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    MANZONE F, SPAGNUOLO R (2015). Implementazione BIM per la progettazione operativa del cantiere. COSTRUZIONI METALLICHE, vol. SETT OTT 2015, p. 53-61, ISSN: 0010-9673

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    This paper describes the research work aimed at developing a methodology for the integration of the calculation of the assembly time for metal framework components in BIM planning, on the basis of the technical literature available. The incorporation of the method in Autodesk Revit will enable this calculation to take place in the BIM model directly, thus simplifying the operational planning process

    Restauro del "Fungo" dell'EUR, Roma

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    Il restauro di un'opera di architettura moderna spesso si traduce nel recupero di un vasto ambito urbano dopo che il manufatto curato viene reinserito nelle dinamiche della città. Il serbatoio idrico dell'EUR, conosciuto dai romani come il Fungo, è uscito da un periodo di abbandono durato circa quindici anni. Situato sulla collinetta di piazza Pakistan, in quella zona ubicata nei pressi del Palazzo dello Sport oltre il laghetto artificiale, e realizzato nel 1957-59 da R. Colosimo, S. Varisco, A. Capozza e A. Martinelli, ha la funzione di tenere in pressione, con una vasca d'acqua di 2.500 metri cubi, la rete antincendio e di innaffiamento del quartiere. L'ARCA n. 98, 1995, p. 93. Refection du “Moderne” au quartier de l’EUR: restaurant “il Fungo”, Rome, in: PROGETTO ROMA, la faculté d’architecture et la ville de l’an 2000, Istituto Italiano di Cultura in Libano, Beyrouth, 1997, p. 19. Restauro del Moderno all’EUR: il ristorante “il Fungo”, Roma, in: Progettare Roma, Gangemi Ed., Roma, 1998, pp. 20-21. Restauro del moderno all'EUR: la ristrutturazione del "FUNGO", in: L'INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI, Gennaio 1997, p. 58. http://www.ruggerolenci.it/0017%20Fungo.ht

    La belleza del caos. Procedimientos transdiscursivos en la obra Bella tarde

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    Podemos afirmar que el campo de las artes escénicas se ve, actualmente, cada vez más irrumpido por lenguajes y disciplinas que exceden y difuminan laconcepción tradicional del teatro. Frente a ello los modos de construcción escénica se modifican y abren paso a diferentes procedimientos, de todos losque se podrían mencionar nos interesan particularmente la intertextualidad y la transdiscursividad, dos fenómenos muy presentes en la obra de PabloLongo. El presente trabajo se propone, justamente, abordar una de sus obras ?Bella tarde- desde esta perspectiva, por ello focalizará el análisis en larelación entre el discurso científico derivado de las ciencias del caos y la construcción dramatúrgica de la pieza.Fil: Manzone, María Verónica. Universidad Nacional de Cuyo. Facultad de Artes y Diseño; Argentina. Universidad Nacional de Cuyo. Facultad de Filosofía y Letras; Argentina. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas. Centro Científico Tecnológico Conicet - Mendoza; Argentin

    GIANFREDA F, MANZONE F, TROIANO D (2015). Panel for Building: a new tipology of platform frame. TEMA, vol. 1,, p. 184-189, ISSN: 2421-4574

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    This paper describes the feasibility and engineering test made on the construction system patented with the name "Panel for Building". This panel is made of vertical and horizontal profiles in thin pre-formed sheet and two stiffening plasterboard slabs located on opposite sides of the structure. Panel for Building represents an innovation in platform frame structures, because it uses cheap and easily found components. Forth more the use of plasterboard slabs reduces the layers of the wall and improves overall performance. This system allows to construct high performance buildings by optimizing construction time

    Allestimento della mostra di Antonino Manzone Architetto a Ravenna

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    Realizzazione della mostra celebrativa dell'architetto Antonino Manzone, il massimo esponente della contemporaneità a Ravenna. http://www.ruggerolenci.it/000.htm http://catalog.nypl.org/search http://catalog.loc.gov/cgi-bin/Pwebrecon.cgi?hd=1,1&Search%5FArg=lenci%20ruggero&Search%5FCode=NAME%40&CNT=100&type=quick&PID=Dlp0uIiy8IchR91aAO70zVdRKSS8&HIST=0&SEQ=20110920030729&SID=1 http://hollis.harvard.edu

    Manzone Architetto (nota introduttiva/introductive note A. Bruschi)

