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    La valutazione economica dei diritti relativi alle prestazioni sportive dei calciatori: profili teorici ed operativi

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    Il contributo si pone l’obiettivo di analizzare la tematica della valutazione dei diritti pluriennali relativi alle prestazioni sportive dei calciatori tramite un approccio di tipo empirico che consenta di verificarne la rispondenza tra il prezzo di mercato e il valore economico. In particolare, il lavoro approfondisce le possibili metodologie di stima, identificandone una che sembra meglio adattarsi alle stime in questione. Tale metodologia viene applicata ad un caso di studio per apprezzare l’attendibilità e l’idoneità a svolgere il ruolo di guida per l’individuazione del prezzo teorico di riferimento da pagare per l’acquisizione delle titolarità dei diritti oggetto d’analisi

    Tackling unintended consequences of EU sanctions: NGOs' advocacy for humanitarian exceptions

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    Sanctions are increasingly prominent foreign policy tools, but research on the policy process that leads to specific sanction design is limited. Sanctions can have unintended effects on the provision of humanitarian aid in sanctioned countries, which has led to calls for humanitarian exceptions in sanction design. This study focuses on non-governmental organizations’ (NGOs) advocacy for a humanitarian perspective on European Union (EU) sanctions in the period 2020–2021. Building on the Advocacy Coalition Framework and the triangulation of qualitative data sources including interviews and document analysis, this study describes an advocacy coalition of humanitarian NGOs in Brussels, their advocacy strategies and the effectiveness of these strategies. The analysis highlights the coalition’s common policy beliefs and documents three advocacy strategies: coalition building, knowledge leadership and lobbying. The analysis then traces the link between these strategies and recent policy changes, namely, clearer European Commission guidelines on the implementation of humanitarian derogations. This policy change was further facilitated by policy brokers and an external shock, the Covid-19 pandemic. The findings shed light on an understudied design feature of sanctions, i.e., humanitarian exceptions, and on the role of non-governmental actors in shaping sanction designs

    La sostenibilità del settore Long Term Care a livello internazionale: un’analisi comparata tra Francia, Germania e Svezia

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    Il settore Long Term Care ha attraversato a livello internazionale un periodo di significativi cambiamenti negli ultimi anni. Certamente impattante è stata la pandemia di Covid-19, ma ulteriori crisi hanno minato e continuano a minare la sostenibilità del settore in diversi paesi, come per esempio le spinte inflattive dovute all’aumento dei costi energetici o la persistente carenza di attrattività per il personale. Il capitolo presenta le evidenze raccolte dall’analisi e comparazione dei casi studio dei settori LTC di Francia, Germania e Svezia. Questa metodologia permette di esaminare in modo approfondito come diversi contesti nazionali abbiano approcciato la complessità delle sfide del settore. Comparare le esperienze di questi paesi fornisce una prospettiva diversificata e può arricchire il presente dibattito nel contesto italiano con spunti di riflessioni sui punti di forza e debolezza che emergono dalle diverse scelte di policy

    La sostenibilità del settore Long Term Care nella riforma per la non autosufficienza

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    Negli ultimi decenni l’Italia, a differenza di numerosi paesi dell’Unione Europea, non ha riformato in modo sostanziale il suo sistema di welfare pubblico per la non autosufficienza. A seguito degli eventi collegati alla diffusione di Covid-19 ma anche (soprattutto) alle dinamiche di Next Generation EU e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), gli anni 2022 e 2023 sono stati anni di lavoro ad alcune proposte legislative destinate a impattare sul settore. Il presente capitolo descrive questi recenti sviluppi di policy con lo scopo di discutere le implicazioni in termini di sostenibilità del settore LTC

    How much do Intellectual Capital, Ownership Structure and the Board of Directors affect the Performance of Italian listed companies?

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    Purpose – The objective of this paper is to examine the relationship between some aspects of governance (such as ownership structure and characteristics of the board), the efficiency of intellectual capital and the economic and market performance of a sample of Italian listed companies. Design/methodology/approach – This study investigates a sample of forty Italian listed companies during the period 2002-2012, whose shareholder weight is equal to approximately 50 percent of the total market capitalization. In particular, through regression analysis there will be an examination of the relationship between economic and market performance and the efficiency of intellectual capital, the characteristics of the board and the ownership structure of the companies investigated. In addition, a few control variables (debt ratio, size, industry and firm age) will be used to measure the impact on the regression analysis. Originality/value – This methodology highlights both the relationship between the efficiency of intellectual capital and the performance of firms and the influence that the governing body can have on the efficiency of intellectual capital. The research on the one hand extends the existing literature on some aspects of corporate governance and intellectual capital; on the other hand it aims to test the importance of the ownership structure and the characteristics of the board of directors as a means of creating value in firms. Practical implications – The outcome of the application, in addition to enhancing knowledge on the relationship between ownership structures, the characteristics of the board, the efficiency of intellectual capital and business performance, intends to determine if the board of Italian listed companies affects the determination of business results and the management of intellectual capital. Moreover, the results could be useful both for policy makers in order to regulate the size of the boards and their independence with respect to the ownership, and also for enterprises in determining compensation and benefits

