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Aspetti cronologici della pace del 375/4
Comparing Xenophon’s and Diodorus’ narratives about the Boiotian war in the 70s of the 4th century B. C. with a passage of the Oeconomica attributed to Aristotle where the Athenian strategos Timotheos is said to have wintered at Corcyra after the battle of Alyzeia, it is possible to date the peace of 375/ 4 between Athens and Sparta to the spring of 374 instead of the autumn of 375, usually preferred by scholars. Such a chronology conforms itself better with the tradition that shows spring was the season preferred by Greeks to do peace.La comparaison entre les narrations de Xénophon et de Diodore au sujet de la guerre béotienne des années 70 du IVe siècle av. J.-C. et un passage des Économiques attribués à Aristote, où il est attesté que le stratège athénien Timothéos a passé à Corcyre l’hiver suivant la bataille de Alyzeia, incitent à placer au printemps de 374 la paix entre Athènes et Sparte que les chercheurs placent traditionnellement à l’automne de 375. Cette chronologie est confortée par une donnée qui émerge des sources anciennes : le printemps était la saison préférée par les Grecs pour conclure la paix.Valente Marcello. Aspetti cronologici della pace del 375/4. In: Ktèma : civilisations de l'Orient, de la Grèce et de Rome antiques, N°39, 2014. pp. 289-302
L'imposta del metoikion ad Atene: uno strumento per il controllo dell'immigrazione?
Sebbene vi sia oggi un generale consenso nel considerare il metoikion versato dai meteci di Atene come uno strumento puramente simbolico per ribadire la distanza che separava i meteci dai cittadini, il suo ammontare fisso, senza alcuna proporzionalità né tanto meno progressività tributaria, colpiva inevitabilmente in misura maggiore i redditi più bassi, inducendo pertanto a ritenere che si trattasse in realtà di uno strumento molto concreto per scoraggiare gli stranieri di condizione più umile a stabilirsi ad Atene, uno strumento funzionale quindi a selezionare gli immigrati che prendevano la residenza in Attica, favorendo quelli capaci di svolgere un mestiere che permetteva loro di mantenersi senza gravare sulla collettività e di portare anzi con il loro lavoro beneficio alla polis che li accogliev
Un'attestazione dell'epiclerato attico nelle Supplici di Eschilo
Il passo delle Supplici di Eschilo in cui il re Pelasgo accoglie la richiesta di aiuto delle Danaidi, pur riconoscendo il fondamento legale della pretesa dei loro cugini a sposarle in quanto essi ne sono i parenti prossimi, rivela una testimonianza cronologicamente assai alta dell'epiclerato ateniese. L'esame del passo, assai critico verso l'istituto dell'epiclerato per la costrizione che poneva nei confronti della donna epikleros, mostra come tale istituto non fosse affatto bene accetto nel V secolo, come talvolta sostenuta, e che la sua critica sociale sia iniziata assai prima del IV secolo
La legge di Taso sul vino e l'aceto
Su questa epigrafe frammentaria rinvenuta a Taso e risalente approssimativamente al secondo quarto del V secolo a.C. è conservata la più antica legge relativa al commercio del vino e dell’aceto nel mondo greco. Data la condizione mutila dell’iscrizione non si conosce con certezza quale fosse il divieto stabilito, ma in caso di infrazione era prevista la confisca della merce e il pagamento di una multa pari a un sesto del valore della merce, da versare alle divinità di Atena Poliouchos e di Apollo Pythios, più un’altra multa del medesimo importo da corrispondere al delatore. Tali misure dimostrano l’interesse pubblico per il commercio del vino nella Taso classica, permettendo così di accostare tale documento ad altri risalenti alla fine del V secolo che riferiscono ulteriori norme relative alla medesima materia. Tra le norme riferite dalla presente epigrafe ve ne è una che vietava il ricorso al giuramento di estraneità ai fatti contestati, accostabile ad analoghi strumenti giudiziari attestati anche altrove. Il collegio dei Trecento incaricato di riscuotere le cauzioni versate da chi intentava una causa non era un organo di governo oligarchico investito di poteri giudiziari, bensì più probabilmente un semplice organo giudiziario deputato a giudicare le cause commerciali
Una trascurata notizia di Demostene sull'argeade Menelao, fratellastro di Filippo II di Macedonia
Il Menelao cui accenna di sfuggita Demostene nella Prima Filippica viene generalmente identificato con Menelao di Pelagonia, noto solamente da due epigrafi cronologicamente troppo lontane però dalla redazione dell'orazione demostenica per supportare tale identificazione, mentre Arpocrazione lo identifica con il fratellastro di Filippo II giustiziato poco dopo la caduta di Olinto. La ricostruzione delle vicende della famiglia reale degli Argeadi tra gli anni '90 e gli anni '40 del IV secolo, con una nuova ipotesi circa i due matrimoni di Aminta III, padre di Filippo II e di Menelao, porta a dare credito alla testimonianza lessicografica gettando uno sguardo inedito sulle lotte di potere che caratterizzarono i primi anni del regno di Filippo II
Episodi di concussione negli Economici pseudoaristotelici
Quando si esamina il problema della concussione nel diritto greco occorre tenere presente che il reato di concussione è una creazione dell'attuale ordinamento italiano e non è pertanto previsto non solo nei diritti antichi, ma neppure in quelli contemporanei, che la includono invece nella fattispecie della corruzione. I comportamenti che oggi rientrano nella concussione erano tuttavia presenti nella Grecia antica, come attestano alcuni aneddoti contenuti negli Economici attribuiti ad Aristotele
Il grande affare della guerra. Il vettovagliamento degli eserciti greci in età classica
In ancient Greece the war upset the normal life of the poleis, but it also offered merchants a great opportunity to earn money through the provisioning of the fighting armies. Indeed, warring poleis had to offer favourable terms for trade with their armies by limiting as much as possible restrictions and impositions about the sale prices in order to entice the merchants to follow their troops to provide them with what is necessary for the sustenance of soldiers. The food provisioning during war is therefore a further example of how emporoi escaped the control of the polis, forcing it to allow the provisioning of their armies to be secured under free market rules
Il problema della concorrenza tra lavoro libero e lavoro servile nella Grecia antica
Nell'antica Grecia la concorrenza tra lavoro libero e lavoro servile dipendeva dal grado di concentrazione della proprietà servile all'interno della popolazione, per cui in società come quella ateniese dove la proprietà di schiavi era assai diffusa tale concorrenza si avvertiva appena, mentre in società come quella focese del IV secolo dove la proprietà di schiavi era concentrata nelle mani di pochissimi tale concorrenza era assai acuta. In sostanza, la concorrenza non era tra liberi e schiavi bensì tra chi possedeva schiavi e chi non ne possedeva
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