1,721,062 research outputs found

    II. Due modelli di filosofia dell’educazione tra apertura e tradizione. Mario Gennari e Francesco Mattei

    Full text link
    The text presents two actual models of philosophy of education. The model of Mario Gennari and the model of Francesco Mattei are organic and critical and can be exemplary in the theoretical and critical pedagogical research

    Il pensiero pedagogico di Giacomo Leopardi

    No full text
    The pedagogical thought of Giacomo Leopardi: this is the title of the article of Mario Gennari. The text attacks the noumerous commonplaces concerning his poetic: in particular manner pessimism, Macchiavellianism and nihilism. The self-formation of inner life, in the light of the concepts of «sovrumano» and «ultrafilosofia», grows the centre of force of Leopardi’s pedagogy. Here the «skepsis» arrives, exposed in the philosophical pages of Zibaldine and Penseri, where «la formazione dell’animo» constitutes a topical theme

    Paideia e polyèideia nella cultura ellenistica

    Full text link
    The article of Mario Gennari – full professor at the University of Genoa – is a pedagogical analysis of Hellenism. The concept of “polyèideia” is present in this ancient history and it defines the Greek-classical Koinè, when and where Museion, Bibliothéke and Philologoi are the figures of another educational canon. The ancient question of paideia surfaces in this composite scenery, with its load of complexity

    Neuhumanismus. Pedagogie e culture del Neoumanesimo tedesco tra Settecento e Ottocento. Primo Volume

    No full text
    La storia dell’Occidente, dell’Europa e della Germania è stata segnata nel corso dei secoli da guerre e distruzioni. Ciò si è riflesso sull’intera storia dell’umanità così come sulla storia di ogni singolo uomo occidentale, europeo e tedesco. Soltanto quando i princìpi asseverativi dell’“umano” e dell’“umanità” sono stati rispettati, allora gli umanesimi hanno sostituito i nichilismi. L’epoca a noi più vicina ove ciò è accaduto ha preso il nome di Neuhumanismus: il neoumanesimo tedesco. Ossia, quella particolare età contrassegnata dall’Aufklärung, dallo Sturm und Drang, dalla Weimarer Klassik, dalla Wiener Klassik, dalla Romantik, dal Kritizismus e dall’Idealismus. Insieme, essi hanno conferito alcuni loro caratteri all’unità complessiva del tempo di Goethe e Schiller, Haydn e Mozart, Hölderlin e Novalis, Kant e Hegel; e poi di Klopstock, Lessing e Herder, di Humboldt, Schleiermacher e Pestalozzi. La presente ricerca – coordinata da Mario Gennari e incentrata sulla categoria storiografica di Neuhumanismus – ricostruisce con questo Primo Volume l’identità di quell’epoca – che va dal 1750 al 1850 – da cui proviene un messaggio umanistico essenziale per il futuro dell’Europa e della Germania, nonché per la storia della Bildung di ogni essere umano

    Humboldt e la Bildung des Menschen

    No full text
    La storia dell’Occidente, dell’Europa e della Germania è stata segnata nel corso dei secoli da guerre e distruzioni. Ciò si è riflesso sull’intera storia dell’umanità così come sulla storia di ogni singolo uomo occidentale, europeo e tedesco. Soltanto quando i princìpi asseverativi dell’“umano” e dell’“umanità” sono stati rispettati, allora gli umanesimi hanno sostituito i nichilismi. L’epoca a noi più vicina ove ciò è accaduto ha preso il nome di Neuhumanismus: il neoumanesimo tedesco. Ossia, quella particolare età contrassegnata dall’Aufklärung, dallo Sturm und Drang, dalla Weimarer Klassik, dalla Wiener Klassik, dalla Romantik, dal Kritizismus e dall’Idealismus. Insieme, essi hanno conferito alcuni loro caratteri all’unità complessiva del tempo di Goethe e Schiller, Haydn e Mozart, Hölderlin e Novalis, Kant e Hegel; e poi di Klopstock, Lessing e Herder, di Humboldt, Schleiermacher e Pestalozzi. La presente ricerca – coordinata da Mario Gennari e incentrata sulla categoria storiografica di Neuhumanismus – ricostruisce con questo Primo Volume l’identità di quell’epoca – che va dal 1750 al 1850 – da cui proviene un messaggio umanistico essenziale per il futuro dell’Europa e della Germania, nonché per la storia della Bildung di ogni essere umano

    Tra Menschheit e Humanität: Herder

    No full text
    La storia dell’Occidente, dell’Europa e della Germania è stata segnata nel corso dei secoli da guerre e distruzioni. Ciò si è riflesso sull’intera storia dell’umanità così come sulla storia di ogni singolo uomo occidentale, europeo e tedesco. Soltanto quando i princìpi asseverativi dell’“umano” e dell’“umanità” sono stati rispettati, allora gli umanesimi hanno sostituito i nichilismi. L’epoca a noi più vicina ove ciò è accaduto ha preso il nome di Neuhumanismus: il neoumanesimo tedesco. Ossia, quella particolare età contrassegnata dall’Aufklärung, dallo Sturm und Drang, dalla Weimarer Klassik, dalla Wiener Klassik, dalla Romantik, dal Kritizismus e dall’Idealismus. Insieme, essi hanno conferito alcuni loro caratteri all’unità complessiva del tempo di Goethe e Schiller, Haydn e Mozart, Hölderlin e Novalis, Kant e Hegel; e poi di Klopstock, Lessing e Herder, di Humboldt, Schleiermacher e Pestalozzi. La presente ricerca – coordinata da Mario Gennari e incentrata sulla categoria storiografica di Neuhumanismus – ricostruisce con questo Primo Volume l’identità di quell’epoca – che va dal 1750 al 1850 – da cui proviene un messaggio umanistico essenziale per il futuro dell’Europa e della Germania, nonché per la storia della Bildung di ogni essere umano

