1,721,010 research outputs found
Sul tempo delle madri forzate: tattiche e aspirazioni
In the contemporary Italian scenario characterized by increasingly
strict visa and asylum policies and a proliferation of “borders regimes”,
however, mothers with 0-3-year-old children are still considered a vulnerable
group. How does the categorization of vulnerable groups –
targeted and reframed by policies, public discourses and institutional
norms – allow social scientists to observe the production of subjectivity?
How are time, space and mobility tactics lived and represented
by migrant mothers of very young children born during the migratory
journey? In this paper focusing on the biographies of women I have
defined as forced mothers I will explore daily tactics, social networks,
and personal aspirations to show how mobility processes entail multiple
–institutional and biographical, temporalities
Legami e infrastrutture di convivialità tra autoctoni e migranti
Dopo aver brevemente introdotto le analisi delle migrazioni nello spazio urbano l'articolo basato su una ricerca etnografica che ha coinvolto donne madri che abitano alcune strutture di accoglienza migranti ha focalizzato l'attenzione sui legami deboli tra autoctoni e migranti e sulla nozione di infrastrutture di convivialità.
La nozione di infrastruttura, di recente introdotta nei migration studies, tiene conto di come la mobilità umana sia mediata da persone, istituzioni, brokers a attori economici, in particolare nei paesi di provenienza. In questa ricerca, in accordo con la definizione di Simone le infrastrutture di convivialità sono persone, attori statali e prassi istituzionali locali di collaborazione che hanno favorito, accelerato o promosso forme di convivenza tra autoctoni e migranti
Tracciare le distanze, sorvegliare il contagio
Questo articolo propone un’analisi degli effetti percussivi dell’epidemia di COVID-19 sulle strutture di accoglienza migranti nella città di Bologna, provando a cogliere l’esperienza vissuta da donne e madri. Il fare etnografico, dentro relazioni di campo di lunga durata, fa affiorare pratiche istituzionali e significati che migranti e operatori attribuiscono alla sorveglianza epidemiologica. I micro-dati empirici, le sfere biomediche di comunicabilità e le prassi di gestione epidemica, a livello nazionale e locale, hanno permesso di enucleare come le migrazioni e le epidemie siano plasmate nei contesti politico-istituzionali disegnando margini di agency o rinnovando, attraverso la spazializzazione della malattia, l’irrigidimento dei confini e le politiche della frontiera.This article analyses the percussive effects of the COVID-19 epidemic on migrant reception facilities in the city of Bologna, focusing specifically on the experience of women and mothers. The ethnographic approach, employed within long-term field-based relationships, brings to light the institutional practices and meanings that migrants and social workers attribute to epidemiological surveillance. Through empirical micro-data and biomedical spheres of communicability and epidemic management practices, at both national and local levels, the article captures the way migration and epidemics alike are shaped in specific political-institutional contexts by delineating spaces of agency or by using the spatialization of the disease to make border policies more stringent
La valigia. Madri, cose e spazi domestici temporanei nelle migrazioni forzate.
L'analisi si basa sull'etnografia in uno spazio temporaneo di accoglienza destinato a donne migranti, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, con figli piccoli.
Il saggio investiga le forme del costruito, gli spazi domestici d'accoglienza e la relazione tra oggetti, cose nell'accezione di Bodei, e persone. La ricerca osserva il prodursi, da parte delle madri migranti, della soggettività e come l'accumulo degli oggetti risponda a idee di futuro
Rappresentazioni "diasporiche" e pratiche localizzate di co-sviluppo:note sul caso Ghanacoop
Il contributo esplora le forme associative migranti e il loro impegno nella cooperazione internazionale. L'impegno nel co-sviluppo nel contesto italiano favorisce la partecipazione sociale e politica dei migranti e delle associazioni
Across the Borders of Political Subjectivity. Ghanaian Migrants to Italy as Development Brokers.
Based on the ethnography of two co-development projects run by Ghanaian migrants
to Italy, this article explores migrants’ political subjectivity by examining practices and
discourses on migration as a resource for development. In Ghana, which is considered
one of the African states more pro-active in designing policies to channel migration
for development, diasporic groups have been re-articulated as part of the transnational
nation. In Italy, where migrants are incorporated as subaltern subjects, migration and
development policies have been interpreted as an inclusive tool for promoting socioeconomic
integration in the country of immigration. In this scenario, where neo-liberal
policies celebrate migrants’ potential as development agents, the analysis focuses on
the way Ghanaian migrants imagine and encounter the state of both origin and destination
while reflecting and embodying discourses, becoming development brokers,
and struggling to be recognized across borders.Basé sur l’ethnographie de deux projets de codéveloppement réalisés par des migrants
ghanéens en Italie, cet article explore la subjectivité politique des migrants en examinant
les pratiques et les discours sur la migration comme une ressource pour le
développement. Au Ghana, considéré comme l’un des États africains les plus avancés
dans la conception de politiques visant à canaliser la migration pour le développement,
les groupes de la diaspora ont été redéfinis comme partie de la nation transnationale.
En Italie, où les migrants sont intégrés en tant qu’sujets subalternes, les politiques de
migration et de développement ont été interprétées comme un outil inclusif pour la
promotion de l’intégration socio-économique dans le pays d’immigration. Dans ce scénario
où les politiques néolibérales célèbrent le potentiel des migrants en tant que
agents de développement, l’analyse se penche sur la manière dont les migrants ghanéens
entrent en contact avec l’État d’origine et de destination, mais aussi comment,
à travers une réflexion des discours, ils deviennent des courtiers en développement
reconnus au-delà des confins
"L'immigrazione che produce". Controcampi discorsivi sulla migrazione e la cooperazione allo Sviluppo
Looking at a co-development project involving Ghanaian migrants to Italy, this article explores the communication processes and identity construction among this group of migrants. Embodying the “migration which produces”, they may question some common stereotypes concerning migrants, paradoxically strengthening other current public rhetorics in which only the economic producer can be a welcome migrant. The analysis of discourses shows the Ghanaian migrants’ ability to assume dominant rhetorics and descriptive categories with the aim of changing the current Italian media images-discourses and, thereby, gaining access to national and transnational public spheres
Migranti ghanesi in Italia: rileggere tempo, traiettorie e confini di mobilità
Il saggio focalizzando l'attenzione su un gruppo di migranti ghanesi in Italia rilegge aspirazioni, traiettorie e immaginari di mobilità.
Attraverso la documentazione etnografica l'autrice pone questioni di carattere epistemologico e metodologico sul paradigma della mobilità
La storia di vita e di discriminazione degli stranieri in Italia: annotazioni sul metodo e l'autobiografia
Il contributo espone le principali questioni metodologiche affrontate nel report e nella ricerca empirica di cui si riferisce. La metodologia di ricerca identificata esplora se pur brevemente le questioni epistemologiche sottese al tema
Darkness before Daybreak. African migrants living on the margins in the Southern Italy today di Hans Lucht. Berkeley: University of California Press.
La ricerca antropologica alla base del volume osserva e documenta i percorsi migratori di alcuni gruppi di pescatori ghanesi che, attraverso la Libia, arrivano e vivono marginalizzati in Italia. L'etnografia illustra bene i modi di vita e le difficoltà di vivere e lavorare in un contesto meridionale italiano quando si è migranti irregolari
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