1,721,058 research outputs found

    Il potenziamento umano: una finalità della medicina?

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    Il contributo affronta la tematica del potenziamento umano (human enhancement) prendendo le mosse dai seguenti interrogativi: fino a che punto la pratica medica può perseguire finalità che vanno al di là della terapia? Il potenziamento umano costituisce un fine della medicina? Dopo aver richiamato la distinzione tra terapia e potenziamento, l'autrice analizza la distinzione tra gli ends (fini) e i goals (scopi) della medicina proposta da Edmund Pellegrino e sottolinea come tale distinzione possa rivelarsi proficua dinanzi alle sfide poste dall’enhancement

    Medicina e Filosofia. Un dialogo possibile, anzi necessario

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    Il contributo mette in luce la possibilità, l'importanza e addirittura la necessità di una convergenza tra medicina e filosofia. Guardando alla filosofia della medicina, si sottolinea come questo preciso ambito disciplinare riesca ad arricchire la pratica medica, consentendole una maggiore comprensione della propria natura e dei suoi fini. L'autrice evidenzia però come il rapporto tra medicina e filosofia non debba essere inteso come un dialogo di tipo unidirezionale: avvicinandosi alla pratica medica, anche la filosofia ne risulterà arricchita sia metodologicamente sia concettualmente perché potrà trarre importanti spunti di riflessione in merito all'uomo, alla sua costitutiva finitezza e alle inevitabili esperienze di vulnerabilità e dipendenza legate ai vissuti di malattia

    Disposizioni del paziente: la nuova legge tedesca

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    Dopo aver esaminato i nodi essenziali della legge tedesca sul testamento biologico (approvata il 18 giugno 2009), l'autrice focalizza l'attenzione sul carattere vincolante riconosciuto dalla stessa legge alle disposizioni del paziente, evidenziando come questo non si traduca tuttavia in un'automatica concretizzazione delle volontà del malato. Il contributo affronta poi alcune questioni ancora aperte e sottolinea il vuoto legislativo sulle dichiarazioni anticipate di trattamento che ancora caratterizza il nostro Paese

    Il principio di beneficenza. Ripresa e attualizzazione di un principio cardine dell'etica medica e della bioetica

