3,145 research outputs found

    Carta archeologica della provincia di Siena. Volume I. Il Chianti senese (Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Gaiole in Chianti, Radda in Chianti)

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    Il Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell'Università di Siena e l’Amministrazione Provinciale di Siena cooperano dal 1990 alla realizzazione della Carta Archeologica della Provincia (direzione scientifica del progetto: Riccardo Francovich e Marco Valenti). In questo volume vengono presentati i risultati delle indagini svolte nel Chianti, l’area scelta per iniziare la carta archeologica del Senese e insieme a questi sono illustrati anche i criteri di documentazione adottati nella decodificazione delle tracce e la modellistica interpretativa realizzata

    Poggio Imperiale a Poggibonsi: dal villaggio di capanne al castello di pietra. Dal villaggio di capanne al castello di pietra. I. Diagnostica archeologica e campagne di scavo 1991-1994

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    Il volume tratta dei risultati delle prime quattro campagne di scavo condotte dall'Università di Siena e coordinate da Marco Valenti sulla sommità collinare di Poggio Imperiale, immediatamente ad ovest della cittadina di Poggibonsi. Il complesso murario di età rinascimentale cinge - seppur in maniera incompleta - una superficie di circa 12 ettari che fin dai primi saggi è apparsa come un territorio interessato da una lunga frequentazione che dall'età del Ferro è giunta almeno all'epoca romana, così come attestano i numerosi reperti ceramici. Il popolamento sarebbe nell'altomedioevo - data la posizione strategica della collina - con la costruzione (databile al X secolo) di un modesto castello comprendente una torre, la chiesa e poche abitazioni a capanna. La vicinanza della via Francigena, le contese fra le varie signorie feudali e l'incerto confine fra Firenze e Siena fecero sì che fra XII e XIII secolo si giungesse prima all'erezione del villaggio fortificato di Podium Bonizi e poi all'ulteriore rafforzamento effettuato dalla Repubblica Fiorentina a difesa dei suoi territori più meridionali. Le fasi di questo lungo divenire sono state attentamente studiate e ricostruite in più interventi di scavo e le analisi condotte sulle strutture difensive, le abitazioni, la chiesa e il cimitero altomedievale, la cisterna e infine sui reperti ceramici e vitrei, le monete e i manufatti in ferro ci hanno restituito il secolare vissuto della popolazione di questo centro e hanno contribuito a meglio conoscere il fenomeno dell'incastellamento nell'Italia central

    For a participatory culture: the experience of Archeòtipo srl and the Poggibonsi Archaeodrome (Italy, prov. Siena)

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    The Poggibonsi Archaeodrome, presented by Marco Valenti and Federico Salzotti, is a project backed by the Siena Museums Foundation and the City of Poggibonsi, that started in 2014 with a small share of public funds. The project pursues an in-progress full scale reconstruction of the 17 structures found during the excavation of a Carolingian Age village in Poggibonsi, aiming not simply at rebuilding features, but at creating «a real “Archaeodrome experience”, making it a place where people can learn while having fun, getting in direct contact with the materiality of history by living and experimenting it». The Poggibonsi Archaeodrome, that is now managed by Archeòtipo srl, has witnessed an immediate success in terms of visitors and followers, as well as gaining the attention of national and local mass media

    DEI TEATRI, DELLA MEMORIA. VII EDIZIONE. Rassegna teatrale, Direzione artistica Cristina Valenti

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    RASSEGNA TEATRALE “DEI TEATRI, DELLA MEMORIA”, VII EDIZIONE. Direttore artistico CRISTINA VALENTI Bologna, Giardino della Memoria di Ustica, 1 luglio - 29 luglio 2015 Nel XXXV Anniversario della Strage di Ustica l'Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica propone, da giugno ad agosto, al Giardino della Memoria, davanti al Museo per la Memoria di Ustica, luogo che tiene viva la memoria della strage e delle vittime, una serie di appuntamenti particolarmente significativi in cui le varie forme di spettacolo si intrecciano ai linguaggi più innovativi. La rassegna DEI TEATRI, DELLA MEMORIA, con la direzione artistica di Cristina Valenti e il patrocinio del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, giunge nel 2015 alla sua VII edizione e si inserisce nel più ampio progetto "Dalla verità alla storia" promosso da Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, Museo per la Memoria di Ustica. Con il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, Provincia di Bologna, Comune di Bologna, MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Quartiere Navile, bè bolognaestate 2015, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. Si tratta di cinque appuntamenti, programmati con scadenza settimanale dall’1 al 29 luglio 2014, con artisti e compagnie teatrali d'eccellenza, che operano nel campo dell’Innovazione, inseriti in un progetto dedicato alla memoria come impegno nel presente. Da Maria Paiato, che apre la rassegna con un monologo dello scrittore cileno Roberto Bolaño (Amuleto), ad Arianna Scommegna, protagonista del testo di Renata Ciaravino (Potevo essere io), l’itinerario teatrale nel Giardino della Memoria affianca alla presenza di grandi interpreti femminili del teatro italiano, quella di un altrettanto grande interprete maschile quale Marco Baliani con il suo nuovo monologo sulla Prima Guerra Mondiale (Trincea), per arrivare ai cinque progetti finalisti del Premio Ustica per il Teatro, giovani artisti capaci di coniugare l’esercizio della memoria con l’impegno civile e la denuncia, sino allo spettacolo della Compagnia ScenaMadre La stanza dei giochi, interpretato da due bambini, sorprendente vincitore del Premio Scenario Infanzia nel 2014

