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Dell'identità al passato: il caso della preistoria sarda
I luoghi, la storia, la memoria sono alla base del senso di appartenenza e della formazione di identità di piccole e grandi comunità. In questo contributo si esaminano le immagini che i sardi hanno del loro passato più lontano e, nello specifico, le modalità attraverso le quali l'eredità della preistoria nuragica sia adoperata per la costruzione della coscienza del "noi" e per la formazione di autorappresentazioni collettive
Il fondo Pietro Maria Cossu (1878-1948) della Biblioteca Universitaria di Cagliari. Una proposta di ordinamento virtuale
All'interno del fondo Manoscritti numerazione romana della Biblioteca Universitaria di Cagliari è conservato un complesso di documenti eterogenei appartenuti a Pietro Maria Cossu (sacerdote vissuto in Sardegna tra il 1878 e il 1948) e da lui donati a seguito della sua morte, avvenuta nel 1948. Questo contributo, attraverso un'analisi esaustiva della vita e delle attività di Cossu, presenta il fondo nella sua interezza, evidenziando i metodi di conservazione e descrizione adottati dall'istituzione e suggerendo una potenziale organizzazione virtuale del fondo utilizzando il software di descrizione archivistica Archimista.Within the Manoscritti numerazione romana collection of the Biblioteca Universitaria of Cagliari, a repository of diverse documents belonging to Pietro Maria Cossu (priest who lived in Sardinia between 1878 and 1948) is preserved following a donation in 1948. This contribution, through a comprehensive analysis of Cossu’s life and activities, presents the collection in its entirety, highlighting the preservation and description methods adopted by the institution and suggesting a potential virtual organization of the collection using the archival description software Archimista
Antropologia e archeologia: frontiere e saperi in movimento
Adottando un approccio storiografico e critico si indaga l’interazione fra due ambiti delle scienze umane, quello dell’antropologia culturale e quello dell’archeologia, prestando particolare attenzione al contesto italiano e prendendo in considerazione uno degli oggetti e strumenti di indagine comuni: la cultura materiale. L’esame di immaginari scientifici e pratiche accademiche, anche attuali, è il punto di partenza per individuare i percorsi non lineari di avvicinamento e allontanamento fra i due ambiti disciplinari e per un loro inquadramento nei più ampi processi di ridefinizione dei saperi e delle metodologie di indagine tra la fine Ottocento e gli anni Settanta del Novecento. Gli apporti reciproci all’interdisciplinarità sono analizzati attraverso l’operato di tre studiosi: André Leroi-Gourhan, Ranuccio Bianchi Bandinelli ed Ernesto de Martino
Riti di fondazione
Per la prima volta 28 studiosi di vari ambiti disciplinari, con il coordinamento scientifico di un'antropologa culturale e di due archeologi esperti di preistoria del Mediterraneo e di studi sul mondo antico, offrono una ricostruzione della vita in Sardegna all'epoca dei nuraghi (XVIII-VIII sec. a.C.) prestando attenzione al rapporto delle genti nuragiche con l'ambiente, con il territorio, con le altre culture coeve, e destinando approfondimenti e sguardi interdisciplinari ai temi del lavoro e della produzione, della vita quotidiana, dei culti e dei riti, dei miti e delle credenze, della cultura materiale e del mutamento culturale di una civiltà complessa e dinamica. Il ricco apparato iconografico del volume, con tavole di ricostruzioni di ambienti e scene di vita, è l'esito della più aggiornata ricerca scientifica riguardo al tempo dei nuraghi
Bioreactors landfills: comparison and kinetics of the different systems
The need for more sustainable landfilling has increased interest in bioreactor landfills as a suitable tool for optimising degradation processes. Bioreactors can be categorised as follows: anaerobic, aerobic, semi aerobic and hybrid. The choice of a specific bioreactor can be strongly influenced by the desired treatment objectives (i.e., energy recovery, increased rate of waste stabilisation, washing) as well as by the specific site conditions (e.g., waste characteristics, climate and social/economic situation, regulations). However, the increased rate of waste stabilisation should be the primary driving principle in the bioreactor landfill design (Cossu, 2010). Full-scale bioreactor landfills are still uncommon and one of the reasons is the perception that the effectiveness of this technology is not well demonstrated. This paper aims to contribute to filling this knowledge gap by analysing and comparing the lab scale applications of different types of bioreactors available in the literature and providing a survey of the different methods by considering their respective advantages and disadvantages. Qualitative analysis of the main types of bioreactor landfills is provided according to a few selected characteristics (i.e. energy recovery, biochemical kinetics, technological complexity, costs). Considering landfill sustainability, the discussion is primarily focused on the quantification of the stabilisation capability of the different bioreactors which is calculated in terms of COD and ammonia removal kinetics. The results demonstrate that the optimisation of COD removal kinetics is the highest in aerated bioreactors, while ammonia removal kinetics is maximum in hybrid bioreactors (i.e., 6 and 10 times higher, respectively, compared to the anaerobic bioreactors)
Grotza: étymologies possibles
M. G. Cossu (éd.), I limoni sono verdi di speranza. Scritti in memoria di Antonio Cossu [Mélanges en mémoire d'Antonio Cossu], Cagliari, Condaghes: 413-419Mélanges d'article
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