    La struttura e le attività del SSN

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    Il capitolo dipinge un quadro complessivo del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano, della sua organizzazione e delle sue attività, con un’attenzione particolare ai cambiamenti che ne hanno caratterizzato l’evoluzione negli ultimi anni

    Regione che vai, RSA che trovi: la residenzialità per anziani in dodici regioni

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    La dotazione di personale è pilastro fondante degli standard di servizio necessari e richiesti. In un momento storico in cui questa è messa in discussione da una carenza strutturale, è necessario chiedersi in che modo gli standard normativi attuali agiscano e influenzino questo problema e se ci sono spazi di miglioramento o cambiamento. Questo non è possibile in senso assoluto ma solo nel confronto tra Regioni diverse e modelli di servizio diversi. L’analisi presentata nel Capitolo 3 mostra come esistano, al di là delle etichette e denominazioni, molti modelli possibili di socio-sanitario e di residenzialità per anziani e che gli standard fissati dalle Regioni abbiano dei differenziali molto rilevanti. Questa eterogeneità nel tempo è stata giustificata dall’affermazione di diversi modelli regionali ma oggi, momento in cui il settore attraversa una crisi dopo l’altra e in cui si sta discutendo di una riforma nazionale, come interpretiamo questa variabilità? E ancora: le norme e le regole oggi esistenti sono un vincolo esogeno immodificabile oppure esistono delle strategie e modalità per trasformarli in spazi di lavoro

    La struttura e le attività del SSN

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    Il capitolo 2 del Rapporto OASI 2024 descrive il SSN italiano focalizzandosi sui profili istituzionali, sulla dotazione strutturale, sulle attività e sul livello di risposta alla domanda di salute, e ne illustra il posizionamento nel panorama internazionale

    La struttura e le attività del SSN

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    Il capitolo 2 del Rapporto OASI 2023 offre un dettagliato panorama del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano, focalizzandosi su aspetti istituzionali, dotazione strutturale, attività e risposta alla domanda di salute, oltre a posizionare il SSN nel contesto internazionale. Le riforme iniziate negli anni ‘90 hanno ridotto il numero di aziende sanitarie territoriali da 197 nel 2001 a 128 nel 2023, con processi di fusione mirati a ottimizzare le dimensioni istituzionali. Recentemente, alcune regioni medio-piccole hanno mostrato un’inversione di tendenza. Anche le Aziende Ospedaliere (AO) sono diminuite da 97 nel 2001 a 42 nel 2023, con l’ultima modifica introdotta nella regione Marche nel 2022. Nel complesso, negli ultimi 20 anni, le dimensioni medie delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) sono considerevolmente aumentate, con una popolazione media di 458.792 utenti a gennaio 2023. In termini strutturali, le esigenze di contenimento della spesa e riqualificazione hanno guidato una razionalizzazione dell’offerta ospedaliera e territoriale, inevitabilmente interrotta o comunque profondamente influenzata dalla pandemia nel biennio 2020-2021. Il Covid-19 ha anche influenzato il personale del SSN, con incrementi tra operatori tecnici e sociosanitari, personale infermieristico, ostetrico e vari professionisti sanitari, mentre i medici hanno registrato un aumento più modesto. Nonostante ciò, i numeri rimangono in diminuzione rispetto a un decennio fa, con particolari carenze di personale infermieristico. Per quanto riguarda le attività di ricovero, l’aumento nel 2021 non ha compensato il calo del 2020, mentre le prestazioni di specialistica ambulatoriale sono complessivamente tornate a livelli pre-pandemici. Tuttavia, il recupero è da attribuire in stragrande parte al laboratorio analisi, mentre diagnostica per immagini, riabilitazione e le principali branche cliniche per acuti presentano ancora significativi gap rispetto al 2019. A livello internazionale, l’Italia si distingue per il basso numero di infermieri per 1.000 abitanti, il basso rapporto tra infermieri e medici e indicatori di attività ospedaliera inferiori rispetto ai principali paesi europei. Nel paragrafo conclusivo, si approfondisce il tema delle diseguaglianze nell’accesso alle prestazioni sanitarie, evidenziando come la pandemia abbia ulteriormente peggiorato la situazione, con un aumento delle rinunce alle prestazioni sanitarie considerate necessarie nel periodo 2019-2021, seguito da una lieve diminuzione nel 2022. Le lunghe liste d’attesa sono emerse come barriera principale all’accesso, particolarmente al Nord, indicando le difficoltà del sistema nel soddisfare la domanda di assistenza post-emergenza sanitaria
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