    Poggio Imperiale a Poggibonsi. Il territorio, lo scavo, il parco

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    Poggio Imperiale è oggetto sin dal 1991 di indagini archeologiche da parte del dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell’Università di Siena, sotto la direzione scientifica di Marco Valenti e di Riccardo Francovich. A oggi sono stati indagati oltre due ettari del deposito archeologico, rivelando una complessa sequenza antropica: la diacronia abitativa ha infatti inizio nei secoli della tarda romanità, prosegue per tutto l’altomedioevo e, dopo un’apparente interruzione, riprende fra metà XII secolo e inizi XIV secolo. In questo periodo il sito ha rappresentato il vero centro storico di Poggibonsi: tra 1155 e 1270 vi sorgeva infatti il castello – poi nucleo urbano – di Podium Bonizi, distrutto nel 1270 dalle truppe fiorentine. Nel XV secolo la collina vide la costruzione di una grande fortezza, realizzata su progetto di Giuliano da Sangallo per volontà di Lorenzo il Magnifico. Questo volume ripercorre il lavoro archeologico svolto nella fortezza di Poggio Imperiale, contestualizza il monumento nel suo territorio, aggiorna sulla politica di valorizzazione del patrimonio culturale da parte del Comune e illustra la costruzione del Parco Archeologico e Tecnologico di Poggio Imperiale a Poggibonsi, aperto nel settembre 2003

    Poggio Imperiale a Poggibonsi (SI). Campagne di scavo 2017-2018

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    Since 2017, after 8 years of interruption, we resumed the excavation of Poggio Imperiale at Poggibonsi (SI), under the direction of Marco Valenti (University of Siena). The longue durée occupation of the site, already recognized in the previous research campaigns, revealed the human constant presence for over a thousand years, from a small village in the 5th century CE, to a Lombard village in the 7th to 8th centuries CE, and finally to a Carolingian curtis of the 10th to 11th centuries. After the 11th century, which for no evidence of occupation has been identified, during the 12th and 13th centuries the fortified village of Poggio Bonizio was founded in 1155 and destroyed in 1270 by Florence. The latest occupation phase dates to 1313, with the foundation of Monte Imperiale by the emperor Arrigo The Seventh. The 2017 and 2018 excavation campaigns have been extremely interesting because new data on the south-western slopes of Poggio Imperiale were brought to light, especially related to the large and structured factory district of Poggio Bonizio. The early Middle Ages structurews found in the last campaign confirms the 7th to 9th centuries occupation also for this area

    "C'era una volta". La ceramica medievale nel convento del Carmine a Siena

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    Il CD-ROM presenta, in forma multimediale, il percorso della mostra ospitata nel complesso museale Santa Maria della Scala e concernente il recupero di oltre quattrocento manufatti ceramici interi, databili nella prima metà del XIV secolo, utilizzati come riempimento di una volta del convento del Carmine a Siena. Il riempimento si componeva prevalentemente di ceramica alternata a gettate di terra e i materiali utilizzati presumibilmente provenivano dalle numerose botteghe di artigiani presenti in questa zona nel Trecento. I manufatti erano destinati a riempire l'intercapedine tra la volta e le pareti degli ambienti che essa sosteneva; al tempo stesso erano sufficientemente leggeri da non gravare eccessivamente con il loro peso. L'intero recupero è stato sottoposto a restauro e costituisce una significativa occasione per cogliere appieno i numerosi aspetti dell'organizzazione della vita quotidiana di Siena nel Trecento. La mostra, curata da Riccardo Francovich e da Marco Valenti dell'Area di Archeologia Medievale dell'Università di Siena, ha visto impegnati il LIAAM (Laboratorio di Informatica Applicata all'Archeologia Medievale), numerosi specialisti nei campi dell'archeometria, delle analisi paleobotaniche, archeozoologiche, ecc

    Marco Valenti, Miranduolo in Alta Val di Merse (Chiusdino - Siena). Un villaggio del regno longobardo tra vocazione mineraria e rurale: VII-VIII secolo

