1,688 research outputs found

    Amelia oder Ein Maskenball

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    von Giuseppe Verdi. Dichtung von Somma und Maria Piave. (Johann Christoph Grünbaum.

    Finestre parlanti. A Proposito di alcune finestre con iscrizione da chiese abruzzesi di età medievale

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    The contribution provides a first contextualisation of the use of inscriptions found on the windows of some important churches in Abruzzo (S. Maria Assunta di Bominaco, S. Pietro ad Oratorium, S. Clemente al Vomano, S. Sisto a L'Aquila) . The inscriptions were made at the time of the construction of the buildings and were placed on windows located in the apses or close to the presbyterial area. In such positions they were in close relationship with the services conducted inside the edifices and were clearly aimed at enhancing the functional and symbolic value of windows as means of transmitting the light. A first examination of the attestations outside the regional context has highlighted some degree of concentration of this phenomenon mostly related to monastic contexts between the eleventh and twelfth centuries

    Approccio mini-invasivo keyhole sovraorbitario versus endoscopico endonasale per i tumori del basicranio anteriore: vantaggi e svantaggi in rapporto ai differenti corridoi chirurgici. Vantaggi dell’approccio combinato. Studio anatomico degli approcci chirurgici su cadavere.

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    Le patologie tumorali del basicranio anteriore rappresentano un’importante sfida per la neurochirurgia. Negli ultimi anni le tecniche chirurgiche sono migliorate e perfezionate allo scopo di determinare un’asportazione sempre più radicale della patologia tumorale, preservando le strutture neurovascolari in assenza di manipolazione del parenchima cerebrale. Si è passati dalla tecnica open craniotomica alla tecnica mininvasiva sia microchirurgica che endoscopica. Il nostro studio vuolesottolineare i vantaggi e gli svantaggi della tecnica endoscopica endo-nasale estesa (EEA) e dell’approccio sopraorbitario (SKA) per l’asportazione dei tumori del basicranio, sottolineando ancheil rafforzamento del risultato che avviene unendo i vantaggi delle due tecniche (approccio combinato). Lo studio è stato condotto su 66 pazienti operati presso la nostra Istituzione dal 2008 al 2022, considerando al periodo del Covid: 34 pazienti sono stati sottoposti a SKA ( 51,8%), 25 pazienti (38.8%) ad EEA e 7 (9.25%) pazienti ad approccio combinato, per asportazione di lesione del basicranio anteriore. Tutti i pazienti sono stati sottoposto a studi radiologi pre ed post-operatori, con un follow-up ad un anno. Uno studio statistico ha permesso la comparazione dei due approcci con risultati statisticamente significativi. A completamento dei dati raccolti ed elaborati riguardo la tecnica chirurgica, si è aggiunta la possibilità di uno studio anatomico degli approcci su cadavere. Abbiamo aggiunto ai due approcci usati nella pratica chirurgica (SKA e EEA), l’approccio minipterionale sinistro e l’approccio interemisferico destro. La dissezione anatomica-chirurgica delle teste è stata svolta presso il Laboratorio di Neuronatomia Chirurgica ( LSNA: laboratory of Surgical Neuroanatomy) di Barcellona, diretto dal Prof. Alberto Prats-Galino e dal Prof. Alberto di Somma. La dissezione è stata fatta su 6 teste. Per ogni testa è stato possibile praticare i 4 approcci. Mediante sistema di navigazione e software Amira è stato possibile eseguire l’analisi qualitativa e quantitativa (working area e surgical freedom) per ogni approccio per ogni testa e compararliThe most important target of minimally invasive surgery is to obtain the best therapeutic effect with the least iatrogenic injury. In this background, a pivotal role in contemporary neurosurgery is played by the supraorbital keyhole approach (SKA) proposed by Perneczky for anterior cranial base surgery and endoscopic endonasal approach (EEA). In this study, these approaches presented as a possible valid alternative to the traditional craniotomies in anterior cranial fossa meningioma removal. From January 2008 to January 2022 at our department, 66 patients underwent anterior cranial base meningioma removal. 34 patients (51.8%) were treated by SKA group, 25 (38.8%) by EEA and 7 (9.25%) patients with an combined (group CO), all affected by tumor lesions of the anterior skull base. A clinical and neuroradiological pre- and postoperative evaluation were performed, with attention to eventual complications, length of surgical procedure, and hospitalization. Compared to traditional approaches the supraorbital key-hole approach and endoscopic approach were associated neither to a greater range of postoperative complications nor to a longer surgical procedure and hospitalization while permitting the same lesion control. With these techniques minimization of brain exposition and manipulation with reduction of unwanted iatrogenic injuries, neurovascular structures preservation, and a better aesthetic result are possible. In our experience, a significant trend emerges towards achieving complete resection of the neoplasm with a lower number of complications in the SKA; while in the SKA a better outcome of visual function was obtained. The choice of a transcranial or endoscopic endonasal is based on the characteristics of the tumor, the skills of the surgeon and the clinical condition of the patient. To better compare the different approaches, dissection was carried out on a cadaver at the anatomy laboratory, directed by Prof Prats-Galino and Somma in Barcelona. A study was performed on six cadaver heads. Each cadaver underwent an EEA, right SKA, left minipterional approach and right intermisferic approach. For each approach practiced on each head it was possible to perform qualitative and quantitative analysis

