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«Proščanie s letom»: sovetskie marginalii k dačnomu toposu
The current article continues the author’s research carried out in the articles “At the Origins of ‘Dacha Topos’” (“Russian Estate in a Global Context”, issue 2) and “On the Concept of Petersburg ‘Dacha Folklore’” (“Russian Estate in a Global Context”, issue 6). This article examines the fate of Russian “dacha culture” in the 1920s, following the revolutionary break of 1917. Such seemingly opposite concepts as “amateurism” (a fundamental element of Russian Silver Age summer dacha life and all its daily rituals) and “self-activity” (the complex creative initiative of the “grassroots”, an important element in the political discourse of the Soviet government in the 1920s) are brought into focus. Relying on sources of various kinds (journalistic, theatrical, literary, folklore, and everyday life), the author aims to revise the dialectical relationship between “loss” and “gain” as applied to the dacha summer leisure of the democratic strata of the Russian-Soviet population before and after the revolutionary shift, as well as to the places where it took place
Costruendo il popolo e il popolare. Il secolo breve della folkloristica russa
Saggio introduttivo alla prima antologia italiana sul folklore novecentesco russo
Innalzamento di mari e oceani, prospettive future
Dal 1901 al 2018 il livello medio di mari e oceani terrestri è cresciuto di circa 20 centimetri. Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC AR6, 2021), negli ultimi 25 anni questo innalzamento è diventato più rapido. Inoltre, il fatto che mari e oceani stiano rispondendo al riscaldamento globale superficiale con un certo ritardo, fa supporre che le conseguenze del global warming sulla porzione marina del globo saranno persistenti, per diversi secoli o addirittura millenni, anche nel caso in cui le emissioni di gas serra dovessero ridursi fino ad arrestarsi
Understanding the Novel though Popular Culture: Notes on Russian and Soviet (Avto)instsenirovka
This paper attempts to provide a better understanding of the aesthetic nature and cultural function of the (Avto)instsenirovka genre in Late-Imperial and Revolutionary Russia. Widely spread at the end of the 19th century in the context of working-class theatres and temperance reform, theatrical adaptations of novels often served lowbrow audiences as first approaches or ‘surrogates’ for the reading of source texts. Rejected by cultural elites of the 1910s, who perceived it to be a violation of the concept of authorship, in the new political landscape of the 1920s the genre contributed to the birth of a new kind of ‘peasant’ theatre that was shifting from orality to literacy. It is within the theoretical framework of popular culture, in its receptive aspects more than in its ways of production, that this common (yet so far little-analysed) theatrical genre can today give insight into the changes in mass taste and cultural consumption of pre-revolutionary and Soviet society
Materiali per uno studio dei parchi e teatri di fabbrica a Pietroburgo
Si analizza da un punto di vista storico-culturale e architettonico il fenomeno dei parchi-teatri di fabbrica nella Pietroburgo pre-rivoluzionari
Soglie, isole, orti urbani. Note a margine del ‘testo pietroburghese’
Il saggio approfondisce il concetto benjaminiano di "soglia", applicandolo all'opera paesaggistica del pittore del "Mir iskusstva" Mstislav Dobužinski
Drama A. Bloka "Balagančik" i evropejskaja kul'turnaja tradicija: razmyšlenie nad istokami
Una romanza crudele. Estetiche e politiche del folklore nella Russia del '900
Una romanza crudele è la storia dei rapporti fra potere e cultura popolare nel Novecento russo-sovietico, narrata attraverso le voci dei più importanti teorici e studiosi dell’epoca.
I quindici saggi che compongono questa antologia, apparsi tra il 1901 e il 1984 e presentati per la prima volta in traduzione italiana, offrono al lettore uno spaccato inedito del dibattito demologico russo: la crisi del populismo e la decostruzione del mito contadino, l’invenzione del proletariato e delle sue tradizioni, la critica al gusto piccolo-borghese, il fakelore staliniano in stile realsocialista, le canzoni del dissenso e del Gulag, fino all’aperta contestazione degli anni della perestrojka.
Riemerge così, tra le righe del discorso di propaganda, l’autobiografia di un popolo che parve a molti di noi aver finalmente conquistato, nella cultura egemonica e nella grande storia, il proprio “diritto alla città”
Verso la Città verde. Itinerari di un’utopia fra letteratura e architettura
Si analizza la novella di Aleksandr Čajanov "Viaggio di mio fratello Aleksej nel paese dell'utopia contadina" e i piani disurbanisti per Zelenyj gorod (Città verde) sullo sfondo dell'utopia architettonica della città-giardino
Per una definizione di ‘letteratura kolchoziana’: arte di propaganda, primitiva o provinciale?
Saggio di estetica della letteratura contadina (kolchoziana) sovietica dell'epoca del primo piano quinquennale
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