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Monasteri in Europa occidentale (secoli VIII-XI): topografia e strutture, Atti del III Seminario Internazionale di Studi “I monasteri nell’alto medioevo: Topografia e strutture degli insediamento monastici dall’età carolingia all’età della riforma”
Civitanova del Sannio: il monastero di Iumento Albo
L'articolo illustra i risultati delle ricerche archeologiche condotte presso il sito monastico di San Benedetto de Iumento Albo a Civitanova del Sannio, negli anni 2014-2017. Nello specifico, il contributo focalizza l'attenzione sulle ricerche effettuate all'interno della chiesa abbaziale e nella zona ad essa prospiciente
San Vincenzo al Volturno, scavi 2013-2015. La scoperta della "torre monastica"
Le ricerche archeologiche condotte sul "Colle della Torre", che fa parte dell'area monastica di San Vincenzo al Volturno (IS), hanno consentito il rinvenimento dei resti di una torre databile al X secolo. Il contributo illustra le particolarità del contesto di scavo e propone alcune ipotesi interpretative sull'assetto dell'area collinare durante i secoli X e XI.Archaeological research conducted on the "Colle della Torre", which is part of the monastic area of San Vincenzo al Volturno (IS), allowed the discovery of a tower dating back to the 10th century. The contribution illustrates the particularities of the excavation context and proposes some interpretative hypotheses on the layout of the hilly area during the 10th and 11th centuries
Indagini archeologiche presso la chiesa abbaziale del monastero di San Benedetto "de Iumento Albo" a Civitanova del Sannio (IS). Notizie preliminari
Il contributo illustra i risultati preliminari delle ricerche archeologiche condotte nella chiesa abbaziale del monastero di San Benedetto de Iumento Albo presso Civitanova del Sannio (IS).
Dalle prime indagini sono emersi i resti di un synthronon e dell'area presbiteriale assegnabili ad una delle prime fasi di sviluppo della chiesa
Imaging the human iris: a hyperspectral approach
Purpose: Hyperspectral (HS) imaging is a promising optical technique that allows the detection of both spatial and
spectral information in a single data acquisition. Here we investigate the capability of a prototype HS instrument to
measure the iris spectral reflectance in vivo. Moreover, we evaluate the intra- and inter-session repeatability of
quantitative HS measurements of the human iris.
Methods: Eight healthy volunteers (all males, average age 27 ± 2 years) participated in the study. Irises colors were
classified using the grading system of Franssen et al [Grading of Iris Color with an Extended Photographic Reference
Set, J Optom 2008; 1:36-40]. Each HS acquisition (duration: 4125 ms) consists of 22 images (HS cube) captured
between 480 – 900 nm, in 20nm intervals. Each acquisition was repeated 6 times. The instrument was calibrated
using a NIST white reflectance standard, to ensure quantitative and repeatable measurements. Reflectance was
analyzed across the 22 spectral bands in an annular region of interest concentric to the pupil. Repeatability was
assessed from images captured in 3 sessions, at the same exposure time, with realignment of the iris and refocusing
between each session.
Results: Inter-subject variability was highest at short wavelengths (Fig. 1) and reflectance exhibited opposite trends in
the visible and near infrared. This might be the result of melanin scattering. The influence of water absorption is
detected above 850 nm. Repeatability was highest for lighter irises and for wavelengths from 520 to 900 nm. In that
range, the coefficient of repeatability (95% of confidence interval) for measurements between sessions was ±10% and
±5% for dark and light irises, respectively. The within-session repeatability was ±7.5% and ±4%, respectively.
Conclusions: Automated in vivo HS imaging of the human iris appears to be reliable and reproducible. This technique
could potentially be exploited for monitoring iris pigmentation changes with time induced by prostaglandin analogues.
In addition, the iris spectral reflectance could be correlated with the development of certain ocular pathologies
Castello di Castrum Coeli (Colle S. Magno-FR), campagna 2003-2004. Risultati dei saggi di scavo e analisi stratigrafica degli alzati
L'articolo sintetizza i dati di scavo della campagna effettuata presso il sito fortificato di Castrum Coeli, Colle S. Magno e propone un'analisi architettonica delle strutture rinvenute
Angelo Pantoni. Documenti epigrafici di Montecassino dal VI al XV secolo
L'edizione, con apparato critico, mette a disposizione degli studiosi il catalogo delle epigrafi di Montecassino giuntoci in forma dattiloscritta grazie all'opera del monaco Angelo Pantoni.
Il catalogo riporta le schede di 410 iscrizioni databili tra il VI e il XV secolo, attualmente custodite nei locali del cenobio e in prevalenza sulle pareti dell'antico scalone di ingresso.
Il lavoro di edizione ha rappresentato anche l'occasione per riflettere sui dati archeologici emersi a seguito della ricostruzione post-bellica del monastero, nonché per offrire nuovi spunti di riflessione sulla cultura scritta nel cenobio durante i secoli dell'alto medioevo
Medioevo Monastico Molisano. Atlante degli insediamenti benedettini (VIII-XII secc.)
A partire dallo scorcio del VII secolo, ma più decisamente nell'VIII secolo, i duchi beneventani iniziano ad investire parte delle proprie risorse nella creazione ex-novo di fondazioni monastiche e nel rinnovamento delle istituzioni già esistenti. La geografia insediativa molisana dell'alto medioevo sembra perciò essere stata modellata, almeno in parte, dalla distribuzione e dalla organizzazione delle numerose terre concesse da sovrani e privati ai più importanti enti monastici. Curtes, casalia, terrae, villae costituiscono il tessuto sparso dell'insediamento in queste proprietà per tutta l'età altomedievale.
Il volume offre una panoramica sul fenomeno monastico molisano, mettendo a disposizione del lettore un atlante dei principali insediamenti benedettini della regione sorti e sviluppatisi tra l'VIII e il XII secolo. Lo studio passa in rassegna le fonti scritte a nostra disposizione confrontandole, ove possibile, con il dato archeologico.
Nello specifico, il sottoscritto ha analizzato gli insediamenti ricadenti negli attuali territori delle Valli del Volturno e del Trigno
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