricerca ha riguardato l’analisi ed il confronto con altri edifici privati di area meridionale, considerando le diverse fasi di trasformazione ed il tipo di modifiche apportate nel campo dell’edilizia palaziata
Combinatorial descriptions of products in the category of forests and open order-preserving maps
In [1], the authors introduce a technique to compute finite coproducts of finite Gödel algebras, i.e. Heyting algebras satisfying the prelinearity axiom . To do so, they investigate the product in the category opposite to finite Gödel algebras: the category of forests and open order-preserving maps. (A forest is a partially ordered set such that, for every , the downset of is a chain,
when endowed with the order inherited from ). To achieve their result, the authors make use of ordered partitions of finite sets and of a specific operation -- called merged-shuffle -- on ordered partitions.
In this talk, besides recalling the aforementioned construction of the product, we show that, from an enumerative point of view, such a product can be simply described in terms of Delannoy coefficients, of bipartite graphs, and of product of matrices.
Bibliography
[1] D’Antona, Ottavio M. and Marra, Vincenzo: Computing coproducts of finitely presented Gödel algebras, Ann. Pure Appl. Logic, 142 (2006), 202–211
Every Abelian ℓ-Group is Ultrasimplicial
AbstractA partially ordered abelian group G is said to be ultrasimplicial if for every finite set P of positive elements of G there is a finite set B of positive elements which are linearly independent in the Z-module G, and such that P belongs to the monoid generated by B. In this paper we prove the result stated in the title
Products in the category of forests and p-morphisms via Delannoy paths on Cartesian products
In [2], the authors introduce a technique to compute finite coproducts of finite Gödel algebras, i.e. Heyting algebras satisfying the prelinearity axiom (α → β)∨(β → α). To do so, they investigate the product in the category opposite to finite Gödel algebras: the category of forests and open order-preserving maps, alias p-morphisms, which we denote by F. (A forest is a partially ordered set F such that, for every x in F, the set of lower bounds of x forms a chain, when endowed with the order inherited from F.) To achieve their result, the authors make use of ordered partitions of finite sets and of a specific operation — called merged-shuffle — on ordered partitions. In [1, Section 4.2], the authors present an alternative, recursive construction of finite products in the category of forests and open order-preserving maps.
In the present work we introduce a further construction of the same finite products, based on products of posets along with a generalization of the combinatorial notion of Delannoy path. The new and most interesting aspect of our construction is that, dually, it uncovers a key relationship between the coproducts of finite Gödel algebras and the coproducts in the category of finite distributive lattices. Our main result explains the former coproducts in terms of a construction on the latter; the construction itself is currently best understood via duality using a generalisation of the Delannoy paths.
1. Stefano Aguzzoli, Simone Bova, and Brunella Gerla. Chapter IX: Free algebras and functional representation for fuzzy logics. In Handbook of mathematical fuzzy logic. Volume 2, volume 38 of Stud. Log. (Lond.), pages 713–791. Coll. Publ., London, 2011.
2. Ottavio M. D’Antona and Vincenzo Marra. Computing coproducts of finitely presented Gödel algebras. Ann. Pure Appl. Logic, 142(1-3):202–211, 2006
Orders on groups, and spectral spaces of lattice-groups
Extending pioneering work by Weinberg, Conrad, McCleary, and others, we provide a systematic way of relating spaces of right orders on a partially ordered group, on the one hand, and spectral spaces of free lattice-ordered groups, on the other. The aim of the theory is to pave the way for further fruitful interactions between the study of right orders on groups and that of lattice-groups. Special attention is paid to the important case of orders on groups
Una famiglia, una città. I Della Marra di Barletta nel Medioevo
Il casato dei Della Marra di Barletta è considerato tra quelli protagonisti della storia del Mezzogiorno d’Italia in età medievale e moderna. Originari di Ravello, famiglia di cambiavalute e banchieri, il ramo barlettano si strutturò alla fine del secolo XII dalla discendenza di Giovanni di Giozzo. Emancipatisi grazie al rapporto di fidelitas di alcuni loro esponenti con Federico II e i sovrani angioini, ‘tecnocrati’ – come li definì Norbert Kamp – i Della Marra di Barletta completarono il loro percorso di anoblissement alla fine del secolo XIII. Baroni del Regno, imparentati con alcune tra le più potenti famiglie feudali del Mezzogiorno, lasciarono tracce del loro passaggio non solo a Barletta, ma anche nel resto della Puglia e a Napoli. Negli Atti del convegno svoltosi a Palazzo Della Marra a Barletta, qui raccolti, studiosi e ricercatori passano al setaccio sin dalle origini la vicenda del casato barlettano attraverso l’indagine sulla sua presenza in città e non solo, rispondendo ad una provocazione: può la storia di una famiglia essere considerata rappresentativa di quella di una intera città
The Lebesgue state of a unital Abelian lattice-ordered group, II
We characterize the Lebesgue state of a free finitely generated unital lattice-ordered abelian group G in terms of its value at each element of each basis of G. This significantly strengthens one of the main results of our previous paper (co-authored by D. Mundici) with the same title as the present one. As a consequence of independent interest, we obtain a state-theoretic characterization of free finitely generated objects in the category of unital lattice-ordered abelian groups and their unit-preserving lattice-group homomorphisms
A characterization of MV-algebras free over finite distributive lattices
Mundici has recently established a characterization of free finitely generated MV-algebras similar in spirit to the representation of the free Boolean algebra with a countably infinite set of free generators as any Boolean algebra that is countable and atomless. No reference to universal properties is made in either theorem. Our main result is an extension of Mundici’s theorem to the whole class of MV-algebras that are free over some finite distributive lattice
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