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    Marco Fabbri - Angelo Trotta, Una scuola-collegio di età augustea. L'insula II di Velia

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    Balty Jean-Charles. Marco Fabbri - Angelo Trotta, Una scuola-collegio di età augustea. L'insula II di Velia. In: L'antiquité classique, Tome 62, 1993. pp. 580-581

    Il Cispio e le sue adiacenze in età antica. Storia urbana e analisi topografica di un settore dell'Esquilino

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    La ricerca è stata avviata col fine di analizzare la topografia storica di uno dei settori della città antica meno conosciuti: il Cispio. Ci si è così proposti di restituire la storia urbana di una delle aree di Roma che, a causa di una marginalità evidente all’interno delle fonti letterarie risulta tra le più neglette negli studi contemporanei. A livello metodologico si è operato distinguendo tre differenti livelli: analitico, sintetico e interpretativo. Nella struttura della ricerca si è imposta una qualche ridondanza nella organizzazione e nell’analisi delle fonti disponibili, interrogandole sulle diverse tematiche affrontate e riarticolandole secondo prospettive interpretative differenti. La natura stessa del dossier non ha consentito, infatti, una narrazione continua e cronologicamente ordinata, a cui si è così rinunciato. La raccolta dei dati ha mirato a ricostruire ogni ritrovamento occorso lungo la superficie del Cispio, confluito poi nella carta archeologica, che costituisce la parte catalogica di questo lavoro. Ad un livello successivo, quello di sintesi, si è scelto di esaminare ogni tematica topografica sotto una duplice prospettiva quella delle fonti archeologiche e quella delle fonti scritte, cercando in questo modo sia di distinguere il più possibile la lettura dall’interpretazione, sia di valorizzare un dossier di sua natura poco “parlante”. Sono state così affrontate problematiche quali la toponomastica e la topografia, le suddivisioni dello spazio urbano, la viabilità e gli spazi pubblici e i luoghi di culto nell’ambito delle fonti scritte. Per quelle archeologiche, invece, si sono esaminate le dinamiche dello sviluppo pre-urbano, il tessuto insediativo, la viabilità e, seppur brevemente, l’analisi dei reperti mobili. Un apposito spazio, inoltre, è stato dedicato alla complessa problematica della localizzazione del tempio di Giunone Lucina sul Cispio, di fatto il solo edificio che le fonti antiche situano con certezza sul mons. La proposta di localizzazione, ottenuta tramite l’analisi integrata del dossier archeologico con quello letterario ed epigrafico, si è giovata in gran parte della ricerca archivistica sopramenzionata. Si è tentato comunque, per quanto possibile, di restituire un quadro e un areale accettabile per la localizzazione del luogo di culto, e successivamente indagare le distinte possibilità, avanzando una proposta specifica. Infine, ad un ultimo livello più interpretativo si sono analizzate le problematiche di storia urbana dell’area. In questo senso, proprio a causa della limitatezza delle fonti letterarie disponibili il lavoro si è giovato del dossier epigrafico per approfondire il paesaggio religioso e la storia sociale del quartiere. Sulla prima tematica, sostanzialmente limitata alla festività dei Matronalia ci si è proposti di chiarire la ritualità connessa alla celebrazione delle feste in onore della dea, al suo contesto storico ed alle vicende connesse alla fondazione del tempio, tra le più dibattute nella storia degli studi. Sulla storia sociale del quartiere è stata indagata e verificata la presenza di specifiche forme di sociabilità connessa alla eventuale caratterizzazione “professionale” di alcune aree del Cispio. Contestualmente si è cercato di comprendere e ricostruire la presenza di memorie di famiglie nella toponomastica, ed infine, di tracciare un quadro degli abitanti del quartiere, provando a riconoscerne le abitazioni e analizzando i caratteri specifici del popolamento. L’obiettivo finale è stato quello di colmare un vuoto nella storia urbana della città antica, cercando di comprendere l’area nella sua integrità e il complesso sistema di fonti ad essa associate

    Marco Fabbri, Angelo Trotta. — Una scuola- collegio di età augustea. L'insula II di Velia, 1989. (Archaeologia Perusina, 7. Archaeologina, 90)

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    Gros Pierre. Marco Fabbri, Angelo Trotta. — Una scuola- collegio di età augustea. L'insula II di Velia, 1989. (Archaeologia Perusina, 7. Archaeologina, 90). In: Revue des Études Anciennes. Tome 94, 1992, n°3-4. pp. 521-522

    Marco Fabbri, Angelo Trotta. — Una scuola- collegio di età augustea. L'insula II di Velia, 1989. (Archaeologia Perusina, 7. Archaeologina, 90)

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    Gros Pierre. Marco Fabbri, Angelo Trotta. — Una scuola- collegio di età augustea. L'insula II di Velia, 1989. (Archaeologia Perusina, 7. Archaeologina, 90). In: Revue des Études Anciennes. Tome 94, 1992, n°3-4. pp. 521-522

    sj-xlsx-1-qjp-10.1177_17470218211057031 – Supplemental material for The vertical space–time association

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    Supplemental material, sj-xlsx-1-qjp-10.1177_17470218211057031 for The vertical space–time association by Alessia Beracci, Marissa Lynn Rescott, Vincenzo Natale and Marco Fabbri in Quarterly Journal of Experimental Psychology</p

    sj-docx-1-qjp-10.1177_17470218211057031 – Supplemental material for The vertical space–time association

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    Supplemental material, sj-docx-1-qjp-10.1177_17470218211057031 for The vertical space–time association by Alessia Beracci, Marissa Lynn Rescott, Vincenzo Natale and Marco Fabbri in Quarterly Journal of Experimental Psychology</p

    Possession is Nine-Tenths of the Law: possession, property, and coordination in a Hawk–Dove Experiment

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    In all legal systems, possession and property are inextricably linked. Game theory captures this relationship in the Hawk–Dove game: players competing for an asset are better off when the possessor plays Hawk and the intruder plays Dove (the bourgeois strategy) so that property can emerge as a spontaneous convention. This theory has been supported by large experimental evidence with animals. This paper presents a lab experiment where possession is manipulated to study the emergence of the property convention with human subjects. We show that the highest coordination emerges when possession is achieved meritoriously and that possession induces only bourgeois coordination (never antibourgeois)
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