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Produzione, riproduzione e distinzione. Studiare il mondo sociale con (e dopo) Pierre Bourdieu
Il volume, traendo ispirazione dal convegno internazionale “Scienza e critica del mondo sociale: la lezione di Pierre Bourdieu” tenutosi a Cagliari il 6-7 giugno 2013, vuole contribuire alla riflessione sul sistema di concetti e di principi epistemologici che guida la ricerca bourdieusiana. Il file rouge, che unisce i contributi raccolti, è l’idea che la lezione sul metodo del sociologo d’oltralpe fornisca ancora gli strumenti per un’analisi insieme critica, teoricamente rigorosa, ed empiricamente fondata del mondo sociale contemporaneo
Introduzione di "Produzione, riproduzione e distinzione. Studiare il mondo sociale con (e dopo) Pierre Bourdieu
Scienza e critica del mondo sociale. La lezione di Pierre Bourdieu.
Questo volume propone una lettura di alcuni aspetti, forse i più importanti, dell’opera di
Pierre Bourdieu.
L’eredità di Bourdieu è una conoscenza che rinuncia alle false antinomie, come micro/ macro, strutture/attori, soprattutto scienza sociale/militanza. L’habitus e il campo sono i concetti-chiave che servono per smascherare le relazioni di dominio, concetti legati tra di loro da una relazione di complicità, latente ma spesso costitutiva, com’è quella tra donna e uomo, e in grado, però, di accelerare le trasformazioni sociali.
Coerentemente con il programma Bourdieusiano, i contributi di ricerca raccolti in questo volume mobilitano un apparato concettuale che porta uno sguardo critico sui processi sociali che contribuiscono alla naturalizzazione delle disuguaglianze e fanno proprio un imperativo di riflessività e di vigilanza epistemologica che obbliga la ragione sociologica a offrire un’occasione di liberazione da tutte le forme di dominio
Introduzione
Non si può certo sostenere che, in questi ultimi anni, in Italia l’interesse per Bourdieu non si sia affievolito, dopo una rapida ripresa dovuta, invero, a un numero circoscritto di scienziati sociali. Certo non sono mancate lodevoli traduzioni di suoi libri, da tempo inediti in Italia, sono stati organizzati seminari focalizzati sulle sue categorie d’analisi e sulla sua metodologia, ma tutto questo ha mostrato un carattere episodico. Una discontinuità che non ha comunque ridotto l’importanza dei momenti di discussione su Bourdieu. Anzi, essi hanno avuto il merito di scoprire aspetti pressoché interamente sfuggiti alla critica, di pensare e presentare concetti non nuovi in prospettive nuove, come è avvenuto in un’occasione di confronto nel 2012, che ha prodotto una pubblicazione curata da Emanuela Susca.1 O di riprendere tenacemente a chiedersi e a chiedere cosa è stato fatto (o non fatto) e cosa era possibile se non auspicabile fare con gli strumenti concettuali e analitici che l’opera di Pierre Bourdieu mette a disposizione, come nella tavola rotonda promossa ancora nel 2014 da Marco Santoro, forse il maggiore artefice di una ricognizione degli “usi e non usi” dell’opera di Bourdieu in Italia. E qui affiorava quella sensazione che l’ampia disseminazione del lessico bourdieusiano (habitus, campo, pratiche, violenza simbolica) nell’ambito delle diverse discipline culturali, si presentasse come frammenti di prospettive sociologiche e antropologiche difficilmente ricomponibili in idee e pratiche, fondamentali per comprendere un mondo sociale complesso ma anche unitari
Tra autonomia ed eteronomia: alla ricerca di un equilibrio. Un’introduzione
Negli ultimi decenni, il sistema universitario italiano è stato attraversato da profonde trasformazioni che hanno ridefinito il suo assetto istituzionale, organizzativo e culturale. L’equilibrio tra autonomia ed eteronomia (Pitzalis, 2002), tra libertà accademica e regolazione esterna, è divenuto sempre più precario, con un impatto significativo sulla didattica, sulla ricerca e sul ruolo sociale dell’università. Questa istituzione, tradizionalmente concepita
come dedita alla produzione e trasmissione del sapere, è oggi soggetta a logiche di performance e accountability che ne ridefiniscono gli obiettivi e le strategie (Slaughter & Rhoades, 2004, De Feo & Pitzalis, 2017)
Introduzione. Per un approccio generativo alla sociologia di Pierre Bourdieu
L'introduzione presenta il significato e i contenuti del volume
Simposio: Bourdieu in Italia 20 anni dopo: la definitiva legittimazione?
il simposio fa un bilancio, a 20 anni dalla scomparsa, della diffusione e utilizzo di Bourdieu in Italia
"Education as commons". Teorie e pratiche di ricerca e azione educativa per un nuovo 'avvenire collettivo'
This article introduces the concept of educational commons as an umbrella concept for the articles included in a special issue of "Scuola Democratica". It addresses the scientific, cultural, and political urgency of rethinking educational processes in a complex society. Its goal is to redefine their boundaries and critically examine the role of democratic participation within the public space of education. Articles in the special issue explore the theme of education as 'commons' from diverse theoretical perspectives and research approaches, highlighting how the concept of 'educational commons' is not a unified paradigm but rather a plural and diversified field where various actors offer different responses to the challenges posed by neoliberal, atomising, and hyper-competitive logics
Etnografia dell’innovazione a scuola e in classe
Il capitolo presenta i risultati dell'analisi qualitativa di una ricerca empirica svolta su un progetto di innovazione tecnologica, didattica e pedagogica che ha coinvolto il sistema scolastico sardo tra il 2010 e il 2015. La ricerca ha l'obiettivo di analizzare il modo in cui i processi di innovazione tecnologica e di riforma scolastica vengono reinterpretati e tradotti nelle dinamiche relazionali proprie di alcune scuole che hanno rappresentato casi studio
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