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    Characterization of biofilms in drug-sensitive and drug-resistant strains of Candida albicans

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    In this study, we investigated the biofilm formation in strains of Candida albicans susceptible (CO23) or resistant to fluconazole (CO23RFLC) or micafungin (CO23RFK). The effect of drug resistance on biofilm formation was investigated through the cell surface hydrophobicity and the mannan content. Moreover, biofilm formation was evaluated after 24, 48 and 72 hours with crystal violet assay, dry weight, as well as scanning electron microscopy. Our results showed an increase in hydrophobicity, polysaccharides content, metabolic activity and dry weight. Observation of sensitive and resistant strains confirmed the differences in cell morphology. Finally, the expression of genes involved in biofilm formation, such as HWP1 and EFG1, evaluated with relative real-time RT-PCR. Resistant strains proved to up- regulate the expression of HWP1. These results demonstrated the existence of important differences between drug-susceptible and drug-resistant strains biofilm of C. albicans

    Attività antimicrobica, immunostimolante e antinfiammatoria degli oli essenziali di lamiaceae

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    La complessa composizione degli oli essenziali è una caratteristica peculiare che ne prospetta l’uso alternativo o integrativo agli antibiotici di sintesi, il cui utilizzo nella pratica clinica spesso porta allo sviluppo di una resistenza specifica da parte dei microbi nei confronti dei farmaci

    Effects of Mentha suaveolens Essential Oil Alone or in Combination with Other Drugs in Candida albicans

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    Candidosis is the most important cause of fungal infections in humans. The yeast Candida albicans can form biofilms, and it is known that microbial biofilms play an important role in human diseases and are very difficult to treat. The prolonged treatment with drugs has often resulted in failure and resistance. Due to the emergence of multidrug resistance, alternatives to conventional antimicrobial therapy are needed. This study aims to analyse the effects induced by essential oil of Mentha suaveolens Ehrh (EOMS) on Candida albicans and its potential synergism when used in combination with conventional drugs. Morphological differences between control and EOMS treated yeast cells or biofilms were observed by scanning electron microscopy and transmission electron microscopy (SEM and TEM resp.,). In order to reveal the presence of cell cycle alterations, flow cytometry analysis was carried out as well. The synergic action of EOMS was studied with the checkerboard method, and the cellular damage induced by different treatments was analysed by TEM. The results obtained have demonstrated both the effects of EOMS on C. albicans yeast cells and biofilms and the synergism of EOMS when used in combination with conventional antifungal drugs as fluconazole (FLC) and micafungin (MCFG), and therefore we can hypothesize on its potential use in therapy. Further studies are necessary to know its mechanism of action.Candidosis is the most important cause of fungal infections in humans. The yeast Candida albicans can form biofilms, and it is known that microbial biofilms play an important role in human diseases and are very difficult to treat. The prolonged treatment with drugs has often resulted in failure and resistance. Due to the emergence of multidrug resistance, alternatives to conventional antimicrobial therapy are needed. This study aims to analyse the effects induced by essential oil ofMentha suaveolensEhrh (EOMS) on Candida albicans and its potential synergism when used in combination with conventional drugs. Morphological differences between control and EOMS treated yeast cells or biofilms were observed by scanning electron microscopy and transmission electron microscopy (SEM and TEM resp.,). In order to reveal the presence of cell cycle alterations, flow cytometry analysis was carried out as well. The synergic action of EOMS was studied with the checkerboard method, and the cellular da

    Meccanismo di azione e proprietà terapeutiche dell’olio essenziale di Melaleuca alternifolia su ceppi farmacosensibili e farmacoresistenti di Candida albicans