    L'Aufklärung neoumanistica: Lessing

    No full text
    La storia dell’Occidente, dell’Europa e della Germania è stata segnata nel corso dei secoli da guerre e distruzioni. Ciò si è riflesso sull’intera storia dell’umanità così come sulla storia di ogni singolo uomo occidentale, europeo e tedesco. Soltanto quando i princìpi asseverativi dell’“umano” e dell’“umanità” sono stati rispettati, allora gli umanesimi hanno sostituito i nichilismi. L’epoca a noi più vicina ove ciò è accaduto ha preso il nome di Neuhumanismus: il neoumanesimo tedesco. Ossia, quella particolare età contrassegnata dall’Aufklärung, dallo Sturm und Drang, dalla Weimarer Klassik, dalla Wiener Klassik, dalla Romantik, dal Kritizismus e dall’Idealismus. Insieme, essi hanno conferito alcuni loro caratteri all’unità complessiva del tempo di Goethe e Schiller, Haydn e Mozart, Hölderlin e Novalis, Kant e Hegel; e poi di Klopstock, Lessing e Herder, di Humboldt, Schleiermacher e Pestalozzi. La presente ricerca – coordinata da Mario Gennari e incentrata sulla categoria storiografica di Neuhumanismus – ricostruisce con questo Primo Volume l’identità di quell’epoca – che va dal 1750 al 1850 – da cui proviene un messaggio umanistico essenziale per il futuro dell’Europa e della Germania, nonché per la storia della Bildung di ogni essere umano

    Introduzione / Einleitung

    No full text
    La storia dell’Occidente, dell’Europa e della Germania è stata segnata nel corso dei secoli da guerre e distruzioni. Ciò si è riflesso sull’intera storia dell’umanità così come sulla storia di ogni singolo uomo occidentale, europeo e tedesco. Soltanto quando i princìpi asseverativi dell’“umano” e dell’“umanità” sono stati rispettati, allora gli umanesimi hanno sostituito i nichilismi. L’epoca a noi più vicina ove ciò è accaduto ha preso il nome di Neuhumanismus: il neoumanesimo tedesco. Ossia, quella particolare età contrassegnata dall’Aufklärung, dallo Sturm und Drang, dalla Weimarer Klassik, dalla Wiener Klassik, dalla Romantik, dal Kritizismus e dall’Idealismus. Insieme, essi hanno conferito alcuni loro caratteri all’unità complessiva del tempo di Goethe e Schiller, Haydn e Mozart, Hölderlin e Novalis, Kant e Hegel; e poi di Klopstock, Lessing e Herder, di Humboldt, Schleiermacher e Pestalozzi. La presente ricerca – coordinata da Mario Gennari e incentrata sulla categoria storiografica di Neuhumanismus – ricostruisce con questo Primo Volume l’identità di quell’epoca – che va dal 1750 al 1850 – da cui proviene un messaggio umanistico essenziale per il futuro dell’Europa e della Germania, nonché per la storia della Bildung di ogni essere umano

    Trattatello di prosòdica. Che cosa è, com’è e chi è la nostra voce?

    No full text
    La voce parla i nostri pensieri e detta la nostra lingua. Toni e intonazioni fondano, costituiscono e costruiscono il discorso così come lo sappiamo dire. Anche in quel discorso e nella voce che lo dice alberga la nostra identità. Si tratta di un’identità certo linguistica, ma anche geografica e sociale, psichica e culturale – ove si profilano conoscenze e credenze che fanno parte di un costume, quindi di un canone. E si tratta anzitutto di un’identità profonda e non piuttosto superficiale, come si sarebbe inclini a credere. A volte il tono dice più della parola. L’in-tonazione più del discorso. Ma dove poggia la nostra voce? Con quale accento parliamo? Chi ha stabilIto una volta per tutte il nostro timbro vocale? Tutto si circoscrive nella nostra natura o è l’effetto della cultura alla quale apparteniamo? Come possiamo modificare, anche in modo appena percettibile, i nostri sistemi espositivi agendo sulle tonalità consce e inconsce della voce? Il Trattatello di prosòdica di Mario Gennari non produce soltanto domande, ma presenta pure delle risposte per quanto riguarda la prosodìa: ossia il timbro dell’eloquio composto di toni e accenti, intonazioni e cadenze, inflessioni e ascendenze

    Filosofia del discorso

    No full text
    A distanza di oltre dieci anni dalla pubblicazione di Filosofia del pensiero, Mario Gennari porta a stampa questo volume intitolato Filosofia del discorso. Dopo essersi domandato che cosa sia davvero il discorso, l’autore presenta i tratti distintivi di una filosofia del discorso contrapposta alla clinica sociale con cui la società provvede a regolare le condotte e codificare le norme discorsive della libertà linguistica. L’analisi si concentra tanto sul linguaggio formale e scientifico quanto sul linguaggio ordinario e informale, trascegliendo quale proprio àmbito di inferenza il mondo accademico con il suo provincialismo culturale sostenuto dal consenso di un diffuso status vassallatico. Da qui il rapporto tra funzionariato accademico e tecnologizzazione dei discorsi. L’indagine converge quindi sui generatori culturali del discorso (orale o scritto) e sul cosmopolitismo categoriale, fino a cogliere il principium individuationis che regola i rapporti tra discorso pubblico e discorso privato. I social media vengono inventariati come uno dei territori privilegiati della pauperizzazione discorsiva, nonché del progressivo impoverimento stilistico, dal quale infine proviene il pericoloso abbandono in cui versa la formazione umana nelle società occidentali
    corecore