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    This research project highlights the theoretical value and practical application of the principle of beneficence, trying to underscore its meaning and primary role in medical ethics and bioethics. The linguistic clarification of this principle distinguishes “benevolence” from “beneficence” and attempts to specify what is meant by the expression “patient’s good” and the term “good”. On the one hand, this analysis points to the complexity of the nature of the words and meaning referred by the principle of beneficence. On the other hand, it underlines the presence of descriptive and value elements in the expression “patient’s good”. A survey of the descriptive and prescriptive content of the principle of beneficence brings about an inquiry into the foundation of the obligation to act for someone else’s good — both within medical practice and moral experience in general. Furthermore, this underlines the different justifications of that obligation during the main phases of medical ethics and bioethics. It also notes a weakening in the concept’s normative strength due to a gradual change from understanding it in terms of duty, to a formulation that appeals to the vocabulary of principles. In this way, beneficence becomes understood with reference to, and in contrast with, the other principles of biomedical ethics, especially the principle of autonomy. After analyzing the conflicts among the principles, this work discusses the inadequate theoretical consistency of the principle of beneficence within that setting and argues for the necessity of its reformulation. In order to reach this goal, the weak links of the Hippocratic-paternalistic and the libertarian-autonomy approaches are exposed, as well as their erroneous descriptions of the principles of beneficence and autonomy. On account of this, I refer to the normative model called “beneficence-in-trust”, proposed by E.D. Pellegrino and D.C. Thomasma. Through a phenomenological and teleological approach to the clinical encounter, this model locates the ends of medicine in acting for the patient’s good. Expressed in these terms, the principle of beneficence is grounded on a particular human relationship that will remain constant over time in medical practice despite the unavoidable modifications of medicine and its goals.Il lavoro di ricerca intende saggiare il valore teorico e la forza normativo-applicativa del principio di beneficenza, esaminando la centralità che il monito ad agire per il bene del paziente assume nell’etica medica e nella bioetica. L’analisi terminologica di questo principio distingue la beneficenza dalla benevolenza e cerca di precisare cosa si intenda con la locuzione “bene del paziente” e ancor prima a cosa alluda lo stesso termine “bene”. Da tale approfondimento emergono la complessità della natura e del significato dei termini chiamati in causa dal principio di beneficenza e la compenetrazione di elementi valutativi e descrittivi nella nozione di “bene del paziente”. L’indagine di carattere contenutistico e normativo del principio di beneficenza indaga il fondamento dell’obbligazione ad agire per il bene altrui nella pratica medica e nell’esperienza morale in generale. Esaminando le principali fasi di sviluppo dell’etica medica e della bioetica, si analizza poi la diversa giustificazione assegnata in ognuna di esse al monito ad agire per il bene del paziente. Si rileva così l’indebolimento della forza normativa della beneficenza a causa del graduale passaggio da una sua comprensione nei termini del dovere a una formulazione che si appella al lessico dei principi. In tal modo, la beneficenza viene compresa in riferimento agli altri principi dell’etica biomedica, entrando spesso in contrasto con essi, in particolar modo con quello di autonomia. In seguito alla trattazione del tema del conflitto tra principi, si constata l’insufficiente consistenza teorica del principio di beneficenza all’interno di tale impostazione e la necessità di una sua riformulazione. Dopo aver messo in luce i limiti degli approcci ippocratico-paternalistico e libertario-autonomistico così come le scorrette letture che questi offrono dei principi di beneficenza e di autonomia, si richiama il modello normativo della “beneficenza-nella-fiducia” (beneficence-in-trust), proposto da E.D. Pellegrino e D.C. Thomasma. Attraverso un approccio fenomenologico all’interazione clinica, tale modello ritrova i fini interni della medicina (ends) nell’agire per il bene del paziente. Concepito in questi termini, il principio di beneficenza risulta fondato su quella particolare relazione interpersonale che, nonostante le inevitabili modificazioni della medicina e delle sue finalità, rimarrà costantemente presente nella pratica medica

    Vivir al ritmo de las mareas: el oficio del pulpeo

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    Un viaje al Camino de los Pulperos en la Patagonia para conocer la historia de un oficio que aún hoy sigue dando sustento a numerosas familias y es acervo de saberes y tradiciones. Ligada fuertemente al cuidado ambiental y el respeto de los recursos y su hábitat, la pulpeada transita entre las mareas y es parte de la génesis de la pesca artesanal.Fil: Cinti, Ana. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas. Centro Científico Tecnológico Conicet - Centro Nacional Patagónico. Centro para el Estudio de Sistemas Marinos; ArgentinaFil: Marin, Francesca. University of Aberdeen; Reino Unid

    Potenziamento genetico e obbligazione morale

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    Il contributo affronta le sfide del potenziamento genetico, prendendo le mosse dalle considerazioni sul tema sviluppate da Julian Savulescu. Relativamente a tale tematica, la posizione dello studioso risulta provocatoria: egli infatti, oltre a ritenere permissibile l’impiego delle tecnologie genetiche per promuomovere il benessere dell’uomo e consentirgli il raggiungimento di una vita migliore, considera il loro utilizzo come oggetto di obbligazione o ragione morale. Dopo aver riassunto l’impostazione teorica di Savulescu, l'articolo analizza il significato che egli attribuisce ai concetti di benessere, vita migliore e obbligazione morale. Emergono così le problematiche che derivano da tali scelte terminologiche qualora esse non siano accompagnate da un’adeguata riflessione critico-filosofica. Il contruibuto termina con alcune considerazioni conclusive che mettono in luce come l’applicazione dell’ingegneria genetica a scopi miglioristici dia luogo al riduzionismo ontologico e all’aumento della discriminazione e dell’ingiustizia sociale
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