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    Le malattie infettive sono causate da microrganismi che interagiscono in modo complesso con l’ospite. La scoperta degli antibiotici e il loro impiego sono risultati molto efficaci nel trattamento delle infezioni batteriche e fungine, ma il loro uso indiscriminato ha purtroppo causato lo sviluppo di ceppi patogeni resistenti. Infatti, negli ultimi anni le terapie anticancro (chemio e radio-terapia) e l’AIDS hanno pesantemente contribuito all’aggravarsi dell’immunocompromissione dei pazienti che vivono a lungo in questo stato. Difatti, in questi pazienti sono ricorrenti le infezioni fungine localizzate e sistemiche e per prevenire l’evolversi di tali patologie viene incrementato l’uso di farmaci antimicotici anche per la profilassi. Purtroppo, con l’uso eccessivo di questi farmaci si è registrato anche un significativo incremento dei fenomeni di resistenza agli antimicotici (1). Storicamente la resistenza clinica è stata definita come persistenza o progressione di un’infezione nonostante la terapia antimicrobica appropriata. Una successiva risposta clinica alla terapia antimicrobica, tipicamente, non solo dipende dalla suscettibilità dell’organismo patogeno, ma molto dal suo sistema immunitario, dalla penetrazione e distribuzione del farmaco e da complicanze nel paziente. La resistenza in vitro di un isolato può essere descritta come primaria o secondaria. Un organismo che risulta resistente ad un farmaco prima dell’esposizione presenta resistenza primaria intrinseca. La resistenza secondaria si sviluppa in risposta all’esposizione ad agenti antimicotici (2). Una correlazione di suscettibilità rivelata in vitro con quella riscontrata in vivo, è stata osservata per infezioni mucosali di Candida in pazienti HIV positivi (3). Candida albicans (C. albicans) è un fungo diploide che vive solitamente come colonizzatore innocuo e commensale del tratto gastrointestinale e genitale dell’uomo, oppure come patogeno opportunista in presenza di uno o più fattori predisponenti (4). La sua patogenicità è dovuta alla capacità di invadere tessuti e organi e di dar luogo a difficili, talvolta intrattabili, infezioni superficiali. Anche l’abilità di C. albicans nel formare biofilm sulle superfici (cellule endoteliali e cateteri) è considerata responsabile della “resistenza clinica”. È noto infatti, che la formazione dei biofilms può conferire protezione al microrganismo all’interno degli strati, portando al fallimento della terapia antimicotica (5)

    Attività antimicotica dell’olio essenziale di Mentha suaveolens

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    Tra i funghi di interesse medico Candida albicans, fungo dimorfo, ricopre un ruolo di rilievo in quanto normalmente presente come commensale a livello del tratto gastrointestinale nell’ospite sano, ma in condizioni di immunosoppressione diviene predominante e patogeno. Altri miceti di rilievo sono rappresentati dal Criptococcus neoformans, lievito capsulato, la cui capsula costituisce il principale fattore di virulenza e dai generi Microsporum e Tricophyton, funghi filamentosi dermatofiti, generalmente trasmessi dagli animali all’uomo, invadendo i tessuti cutanei e si nutrendosi di cheratina. Il trattamento spesso inappropriato e prolungato con farmaci di sintesi ha determinato in alcuni casi il fallimento terapeutico a causa dello sviluppo della farmaco-resistenza. Tutto ciò ha spostato l’interesse verso l’utilizzo di sostanze naturali come valida alternativa ai farmaci di sintesi, verso i quali è più difficile lo sviluppo di farmacoresistenza per la loro composizione più complessa. Uno studio svolto precedentemente sull’olio essenziale di Mentha suaveolens proveniente dal Marocco, i cui principi attivi sono stati identificati come pulegone, piperitenone ossido (PEO) e piperitone ossido (PO) in concentrazioni differenti a seconda della sottospecie esaminata (1, 2), ha messo in evidenza l’attività antimicrobica di quest’olio essenziale. Poiché questa pianta cresce spontaneamente nell’area mediterranea, ne abbiamo voluto studiare in particolare l’attività antimicotica del suo olio essenziale

    Localisation of Bgl2p upon antifungal drug treatment in Candida albicans

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    Several proteins are covalently bound to the cell wall glucan (glucan-associated proteins (GAPs)) in Candida albicans and different drugs may cause their modulation. Proteomic analysis is a suitable approach to study differential GAP patterns between control and drug-treated cells. Since antimycotics induce variation in GAP content, we investigated the effect of a sublethal dose of micafungin and observed a clear increase in Bgl2p, an enzyme with glucanosyltransferase activity, with respect to a general decrease in cell wall protein content. Immunoelectron microscopy using mouse antiserum confirmed this increase of Bgl2p on the outer cell wall but also revealed a dramatic increase in the immature Bgl2p isoform in the cytoplasm of drug-treated cells. Since this increased expression of Bgl2p is clearly dependent upon micafungin treatment, this enzyme appears to be one of the survival strategies of C. albicans and thus could be considered the molecular basis of antifungal resistance and also as a potential valuable candidate for future vaccine development. © 2008 Elsevier B.V. and the International Society of Chemotherapy
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