    Committenza e botteghe di lapicidi in Abruzzo nell’XI secolo,

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    Il contributo prende in esame alcuni elementi di decorazione architettonica conservati in edifici di culto dell'area valvense e della Marsica datati nei decenni finali dell'XI secolo. Se ne evidenziano le particolarità compositive e i motivi decorativi che sembrano rimandare a specifiche maestranze per le quali, in alcuni casi, è evidente la relazione con una committenza di matrice comitale. I territori in esame furono infatti a partire dalla fine del X secolo sotto il controllo della famiglia dei Conti dei Marsi di provenienza transalpina. I pezzi esaminati provengono dal complesso valvense a Corfinio, dalla chiesa di S. Panfilo a Sulmona, dal monastero di S. Benedetto in Perillis e dal monastero marsicano di S. Maria in Valle Porclaneta

    Fibrous minerals from Somma-Vesuvius volcanic complex

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    A survey on fibrous minerals coming from the densely populated area of Campania around the Somma-Vesuvius volcanic complex (Italy) was performed by means of a multi-methodological approach, based on morphological analyses, EMPA/WDS and SEM/EDS applications, and unit-cell determination through X-ray diffraction data. Such mineralogical investigation aims to provide suitable tools to the identification of fibrous natural phases, to improve the knowledge of both geochemical, petrogenetic and regional mineralogy of Somma-Vesuvius area, and to emphasize the presence of minerals with fibrous habit in all volcanic environments. The survey also fits well in the calls of health and environment of Horizon 2020 program of the European Commission (Climate Action, Environment, Resource Efficiency and Raw Materials)

    Le città abruzzesi nell’altomedioevo: un quadro multiforme tra declino e nuove centralità

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    Il contributo ricostruisce sulla base delle recenti indagini archeologiche e la revisione delle conoscenze pregresse le trasformazioni urbane delle città romane dell'attuale territorio abruzzese tra tarda antichità e altomedioevo in rapporto all'inserimento degli edifici di culto cristiani, alla creazione di apparati difensivi e all'inserimento delle popolazioni germaniche

    Metodi costruttivi e modi di abitare lungo l’Appennino centrale in età medievale: alcuni esempi tra Regnum e Stato della Chiesa, seguendo l’impiego del calcare

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    L’area dell’Italia centrale compresa tra Lazio ed Abruzzo rappresenta un contesto territoriale per molti versi omogeneo sia dal punto di vista storico, che geografico ed ambientale. Nel corso del basso medioevo fu a lungo contesa tra Regnum e Stato della Chiesa. Si presenta una prima organica definizione dei caratteri dell’edilizia abitativa, caratterizzata dal punto di vista materiale dall’uso capillare del calcare e che trova espressione solo in pochi casi in contesti marcatamente urbani e una ben più ampia casistica nei centri incastellati veri punti focali dell’insediamento demico. Un consistente limite alla possibilità di ricostruzione dell’edilizia abitativa medievale di questi territori è costituito dall’elevato rischio sismico che li caratterizza e che ha avuto periodiche manifestazioni significative, determinando la perdita o la sostanziale compromissione della sua edilizia storica, solo in parte integrato da una documentazione scritta dispersa e ancora in gran parte inedita. Vengono esaminati alcuni contesti che per conservazione delle strutture in elevato o perché oggetto di indagini archeologiche recenti restituiscono un primo e sintetico quadro dei modi dell’abitare, per quanto riguarda i centri urbani, Rieti e L’Aquila, per i castelli Ocre, Albe Vecchia e Pentima/Corfinio
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