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    La menzione del castello di Miranduolo in un documento dei primi anni dell’XI secolo non è esaustiva riguardo alla sua storia, che in realtà prende avvio molto prima: essa compare infatti ben quattro secoli dopo l’iniziale forma di popolamento riconosciuta. Proprio la modalità d’indagine estesa all’intera collina ha permesso di ricostruirne la diacronia di occupazione e le relative trasformazioni o i radicali cambiamenti, iniziati nell’alto medioevo. La periodizzazione completa è la seguente: Periodo VIII: inizi VII - fine VII secolo; Periodo VII: VIII secolo; Periodo VI: inizi IX - seconda metà X secolo; Periodo V: ultimo quarto X - primo quarto XI secolo; Periodo IV: secondo quarto XI - secondo quarto XII secolo; Periodo III: seconda metà XII - prima metà XIII secolo; Periodo II: terzo quarto XIII - metà XIV secolo; Periodo I: metà XIV secolo - età contemporanea. Si tratta di uno dei principali contesti che fece coniare a Gian Pietro Brogiolo la definizione di “scavi fortunati”; fraintesa da Riccardo Francovich, ne nacque l’idea di un seminario tenutosi a Poggibonsi e dalla conclusione rocambolesca, che non ha mai trovato pubblicazione probabilmente proprio a causa della sua conclusione ma ricordato di recente sul numero di celebrazione dei 40 anni della rivista Archeologia Medievale4. Le dimensioni che ha assunto lo scavo archeologico rendono il caso di Miranduolo eccezionale

    Mappe ristrette. Due anni di Teatro Carcere in Emilia Romagna. 2011-2012

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    Il volume "Mappe ristrette", a cura di Cristina Valenti, inaugura la collana “Quaderni di Teatro Carcere”, diretta da Cristina Valenti e Paolo Billi e promossa dal Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna (di cui Cristina Valenti è consulente scientifico), una rete di progetto che unisce le strutture teatrali che operano all'interno degli Istituti penali della Regione. I materiali raccolti disegnano la geografia di un paesaggio assai diversificato che si snoda da Parma a Forlì, passando per Reggio Emilia, Modena, Castelfranco Emilia, Bologna, Ferrara, dove le esperienze teatrali in carcere riflettono competenze, metodologie e approcci artistici che spaziano dal teatro d’attore a quello di figura, dalla musica alla videoarte, dal teatro partecipativo alla performance. Il volume dà conto dei progetti "Stanze di Teatro in Carcere", sviluppati nel biennio 2011-2012 all’interno e all’esterno degli istituti di pena, e finalizzati a mettere in relazione la popolazione reclusa e la società civile. All’Introduzione di Cristina Valenti ("Mappe ristrette, al centro del teatro contemporaneo") seguono i capitoli "Dialoghi teatrali" (contributi di personalità diversamente coinvolte nell’attività teatrale in carcere: registi, magistrati, pedagogisti, studiosi di teatro, antropologi, assessori) e "Lectio" (affidate a rappresentanti di prestigio delle diverse aree coinvolte: Armando Punzo per il teatro, Giuliano Scabia per la pedagogia teatrale nel sociale, Gherardo Colombo per la magistratura). A seguire, gli Atti del seminario di studi "La valutazione degli interventi formativi: il caso Teatro/Carcere", con presentazione di Cristina Valenti e interventi di Paolo Billi, Carla Brezzo, Desi Bruno, Marco De Marinis, Elisabetta Laganà, Giulia Innocenti Malini, Maria Longo, Francesco Maisto, Alessandro Margara, Massimo Marino, Vito Martiello, Armando Punzo, Piergiorgio Reggio, Armando Reho, Antonio Taormina, Cristina Valenti. Completano la pubblicazione due testi teatrali prodotti dagli attori-detenuti di Bologna e Castelfranco Emilia, nell’ambito dei laboratori teatrali; e un percorso per immagini che restituisce la ricchezza e la varietà dei processi creativi. In conclusione una mappa dei soggetti aderenti al Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna (Con...tatto, Giolli, Gruppo Elettrogeno, Le Mani Parlanti, Teatro dei Venti, Teatro del Pratello, Teatro Nucleo), con indicazione delle rispettive tipologie di attività . Il volume comprende scritti di Patrizio Bianchi, Paolo Billi, Carla Brezzo, Desi Bruno, Gherardo Colombo, Marco Dallari, Marco De Marinis, Piergiorgio Giacchè, Elisabetta Laganà, Giulia Innocenti Malini, Maria Longo, Francesco Maisto, Alessandro Margara, Massimo Marino, Vito Martiello, Armando Punzo, Piergiorgio Reggio, Armando Reho, Giuliano Scabia, Antonio Taormina, Stefano Tè, Cristina Valenti

    Prefazione [a Longobardi: un passato declinato al futuro]

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    Sintesi sull'Italia considerando, oltre alle relazioni, anche l'edito e le ricerche pregresse e in corso
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