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    L'opera architettonica di Nino Manzone, molteplice e al tempo stesso unitaria, può essere letta più agevolmente se suddivisa nelle otto anime che la compongono e che l'hanno ispirata, non sempre attraverso divisioni temporali cronologicamente distinguibili, ma certamente corrispondenti a otto imperativi che Nino ha seguito in modo profondo e intenso durante tutta la sua vita. La prima anima, che definiremo di influenza scandinava, si concretizza con il progetto per la Camera di Commercio di Ravenna, città che rimane senza dubbio sua più di ogni altra, occidentale e orientale al tempo stesso, metafora del suo continuo peregrinare; la seconda, che si può definire romanica o di rapporto con le preesistenze storiche, è legata soprattutto agli inserimenti, in quella città, dell'Hotel Bisanzio, della casa Roncuzzi e dell'Archivio di Stato; la terza, che chiameremo tecnologica, trova compimento nel progetto per l'Istituto Tecnico Industriale ancora a Ravenna; la quarta, definibile come periodo dei crescents e dei grandi progetti non realizzati si sviluppa, a mio giudizio, a seguito degli stimoli derivanti dal lavoro con Ludovico Quaroni e Marcello d'Olivo e si manifesta nei progetti per la Pineta/Lido di Classe a Ravenna, per il centro residenziale Lido del Sole a Rodi Garganico, per il complesso il Girasole al Lido degli Estensi, con il concorso per il quartiere fieristico a Bologna, con quello per un prototipo di Motel per l'Italia, e infine con il concorso per un parco urbano intitolato alla resistenza a Modena; la quinta, che sviluppa un'idea basata sul diaframma triangolare, trova espressione con i progetti per il residence a Milano Marittima, col l'Hotel Mehari a Tripoli e con il Palazzo per uffici a via Karim Chan e Zand a Teheran; la sesta, definibile come mediorientale, si manifesta nei progetti svolti negli anni della permanenza in Iran e, poi, in Iraq; la settima, che si può chiamare dei concorsi internazionali, è quella del ritorno a Roma, sua città natale, ed è caratterizzata dalla voglia di fare architettura e di misurarsi con i grandi temi di ricomposizione urbana; l'ottava, ed ultima anima di Manzone, è quella dedicata al disegno dei mobili e ai progetti di arredamento. Benché ritenute fondamentali per la comprensione dell'architetto, tuttavia si ritiene utile proporre questa suddivisione dell'opera di Manzone in otto parti esclusivamente nel saggio introduttivo e non anche nella successiva illustrazione dei progetti, perché sono convinto che essa risulterà pertinente e appropriata solo se riuscirà a costituire uno stimolo e un invito a una lettura trasversale dei suoi lavori e non una scelta forzata di un noioso quanto inutile incasellamento degli stessi. Tale suddivisione vuole costituire un momento interpretativo che contribuisce a far cogliere e a rendere più evidenti quelle sfumature, quelle articolazioni linguistiche e quei significati. Il carattere straniante del suo primo progetto, la Camera di Commercio, dovuto alla schetta messa in atto di regole sintattiche chiare, derivanti da una reinterpretazione dell'ampliamento del Palazzo di Giustizia di Göteborg (1934-7) di Erik Gunnar Asplund, nonché all'intensa e nuova colorazione rossa, l'avranno sicuramente resa architettura/oggetto nel paesaggio urbano di Ravenna così fortemente connotato dalla storia. Non appena costruito, l'edificio doveva apparire come una sorta di Pompidou Center di quella città degli anni '50. Quaroni ne ha così scritto nella rivista l'Architettura di Bruno Zevi: "un edificio degnamente moderno, il primo in linea con la civiltà delle grandi industrie.... la sala conferenze è forse la migliore realizzata in Italia, nonostante le evidenti compiacenze 'scandinave', e gli uffici sono un modello, per distribuzione, per impianti e per arredamento, che dovrebbe essere tenuto presente da tutti. Ma servirà questo edificio ad indicara una strada dignitosa all'edilizia della futura città industriale....?

    Ristrutturazione urbanistica del quartiere autocostruito “Massimina” a Roma. Progetto eseguito

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    Il progetto è stato frutto dell'incarico di ristrutturazione urbanistica del quartiere autocostruito “Massimina”, da parte del Comune di Roma

    Approcci LEAN-BIM nella produzione edilizia: strumenti grafici di supporto e applicazioni

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    L’articolazione del contributo segue lo schema dei rimandi incrociati tra due diverse discipline, quella della produzione edilizia e quella della rappresentazione grafica e dei sistemi di conoscenza che essa sostiene; a un paragrafo della prima, risponde un paragrafo della seconda e viceversa, poi le due insieme, in un dialogo continuo che accompagna dai principi generali alle applicazioni per fornire una cornice metodologica al tema della gestione del cantiere, delle persone che lo vivono e delle informazioni grafiche, diagrammatiche e testuali che quotidianamente produce. Il paragrafo successivo presenta una breve rassegna critica dello stato dell’arte nella integrazione lean-bim. Definita per riferimenti principali la frontiera di studio, i paragrafi successivi affronteranno nel dettaglio principi e metodi dei processi lean-orientati e BIM-integrati, per passare successivamente a definire un esempio applicativo condotto in un intervento residenziale e commerciale di rilevanti dimensioni, infine per concludere con la trattazione degli aspetti di complementarità che è possibile introdurre attraverso processi BIM e sistemi informativi integrati
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